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HAEMOTH – “In Nomine Odium”
by redazione on nov.03, 2011, under ALBUM, H
(Debemur Morti Prod./Audioglobe) L’ultima volta che il duo francese Haemoth diede notizia di se è stato nel 2005 con un mini dal titolo “Kontamination”. Successivamente le tenebre li hanno inghiottiti, ma adesso è giunto il momento di risputarli fuori. Forse nemmeno l’inferno dell’oblio ha intenzione di covare in grembo questo grumo di odio, satanismo e maledizione. “In Nomine Odium” è un estremo raw black metal, racchiuso in sette pezzi corrosivi, sfrenati e apocalittici. Haemoth, voce, chitarra e basso, e Syth, batteria, costruiscono un sound distruttivo e potente, ma dai contorni poco definiti, ovvero grezzi e caotici come un true black metal richiede. Non occorrerebbe nemmeno segnalare qualche brano, vista la granitica in particolare, ma una breve citazione per “Son of the Black Light”, la quale ha un certo fascino, e la funerea “…and Then Came the Deceased”, è possibile spenderla visto che sono i due brani sensibilmente più lunghi. Rispettivamente 8′ e oltre e quasi 10′. I sette figli maledetti dell’odio scorrono con devastante fluidità e avvicinarsi ai loro lamenti è doveroso, per chi è votato al culto!
(Alberto Vitale) voto: 7/10
HAIL SPIRIT NOIR – “Pneuma”
by redazione on mar.19, 2012, under ALBUM, H
(code666/Aural Music) Hail Spirit Noir nascono grazie a Haris (synth) e Theoharis (chitarra e voce), due ex Transcending Bizarre?, un ensemble avant-garde. Hanno poi reclutato un bassista, un batterista e una voce aggiuntiva, dopo aver registrato le tracce le hanno fatte mixare da Dim Douvras (Rotting Christ) (continua a leggere…)
HALLOWEEN – “No One Gets Out”
by redazione on mag.17, 2013, under ALBUM, H
(Pure Steel/Audioglobe) Gli Halloween non incontrano il mio favore, devo dirlo in massima onestà e l’ho già espresso chiaramente QUI. Non mi convincono né il loro sound né il loro songrwiting: possono riconoscergli una sorta di ‘interesse storico’ ma l’attenzione della Pure Steel nei loro confronti (continua a leggere…)
HALLOWEEN – “Terrortory”
by redazione on mar.13, 2012, under ALBUM, H
(Autoprodotto) Dopo le ristampe dei classici album “Don’t Metal with Evil” e “Victims of the Night”, proposte dalla Pure Steel Records nel 2010, gli Halloween di Detroit pubblicano il primo album di inediti dal 2006, che stavolta l’etichetta tedesca si limita a sponsorizzare distribuendo il download digitale per i recensori. (continua a leggere…)
HAMMER FIGHT – “s/t”
by redazione on nov.23, 2012, under ALBUM, H
(Horror Pain Gore Death Prod.) Gli allegri ragazzi di Atlantic City che si fanno chiamare Hammer Fight, danno questo nome anche alla loro prima opera che risulta essere un minestrone di Motorhead, AC/DC, heavy metal, hard rock e di thrash-hc. Canzoni spedite e alcoliche, fatte per inebriare e per scuotere il capo senza darsi troppi pensieri e per meno di 20′. (continua a leggere…)
HAMMERED – “The Beginning”
by redazione on apr.21, 2013, under ALBUM, H
(Punishment 18 Records) Sarà un caso, ma in questi ultimi mesi mi è capitato di recensire diverse band friuliane che erano peraltro tutte eccellenti, e gli Hammered non vengono meno a questa regola! I nostri sono in giro da diversi anni (in principio sotto il monicker Trauma) ma questo è il loro debut sulla lunga distanza: (continua a leggere…)
HANDS OF ORLAC – “s/t”
by redazione on mag.28, 2012, under ALBUM, H
(Horror Records) ‘Cult’ è l’unico aggettivo con cui si possa descrivere la prima fatica degli Hands of Orlac, pubblicata solo su vinile (nero o rosso e viola!) dalla danese Horror Records (un nome un programma), registrato in Svezia da Philip Svennefelt, mastermind degli altrettanto cult Helvetets Port. I romani prendono il loro nome da un racconto di Renard (e da un successivo film muto) e suonano – nascondendosi dietro pseudonimi – un occult rock profondamente legato agli stilemi di metà anni ’70, (continua a leggere…)
HARASAI – “Psychotic Kingdom”
by redazione on mag.17, 2013, under ALBUM, H
(Quality Steel Records) Avevo ascoltato qualcosa di “The I-Conception”, del 2010, rimanendone abbastanza soddisfatto. Questo nuovo album credo però vada ben oltre il precedente, in quanto i teutoni Harasai hanno perfezionato il proprio songwriting che sforna un progressive melodic death metal (continua a leggere…)
HARD DESIRE – “Hard Desire”
by redazione on dic.27, 2012, under ALBUM, H
(Heart Of Steel Records) Sono decisamente grandiosi questi Brasiliani. Debuttano con questo self titled, e non lasciano alcun dubbio relativamente al loro valore. Hard rock con una marcata influenza blues, ricco di melodia, pieno di passione, gusto, talento e dedizione. Uno sguardo al classico, ed uno sguardo al moderno. Un’impostazione melodica che richiede buone abilità. Produzione ottima, con un prefetto bilanciamento tra gli strumenti, tutti estremamente godibili. (continua a leggere…)
HARDCORE SUPERSTAR – “C’mon Take On Me”
by redazione on mar.14, 2013, under ALBUM, H
(Nuclear Blast) Rieccoli. Nono capitolo per questi svedesi devastati. Portatori (non sani) di quella malattia nata negli anni ’80 e chiamata glam, sleaze, street-metal, o più semplicemente hard rock. Loro sono i Motley Crue del post atomico, loro sono i Ratt del nuovo millennio, (continua a leggere…)
HARRIS, STEVE – “British Lion”
by redazione on ott.12, 2012, under ALBUM, H
(EMI) Il mitico Steve Harris. Mente diabolica di quella creatura longeva, e forse immortale, chiamata Iron Maiden. Tranne la partecipazione sull’album della figlia del 2008, Steve è sempre stato impegnato solamente con gli Iron Maiden. Steve Harris è gli Iron Maiden. Legame inscindibile, patto di sangue. Icone del rock come lui sono l’anima della band che hanno creato. E nell’anno dell’ipotetica fine del mondo, (continua a leggere…)
HASTUR – “promo”
by redazione on set.12, 2012, under ALBUM, H
(Abyssal Warfare Promotion) E’ un po’ difficile valutare una band da due sole canzoni. Peggio ancora se queste due si sommano solamente alle altre tre del precedente demo, risalente al 2006. Cinque canzoni in sei anni (anzi cinque anni, il promo è del 2011)? Mi spiace, ma è un po’ poco. Gli italiani HASTUR suonano un death metal molto tecnico, ricco, veloce e molto ben registrato. I due bezzi hanno una struttura ben organizzata e si sviluppano con idee, cambi di tempo, intermezzi veloci. Qualitativamente sempre ad alti livelli, nonostante non ci siano idee particolarmente nuove, dimostrano una capacità compositiva notevole, seguita da un’esecuzione impeccabile. (continua a leggere…)
HATE SQUAD – “Katharsis”
by redazione on nov.13, 2011, under ALBUM, H
(Massacre Records) Meno male che gli Hate Squad si sono rifatti vivi per proporre del death metal solido e senza eccessi o concessioni al melodic, il quale negli ultimi tempi pare voglia travolgere il genere. Lo stampo del thrash metal Made in Germany si ode nel cavernoso sound della band di Hannover, anche se portato a conseguenze più estreme. Il loro riffing ricorda i Destruction, ma è un qualcosa di ancestrale e frutto di un patrimonio genetico tipico di una band tedesca di metal estremo. Loro sono quadrati, tra quelli che badano al sodo e che si concedono poche divagazioni, come una intro acustica all’album e in qualche pezzo. Il resto è riffing di granito, assoli brevi e mai sprecati e un drumming che è un motore. Tutto quadra, tutto è al posto giusto. Quasi viene da stupirsi che siano così spietatamente modali, visto che siamo nell’era delle produzioni a effetto e pompose. Forse il songwriting potrebbe essere arricchito, ma è un’affermazione che la si fa solo alla luce di quelle doti tecniche che gli Hate Squad dimostrano di avere tra le righe. Dopo “Degüello Wartunes” del 2008 “Katharsis” segna un piacevole ritorno.
(Alberto Vitale) Voto: 7/10
HATE TYLER – “The Great Architect”
by redazione on giu.08, 2012, under ALBUM, H
(This Is Core Music) Il metalcore è un genere che ha spiccato il volo, già da tempo e riceve consensi, proporzionalmente all’odio che diversi metalheads invece provano nei suoi confronti, soprattutto da chi segue il metal da moltissimi anni. Tuttavia c’è sempre il compromesso, esistono comunque band che camminano sul confine del genere oppure non ne riprendono solo i canovacci tipici. (continua a leggere…)
HATE – “Solarflesh”
by redazione on feb.11, 2013, under ALBUM, H
(Napalm Records) E’ difficile proporre qualcosa di sostanziale dopo oltre 20 anni di onorata carriera, però alla fine è importante essere se stessi, sempre. Gli Hate freschi di passaggio all’austriaca Napalm realizzano un nuovo album a tre anni da “Erebos” e confermandosi ciò che sono, una band death metal (continua a leggere…)
HATERIAL – “Twisted Verses”
by redazione on mag.09, 2012, under ALBUM, H
(Worm Hole Death Records/Aural Music) Violenza alla Children Of Bodom. Ma senza tastiere. Potenza alla Lamb of God, ma con una voce decisamente più potente e ricca, che quasi ricorda il sound di Gotheborg (In Flames, Dark Tranquillity). Tre quarti d’ora di assalto senza pietà, tredici urla forsennate. Odio, distruzione, agonia, rabbia. Un disco che attinge da diverse influenze, rimescolandole in una idea irresistibile, energetica, potente, devastante. (continua a leggere…)
HATESPHERE – “The Great Bludgeoning”
by redazione on set.26, 2011, under ALBUM, H
(Napalm records) Due anni e gli HateSphere ritornano con un nuovo album. Intanto la band di Peter “Pepe” Hanssen, chitarra, ha visto l’avvicendarsi di cantante, batterista e bassista. Esben “Esse” Elnegaard As We Fight) prende il posto di Albrechtsen alla voce, Mike Park (Mercenary) quello di Dennis Buhl alla batteria e Jimmy “The Talent” Nedergaard (Gob Squad) quello di Mixen Lindberg alla batteria. Formazione completata e gli HateSphere si lanciano in due tour americani con Nevermore e The Black Dahlia Murder, poi con Tue Madsen tutti in studio per questa nuova fatica. “The Great Bludgeoning” è venuto fuori bene, la produzione è da manuale, il sound thrash/death dei danesi è in salute e i pezzi sono abbastanza diversificati tra loro. Tuttavia, a voler essere sinceri, il “già sentito” incombe, anche se è un riascoltare il tipico sound degli HateSphere e non i canonici plagi. Del resto “The Great Bludgeoning” è il settimo album in dieci anni, nel metal dati del genere rischiano di portarti al ristagno! Qualche influenza sensibile è però ascrivibile agli ultimi Testament, come appare evidente nella titletrack, ma è innegabile che “The Great Bludgeoning” è forse tra quanto di meglio abbiano fatto gli HateSphere.
(Alberto Vitale) Voto: 7/10
HATRED – “Destruction Manual”
by redazione on ott.02, 2011, under ALBUM, H
(SAOL) Se amate il thrash tedesco vecchio stampo, rigorosamente legato alle leggi di fine anni ’80-inizio anni ’90, i tedeschi Hatred sono la band che fa per voi. “Destruction Manual”, dotato di un booklet reso inquietante dai disegni in stile catalogo commerciale americano anteguerra, contiene undici brani che fanno subito pensare a Kreator, Testament o Anthrax nei loro momenti migliori. Per una “United” che suona davvero come un omaggio alle band sopracitate abbiamo una “Ratter of Hell” che sconfina, in modo inatteso, nel black; “Black Sun Prophecy” alterna invece una prima parte acustica ad una seconda incredibilmente martellante. Come nel precedente “Madhouse Symphonies”, la band dà il meglio di sé quando la sua musica è ispirata dalla furia del “Moshpit Ritual”: abbiamo quindi il brano con questo nome e la bonustrack “Franconian Speed”, e in entrambe si parla di notti passate nei club heavy metal tedeschi a pogare con gli altri appassionati. Particolarmente ironico è poi l’ultimo brano, che è anche un omaggio degli Hatred alla propria regione di provenienza, appunto la Franconia (la parte nord della Baviera). Ma se cercate qualcosa di più complicato, “Submission of the Uncontrolled” mostra tutto il valore tecnico dei cinque musicisti, e soprattutto l’ugola al vetriolo di “Bacchus” Mayer. Per chi vuole esplorare la scena al di là dei soliti nomi!
(Renato de Filippis) Voto: 7.5/10
HATRIOT – “Heroes of Origin”
by redazione on gen.31, 2013, under ALBUM, H
(Massacre Records) Mi prostro davanti a Sua Maestà Steve ‘Zetro’ Souza. Lui e la sua voce assurda, quella voce che sentivo gridare in tutti i mie incubi, in tutte quelle notti di sonno tormentato, sudato, dalla metà degli anni ’80 in poi. Non mi è mai importato nulla di cosa cantasse. Ho sempre pensato sia unico, strepitoso, (continua a leggere…)
HAVOK – “Point of No Return”
by redazione on giu.13, 2012, under ALBUM, H
(Candlelight Records) Sono giovani e attivi da diversi anni, con ben due album alle spalle, in particolare l’ultimo “Time Is Up”, i thrashers americani Havok. Si rifà viva la band di Denver, la quale mette in piedi questo mini album con due inediti e due cover, ovvero “Arise” dei Sepultura e “Post Mortem/Raining Blood” degli Slayer. I due pezzi inediti sono la title track e From the Cradle to the Grave”. Due canzoni aggressive, thrash, taglienti e nella scia di Testament e Overkill. (continua a leggere…)
HAWKWIND – “Onward”
by redazione on apr.29, 2012, under ALBUM, H
(Eastworld Recordings) Il primo album degli Hawkwind è del 1970, cioè 42 anni fa: si resta senza parole a sapere che Dave Brock, ormai da anni ultimo rimasto, porta ancora avanti questa creatura spaziale che ha donato alla musica album indimenticabili. L’ultimo lavoro è stato il buon “Blood of the Earth”, nel 2010, ma questa nuova prova riesce ampiamente a superarlo. (continua a leggere…)
HAWKWIND LIGHT ORCHESTRA – “Stellar Variations”
by redazione on dic.16, 2012, under ALBUM, H
(Esoteric Antenna) Due album negli ultimi due anni, i consueti live ed ora un progetto alternativo e parallelo agli Hawkwind. Hawkwind Light Orchestra non sono altro che l’inossidabile Dave Brock, Niall Hone e Richard Chadwick, ovvero oltre il 50% degli attuali Hawkwind. La motivazione di questa release è data all’interno del suo booklet (continua a leggere…)
HEARTLESS – “Five Bullets in Your Heart”
by redazione on nov.12, 2011, under ALBUM, H
(autoproduzione/Atomic Stuff) Gli Heartless tentano di aprirsi un varco nella scena musicale italiana grazie a questo mini autoprodotto, il quale include cinque pezzi abbastanza variegati nell’insieme. L’iniziale “Baby Maybe Somebody” è un rock imperniato su un riff articolato e dall’essenza settantiana. E’ “Heartless” a mostrare il retroterra punk/hard rock, grazie a riff scatenati e poi spezzati da un intermezzo semi-G ‘n’ R e Mötley Crüe, il quale di seguito esplode in una forma decisamente più heavy. “Stelen by Summer” germoglia in un delicato arpeggio, si sviluppa acusticamente e ha un’atmosfera che ricorda gli High Tide o comunque i pezzi acustici del rock britannico tra i ’60 e i ’70. “The End of the Summer” ha un incipit ipnotico e soave, ma il passo è ceduto all’hard rock, anche in questo caso abbastanza settantiano, con un lungo assolo di chitarra che percorre gran parte della struttura del pezzo. La quinta song è “Rock n Roll Dirty Dream”, nella quale i quattro riprendono quota tra le vette dell’hard rock in stile californiano, con l’idea di un assolo di batteria nella porzione finale del brano. “Five Bullets in Your Heart” è un lavoro che se avesse avuto l’assistenza di un produttore o di una mano esperta, probabilmente avrebbe sottratto qualche passaggio superfluo. Gli Heartless pare abbiano dentro un discreto bagaglio formativo e tanta, ma tanta energia da veicolare. Questo lavoro si ascolta piacevolmente, ma non si riesce a passare su qualche eccesso di troppo: per esempio l’assolo di chitarra in “The End of the Summer” a tratti è pretenzioso, l’assolo di batteria di “Rock n Roll Dirty Dream” è decisamente lungo e sposta i connotati del brano. Allo stesso tempo però l’idea di dilatare i pezzi, a mo di lunghe session nello stile rock ’60 /’70, non è cosa da tutti. Gli Hertless vanno seguiti perchè hanno delle idee, ma necessitano di sostegno in studio.
(Alberto Vitale) voto: 6/10
HEAVATAR – “Opus I – All My Kingdoms”
by redazione on mar.13, 2013, under ALBUM, H
(Napalm/Audioglobe) Se amate le commistioni fra metal e musica classica, l’esordio degli Heavatar è esattamente ciò che fa per voi; ma se non siete convinti di questo abbinamento… beh, state lontani anni luce da “All My Kingdoms”! Stefan Schmidt, ben noto per essere il mastermind dei Van Canto, (continua a leggere…)
HEAVEN’S BASEMENT – “Filthy Empire”
by redazione on feb.01, 2013, under ALBUM, H
(Red Bull Records) Esplosivi, irresistibili, maledettamente potenti. Hanno aperto per gente come Bon Jovi, Thunder e Tesla. E non basta. Loro vogliono di più. Molto di più. Vogliono andare ovunque. Dichiarano che il loro unico scopo e fare un album che faccia urlare alla gente “Cazzo, non sentivo roba così pompata da anni”. (continua a leggere…)
HEAVENFALL – “Falling From Heaven”
by redazione on set.27, 2012, under ALBUM, H
(Autoproduzione) Tre sono le caratteristiche di questa band. La prima, sono italiani. La seconda, sono abilissimi con gli strumenti. Terza: hanno un cantante che è assolutamente mostruoso. Si tratta di una band senza contratto, che esiste da quasi dieci anni, ma che solo ora è riuscita a trovare la line up adatta per proporsi al pubblico con il lavoro di debutto. Nessun EP, promo o demo. L’album di debutto è un vero disco, con dieci canzoni, che dura quasi cinquanta minuti. (continua a leggere…)
HEAVENWARD – “Within These Dreams”
by redazione on gen.13, 2013, under ALBUM, H
(Pure Underground) Quante volte avete già sentito questa storia? Gli Heavenward sono tedeschi, si formato a metà anni ’80 (peraltro con un giovanissimo Thomen Stauch in formazione), incidono due album nel momento peggiore della storia dell’heavy metal (nel 1991 e nel 1992), poi scompaiono nel nulla; quindi il gruppo Pure Steel & subetichette li riscopre e, in attesa della pubblicazione di materiale inedito, ridistribuisce il debut, impreziosendolo di un inedito e delle quattro tracce del loro secondo demo (continua a leggere…)
HEIDEVOLK – “Batavi”
by redazione on mar.02, 2012, under ALBUM, H
(Napalm/Audioglobe) L’ondata storico-realista che ha investito il pagan metal mettendo da parte le atmosfere e i temi fantastici ha coinvolto del tutto anche gli Heidevolk, che per i loro quarto album ci narrano dei Batavi, popolazione germanica anticamente stanziata nei Paesi Bassi, una delle prime che osò ribellarsi all’impero romano. Seguo la band dagli inizi, ancora prima che la Napalm ristampasse lo splendido “De Strijdlust Is Geboren”, (continua a leggere…)
HEIDRA – “Sworn to Vengeance”
by redazione on mar.04, 2013, under ALBUM, H
(Autoproduzione) I danesi Heidra sono attivi dal 2006, ma a parte due demo questo è il loro primo ep: direi che i nostri farebbero bene a non centellinare così tanto le proprie uscite, dato che in questo “Sworn to Vengeance” ci sono solo tre i brani, ma decisamente di valore! “Kinsmen” procede fra gli Ensiferum (continua a leggere…)
HEIMDALL – “Aeneid”
by redazione on mar.01, 2013, under ALBUM, H
(Scarlet/Audioglobe) Quando ero un ragazzino, e il power metal era nel suo fiore, internet praticamente non esisteva, e le informazioni sulle band si tramandavano oralmente come se fossero leggende. Avevo appena acquistato, insieme se non sbaglio, “Legendary Tales” e “Visions” quando l’immancabile amico (continua a leggere…)
HELKER – “Somewhere in the Circle”
by redazione on feb.08, 2013, under ALBUM, H
(AFM/Audioglobe) Presentati come la più grande heavy metal band argentina, gli Helker hanno alle spalle una storia di oltre quindici anni, ma solo con questo quarto full-lenght, e l’interessamento della AFM, superano i patri confini per approdare anche al mercato europeo. (continua a leggere…)
HELL THEATER – “Reincarnation of Evil”
by redazione on nov.06, 2012, under ALBUM, H
(My Graveyard/Masterpiece) Ecco un disco capace di attirare veramente l’attenzione! I trevigiani Hell Theater, qui al debutto per (guardate un po’ che caso) la My Graveyard Productions, danno alle stampe un concentrato di power/thrash a tinte orrorifiche concepito per farvi saltare dalla sedia (e in più di una occasione ci riesce benissimo!). La vera marcia in più del disco sta nel dettagliato concept che colora (di rosso sangue) le trame musicali (continua a leggere…)
HELL UNITED – “Aura Damage”
by redazione on ott.04, 2012, under ALBUM, H
(Hellthrashers Productions) Terzo album per questa cattiva e infernale blackened death metal band polacca. Conterranei dei Behemoth anche nell’attitudine, la loro personale ferocia comunque non viene meno e si presenta nei nove pezzi senza freni. “Red Limitations” è la tempesta che accoglie l’ingresso in questa dimensione atroce e perfida. Segue “Apostle of Plague”, la canzone si comporta come la precedente, mentre è “Deathlike Cold” ha proporre qualche frattura ai blast beat d’ordinanza. (continua a leggere…)

















