RABHAS – “Demolizione”
(Autoproduzione) debut album per gli Italiani Rabhas, formazione dedita ad un death metal di stampo Americano con testi in Italiano. Il loro sound attinge sia da capiscuola come Morbid Angel e Suffocation che da bands più moderne come Dying Fetus. (altro…)
(Bastardized Recordings) Proposta tra il metalcore e il melodic hardcore proveniente da Wiesbaden, in Germania. I Rising Anger hanno inciso un EP nel 2011 ed ora pubblicano per la connazionale (e di proprietà della Massacre) Bastardized, etichetta attenta a questo tipo di sonorità. Non mi aspettavo
(Wormhole Death) Un notevole passo in avanti, quello dei pugliesi Raging Age. Play ed ecco l’ondata scandita, ritmica, muscolare ed accattivante di “Cerberus” monta con impazienza. Il resto è un death metal che prende forme, progredisce e i quattro minuti del pezzo passano in un divenire possente.
(Bakerteam Records) Attivi dal 2004, giungono al secondo album i Baresi Reality Grey. La band suona un melodic death metal di matrice Scandinava, tanto che prima di vedere le informazioni, pensavo fossero svedesi. “Ascension Lapse” apre le ostilità con
(Red Cat Records) I Rage Of South nascono nel 2000 a Sciacca (AG). Presto decidono di registrare brani di propria creazione, cosa che porterà la band a incidere un EP, “South”, interamente autoprodotto. Dopo anni di gavetta, in cui hanno suonato praticamene ovunque nell’hinterland Agrigentino, danno alle stampe il loro primo album “I See, I Say, I Hear”,
(Fuel Records) Pazzesco. Maledettamente pazzesco. “This is the time”, mi viene da dire, perché questa è una storia assurda, che diventa brutalmente assurda dopo aver ascoltato queste dieci poderose canzoni. Ve la racconto: questi signori si sono formati un po’ di tempo fa: 1981. Io ero un bambino. Molti di voi forse
(Subsound Records) Una stupenda copertina mi apre il passaggio verso questa dimensione strana, diversa, inusuale. Adoro scrivere di metal anche quando il metal è solo citato, è ai confini, o forse non è pure presente. Fa parte della mia ampiezza di interessi musicali, è una mia deviazione. Tuttavia, di solito, ho sempre sotto controllo tutto:
(Mighty Music) Ho simpatia verso le band che caricano a testa bassa e ancora di più verso coloro che magari tentano di darsi ad un songwriting con un minimo di idee e variazioni, anche se alla lunga quella natura da tori incavolati viene fuori e non si tira indietro. I debuttanti danesi Roarback mi sembrano il crocevia di influenze
(Autoproduzione) Interessante ep di 3 tracce per i vicentini Reese, che hanno già alle spalle due pubblicazioni analoghe: il loro prog rock venato di alternative mi ha ricordato alla lontana qualcosa dei Rush. Di “Present” spicca soprattutto il ritornello, sparato e melodico, ma i cambi di tempo e d’atmosfera (soprattutto nel break strumentale prog-eggiante) piacciono e convincono.
(Code666) Gli esordienti australiani Rise of Avernus si inseriscono in modo assai degno, con questo “L’Appel du Vide”, in quel filone gothic/doom che è stato inaugurato dai Paradise Lost e dagli Anathema, e poi si è evoluto su una propria linea che passa principalmente per gli Opeth o i Pain of Salvation. Tutti i gruppi
(Shadow Kingdom Records) I Run After To furono una band Italiana (Pesaro) attivi dalla metà alla fine anni ’80. Pubblicarono un demo ed un EP. Con i canoni attuali si potrebbe dire che sono doom metal, ma il loro sound, a mio parere, aveva una marcata influenza dei mitici Iron Maiden e, considerata l’epoca, la cosa non è molto inconsueta. Questa release di oggi altro non è che il remaster di
(Autoproduzione) Si chiama Jacek Brzozowski, ma il suo tono vocale ricorda un po’ quello di Max Cavalera. Con un cantante così i Rape On Mind non putevano non darsi ad un sound che potesse essere imparentato con le tante personificazioni musicali dell’illustre Max, oltre al groove metal, elettronica, il noise metal e cose come i Neurosis, The Dillinger Escape Plan e così via.
(GlobMetal Promotions) Rose e Latte, questo è il significato di “R&M”. Delicati e dolci? No davvero! Rock alternativo tagliente, carico, potente… e cantato in un inaspettatamente melodico ed orecchiabile russo! Infatti gli R&M vengono dalla Bielorussia, ed i testi sono tutti in lingua, compresi i titoli (che sono in alfabeto cirillico). Ma questa apparente barriera culturale in realtà celebra
(FONO Ltd.) C’è qualcosa di italiano in questo nuovo album dei russi Rainwill, ovvero la produzione di Alessandro Azzali di alexalphaomega rec. (Ancient, Cataract, Secret Sphere, Imago Mortis). “Zeroed by Progress” è stato registrato in Russia e missato e masterizzato a Minsk, in Bielorussa. Geograficamente ha dunque avuto molti coinvolgimenti. I Rainwill sono autori di un melodic
(PATAC) Riff iniziale glorioso, splendente, epocale. Energia che esplode e ancora una volta lo fa quando poi entra l’altra chitarra e il resto degli strumenti. Quei momenti sono una magica rievocazione di sonorità rock della west coast, del flower power, dell’hard rock dei seventies. Una intro indimenticabile. Il resto? Ovviamente su quella linea, con l’aggiunta di un cenno al punk (si, quella copertina
(Svart Records) I Rattus sono i massimi esponenti della scena hardcore punk finlandese. Il terzetto (oggi sono in quattro) nasce nel 1978 per la precisione, ed è autore di diverse release e tanti concerti, dei quali di recente nel Nord America, vittima anche di uno split tra il 1988 e il 2011. Oltre a questo nuovo album la band di recente ha fatto circolare il suo nome grazie alla riedizione di due
(Do Or Die Records) Proposta strana quella degli americani Relentless. Siamo nel territorio doom, musica potente e ricca di ritmi cadenzati, senza tuttavia mai avvicinarsi a tempi ultra lenti. Piacevole, molto ben suonata, piena di una atmosfera tetra già anticipata dalla bellissima copertina. Ma la caratteristica particolare di questa band è quella di avere una voce femminile, una voce
(Autoproduzione) Questa band aostana è giunta al primo album dopo una manciata di cose fatte in studio e live. I Ragestorm nel tempo si sono creati una discreta reputazione e pare anche buoni riscontri della critica, di quella più ‘blasonata’. “The Thin Line Between Hope and Ruin” è un’adrenalinica elaborazione melodic death metal. Sonorità tipo At The Gates e
(AFM/Audioglobe) Finalmente, il nuovo album dei Rhapsody of Fire è nei negozi. Avevo già annunciato di aspettarlo con ansia recensendo l’ultimo live (
(Memorial Records) Nel 2007 forse il metalcore era in un momento di splendore, oggi invece certe sonorità appaiono già passate e strasentite. I Remains In A View nascono proprio in quell’anno ed oggi offrono proprio il suddetto sound, cioè un metalcore intriso di melodie ma incalzante, serrato, terzinato, con un cantato che è a metà tra metal ed hardcore.
(Aural Music) Chi in Italia non conosce i Rain? La band bolognese porta ormai in giro ovunque, e da più di trenta anni, il proprio heavy metal rock, e nonostante gli importanti cambi di formazione si mantiene, da sempre, su standard qualitativi molto elevati che fanno la gioia dei defenders. “Mexican Way”, come può facilmente suggerire il titolo, rappresenta una incursione su territori differenti
(Saol Music) L’hard rock non è solo un genere musicale. È uno stile di vita che coinvolge, che non è mai scomparso, che rinasce, che attira e crea dipendenza. Deve essere questa la ragione per la quale il chitarrista dei Revoltons (power/thrash) Alex Corona e l’ex batterista degli Elveking (folk/power) Elvis Ortolan decidono di cambiare genere e darsi al vizio, alla corruzione, alla vita
(Steamhammer/SPV) Ci hanno preso gusto i Running Wild dopo il ritorno dell’anno scorso. Tanto gusto che si ripresentano con un nuovo disco con ben dieci pezzi, oltre cinquanta minuti di eccellente potenza heavy metal. Gli ingredienti essenziali sono due, tradizionali ma perfetti: riff letali, e assoli poderosi. La ricetta dell’heavy metal eterno, assoluto, storico. Francamente temevo
(Soulseller Records) Un’accozzaglia di cose questo album. Capisco l’attitudine estrema e magari anche di tipo underground (i suoni sono ben registrati, ma hanno quella patina di grossolanità) ma questa band mischia atteggiamenti death metal prima maniera (tra l’americano e lo svedese) con una specie di hardcore, black metal, brutal e altre cose. Tutto molto tirato e aggressivo, con
(Autoproduzione) Questa è una band con un front girl di quelle toste. Lo dico io, che non adoro molto le voci femminili. Ma lo dico dopo aver letteralmente goduto di numerosi ascolti di questo debutto degli sconosciutissimi Riseback, metallers Turchi di Istanbul. Difficile dare una perfetta definizione dello stile proposto: è metal moderno, con delle componenti gotiche, progressive, elettroniche… ma con un risultato finale alquanto personale. Riella Eskenazi ha una voce bellissima, una voce della quale mi sono
(Ektro Records) Dopo tre demo, i finlandesi Ranger sono pronti per debuttare con un ep veloce e terremotante, nel pieno stile di quello speed/thrash indiavolato che molte giovani formazioni stanno riscoprendo in questi anni ’10. Dopo una breve intro epica, la traccia autotitolata è un colpo di cannone di thrash quasi puro, ma “Touch of Death” è ancora più sguaiata e assordante, concedendo maggiormente allo speed, anche se in qualche punto la batteria dà la fastidiosa sensazione di essere fuori tempo.
(Nuclear Blast) Floor Jansen confluì dagli After Forever ai ReVamp (attualmente è formalmente nei Nightwish), una sorta di progetto solista datato 2009. Fiorì una nuova realtà symphonic-gothic metal (o qualcosa di simile), con esempi di progressive e scorie alternative metal (vedi il riffing di ” The Anatomy of a Nervous Breakdown: The Limbic System” e le altre due parti della stessa composizione,
(My Kingdom/Masterpiece) Nell’ambito dell’extreme metal, raramente la My Kingdom Music sbaglia un colpo: la legge è rispettata anche per l’esordio dei romani Raving Season, formazione di ben sette membri (con due donne dietro al microfono) che si esibisce in un raffinato gothic/doom metal sulle orme di primi Anathema, Katatonia e per certi versi anche Opeth. “Turandot” è un brano di contrasti: fra il growling sofferto di Federica e il canto etereo di Judith, fra una batteria martellante e delle chitarre
(Autoproduzione) Interessante crossover tra anni ’70 e stoner moderno proposto da questa band veneta. Un suono sempre caldo, sempre coinvolgente, ricco di riff pesanti, ma anche di una costante componente melodica che diventa raffinata grazie al timbro vocale di Semenz, estremamente vintage e a tratti paragonabile all’impostazione vocale di Ozzy; non a caso l’influenza principale della band sono proprio i Black Sabbath, anche se il risultato si rivela molto più dinamico, più allegro, più spensierato, proprio grazie
(Revolution Harmony) Una canzone con Serj Tankian (System Of A Down), Ihsahn (Emperor), un assolo di Devin Townsend, la produzione e composizione del giornalista britannico Ray Holroyd, poi il chitarrista Stefan Loh (We Claimed Sentience Once), la voce addizionale dell’inglese Abbie Johnson, il missaggio di Rohan Onraet
(My Kingdom Music) Reveletion’s Hammer è il nome che Accuser si è dato per questo progetto. Il polistrumentista norvegese è la mente di questo black metal dalle tinte classiche, affiancato però dal batterista Myrvoll (Nidingr e Good Seed). Black metal battagliero, delineato da una produzione che tende a pulire
(Dokuro/Crucial Blast) Adoro la politica artistica della Crucial Blast. L’etichetta del Maryland ha un catalogo fatto di “stranezze”, cioè noise, ambient black metal, electro noise-industrial, dark ambient e cose simili. Non proprio il genere di musica per tutti, ma chi ha interessi che convergono
(Autoproduzione) I Remnants of Divination sono una death metal band di Grosseto e “Sleepless” è il titolo del loro nuovo EP. Il genere è un death metal molto tecnico e moderno, una miscela decisamente vincente di groove e potenza. Dopo un’introduzione a metà fra l’industrial ed il teatrale parte la opener “Sleepless”,
(Rock’n’Growl) Da qualche tempo le webzine metal sono letteralmente bombardate da informazioni sui Raven Lord e i prodotti legati alla loro attività: prima un disco che non mi ha entusiasmato (
(Napalm Records) Per ascoltare, recensire, e pure per pubblicare ( nel caso della label) cose come questa band, serve avere una di queste due caratteristiche: non ascoltare metal, oppure ascoltare metal ma essere di vedute estremamente larghe, d’avanguardia, deviate. Certo, se valutiamo questo lavoro con regole strettamente