SKYLARK – “The Storm and the Horizon”
(Underground Symphony) I metalheads italiani nutrono di norma un odio feroce nei confronti degli Skylark: la formazione milanese, che ha mietuto successi soprattutto in Giappone, è infatti spesso accusata di dilettantismo musicale e di eccessive concessioni a sonorità pop e commerciali. Ho seguito Eddy Antonini & compagni in modo troppo saltuario in questi anni per poter dare un giudizio equilibrato: ma ricordo certamente che agli esordi symphonic power seguì una fase di ‘allegerimento’ che mi fece perdere interesse nei confronti della band. (altro…)
(AFM) Per festeggiare l’ingresso in formazione di Nitte Valo, ex cantante dei Battle Beast, i finlandesi Burning Point pubblicano un prodotto a metà fra la compilation e il full-“length” di inediti: accanto a sei canzoni ri-registrate (compreso l’hit “Heart of Gold”)
(Nightbreaker Production) Esordio discografico per i Torinesi Orgiastic Pleasures, band formata da musicisti che vantano una certa esperienza in ambito estremo. Il genere proposto è un death metal old style di matrice Svedese, aggressivo ma non eccessivamente 
Formatisi nel 2006 e già titolari del pregevole album di debutto ‘No Time To Waste’ del 2012, i Simple Lies hanno siglato un accordo con la Bakerteam Records per la pubblicazione digitale di ‘Let It Kill’, il nuovo full-length album. Il suono del gruppo bolognese nasce dalla migliore tradizione street metal americana (Mötley Crüe), per attingere poi alle sonorità più pesanti e moderne di Black Label Society, Alter Bridge e Black Stone Cherry. La grossa esperienza dal vivo accumulata suonando assieme a Skid
Successivamente aver eseguito alcuni live con Marco “Spino” Spinelli rientrato dopo l’uscita di Roberto Tiranti, i
Una serata poderosa nel bel mezzo dell’estate.
(Svart Records) Dopo l’EP arriva l’album. Regola di base che questi 4 finlandesi hanno rispettato, creando uno spazio dove scatenarsi senza controllo. Vantano membri di Forced Kill e Speedtrap e con quell’EP a base di puro rock’n’roll sparato a volumi pazzeschi, sporco, brutto, cattivo avevano detto la loro. Ora e tutto sempre più punk, rock ed
(Punishment 18 Records) Fautori di un black metal che implementasse un carico melodico ben superiore alla media, i Borknagar hanno poi sviluppato ampiamente tematiche testuali e musicali legate al viking. Già questo secondo album del 1997 e ripubblicato dalla Punishment 18 Records, offre
(This Is Core) “Slow Sun” è una sorta di crossover. I Mooth nascono come noise band, ma al giorno d’oggi stoner, hardcore, appunto il noise e un lieve atteggiamento math-core albergano in questo sound piuttosto robusto e che ha tratti si dimostra oscuro per il suo possente groove.
(Dead Center Production) Questi thrashers nostrani richiedono più di un ascolto per essere assimilati. Nonostante infatti il flyer etichetti la band come un combo thrash, dopo un’intro strumentale fatta di sirene e presagi di distruzione la prima traccia vera e propria non è solo thrash. E’ anche un po’ death e un po’ svedese. La produzione non all’altezza 
(Signal Rex) Ecco un gruppo da tenere d’occhio. Secondo album per questi portoghesi che hanno deciso di ripercorrere le tracce del pluriosannato Burzum. Quattro tracce che si muovono tra il black e l’ambient, tra l’epico e la cacofonia. Il risultato, pur essendo molto simile nel contorno al progezzo di mr Vikernes,
(Iron Bonehead ) Oscuro vinile 7 pollici, 45 giri. Oscura anche la confezione inondata di nero. Oscuro il sound di queste tracce esclusive che i due act hanno proposto per lo split. Gli svedesi Grá sul lato A: hanno all’attivo un full length ed un paio di EP; sanno lacerare con ritmi
(Massacre) Estraggo dai recessi della mia memoria il nome dei tedeschi Stormhammer, autori, nell’ormai lontano 2009, di un “Signs of Revolution” che acquistai a un loro concerto a München. La band bavarese torna all’attacco con il quinto disco dopo un silenzio che dura da allora:
(Metal Scrap Records) A distanza di quattro anni tornano i deathsters ucraini D.HATE con un album poderoso, spietato, ricco di precisione ma anche di violenza. Ci lasciarono con il validissimo “Game with Ghosts” ed ora questo “L.I.F.E.” dimostra una importante crescita, una maturazione artistica sia compositiva che esecutiva. Il 

(Comatose Music) Finalmente un album brutal death con le palle! Gli Statunitensi Dysentery danno alle stampe un album brutale, senza fronzoli e lontano da tante contaminazioni tipiche del death metal odierno. La formula è semplice: riffs pesantissimi come macigni, chitarre droppate di un paio di toni, un basso
(Nordavind Records) Gli italiani Riti Occulti fanno un black metal diverso. Intenso. Incrociato con doom, sinfonico, atmosferico e rituale, questo sound dà origine ad un qualcosa che ha un forte richiamo italiano (il nostro doom, il nostro metal, il nostro horror) senza però perdere
(Metal Revelation) Una tempesta di groove ed energia nel debut dei francesi Parallel Minds, che stupiscono con una proposta attuale e potente. Ce ne accorgiamo subito dall’opener “I am”, che unisce la potenza power/thrash degli Iced Earth alla modernità del groove dei Nevermore,
(Pavement Enterteinment) Quinto album per i Resistance, band Belga attiva dal 2004. Il genere proposto è definibile come deathcore, anche se i Resistance si mantengono lontani dallo stile moderno di gruppi come All Shall Perish o Suicide Silence, preferendo un approccio più brutale e old school. La continua alternanza tra accelerazioni brutali 
