LORD OF PAGATHORN – “Daimono Philia”
(Woodcut Records) Secondo capitolo per i finlandesi Lord Of Pagathorn, attivi dal 1992 ma giunti al debutto solo quasi quattro anni fa con “Nekros Philia” (recensione qui). Il loro black lineare si intensifica, si arricchisce: mantiene quel bagno di sangue (altro…)
(AFM) Banalità o spettacolo? A guardare i Lordi si pensa ai Gwar, a leggere il titolo di questo nuovo album ai White Zombie. La musica dei mostri finlandesi è sempre quell’hard rock melodico, con tastiere al seguito, che oscilla tra horror rock, Alice Cooper, Kiss e cose simili. I Lordi trovano
(Red Cat Records / 7Hard) Un nuovo album composto della tipiche canzoni della Pellegrini, cioè energiche, con fare genuinamente hard rock e suonate con la giusta misura. Un album non diverso da “Dreams Come True” (
(Revalve Records) Secondo album per i vicentini Lostair, band che ho avuto modo di ascoltare e recensire in occasione dell’uscita del promo “Sigillum Dei”, contenente tre brani
(Pink Tank Records) Con tante cose da dire, cantandole, e con tanti suoni da trasmettere, i Lost Moon sono al loro massimo grado in questo nuovo album. Elettricità, acido cosmico e terreno, colorato, grunge, rock vecchio stampo, tutto è compresso, poi spalmato in poco più di mezz’ora. I Lost
(Karisma Records ) Kim è il bassista dell’alternative rock band norvegese Seigmen e pure degli Zeromancer, band industrial sempre dalla Norvegia.
(Vendetta Records) Un’intro forse sin troppo lunga fatta di arpeggi dal retrogusto celtico e cantate femminili apre al secondo lavoro del duo francese denominato Loth. Un esperimento sonoro, almeno inizialmente,
(Brigante / Dio Drone / Drown W. e altri) Già strabilianti con l’omonimo album (
(Bleeding Music) Dopo sette anni di silenzio tornano in pista gli svedesi Lechery, che ci propongono un terzo album, “We’re all born evil”, dedito al metal tradizionale. La opener “Heavy Metal Invasion” è, purtroppo, inevitabilmente banale,
(autoprod. / Black Widow) Come un piano sequenza, così è la musica di L’Albero Del Veleno. Qualcosa di cinematografico, una colonna sonora perpetua che fluisce con continuità. L’anno è il 2010, l’albero germoglia e persegue l’obiettivo
(Dine Alone Records) Certi progetti nascono sotto una buona stella… e la stella dei Seagullmen ha se non altro fornito una luce nel mare della musica. Già da tempo si era sentito di questo progetto folle fin dalle premesse, essendoci il batterista dei Tool
(autoprod. / Black Widow) La Janara ha popolato per secoli le storie, le credenze e le leggende dell’Irpinia e dintorni. Questa creatura misteriosa, una strega, è il nome scelto dalla band quando nacque nel 2015, per dedicarsi poi a un salutare
(autoprodotto/Black Widow) Doom classico con un tocco intenso di sonorità italiane. Tonalità prive di luce e testi esoterici, magici, dissacranti: non a caso il titolo è tratto da una formula di esorcismo e significa “bevi tu stesso i veleni”… verso conclusivo dell’inquietante
(Nuclear War Now! Productions) Niente accade per caso, in nessun ambito. Pure la musica non si sottrae a questo assioma, solo che qui le cose sono più semplici. Perché nella musica non si tratta di fare molte elucubrazioni o analisi
(Inside Out Music) Ci hanno provato per ben due album i tedeschi a proiettarsi in una dimensione dove la propria musica avesse anche partiture vocali. Tre album come quartetto post rock strumentale i tedeschi di
(Via Nocturna) Lo dico sempre che la coerenza e la perseveranza, a lungo andare pagano. Un esempio lampante lo è Fabio Bava, un artista che non si è mai arreso nonostante il numero elevato di cambi di line up, portando avanti da più di diciotto
(Apollyon Entertainment) Ascoltare le prime note di questo album mi ha subito portato alla mente i mitici Slayer e gli Iced Earth, ma pure i Morbid Angel. In verità poi tutti questi illustri nomi si sono subito dissolti e la sensazione che ha
(MASD Records) Terzo album per i liguri Last Rites, che con questo lavoro festeggiano vent’anni di carriera. Era infatti il 1997 quando la formazione savonese ha cominciato a muovere i primi passi facendo la classica trafila di concerti, demo e
(earMUSIC) I Loudness sono una leggenda. Attirano un pubblico tra heavy metal e hard rock, sanno essere tecnici, melodici, veloci, potenti. Ed intramontabili. Il signor Akira Takasaki continua a sfoderare riff micidiali, assoli avvincenti, con
(AFM) Ed ecco, finalmente, il nuovo album dei Leaves’ Eyes: ammetto che ero molto curioso di sentire cosa avrebbero prodotto Alex Krull e compagni dopo l’abbandono di Liv Kristine (per il gossip, quest’ultima ha proprio divorziato dal tastierista).
(Club Inferno Ent.) Un arcano e dominante senso di nichilismo percorre le note di “In Viva Morte Morta Vita Vivo”. Le chitarre di Vito Burini, anche basso, sono
(Shadow Kingdom) Terza prova nel lustro d’esistenza del trio cileno. “Victory Is Mine” è un eccellente EP con quattro canzoni di sano heavy metal, ben allineato con il precedente demo (
(Ektro / Ruton Music) Jussi Lehtisalo è il bassista e fondatore dei Circle, ma anche parte integrante di altri progetti, quali i Pharaoh Overlord, gli Steel Mammoth o i Televisio.
(A Sad Sadness Song) Secondo album per questa one man band cilena: un grandioso sequel del debutto “Absence” (
(Vacula Prod.) Black metal band italiana, piemontese, attiva da tempo e alquanto prolifica in fatto di pubblicazioni (ne abbiamo scritto
(Selfmadegod) Rogga Johansson (Megascavenger, Paganizer e tantissimi altri progetti) e Lasse Pyykkö (Hooded Menace) giocano a fare i Ministry. Chitarra e basso il primo, voce, chitarra e programmi
(Tough Love Records) Sono danesi e nella prima incarnazione erano una band rumorosa e pesante. Con il tempo si sono perfezionati, dando vita ad un sound creativo,
(Limb Music) Tutto a posto, eppure… così riassumerei il mio rapporto con il secondo album dei bergamaschi Lionsoul, fautori di un buon power metal che, però, non fa breccia nell’ascoltatore, e non riesce a trasmettere emozioni ‘forti’
(Nordvis Produktion) “Still Innocence” doveva uscire tempo fa, quasi due anni fa. Il singolo “Nestle Within” fu diffuso proprio due anni fa (
(I, Voidhunger Records) L’Hasard del titolo è anche l’unico solitario componente polistrumentista del progetto francese qui recensito. Trecce il cui titolo è segnato da un numero cardinale sono scandite attraverso suoni sintetici ma ispirati alle atmosfere monastiche e clericali, quasi
(Massacre Records) Nessuna nuova, buona nuova, dice un vecchio detto: che possiamo certamente applicare ai Lonewolf e al loro nono full-length “Raised on Metal”, che succede a “
(Grimm Distribution) Allora, quando si parla di black sotterraneo è molto difficile parlare di recensione propriamente detta. Si perché di tutti i sottogeneri del metal, forse questo è quello più legato alle sensazioni suscitate piuttosto che alla qualità sonora in senso stretto. A me ad esempio
(Svart Records) Interessante raccolta da parte della Svart Records, che riunisce in un unico CD tutta l’opera dei finlandesi Lubricant, band nata nei primissimi anni ’90 che ha pubblicato tra il 1991 ed il 1993 un demo tape
(Scarlet Records) I Light & Shade sono un interessante progetto messo su da due membri dei Temperance, Marco Pastorino (voce e chitarre) e Liuk Abbott (basso): a loro si affiancano l’inflazionatissimo Alex Landenburg, attuale batterista di Luca Turilli,
(Season Of Mist) Può il grindcore, genere estremo ed anti commerciale per antonomasia risultare catchy? “Razorgrind”, sesta fatica discografica di Leng Tch’e dimostra che ciò è possibile.