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BLONDIEFOX – “Il Triste Canto dell’uomo Bianco” (EP)

by on Apr.13, 2019, under ALBUM, B

(DeFox Records) I Blondiefox sono stati un progetto interessante e molto originale che il mercato discografico non ha saputo premiare. I brani di questo EP risalgono ormai a vent’anni fa, ma solo oggi il vocalist Mirko Defox, anche proprietario dell’etichetta, riesce a pubblicare una intensa selezione di sei brani che sorprendono ed in un certo senso sconvolgono. I Blondiefox sono proprio l’idea di Mirko Defox in combutta con il polistrumentista Paul ‘Blondie’ Gidoni, due personaggi che negli anni ’80 diedero voce al metal tricolore, specialmente con la band X-Hero. È tuttavia palese che le loro influenze, per quanto fondamentalmente rock, siano contagiate da una vasta ampiezza di gamma sonora, tanto che questo arcobaleno musicale qui si sintetizza con uno stupefacente feeling di eterogeneità! La title track è beat settantiano, con un groove poderoso, linee di basso pulsanti ed una chitarra schizofrenica che genera vibrazioni fuori controllo. “L’Anima Gratuita Crudeltà” amalgama beat elettronici ottantiani, con una graffiante chitarra relegata in background, mentre il vocalist canta di amore e crudeltà, due elementi che spesso vivono in connubio e condizione di perversa alleanza. Si sentono gli anni ’90 di beats più selvaggi (Prodigy, ma soprattutto Methods of Mayhem) con l’irrequieta strumentale elettronica “Delirium”, prima della struggente ballad rock “Unico Vero Peccato”, una canzone dove la melodia accentata da un sample del flauto di pan diventa pura poesia esaltata da un sensuale assolo di chitarra. AOR misto a westcoast con “Close Your Eyes”, altra traccia dove le linee di basso risaltano e la chitarra si abbandona a qualcosa di magico. L’impostazione eclettica emerge nuovamente con la conclusiva “Domani o Forse Mai”, altro heavy classico violentato con passione da beats digitali e campionamenti tutt’altro che rilassanti. Un ascolto che trasporta a zonzo nel tempo: non necessariamente indietro, tanto meno in avanti… semplicemente a spasso, là dove portano il cuore e l’emozione del momento. Una chicca di musica intensa, strana e dannatamente stimolante, esattamente in linea con la visione di Tommy Lee quando si imbarcò nel progetto Methods of Mayhem: metal, pop, rock, beat, dance e qualsiasi altra cosa! Dopo tutto la musica è una sequenza di note, quelle sette solite note… poi, il come le abbini, e con quali frequenze, e con quali ritmi o con quali suoni è solamente un punto di vista maledettamente personale. E più il punto di vista è personale, più si avvicina alla definizione di arte!

(Luca Zakk) Voto: 8/10

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