GROND – “The Temple”
(Xtreem Music) I Grond sono devoti al culto di Howard Phillips Lovecraft e lo celebrano da quasi venticinque anni ormai. “The Temple” è il terzo album della band moscovita e sprigiona un certo fascino grazie alla musica e al concept insito nel comparto testuale. Otto Eduard Weddigen è un eroe della Marina tedesca che si è distinto nella Prima guerra mondiale, e diventa il centro di questo (altro…)


(Heavy Psych Sounds) Pubblicazione in tema garage rock da parte della nostrana Heavy Psych Sounds, che propone i The Lords Of Altamont, formazione losangelina votata a questa matrice musicale con qualche arricchimento stilistico. “Forever Loaded” è un lavoro energico, con suoni veri: graffianti, pieni, sinceri e forti. Chitarre che lanciano colpi di rasoio, batteria energica e decisa, basso 

(Peaceville Records) Copertina e titolo solleticheranno la curiosità di molti. I due dinosauri che scorrazzano nelle foreste norvegesi, Darkthrone, pubblicano il quarto album in cinque anni, puntando su un titolo provocatorio e una copertina kitsch che racchiude però il senso della loro musica. “Pre-Historic Metal” è fatto di
(20 Buck Spin) I casertani Fulci pubblicano un semplice EP, il quale arriva a ridosso del loro Fulcicon, un evento con musica, incontri, horror e cinema in onore di Lucio Fulci, il regista al quale la band si ispira per tematiche e filosofia, oltre ad averne ripreso 


(Black Lion Records) Americani — il moniker si pronuncia ‘eye at’ — arrivano al quarto album dopo quattro anni di silenzio, singoli a parte. Il genere si assesta su un intelligente miscuglio di black, death e progressive metal, spingendo sull’imprevedibilità e facendo spesso ricorso a strumenti non proprio convenzionali per il genere, come il piano, il violino o il flauto.
(Pelagic Records) Randall Taylor è di Portland, nell’Oregon, ed è un artista di quelli moderni che uniscono arte concettuale a quella visuale. Per il suo progetto Amulets si serve di nastri analogici, effetti, scatolette tecnologiche per sprigionare suoni di un certo 
(Folter Records /Alive) Andreas Classen di Mönchengladbach, ex dei turbolenti Bethlehem, insieme ai suoi compagni di ventura conosciuti come Paragon Belial, pubblicano il quarto album in carriera e a ben otto anni dal precedente “Necrophobic Ritual”. Va precisato 



(Antiq Label) L’arco temporale dell’attività musicale dei Möhrkvlth prevede una durata di dodici anni dalla loro formazione, durante i quali hanno ad oggi pubblicato due album, oltre a uno split e un demo. Dopo otto anni dal primo lavoro “A-dreñv ar vrumenn”, il 
(Antiq Label) La francese Antiq pubblica il secondo atto in studio dei Kõdu. Gli estoni sono stati recensiti
(Hammerheart Records) I principi di stile del death metal avuto in Svezia, polarizzato tra le due scene, Stoccolma e Göteborg, viene riassunto in maniera lucida, esaustiva e con attenta qualità in “Aberrations”. Il nuovo e terzo album degli svedesi Xorsist è 

(autoproduzione)
(Godz Ov War Productions) Hanno registrato a Siena con Alessandro Guasconi al Virus Studio i Necromorbid e Arthur Rizk, multistrumentista, produttore e tecnico del suono che ha lavorato per esempio con i fratelli Cavalera, ha masterizzato poi il tutto. Il terzo 
(Pulverised Records) Due componenti su tre dei Barishi si sono incamminati in questa nuova avventura chiamata Ordh. Il batterista Dylan Blake e il chitarrista Graham Brooks hanno pensato di irrobustire il loro suonare, passando appunto dallo stile prog
(AOP Records) Esordiscono insieme il cantante Arneriach di Hail Spirit Noir, Marche Funébre e altri, e il polistrumentista Lykormas di Hemelbestormer, Rituals Of The Dead Hand e altre band ancora. Attraverso il black metal rivisto in una sua versione melodica
(Unorthodox Emanations) Secondo album per i varesotti Devoid Of Thought, a distanza di cinque anni dal convincente debutto “Outer World Graves”;
(Osmose Productions) Venti anni sono il lasso di tempo trascorso per avere un nuovo album dei Bewitched. Il tempo passa e in maniera inesorabile, però gli svedesi si sono tenuti attivi calcando i palchi e non solo quelli europei. La band nella quale alcuni componenti
(Xtreem Music) I torinesi Ural sono la prova vivente di come sia possibile evolvere in maniera esponenziale il proprio stile rimanendo al contempo legati a doppio filo alle proprie origini; giunta al quarto full length, la formazione piemontese si ripresenta con nove trascinanti pezzi di crossover thrash tipicamente East Coast, con richiami evidenti ad Anthrax e Nuclear Assault, tra accelerazioni, gang chorus e parti mosh, e con qualche rimando anche alla Bay Area, come nel caso di “Rat In A Cage”, stilisticamente affine agli Exodus.
(Totem Cat Records) Sin dall’iniziale “Bledow” si percepisce l’atmosfera che aleggia in “Meaningless Monuments”, ovvero un paesaggio sonoro dai confini illimitati e impercepibili. Occult Hand Order propongono un post rock affiancato dal doom, attraverso