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GOATCRAFT – “All for Naught”
by redazione on mar.19, 2013, under ALBUM, L
(Forbidden Records) C’è un pianoforte elettrico che suona in solitaria in questo lavoro di Goatcraft. È come una nenia che monta e si plasma in melodie successive, tutte gravi, inquiete e inquietanti, fredde e oscure. Il texano Lonegoat ha concepito questi pezzi nel 2012, (continua a leggere…)
L’ALBA DI MORRIGAN – “The Essence Remains”
by redazione on apr.17, 2012, under ALBUM, L
(My Kingdom Music) L’Alba di Morrigan è un complesso musicale che si esprime nell’ambito del post-rock, dell’alternative, passando al setaccio aspetti della psichedelia e del dark. C’è dunque la creatività sperimentale, ma sottomessa alle esigenze del rock (indie). Esigenze e tratti particolari, quelli elencati, che partoriscono canzoni anche di durate considerevoli, (continua a leggere…)
L’ENDEVĺ – “An Eternity”
by redazione on nov.05, 2012, under ALBUM, L
(Art Gates Records) La seconda prova della band spagnola L’Endeví conferma la mancanza di una evoluta capacità compositiva che vada oltre la meravigliosa voce di Mamen. Tuttavia per onestà nei confronti di tante band che hanno bussato alla porta di Metalhead per una recensione e che si autoproducono e dietro non hanno etichette o distributori, devo riconoscere che la Mamen pecca anche lei in fatto di pronuncia inglese (continua a leggere…)
L.A. GUNS – “Tango On Sunset Strip (Hollywood Forever)”
by redazione on mag.02, 2013, under ALBUM, L
(Collectors Dream Records) Non ci capisco mai un accidenti con gli L.A. Guns. Una delle bands più incasinate del mondo. Una band creata da un tizio (Tracii Guns) che la molla e ne riforma un’altra con lo stesso nome (per poi sopprimerla). Sdoppiamento di personalità del monicker. E che dire dei membri? Oltre 40 persone (continua a leggere…)
LA STRANGE – “Queen of Disguise”
by redazione on gen.23, 2012, under ALBUM, L
(All Out Of Music/Atomic Stuff) Angela Castellani canta nelle cover band e usa la voce per alcune produzioni dance, provando a passare anche dalle parti di Sanremo, nei vari eventi collaterali. Poi l’incontro con il produttore e polistrumentista James D. Bell e la lunga lavorazione a Londra, per realizzare “Queen of Disguise”. Album fatto di rock moderno, cristallino, cantato in inglese e con buone emotività (continua a leggere…)
LABURINTHOS – “Augoeides”
by redazione on feb.04, 2013, under ALBUM, L
(Avantgarde Music) Melodie che toccano l’anima, che guidano attraverso quel labirinto interiore, viaggio introspettivo verso il centro dell’io. Atmosfere malinconiche, un’aura depressiva, che guarda lontano, al futuro, con una lieve sensazione di speranza data dalla comprensione, dalla scoperta (continua a leggere…)
LACERATION – “Tortured Inauguration”
by redazione on apr.05, 2012, under ALBUM, L
(Ukem Records) Non c’è pace per gli empi. Non v’è pace per nessuno. Sicuramente non per chi ascolta questo “Tortured Inauguration”. Sicuramente non ci può essere per nessuno si avvicini ad una martellante drum machine, con sopra delle chitarre brutali ed una voce malata, oscena, terminalmente ustionata. Hamish Maguire è la mente perversa di questo one-man-band project, (continua a leggere…)
LAHMIA – “Into the Abyss”
by redazione on giu.05, 2012, under ALBUM, L
(Bakerteam Records) I Lahmia giungono dopo una discreta manciata di anni al primo album. “Into the Abyss” è l’abum delle “grandi occasioni”, infatti la produzione ha visto impegnati Giuseppe Orlando (Novembre) a Roma e al mastering Jens Bogren (Paradise Lost, Amon Amarth, Katatonia) al Fascination Street Studio di Örebro, in Svezia. C’è ospite Trevor, dei Sadist, e l’artwork è siglato da Niklas Sundin (Dark Tranquillity). (continua a leggere…)
LAIR OF THE MINOTAUR – “Godslayer EP”
by redazione on mag.01, 2013, under ALBUM, L
(The Grind-House) Per i dieci anni di attività i Lair Of The Minotaur tirano fuori questo 7’’ in versione limitata a 300 copie, oppure in digital download nei vari store online, contenente “Godslayer” e “The Black Heart of the Stygian Drakonas”. La prima canzone sembra qualcosa dei Bolt Thrower, ma portati su terreni più veloci (continua a leggere…)
LANFEAR – “This Harmonic Consonance”
by redazione on mar.07, 2012, under ALBUM, L
(Pure Steel/Audioglobe) Power e progressive si mescolano in egual proporzione nel sesto album dei tedeschi Lanfear, formazione pressoché sconosciuta nel nostro paese ma in attività ormai da quasi venti anni, che annuncia di suonare “underrated metal” lontano dai cliché del mainstream. (continua a leggere…)
LAST KINGDOM – “Chronicles of the North”
by redazione on apr.02, 2012, under ALBUM, L
(Limb-Soulfood) Cari (e sempre più rari) appassionati di power metal… meno male che esistono ancora band come i Last Kingdom! Questi ragazzi svedesi sono al debut dopo due demo e sono evidentemente cresciuti a pane ed Helloween (come del resto loro stessi dichiarano): “Chronicles of the North” sembra composto nel 1997 e scongelato quindici anni dopo (continua a leggere…)
LAST REBELS – “Bite Tonight”
by redazione on feb.27, 2013, under ALBUM, L
(My Graveyard Productions) Con alle spalle una garanzia di qualità, la My Graveyard Productions di Giuliano Mazzardi, i marchigiani Last Rebels si presentano sul mercato con il loro debut “Bite Tonight”: trentanove minuti di heavy’n’roll diretto e spontaneo, perfetto per il party che finisce con tutti gli invitati (continua a leggere…)
LE JARDIN DES MEMOIRES – “Amber Visions”
by redazione on gen.30, 2013, under ALBUM, L
(Autoproduzione) I Le Jardin Des Mémoires sono una band avantgarde metal italiana composta da Gianluca alla chitarra, basso e campionamenti elettronici e Christian alla voce, batterie e campionamenti. Lo scopo del progetto è quello di coniugare musica metal ed emozioni. La tecnica è elevata e si percepiscono subito le influenze nel sound (continua a leggere…)
LEBOWSKI – “Cinematic”
by redazione on lug.05, 2012, under ALBUM, L
Guarda un po’ cosa ci riserva la Polonia accanto a tanto metal estremo! “Cinematic” è stato pubblicato nel 2010 ed accolto con grande entusiasmo nella sua terra d’origine; ma solo oggi i Lebowski cominciano ad essere noti fuori dai patri confini grazie al loro raffinato e intrigante prog rock. Il disco costituisce una sorta di omaggio strumentale al cinema (in particolare, ma non solo, a quello polacco stesso) (continua a leggere…)
LECHEROUS NOCTURNE – “Behold Almighty Doctrine”
by redazione on apr.03, 2013, under ALBUM, L
(Unique Leader Records) I Lecherous Nocturne non sono gli ultimi arrivati nella scena death metal americana. La band del South Carolina è attiva dal finire degli anni ’90, ma il primo album è del 2006, mentre questo “Behold Almighty Doctrine” è il terzo. (continua a leggere…)
LED ASTRAY – “Decades of Addiction”
by redazione on gen.15, 2013, under ALBUM, L
(Massacre Records) Sono un tantino stupito dal fatto che la Massacre abbia deciso di licenziare questo nuovo lavoro dei loro connazionali Led Astray, perché negli ultimi tempi le produzioni Massacre sono state nitide oppure in alcuni casi supportate da una produzione fantascientifica. Suoni sempre puliti e tirati a lucido, invece i Led Astray non sono proprio così. La produzione è stata comunque lodevole e ha permesso ai suoni di avere spessore, ma non è quel genere di lavoro dove la batteria suona pulita e precisa (continua a leggere…)
LEGION WARCRY – “The Way to Escape”
by redazione on gen.06, 2013, under ALBUM, L
(Autoproduzione) Devo dire che i vercellesi Legion Warcry, che ci propongono oggi il proprio debut, hanno fatto davvero un ottimo lavoro, registrando un album di heavy/power metal esente da tutti i maggiori difetti delle produzioni di genere. Senza aver paura di osare, la band ha infatti inserito diversi elementi di novità nella struttura dei brani e nei suoni (penso alle concessioni alla batteria elettronica) che hanno l’effetto di ravvivare il sound e renderlo particolarmente dinamico e mai standardizzato. (continua a leggere…)
LEGIONS OF CROWS – “Stab Me”
by redazione on gen.05, 2012, under ALBUM, L
(Funeral Rain)
Duo inglese che debutta con un album fatto di atmosfere gotiche, metal necrotico, dark polveroso e doom malinconico. L’apice creativo di Herod e Attila – il primo chitarrista e bassista, il secondo voce, tastiere e drum machine- offrono il loro zenith creativo attraverso “Provident Hymn/Malediction”. La prima parte è una intro, munita di corale e organo che fa molto elegia pastorale inglese, salvo poi cedere il passo al brano vero e proprio (continua a leggere…)
LETHARGIA – “Divine Madness”
by redazione on feb.07, 2013, under ALBUM, L
(Total Metal Records) MetalHead continua la sua conquista del mercato est-europeo: questo è il primo disco che mi trovo a recensire con titolo e monicker scritti in cirillico sulla copertina! Gli ucraini Lethargia sono qui al secondo album e presentano un dark/gothic metal piacevolmente retrò, (continua a leggere…)
LEVANIA – “Parasynthesis”
by redazione on apr.24, 2012, under ALBUM, L
(Dream Cell 11) Se “Parasynthesis” avesse avuto una produzione più incisiva, avrei assegnato un volto altissimo ai Levania: la band di Ferrara mi ha subito colpito per la freschezza del songwriting e per la capacità di creare atmosfere raffinate e sfuggenti, che davvero possono costituire – come sembra essere nelle intenzioni della band – una sorta di ideale colonna sonora del Romanticismo (continua a leggere…)
LEVIATHAN – “Beyond the Gates of Imagination – Part1”
by redazione on set.28, 2011, under ALBUM, L
(Bret Hard Records) I Leviathan, nome per nulla originale, sono una band tedesca nata da pochissimo tempo. Nel 2010 hanno realizzato un EP autoprodotto e in questo 2011 la connazionale Twilight pubblica il loro debutto, con il mastering a cura di Waldemar Sorychta. I ragazzi della Westfalia si esibiscono in un placido e melodico death metal fortemente progressivo, ma non eccessivamente complicato nei toni in quanto è giocato soprattutto sulle melodie e il loro susseguirsi, le atmosfere e le fasi smaccatamente heavy metal. I brani più tipicamente progressive sono “The Scourge We Wield” e “Sway Of The Stars”, una mini-suite di 9’; loro però amano passare da fasi veloci e agguerrite a soluzioni che strizzano l’occhio all’epic metal, come accade nella seconda parte dell’assolo di “Where Light and Death Unite”, brano comunque dalla velocità infinita, o anche a melodie medievaleggianti e folk, come in “Servants Of The Nonexistent” e “About Fangs And Feathers”. I Leviathan riescono a tessere riff dall’ampio respiro, sorretti da influenze epic-cassic metal e inevitabilmente dalla tradizione progressive metal più recente. Avrebbero potuto sbagliare questa prima vera prova, ma i Leviathan, senza voler strafare, si sono dimostrati all’altezza. Adesso non resta che attendere la parte 2 di questa storia!
(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10
LIKE MOTHS TO FLAMES – “When We Don’t Exist”
by redazione on dic.04, 2011, under ALBUM, L
(Rise Rec./Nuclear Blast) Questa band nasce negli USA e trova la distribuzione in Europa grazie alla Nuclear Blast. Cosa l’etichetta tedesca ci abbia visto in questa band non è dato sapere. I Like Moths To Flames sono il classico dei più classici gruppi metalcore, ovvero pezzi pregni di breakdown (tantissimi e tutti simili), ripartenze con il riffing serrato e poderoso, la batteria che sembra una terza chitarra per tutte le variazioni che suona e un cantante che urla a dismisura, per poi concedere qualche ritornello melodico e con voce normale. Nulla di più di quanto elencato prima. Non bastano dei suoni massivi a fare un buon pezzo di metal estremo e neppure una buona produzione. Non basta spezzare continuamente i pezzi con breakdown e solo perché ci devono essere. Non basta inserire il solito ritornello con la voce clean, quando per due minuti si urla come un diavolo. Il fatto è che i Likes suonano anche abbastanza bene, ma non c’è un elemento distintivo, un qualcosa di proprio, qualcosa che rompa questo schema ossessivo e alla lunga noioso. “My Own Grave” è il brano che lascia il segno, il resto è solo per chi ascolta questo genere.
(Alberto Vitale) Voto: 5/10
LILIUM SOVA – “Epic Morning”
by redazione on mar.23, 2013, under ALBUM, L
(Calofror Records) I ginevrini Liliul Sova hanno dato il proprio massimo per questo secondo lavoro che, francamente, definire instrumental metal sarebbe alquanto riduttivo, oltre che a catalogare impropriamente questo sound. Nati come trio, nel 2008 tirano fuori “Tripartite Chaos” (continua a leggere…)
LILLIAN AXE – “XI – The Days before Tomorrow”
by redazione on gen.15, 2012, under ALBUM, L
(AFM-Audioglobe) Undici album e una carriera lunga 18 anni (contando anche i sette di split) per i Lillian Axe di Steve Blaze, dalla Louisiana, che con questo disco presentano il nuovo singer Brian Jones. Ormai lontanissima dagli esordi glam, la band ha saputo rinnovarsi in questi ultimi anni andando molto incontro ai gusti del pubblico rockettaro d’oltreoceano; ma il nuovo disco appare riuscito a metà e a tratti molto pretenzioso. (continua a leggere…)
LIVARKAHIL – “Wrath of God”
by redazione on lug.14, 2012, under ALBUM, L
(Autoproduzione/Rock ‘N Growl) Proposta digitale e gratuita (http://www.livarkahil.com/) dei francesi Livarkahil. Dopo due buoni album, l’ultimo è il celebrato “Signs of Decay” del 2011, il blackened death metal della band risplende di una luce nera e opaca. Malvagio e bestiale metal attraverso cinque pezzi furiosi, ma lavorati da melodie altrettanto temibili. (continua a leggere…)
LIVARKAHIL – “Signs of Decay”
by redazione on set.02, 2011, under ALBUM, L
(Listenable Records) I parigini Livarkahil realizzano il secondo album in studio
dopo una prima release nata grazie a
sforzi autonomi. “Signs of Decay” esce sotto l’occhio attento della
connazionale Listenable Records, a testimonianza di quanto sia accresciuta la
considerazione verso la band. I Livarkahil hanno concepito questo album
pensando al potere autocratico delle religioni, un argomento non di nuovo ma
spesso affrontato nel death metal. Un attacco furioso, un’agguerrita denuncia
verso le imposizioni religiose, il tutto raccontato attraverso un death metal
fulminante, spesso contaminato da echi di metalcore e thrash moderno. “Signs of
Decay” è una furia acerba a tratti abbattuta da mid-tempos che donano momenti di
sicura presa all’interno delle undici canzoni. Il tutto diventa un insieme di
velocità e ritmi cadenzati i quali sviluppano delle melodie che in più
occasioni hanno un tono epico. Un “Made in France” agguerrito e interessante
grazie a idee attuali e prodotto presso l’Hertz Studio (tanto caro a Behemoth,
Decapitated e Vader).
(Alberto Vitale) Voto: 7/10
LIVING CORPSE – “And Everything Slips Away”
by redazione on mar.12, 2012, under ALBUM, L
(Coroner Records) Living Corpse è una realtà del metalcore italiano, la quale nel tempo ha fatto passi in avanti sempre più rapidi. Il nuovo “And Everything Slips Away” ha visto sedersi dietro al mixer una personalità di spicco come Ettore Rigotti (Disarmonia Mundi), ovvero una persona che (continua a leggere…)
LLVME – “Yìa de Nuesu”
by redazione on apr.04, 2012, under ALBUM, L
(My Kingdom/Masterpiece) Fermi tutti: il nuovo disco dei Llvme, il secondo della loro breve discografia, è decisamente un masterpiece! I nostri vengono da Salamanca in Spagna, e presentano un sound che viene definito (a mio giudizio impropriamente) ‘folkish doom metal’: una strana pericope per designare una sorta di incrocio fra avantgarde e pagan ma con un’anima mediterranea (continua a leggere…)
LOCKED IN – “The Rebellion”
by redazione on ott.25, 2012, under ALBUM, L
(This Is Core Music) Il ritorno dei Locked In significa andare a sbattere contro un muro e farsi molto male. I perugini hanno ipertrofizzato il proprio sound portandolo sempre più nei terreni del metal e rivelando comunque il proprio retroterra hardcore, in particolare di quello della Grande Mela. Il risultato è un sound potentissimo, un metalcore dalle dimensioni enormi e che non lascia in pace l’ascoltatore, (continua a leggere…)
LONELY KAMEL – “Dust Devil”
by redazione on nov.01, 2011, under ALBUM, L
(Napalm Records) La band norvegese Lonely Kamel nel giro di pochi anni (2008-2011) ha realizzato tre album, nel mentre ha svolto tour in Francia, Germania, Olanda e Svizzera. “Dust Devil” sprigiona uno stoner d’impatto, robusto e con notevoli influenze settantiane, come già lascia presagire l’intro in slide dell’opener “Grim Reefer”. Non ci sono solo i Black Sabbath nelle note dei norvegesi, ma anche Led Zeppelin (“Whorehouse Groove”), gli Atomic Rooster, blues e dissonanze varie sempre del periodo sopracitato. Uno dei massimi esempi è la fase centrale di “Rotten Seed”, armoniosa e sperimentale fusione di quanto già detto. I recessi psichedelici e space rock vengono però sfiorati nella seguente “Seventh Son”. In “Hard to Please” sembrano i Free portati a velocità ben più sostenute, e stravolte, mentre “Roadtrip With Lucifer” è una sovraccarica versione del miglior desert rock dei Kyuss. Si distingue anche “Ragnarörkr”, barocca e accattivante da diventare una storpiatura dei Black Widow o degli stessi Sabbath. Cosa è “Dust Devil” se non un’espressione di lucida e giocosa follia? E’ la sincera saturazione dei modelli settantiani, con chitarre roche e dal timbro fuzz. Allo stesso tempo i Lonely Kamel hanno il pregio di proporsi in alcuni frangenti come la rivisitazione delle rivisitazioni altrui! Basterebbe ascoltare “Blues For the Dead”, in cui sembra di udire il tocco dei Lonely Kamel riprendere i Cathedral che riprendono i Black Sabbath! Un gioco di specchi, fatto con disinvolta personalità e stile.
(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10
LONEWOLF – “Army of the Damned”
by redazione on apr.23, 2012, under ALBUM, L
(Napalm/Audioglobe) Davvero singolare la parabola dei francesi Lonewolf: in un periodo in cui tutti i gruppi power si spostano verso sonorità più classicamente heavy metal loro compiono il tragitto inverso, probabilmente stimolati da alcune band di ultima generazione che hanno riportato in auge certi suoni guerreschi e boombastici quasi dimenticati. Rispetto al precedente “The dark Crusade” (continua a leggere…)
LOPEZ, LANCE – ” Handmade Music”
by redazione on dic.19, 2011, under ALBUM, L
(Sony/MIG) Lance Lopez è nato in Louisiana ed è poi cresciuto attraverso diversi stati del sud, a 14 anni era già un chitarrista professionista, esibendosi con Lucky Peterson, Johnnie Taylor, Buddy Miles e tanti altri. Il primo album “First Things First” è del 1998 ne sono poi seguiti altri. “Handmade Music” nasce attraverso le mani esperte di Jim Gaines, produttore per Santana (“Supernatural”), Steve Miller Band, Steve Ray Vaughan e il suo contributo nei suoni è nettamente udibile. Il merito del tutto però spetta alle abili mani di Lopez (oltre al bassista Chris Gipson e al batterista Jimmy Dereta), un chitarrista blues dall’energico tocco rock. Il primo pezzo, “Come Back Home” ricorda la carica di Steve Ray Vaughan e “Hard Time” ha un riffing portante di matrice zeppeliana. Più di “Let Go” è “Dream Away” ad avere pathos e un feeling trascinante e southern. Non mancano le sane e robuste raffiche blues, “Your Love”, “Black Cat Moan” (una cover di Don Nix) e “Travelling Riverside Blues” (ovviamente di Robert Johnson). Trai i brani ricchi di fascino si cita doverosamente anche la strumentale “Vaya Con Dios”. I pezzi di Lopez più inclini al rock, sono “Letters” e “Get Out and Walk”. Attenzione però, esiste una versione limitata dell’album, nella quale compaiono due ottime bonus track, in particolare lo slow blues di “Lowdown Ways”. Agli orfani di Steve Ray Vaughan, ai malinconici del blues di classe, a coloro che amano le radici del rock, ecco a chi guarda la travolgente Stratocaster del magnifico Lance Lopez.
(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10
LORD AGHEROS – “Demiurgo”
by redazione on dic.14, 2012, under ALBUM, L
(My Kingdom Music) Lord Agheros è una one man band siciliana creata da Evangelou Gerassimos. Il precedente lavoro “Of Beuty and Sadness” aveva messo in mostra un sound onirico e fatto di influenze musicali del Mediterraneo e su tutto dominava un’atmosfera di malinconia, all’interno di uno scenario di black metal. (continua a leggere…)

















