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SELBST – “An Ominous Landscape”

by on Nov.30, 2015, under ALBUM, S

copSelbst(Sun & Moon Records) Ti vola il cervello e ti chiedi da quale cazzo di foresta tetra nei freddi meandri della Scandinavia questa band possa mai venire. Poi scopri che vengono dall’altra parte del mondo, dal Venezuela. E ti chiedi dove riescano a trovare tutta questa oscurità e questo male intrinseco provenendo da un paese abitualmente visto come caldo, caraibico. Eppure i Selbst lacerano le anime con un EP sconvolgente, terrificante, crudele, in perfetta linea con i maestri del nord. Sono in due (strumenti e voce), e non dimostrano alcuna traccia di inesperienza -nonostante siano attivi solo dal 2010 e siano al debutto- vomitando venti tre minuti di male. Dissacrante e piacevolissimo male. Black puro: tremolo senza fine, con drumming poderoso, veloce, anche se mai esagerato o sconvolto. Cantato tuonante, un growl poderoso e superbo (ricorda un po’ Azathoth/Matthias Jell), dettagli strumentali di pregiata fattura come le linee di basso, il drumming nelle parti più lente. La title track apre il lavoro e dopo arpeggi mefitici arriva al blast beat accompagnato da una melodia impattante, deliziosamente eretica, fino ad una parte centrale irresistibile che ricorda i Dark Fortress di “Séance”. “Heterodox Reason” è un capolavoro: feroce e ultra tecnica, trionfale e dannata, con quel break centrale arricchito da una voce liturgica esaltata (in spagnolo) che condanna il peccato, ma elevandone il prestigio, alimentando le fiamme dell’inferno… sezione seguita da un movimento ancor più decadente, sofferto, lacerante con una performance vocale perfetta. La conclusiva “Aequat Omnes Civis” innalza il livello tecnico (drumming favoloso!) diventando violenta, ma anche progressiva, con tempi irregolari, esaltazione sonora, atmosfera, culto, maledizione. Questi Venezuelani sono una autentica rivelazione. Non sono la solita band lontana da un genere/movimento musicale che -dopo un ventennio- si crede trve ed inizia a rifare tutto ciò che la scandinavia ha già offerto, riproposto e reimpastato. No. I Selbst sono se stessi. Creano. Sono musicisti di altissimo livello qualitativo, hanno gusto, fantasia, tanta creatività. E una spregiudicata adorazione verso il maligno.

(Luca Zakk) Voto: 9/10

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