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VETRARNOTT – “Scion” (EP)

by on Gen.03, 2019, under ALBUM, V

(autoproduzione) Prima uscita ufficiale sul mercato della giovane formazione pugliese, “Scion” è un EP composto da tre pezzi ai quali si aggiunge la conclusiva bonus track “La Voce Degli Dei” per 20 minuti di black metal dalle chiare influenze scandinave. A partire dal nome della band (“Vetrarnott” è tratto infatti dalla celebre canzone degli Enslaved), il tributo che i nostri pagano a formazioni storiche quali Mithotyn, Bathory ed Enslaved appunto, è davvero forte. Non stiamo però parlando di una sterile copia di quanto già prodotto da altri ma piuttosto di una rivisitazione, abbastanza personale, per un genere che certo ha poco a che spartire con l’ospitale ed assolata regione italiana dalla quale i nostri provengono. Nel quadro descritto si inseriscono perfettamente anche le tematiche prese in esame dai Vetrarnott; a dimostrazione della fascinazione dei nostri per le terre del nord, protagonisti sono infatti alcuni episodi e personaggi tratti dalla mitologia norrena. Fin dall’iniziale ed aggressiva “The Tide”, i Vetrarnott mettono da subito in mostra ciò che hanno in serbo per l’ascoltatore. Riff glaciali ma con un occhio alla melodia e ritmi sempre elevati fanno da sfondo al buono scream di Gar Ulfr che non risparmia energie dietro al microfono. Non mancano alcune sezioni più lente ed atmosferiche nelle quali le suggestioni nordiche emergono con prepotenza, donando maggiore spessore al risultato finale. La successiva “Unbound” si muove sugli stessi binari, inserendo però qualche sfumatura dal sapore prog che in ogni caso non sconvolge la natura del brano. Dopo la strumentale “Helvegr” si pone forse il brano più interessante del lotto. Oltre all’uso dell’italiano, in “La Voce Degli Dei” troviamo, a mio giudizio, il miglior bilanciamento tra le varie componenti descritte in precedenza e, soprattutto, emerge più chiaramente la personalità della band pugliese. Questo è infatti il problema maggiore di “Scion”; seguendo le orme dei mostri sacri del genere, Enslaved in primis, i Vetrarnott non riescono ancora a spiccare per originalità o a mettere in mostra idee che accendano per davvero la scintilla nell’ascoltatore. Pochi sono comunque i minuti a nostra disposizione per farci un’idea completa e, considerate le capacità mostrate dalla formazione italiana, spero giunga presto un album completo che metta realmente tutte le carte sul tavolo.

(Davide Galli) Voto: 6,5/10

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