AMON AMARTH – “The Allfather Awakens”

(Metal Blade Records) Ci sono band che nella loro carriera cambiano direzione, sperimentano, cambiano anche genere… a volte azzeccandoci, a volte facendo dei flop pazzeschi. E poi ci sono band che non possono cambiare stile, genere, tematiche… per il semplice fatto che l’intera loro esistenza è basata su un concetto ben definito. In quest’ultima categoria troneggiano gli svedesi Amon Amarth: oltre trent’anni di death metal melodico, tredici album… un’intera vita dedicata all’essere vichinghi, allo sfidare il mare verso nuove conquiste, al dissetare la sete di sangue di spade e asce, nel nome e in onore degli dei che siedono fieri e potenti nel Valhalla, nell’Ásgarðr. (altro…)

(Heavy Psych Sounds) Tra suoni ben incisi e melodie sospinte verso metamorfosi tematiche, i Mr.Bison ci portano all’ascolto di un nuovo album tutto da scoprire. La band toscana ha registrato otto pezzi dai modi psichedelici, heavy-rock e attraverso un fare prog. “The Garden of Forgotten Dreams” segue percorsi ondulati, con vampate improvvise in fatto di energia, lasciando poi dilatare i suoni. Nascono
(Oriana Music) Storici esponenti della scena black metal ucraina, quattro anni dopo la pubblicazione dell’album “До лунарної поезії”, pochi giorni prima dell’invasione russa, i Nokturnal Mortum di Kharkiv pubblicano questo EP dalla durata consistente. Sono oltre quarantaquattro minuti di
(Peaceville) Mat McNerney, fondatore dei Beastmilk, ha lanciato questo progetto da circa un anno, con già un album alle spalle, “Slime of the Times”. L’EP altro non è che una proposta di tre inediti, un remix e due cover. Nello specifico, si tratta di “Dreaming Skulls”, “Crushed Under The Weight” e “Guilty By Default”. La prima canzone ha un’atmosfera
(Immortal Frost Productions) “Ahnenfeuer – Ginnungagap Chaos Pt. I” è il secondo album dei Draugr, black metal band austriaca, che segue di due anni il debut “Unter Yggdrasils Schatten”. L’album è votato al black metal più classico, sfruttando ampie linee melodiche che caratterizzano l’interezza
(Frontiers Music) Gli Stryper sono estremamente prolifici: se guardassimo, per esempio, agli ultimi ventisei anni, la band ha pubblicato sei album in studio e “Throne Of Thorns” è il diciottesimo della band californiana dagli anni ’80 a oggi. Divenuti celebri per il loro christian metal, gli Stryper
(Osmose Productions) Il 2026 segna i quindici anni di carriera per i Krolok, vissuti sotto il segno del black metal. Lo scorso anno la band di Bratislava ha pubblicato un live album e solo nel 2021 il secondo album in studio “Funeral Winds & Crimson Sky”, 
(Silver Lining Music) Rock energico, con evidenti agganci ai Guns N’ Roses, in parte agli Aerosmith e agli Hanoi Rocks. “The Greater Good” è vivacità che scuote l’ascoltatore, lasciandogli del buonumore con le sue canzoni armate di ritornelli trascinanti. I Velveteen Queen suonano
(Pride & Joy Music) È un vero piacere ascoltare l’hard rock dei ferraresi Voodoo Highway. Il nuovo album “The Satan Inqviesta” riprende lo stile dei primi anni ’80, con quel tocco onnipresente di un Hammond, di Massimiliano Sabbadini, che affresca le atmosfere. Federico Di Marco, frontman 



(Discouraged Records) I Moloken sono una band sludge che negli anni ha superato la rigidità di certi schemi di stile, grazie a una creatività tesa a evolversi. Il nuovo album omonimo è un esempio innanzitutto di pulizia e potenza dei suoni. Dopo un’intro, “Moloken” si apre con “Eternal Sleep”, una marcia
(Eclipse Records) Dopo sei anni di attività dalla propria formazione, la band Valkyrie’s Fire di Nashville, Tennessee, pubblica il suo album di debutto. Curato nella produzione dallo stesso chitarrista Joey Grimaldi, con la masterizzazione di Mikael Sehlin (Amaranthe, Engel, In Flames), ospite anche nella canzone “Burning Sky”. La band enuncia
(Selfmadegod) I Barren sono del Belgio e in azione da circa nove anni. Con “Verderf” siglano il loro secondo full length in studio, sommato a EP, split e pezzi sparsi in carriera. “Verderf” porta all’ascoltatore un impasto tra grindcore, crust e death metal, con suoni ruggenti, a volte stridenti e comunque pesanti. Chitarra e basso erigono un vero e proprio 

(Ipecac Recordings) L’etichetta californiana fondata da Mike Patton e Greg Werckman pubblica il terzo album dei Cor De Lux, della Carolina del Nord. “Year Of The Horse” tocca dei buoni momenti di indie rock, post-hardcore e tutto quanto il resto derivi dal rock non mainstream prima e divenuto tale poi negli anni ’90. In sostanza, il quartetto ha i suoi schemi un po’ grunge, un po’ alternative, un po’ tutto. Con alla voce principalmente 
(Sentient Ruin Laboratories) “Labyrintomb” viene pubblicato nel 2025 e ora, per la prima volta, in vinile attraverso la Sentient Ruin Laboratories. Il duo cileno-austriaco detto Marca Diaboli è un progetto che mira a far coesistere nei propri pezzi una radice occult-horror-dark con il punk. Roba d’altri tempi, queste atmosfere che prendono qualcosa dai Bauhaus, dai The Sisters Of Mercy e anche
(Antiq Label) Nella cricca di musicisti e band che ruotano nella costellazione della francese Antiq, spunta una nuova realtà, formata da Wynter, basso e voce con appartenenza a Wÿntër Ärvn, Woest, ed ex Aorlhac, e Hyver, chitarra e voce e noto per i suoi lavori con Grylle, Véhémence, Hanternoz, Hyver, Tour d’Ivoire, Paydretz. Il duo 


(Me Saco Un Ojo / Rotted Life) L’album d’esordio “Tie to Rot” dello scorso anno,
(Xtreem Music) Attivi dal principio degli anni ’90, gli Avulsed sono riconoscibili come una feroce e carnale death metal band che ha espresso dei buoni lavori. Sono stati una buona proposta underground che ha sviluppato una crescita nel tempo rispetto agli esordi. Per i venticinque anni di attività la band si concede un album di cover affatto banale. Onorano le death metal band scandinave i 
(Metal Blade Records) “Exsequiis” è un album pulito nei suoni e tenace nell’onorare il thrash metal nella sua forma più pura. Gli Harlott sono al quinto album in tredici anni e questa volta esibiscono un buono smalto, nonostante le basi dalle quali la loro inventiva sboccia siano fertilizzate da Testament e Slayer principalmente, e qualcosa anche degli Overkill. Alla fine della fiera, pur suonando
(Nuclear Blast Records) Istituzione occult rock, con evidenti trascorsi doom, i londinesi Green Lung ritornano con il quarto album in sette anni. Un atto dolce, significativo. Un atto di premura verso un suonare oscuro ma sfrenato, d’atmosfera ma articolato. “Necropolitan” è un 

