KREATOR – ”Krushers Of The World”

(Nuclear Blast Records) Ho sempre avuto un legame speciale con i Kreator; “Coma Of Souls” è stato uno dei primi dischi ad introdurmi al thrash metal, mentre la VHS “Live In East Berlin” l’ho praticamente consumata, sognando di essere un giorno sotto il palco a vedere dal vivo la band di Essen, sogno che si è avverato nel 1997 a Pordenone, per quello che è stato il mio primo concerto in assoluto. Posso quindi affermare che il mio essere fan rasenta in questo caso l’idolatria, portandomi ad amare anche i dischi più controversi, come il coraggioso “Renewal” oppure gli oscuri “Outcast” e “Endorama”. (altro…)
(House Of Mythology) Più che un nuovo album, “Ferrum Sidereum” sembra essere, ancora una volta, un ragionamento musicale da parte dei Zu. Il trio formato da Massimo Pupillo alle corde, basso e chitarre, Luca T. Mal. Al sassofono, sintetizzatori e tasti vari, infine 

(Selfmadegod Records) Excavated Graves irrompono con un crudo EP, confezionato con il death metal espresso in modo diretto, ordinato però nei minimi termini da una buona produzione che lascia i suoni a uno stato naturale. La band polacca che esordisce con “Life Isn’t For Everyone”, vede tra le sue fila 

(WormHoleDeath Records) Il nuovo album dei Deos si concentra sulla figura di Ottaviano, divenuto poi Augusto l’Imperatore. I francesi di Annecy siglano con “Augustus Omnipotens” il quarto album in carriera, attraverso una concatenazione stilistica di death-thrash-black metal. Da subito arrivano all’orecchio le trame chitarristiche di Fabio Battistella 
(Metal Blade Records) “Waves over Copenhell” è un suggestivo live album, nonché il primo in assoluto per gli Iotunn. I danesi lo hanno registrato nella loro terra, al Copenhell Festival di Copenaghen nel 2023. Dal primo album “Access Al Worlds” hanno pescato “Waves Below”, la title track, “The Tower of Cosmic Nihility” e “Voyage of the Garganey I”. Dal 


(Kick & Snare Productions) Aurevoir Sòfia sono una recente espressione dell’hardcore punk italiano e non solo, perché la band milanese stempera anche verso l’alternative, l’emo e sempre con inflessioni punk rock. Hardcore con qualche rilettura contemporanea, includendo un carico di energia, libertà creativa, testi ben inquadrati per una trentina di
(Masked Dead Records / Sulphur Music) Audace progetto genovese La Furnasetta, il quale si avventura senza remore tra il noise, dark ambient, l’industrial e derivati del metal. “Something Wicked This Way Comes” è un nuovo lavoro concepito tra brusii, interferenze, suoni amorfi, senza tracce importanti di riff della chitarra elettrica, con aggeggi ed 

(Apocalyptic Witchcraft) La storia dei britannici Suffering inizia tredici anni fa ma solo ora, alla fine del 2025, la band black-doom metal pubblica il suo primo album dopo alcune release minori. “Things Seen But Always Hidden” è un grumo di atmosfere disperate e allucinate, le quali vengono forgiate con spunti black metal e una vasta e solida base doom-death
(Fastball Music) I Chriz Doe sono quattro ragazzi tedeschi che esordiscono l’album intitolato “Cookie Doe”, realizzato mettendoci dentro groove/alternative metal, nu metal, rock, continue linee di elettronica ed energia. Giocando sul termine inglese ‘dough’, cioè impasto, “Cookie Doe” è di fatto un impasto per undici biscottini da divorare con gusto. L’opener
(Bitume Prods) Adz, già noto per altri progetti tra i quali Thy Apokalypse, si lancia in una nuova performance di stampo black metal denominata Arbre-Dieu. Il nome deriva dalla Casa di Dio, Maison Dieu in francese, ovvero una carta dei tarocchi di Marsiglia. L’idea di Adz è di presentare un black metal essenziale, primordiale, ruvido e scarno ma non lontano 

(L’Ordalie Noire) L’EP “Enfe” è l’esordio assoluto dei lionesi Terres Froides, ‘terre fredde’, un nome che porta subito alla mente il black metal, il quale effettivamente la band francese propone e nella sua versione melodica. Forti influssi melodici infatti arrivano dal genere melodic svedese, nonché qualche assonanza di stile ai Windir e alcuni passaggi
(Epictural Production) I Mürrmürr hanno pubblicato due EP in totale dopo quattro anni di attività e quest’ultimo intitolato “Katharos” ci arriva dalla Epictural Production del compianto Renaud Jalocka, ovvero Renard come era solito presentarsi e chiamarlo, anche con noi della redazione 
(Osmose Productions) Pubblicato quest’anno l’ennesimo EP, “The Wrath of the Silent Temples”, Noirsuaire presenta sul finire dell’anno il primo full length dopo tre anni di pubblicazioni. N, il musicista che gestisce questo progetto black metal, ha registrato come di consueto nel proprio rifugio sui Pirenei francesi, lasciando poi mixaggio e
(Heavy Psych Sounds) Onirici, spaziali, in sostanza una divagazione generale su sonorità space rock da parte dei milanesi Giöbia. “X-Æon” è un atto supremo e straniante, il cui stile tocca punti in comune con Hawkwind, Chrome, Ozric Tentacles e dunque space rock, psichedelia, cenni acid rock. Band collaudata e forte, ora al sesto album in 
(autoproduzione) Nascono nella provincia di Napoli i
(Ripple Music) Black Sabbitch sono una tribute band al femminile dei Black Sabbath. Attive dal 2012, quest’anno le ragazze hanno pubblicato questo live album, a seguito di un concerto svoltosi a Los Angeles. Angie Scarpa, batterista, ha dichiarato che i fan chiedevano di continuo un live album. “Unrest in the West” contiene “Wheels of Confusion / The Straightener” 

(Electric Valley Records) Pubblicato il 17 ottobre 2025, “Dead Dinosaurs Echoes” è il primo album del trio strumentale sardo denominato Basaltic Plateau. Rappresenta una buona proposta musicale che viene costruita con un incrocio tra stoner e rock-grunge, psych rock, con l’intenzione dei tre musicisti di creare scenari, atmosfere, viaggi mentali e con suoni robusti. Un suonare
(autoproduzione) “Thrøsk” coinvolge quattro musicisti della Sardegna e Puglia che si incontrano su un terreno post metal/rock rigorosamente strumentale, nel quale l’elemento metal e le influenze dell’elettronica si accolgono a vicenda. I
(Ripple Music) Nati nel 2017 a Richmond, nello stato americano dell’Indiana, i Wolftooh hanno pubblicato ben tre album prima di “Wizard’s Light”, facendosi notare per la loro identità heavy metal, calibrata con fasi doom e stoner. Suonano pompando energia e buoni dosi melodiche, creando cavalcate trascinanti caratterizzate da chitarre granitiche, non lontane