Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
FADE OUT – “Welcome to My Hell”
(Fono) All’inizio dei tempi i Fade Out erano una band gothic metal, poi le cose sono cambiate e la formazione russa ha votato la propria musica al nu metal o comunque a qualcosa di molto simile, dunque un metal moderno, muscolare, cattivo, distorsioni che sanno di acciaio e ritornelli che puntellano i pezzi cercando (altro…)
(Cyclone Empire) Dietro questa meravigliosa copertina si nasconde il quarto album degli svedesi Ereb Altor: per fortuna, oserei dire, gli svedesi hanno fatto marcia indietro rispetto a quanto ascoltato su “Gastrike” (le mie lamentele
(W.T.C. Productions) Malvagio. Violento. Ispirato dall’oscuro. “Surrealist Satanist” non lascia spazio a nessun senso di pace, di pietà, di calma. I blacksters tedeschi, ormai con molti anni di attività sulle spalle, ritornano con il terzo full length il quale rimane fedelissimo ad uno stile cattivo, sporco, pieno di riff malati e veloci,
(Autoproduzione) “Ascent” è il secondo EP per questa band russa, mentre il precedente prende a nome quello della formazione. La direzione dei Promise To Take è vicina al death-thrashcore con alcuni lievi flussi di metalcore, soprattutto per alcuni breakdown o qualche inserto melodico nei ritornelli. “Cold Blood Poetry” è una
(Scarlet/Audioglobe) Gli Angels of Babylon sono uno dei tanti progetti di Rhino, batterista di manowariana memoria: da notare la particolarità per cui la band ha una line-up per i concerti americani e una per quelli europei (il solo drummer suona in entrambe)! “Thundergod” è il secondo album di questa formazione, il primo
(Indie Recordings) Allucinato. Sconvolto. Contorto. Imprevedibile. Pieno di rabbia, di furia, ma anche di una luce, la luce generata dalla profonda fede (cristiana) che si rivela nei testi. Musicalmente siamo di fronte ad una opera maestosa, un death metal ultra tecnico, che in un certo senso ricorda Cynic e Carcass, ma che vanta
(Black Widow Records) Come suonerebbe la musica anni ’70 se fosse scritta con i canoni stilistici moderni? Ovvio, certe cose devono restare: le copertine piene di colori creati sotto l’effetto degli acidi. Organi e piani classici nell’impostazione e nel suono. Ma l’ascoltatore moderno, l’equivalente moderno dell’ascoltatore anni
(Metal Blade/Audioglobe) Sono sicuro che questa recensione farà arrabbiare qualcuno… ma andiamo con ordine. Sono un discreto fan degli Amon Amarth, forse mi sono perso qualche uscita ‘minore’ ma i loro full-length li conosco tutti, e il vinile dell’ultimo “Surtur rising” sta in bella mostra nella mia collezione.
(AFM/Audioglobe) Gli Hibria spopolano in Sud America e in Giappone (hanno da poco edito anche un live/dvd girato in terra nipponica), ma in Europa sono poco noti: MetalHead è uno dei pochissimi siti italiani ad aver pubblicato una recensione del precedente “Blind Ride” (
(Encore Music/Plastic Head) Conosco bene gli Amberian Dawn, formazione finlandese di symphonic power metal come piace a me, secondo la più pura tradizione del paese scandinavo (Dreamtale, Altaria, Excalion sono le band più vicine quanto a sonorità). Per presentare la nuova cantante Capri, i nostri editano questa compilation
(Massacre) Ascoltare un album degli Agathodaimon è qualcosa a metà tra un déjà-vu e un atto scontato. E’ dai tempi di “Blacken the Angel” che la band tedesca sforna album dove le prime canzoni sono dei fulmini che abbagliano e solleticano la bramosia di metallo maestoso dell’ascoltatore che si approccia, salvo poi
(Nordvis) Il black metal di questi svedesi mi garba. Ha quella giusta attitudine selvaggia e quell’odio indolente. Le tastiere che affiancano le chitarre sono leggere, non imponenti, non coprono troppo le melodie e aiutano a renderle seducenti. Tuttavia “Till Stilla Falla” possiede una batteria spesso sfalsata nei volumi
(Bakerteam Records) I Mechanical Swan di Carpi sono quattro musicisti, cioè un cantante, batteria e due chitarre, delle quali una presta il proprio musicista anche alle tastiere; alla fine la band delinea una sorta di rock-metal dalle sonorità moderne e dall’atteggiamento molto simile al power rock e a quelle forme rock
(Napalm/Audioglobe) I Lonewolf mi piacciono (l’ho già detto chiaramente
(Sepulchral Productions) Una visione del mondo senza speranza. Depressione. Black metal che ne assume le sembianze, trasformandosi in suoni profondi, atmosferici, pensierosi. Un album dal sound corrotto, malvagio, una sfumatura più tetra del nero più profondo. Drumming quasi dissonante su chitarre laceranti, ossessive,
(Rancore Records) Sono dei musicisti milanesi i Seditius e giocano a mischiare il rock con il blues, l’hard rock, l’alternative, lo stoner e cose simili. Sono percorsi stilistici prefissati, ma che si alternano secondo una logica e il gusto della band. L’EP propone atmosfere vivaci e nelle sette canzoni si avvicendano atmosfere nuove, per via
(Napalm/Audioglobe) “Wachstum über alles” è il singolo apripista per il prossimo album dei Saltatio Mortis, previsto nientemeno che per il 16 Agosto: il maxisingolo presenta il brano, critica corrosiva dell’economia mondiale di questi anni (il titolo significa pressappoco “Lo sviluppo al di sopra di ogni cosa”), in ben cinque
(Autoproduzione) Suoni. Nient’altro che suoni. E’ la mente umana che costruisce la differenza tra suono, rumore, musica. Ma essendo proprio la mente umana a classificare, confinare, una qualsiasi onda sonora dentro di una categoria, è certo che si tratta di una interpretazione sempre soggettiva, assolutamente
(Erga Editions) Un teatro del Metal. Deve essere l’idea fissa di questo strambo artista italiano (precisamente di Genova) che già nell’ormai lontanissimo 1980 (annus mirabilis) aveva intitolato il suo primo disco “Perseo Miranda and His Theatre “. Il disco infatti riprende le sonorità del Precedente “Firmament” del 2011, e il tratto
(Svart Records) Un’ora e venti. Tempo trascorso. Mi risveglio da un torpore, con un senso di angoscia. Tutto appare cambiato. Tutto è morto. Tutto è marcio. La luce è oscura, l’aria è tetra, l’atmosfera è opprimente. Un dio oscuro, una divinità oscena, uno spirito perverso. “Dakhmandal”, quarta opera dei misteriosi finlandesi
(SG Records) “Power Fusion” è proprio un album di fusion, cioè è un mélange di situazioni musicali tra jazz, blues, rock, spunti heavy. L’ideazione degli Angel And Demons è di Alex Stornello, chitarrista di provata esperienza e sapienza (è un docente), il quale si è affiancato Giorgio “JT” Terenziani, bassista per Absynth Aura
(Autoproduzione) Make It Long ‘n Fast, detti appunto M.I.L.F., sono degli allegri e scanzonati hard-rockettari di Firenze. Non hanno quella sfrontata allegria alla Faster Pussycat, non sono i i Mötley Crüe, ma se questo concetto è banale tengo a precisare immediatamente che le band menzionate mi servono per indicare il fatto
(Metal Nation) Ero già rimasto colpito dalla musica degli Stormzone (
(Sleazy Rider Records) Dopo tre album, e – pare – scontento dei continui cambi di lineup e direzione musicale, Brian J. Huebner ha voluto riprendere completamente il controllo della sua creatura Cold Colours, e pubblicare questo quarto full-“length” come se fosse un solo project, con un controllo artistico totale sul prodotto
(P2) Perdonate la sciocca ironia, ma una band che si chiama Extinction Protocol e che viene pubblicata da un’etichetta chiamata P2 è il massimo: deve essere un piano della nota Loggia Massonica! Stupidaggini a parte, questo quartetto della Pennsylvania è mostruosamente legato al brutal death metal da un sottile legame
(Ektro) Malati, sconvolti, devastati. Hanno un sound isterico, contorto, fuori da tutti gli schemi. Risultano melodici ma anche dissonanti. Hanno idee che mi ricordano gli album solisti di Vrangsinn, senza aver veramente nulla da compartire con l’artista norvegese. Suonano una specie di punk che è il post del post di se stesso.
(Nuclear Blast) Siamo di fronte all’inizio di quella che si rivelerà essere una vera e propria leggenda del death metal svedese. Parlando infatti di metal scandinavo non si possono bypassare gli Hypocrisy, creatura nata e cresciuta dalla mente del poliedrico e geniale Tägtgren; ben vent’anni ci separano dalle edizioni originali
(Fuel Records) E’ stato un po’ difficile assimilare questo lavoro dei toscani My Tin Apple e non perché l’album fosse brutto, ma possiede una gamma di idee e sonorità che, almeno per me, richiede qualche ascolto in più (e non è un problema, visto che di solito accade con tutti i lavori che gestiamo). E’ servita la giusta attenzione
(Autoproduzione) Stoner e hard rock. E’ questa la dichiarazione di intenti. E le influenze parlano chiaro: Black Label Society, Down, Pantera. Cosa mai può risultare da una simile idea musicale? Decisamente qualcosa di esplosivo, originale, molto personale. Gli Italiani Di’Aul arrivano con questo nuovo album, il secondo, e non
(Napalm Records) Sesto album per i Deadlock e consueta ondata di (pop) melodic metal. E’ curioso, ma ancora oggi ancora si utilizza per la band tedesca l’aggettivo “death”, ma bando al loro passato e valutiamo al netto della sostanza il loro presente. “The Arsonist” possiede canzoni sorrette da una gemellare andatura cavalcante
(Ektro) Si definiscono i re finlandesi dell’hard rock/death metal di matrice Lovecraftiana. Francamente di hard rock c’è poco, se non qualche accenno. Di death metal c’è decisamente una voce che comunque non raggiunge livelli estremi, sinceramente sono abituato a qualcosa di molto più appartenente all’oltretomba.
(Fog Foundation) Mi trovo proprio a Matera, patria del polistrumentista Drakhen, mentre rifinisco la mia recensione di “The Battle will never end”, il secondo disco della one-man-band Bloodshed Walhalla. Una formazione che mi sta simpatica per tanti motivi: perché suona puro viking metal in Italia, e anzi in Sud Italia
(Autoproduzione) Estremi, molto estremi. Quel pizzico di sana e irriverente follia compositiva, mostrata tra strutture estreme, molto estreme, e improvvise variazioni tematiche, con melodie inaspettate. I The Senseless tritano le viscere, come lame che girano alla stregua della pale di un elicottero. Un sound che gioca
(Mausoleum Records) A metà tra i Motörhead e l’hard rock e senza possibili alternative. I Nitrovolt sono questo: energia e ribellione, sfrontatezza e serrata esplosività. Lemmy è sullo sfondo e forse anche i Mötley Crue e gli AC/DC e tutto viene rivitalizzato e messo insieme e cucito con cura. “Pay the Price”, opener dell’album, è
(Autoproduzione) Per Fredrik Asly, in arte Pellek, è un giovane vocalist norvegese che, nel suo paese, si è fatto notare con l’apparizione a programmi televisivi dedicati ad artisti emergenti. Canta inoltre nei Damnation Angels, band che ho recensito