AZZIARD – “Vesanie”
(Mortis Humanae Productions) Sono sinceramente rimasto colpito dagli Azziard. Ho preso ad ascoltare “Vesanie” senza conoscere nulla di questa band francese (sono della regione parigina). L’album mi ha impressionato per la sua versatile maturità nel proporre tratti black metal e blackened death metal, in (altro…)
(Iron Bonehead) Questo album è uscito un anno dopo il precedente. “Denouement” (
(Pesanta Urfolk) Qui si parla di Sludge/doom, con una interessante componente drone. Se ne parla unendo due realtà infernali, underground, provenienti dagli Stati Uniti. L’unione da origine ad uno split, un vinile, che su un lato offre tre pezzi degli Hell, originari dell’Oregon. Dall’altra
(Code666) Incrocio perverso di sonorità mediterranee, nordiche ed alternative per creare una nuova direzione del black metal. Sono greci e sono al secondo album, il quale è pieno di rabbia, violenza, perversione specialmente nell’intelligente abbinamento di sonorità inquietanti e deviate. Oltre un’ora
(Bakerteam Records) Quando esce un disco symphonic power metal sono sempre contento, perché significa che il mio genere preferito non è ancora morto. Quando poi questo disco è anche bello… beh, che posso chiedere di più? Gli esordienti Astral Domine, di Tivoli, hanno confezionato davvero un signor debut,
(Steamhammer / SPV) Con ancora in testa il fantastico “Circle Of The Oath” di meno di due anni fa, e quando ancora mi riservo delle serate con un bicchiere di Jack con ghiaccio, davanti allo schermo mentre sparo a volume offensivo lo stupendo DVD “Live On Fire”, Sua altezza Axel Rudi Pell torna con un altro maledettissimo disco, un’altra ora (senza le bonus tracks!) di musica vera,
(Inverse records) Aleksi Susi dei finlandesi 2 Wolves ha deciso di avviare un progetto solista. Un progetto orientato al metal industriale. Per iniziare un video ed un singolo intitolato “Non-Stop Non-Stop”. Risultato? Accattivante! Se vi piace un sound che integra nel metallo e nell’industriale delle componenti vagamente tecno, il tutto in una atmosfera di una oscurità assoluta, allora
(Purodium Rekords) Ars Diavoli, Portogallo, one man band. Torna. Fedele al suo black metal sperimentale, ambientale, propone un EP con due pezzi che trasudano oscure emozioni, profondo viaggi mentali attraverso un percorso tetro e mortale. Tredici minuti di infinità sonora, di esperienza sonora, dove Vilkacis si lascia andare a teorie di arpeggi acustici, accordi distorti e dissonanti.
(Autoproduzione) [
(Electromantic Music) I prog rockers Ainur si dedicano da anni allo smisurato compito di mettere in musica “Il Simarillion”: questo “The lost Tales” ripresenta dieci pezzi della loro discografia rivisti in chiave acustica e tre inediti. Tuttavia, la bellezza e l’unitarietà dell’album permettono anche a chi non sia familiare con le loro precedenti uscite di accostarsi senza problemi
(Autoproduzione) Con un abissale ritardo (in parte non da me determinato) mi ritrovo finalmente a recensire questo lavoro di marca italiana. A.V.O.K. è una band di Udine che suona cose alternative rock/metal, oltre che dimostrare un’attitudine crossover. Il songwriting propone canzoni che bilancia fasi calme ad altre più energiche, ma sempre in modalità tra rock e metal.
(Autoproduzione) Hard rock melodico. Quanti anni che non sentivo questa definizione. Ci sono passati, tra questi suoni, grandi del genere come Europe, Van Halen, David Lee Roth, tanto per citare un po’ a caso. E’ quindi con immenso piacere che mi abbandono a questa mezz’ora di musica caratterizzata da riff potentissimi, sempre arricchiti da tastiere evidenti, con una chitarra fantastica
(Selfmaegod) Credo che scrivere una recensione per una band come gli Antigama sia alquanto superfluo. Ci sono delle band per le quali quando arrivano delle loro nuove pubblicazioni, bisognerebbe soltanto informare i lettori e i fan delle uscite e farla finita con analisi e riflessioni. Antigama è qualcosa che va sempre oltre, se non addirittura sono già al di là, ben oltre la musica stessa.
(OneStep Management) Il lavoro nobilita l’uomo. Recita così un vecchio modo di dire che ben si addice agli italiani Arhythmia. La formazione sarda nasce nel 2004 e fino ad oggi ha lavorato molto e con costanza per crearsi una reputazione. Grazie a due album e una buona trafila live, svolta spesso al fianco di nomi illustri, come Sepultura, Hatebreed, Symphony X, Linea 77 e il recente ruolo
(Karisma Records) Mi accingo a scrivere questo pezzo con l’animo incerto e un pochino confuso. Gli Airbag arrivano al terzo album, il primo per quello che mi riguarda come conoscenza della band e per un floydofilo (leggasi come appassionato dei Pink Floyd) è imbarazzante ascoltare dei pezzi piuttosto piacevoli, ma che in un’ipotetica scala stilistica vanno da un minimo di similitudine
(Pitch Black Records) Melodia, ritmica tagliente e un tributo ai grandi del power/prog. Questi sono gli Artical, band greca formatasi nel 2002 che vanta, per questo nuovo lavoro, il grandioso Mark Boals alla voce. E’ ormai indubbio che ovunque finisca a cantare Mark, ed ultimamente è un singer molto impegnato e richiesto, il risultato sia senza dubbio di grande qualità.
(Century Media Records) Geniale artista Arjen Lucassen. Un artista poliedrico, un artista con mille idee, mille ispirazioni e molti progetti. Risale a solo un anno fa il suo ultimo lavoro (a nome di Arjen Lucassen), al 2010 il complesso “Victims Of The Modern Age” (secondo lavoro a nome di Star One), al 2009 il bellissimo “On This Perfect Day” (a nome di Guilt Machine) e ben a cinque
(Ektro) Un 7”, un singolo. C’era una epoca dove il singolo era il lavoro importante, ed il resto era un fill, un qualcosa per chiudere il pacchetto. Ricordo anche quando il singolo era tutto, e sull’altro lato del 45 giri ci finiva una b-side, che già dal nome assumeva un pietoso ruolo riempitivo. Però erano tempi mitici, gloriosi, sballati. Certo, fare un singolo oggi potrebbe avere lo stesso
(Mystic Production) Ritorno poderoso dei polacchi Armagedon, quattro anni dopo “Death Then Nothing”. La band viene da un passato lontano, seconda metà anni ’80, poi un lungo iato dal 1994 in poi e nella seconda metà degli anni 2000 gli Armagedon hanno imbracciato di nuovo i loro strumenti per suonare un death metal muscolare e dinamico, come è tipico delle band polacche, ma
(Autoproduzione) Sulla scia di iniziative come quella della Misantrof Antirecords, l’artista e produttore triestino Peter Pahor mette sul mercato questo progetto musicale libero da copyright e quindi in totale free download. Ma per quanto il proposito sia lodevole, i dieci brani di questo “Metodo paranoico-critico”, al quale partecipano anche musicisti stranieri, appaiono abbastanza slegati
(Hellprod) Gli storici brasiliani Grave Desecrator dividono questo 7” (in sole 300 copie) con i bavaresi Augrimmer, autori di un black metal stile Venom e Sodom. Dunque sonorità più regolari, ma soprattutto di segno black ‘n roll nella sostanza. “This Is How You Do It (With The Devil)” è una canzone che funziona, anche per via di una vaga e flebile radice punk nel riffing.
(Alterhead-MasterMusic) Non è un bis, non è un “encore“ ma neanche un vero e proprio debutto, questo album di AlteriA. Il primo della carriera solista, ma non il primo in assoluto; la cantante, una delle voci femminili più rock del panorama italiano, è la bella ex leader e front-woman dei NoMoreSpeech, e collabora stabilmente, insieme ad altri artisti, al progetto “Rezophonic” ; inoltre, per chi
(My Kingdom Music) Secondo album e di grande maturità per i lombardi Agony Face, autori di un death metal tecnico e progressive. Accelerazioni e rallentamenti, sospensioni e tutto regolato attraverso un costrutto e tecnica di buona fattura. Melodie che spesso si presentano nei pezzi ed elevano la fruibilità delle composizioni. Il songwriting si esprime appunto attraverso una tecnica
(Sun and Moon Records) Una black metal band assolutamente in contro-tendenza. Non sono norvegesi o scandinavi, ma vengono comunque da una terra fredda: il Canada.Tutti i membri hanno fatto studi di tedesco o hanno discendenze tedesche, pertanto tutti i testi sono proprio in quella lingua. Ultimo punto che li rende diversi dagli altri è la voce infernale che si ascolta in queste dodici
(Autoproduzione) C’è un genere al quale siete legati particolarmente? Un genere che ascoltando per la prima volta una band che lo suona, seguite riff, ritmi, voci come dei percorsi che già conoscete. Voglio dire che a volte in questo genere di preferenza si avverte il cammino del percorso che i pezzi faranno, intuendolo quasi in anticipo. No, quella intuizione non è ascoltare qualcosa
(Scarlet/Audioglobe) Ed eccolo di nuovo qui, Edu Falaschi: dopo aver definitivamente abbandonato gli Angra, si è dedicato più che mai al ‘suo’ progetto, gli Almah, e ci regola oggi un ottimo quarto disco ‘solista’. Rispetto alle pur apprezzabili derive di “Motion” (recensito
(This Is Core Music) Sono un misero scribacchino di album musicali e ritengo che un lavoro come questo degli Audrey possa mettere alla prova i gusti di chi scrive e magari anche di chi legge. “Lost in Promises” è un album che mischia punk/hardcore, rock ‘n roll, nu-metal e tendenze popcore. Ora si da il caso che tolti i primi tre generi il resto non è che mi interessi più del dovuto,
(Lion Music) Progetto italiano prog metal il quale nel tempo ha mutato le proprie coordinate oltre alla line-up. Gli Ashent con “Inheritance” si propongono con un metal molto articolato, complesso. Personalmente trovo alcune cose cervellotiche al pari di altre che mi stupiscono per come riescono a sfumare la propria identità in strutture dinamiche e dalle melodie particolari.
(Autoproduzione) Gli Amore sono dei disinvolti hard rockers italiani, si definiscono infatti “gli italiani del rock ‘n roll”. Anzi, permettetemi questa concessione, cioè di riportare l’incipit del comunicato stampa che annunciava l’album: “Una band ironica, pezzi che funzionano, melodie accattivanti, grandi,grandissime chitarre, canzoni che rimangono e colpiscono subito, finalmente
(Autoproduzione) Davvero bravi questi ragazzi messicani. Autori di un thrash che assume tinte crossover e dalle movenze frizzanti, anche grazie all’inserimento di percussioni e strumenti a fiato (tromba e sassofono). Ritmi latini e non, escursioni jazz, atteggiamenti progressive, tirate tribali ed etniche spuntano in ogni angolo del tessuto metal. Il risultato è quello di tenere lontane
(Avantgarde Music) Un nuovo progetto, di origine italiana, inglese ed ungherese. Convincente, potente, letale come il funeral doom che divaga dalla casse durante l’ascolto di questo debutto che genera decadenza, tristezza, eterna putrefazione dello spirito. Quattro pezzi per una liturgia che dura quasi quaranta minuti concepiti da membri di Pantheist, Gallow God, Leecher Urna e Dea Marica,
(Mausoleum Records) Nonostante le origini thrash e death, la band tedesca mantiene l’indirizzo power/prog che con il tempo ha assunto, ed anche questa volta non tradisce le aspettative grazie ad un disco complesso, elaborato, con una durata importante (oltre l’ora) e livello di cura elevato. Concept album creato nel tradizionale stile che offre una band solida con vari cantati ospiti,
(Videoradio) E’ il terzo album per gli ArtemisiA e la progressiva crescita di questa band è nettamente tangibile in questo “Stati Alterati di Coscienza”. La band ha inciso con pulizia il proprio sound dimostrando in esso ricche sfumature. “Stati Alterati di Coscienza” è un album cantato (e benissimo) in italiano e suonato con una dominante heavy metal, nella quale vengono piazzati