NIHILISTINEN BARBAARISUUS – “The Child Must Die”
(Infernal Kommando) All’epoca di “Synkkä Tuuli” (QUI recensito) i Nihilistinen Barbaarisuus hanno dato sfoggio di un black metal acerbo e connotato da influenze scandinave e in parte americane (ammesso che esista una concreta e autorevole scuola statunitense in seno al black metal). Il lato (altro…)
(Battlegod Productions) Secondo lavoro per la band di Andreas Nergård (Rudhira). Il suo progetto, dopo “Memorial For A Wish” del 2013 continua la strada dell’allstars project, idea che ha coinvolto in precedenza anche Göran Edman e Mike Vescera, proponendo in line up una gamma di artisti di altissimo calibro.
(Autoproduzione) Ero rimasto favorevolmente colpito dall’ep “In Solemn rise”,
(Mighty Music) Nono album per i Francesi No Return, band in circolazione già da venticinque anni che ha sfiorato il successo mondiale nel 2002 col bellissimo “Machinery”. Il gruppo Transalpino propone da sempre una commistione tra death melodico vicino a quanto fatto dagli
(Coroner Records) Sound a cavallo tra i ’70 e gli ’80, epopea Deep Purple di quegli anni, per esempio, oppure dei Whitesnake. Hard rock melodico, infarcito di tastiere e una spigliata e agile struttura musicale che nonostante venga riproposta quindici anni dopo
(Autoproduzione) L’Olanda comincia a diventare un colorito calderone ribollente di band valide. E veniamo oggi a conoscenza anche di questo nuovo ingrediente. Cinque ragazzacci che hanno fatto del death una base su cui costruire la propria personale visione della musica
(Iron Bonehead) Un attacco frontale, dove la componente melodica è pressoché inesistente. “Desolation Rituals” è il demo tape d’esordio dei Nuclear Perversion, band di cui ignoro la provenienza,
(Massacre Records) Fra le più longeve formazioni viking metal della Grande Madre Russia, i Nomans Land giungono all’invidiabile traguardo del quinto full-“length”, a sei anni di distanza dal precendente “Farnord”. I sovietici probabilmente non sono dei fuoriclasse, ma compiono abbastanza bene il proprio lavoro,
(ATMF) Personalmente ritengo il black svedese e quello francese gli ultimi baluardi di un genere ormai morto. Nelle schiere franche troviamo i Nyseius, due album all’attivo. Ormai la formula è consolidata: tempi a doppia cassa come se non ci fosse un domani, riff impastati e cattivissimi, voce che maciulla qualche nota prima di rompere le tonsille. Nel caso dei nostri aggiungeteci pure
(Gaphals) La bellezza di un giro al pianoforte. Una sequenza solitaria e malinconica e poi la ruvida ma elettrizzante cadenza di un rock settantiano che si scatena. Suoni freschi, energici e tante melodie. Non è old style quello dei Nocturnalia, o meglio
(Gaphals Records) No, niente black metal: i Night, a dispetto del nome semplice ma evocativo, suonano heavy metal vintage alla maniera svedese, dunque sulla scia di Enforcer, Screamer, Steelwing e compagnia in spandex. Il problema del disco è evidente fin dall’opener “Waiting for the Time”: il cantato sgraziato,
(Pure Legend) Con l’esordio sulla lunga distanza a quasi dieci anni dalla fondazione, i londinesi Nightmare World confezionano un disco molto solido e sostanzioso, ma che manca un po’ di anima: anticipando le conclusioni, posso dirvi che alla fine resta soltanto l’impressione di un buon insieme,
(Nuclear War Now! Productions) Nella seconda metà degli anni ottanta negli Stati Uniti si aggirò per la nascente scena death una losca figura che risponde al nome di Mike Browning. Pochi sanno della sua esistenza, ignorando il fatto che ha fondato tre “gruppetti” come Incubus, Morbid Angel e i Nocturnus. Non
(Avantgarde Music) Spleen. Termine inglese (dal gr. σπλήν «milza», [..].) che indica uno stato d’animo caratterizzato da malinconia, insoddisfazione, noia e fastidio di tutto, senza una ragione precisa che lo provochi, proprio di molti scrittori romantici e decadenti, soprattutto inglesi e francesi. (treccani.it).
(autoprodotto) La velocità. Un demone che si manifesta in molteplici forme. Abusato, sopravvalutato, perverso, simbolico. Pericoloso. Nella musica il demone della velocità ha creato geni ed ha provocato molte vittime. Nomi dimenticati -o forse mai conosciuti- di musicisti fedeli a questo demone, il quale come ogni creatura
(Iron Bonehead) Debut album per i Necroholocaust, band che bazzica l’underground estremo Canadese da circa dodici anni. La proposta musicale del gruppo è un mix tra grind core e black metal, con brani dominati da tempi di batteria velocissimi, chitarre impazzite e un’attitudine anti cristiana (un titolo come
(Genesi 57) Crocevia artistico che vede la convergenza di sonorità ambient, rock, post rock, shoegaze, metal ed elettroniche: la one man band italiana Noisekraft non riposa mai, dando vita ad un costante flusso di concetti musicali ed artistici sempre privi di luce, di felicità, di speranza… tendendo sempre ad
(Agoge Records) Come per i connazionali Aether Drop (anch’essi su Agoge Records), i New Disorder riprendono le sonorità degli In Flames di metà carriera per riarrangiarle in modo personale. Qui si è optato per delle strutture più lineari con il fine di valorizzare il cantato pulito. Per contro i riff sono più contorti e personali, creando così un mix
(Autoproduzione) Gli spagnoli Northland vantano certamente una lunga esperienza in ambito folk/death, ma il loro secondo disco non graffia come dovrebbe. Vediamo perché. “When Nature awakes” ci mette una forte componente folk, rappresentata soprattutto dai flauti,
(Nuclear War Now!) Violenza al limite della sopportazione! Odio e devastazione sono portate all’estremo Nuclearhammer, quartetto Canadese che unisce la brutalità del grind con passaggi tecnici del death metal moderno, il tutto riletto con un’attitudine affine al black metal per quanto riguarda le sonorità glaciali e
(Nuclear Blast) Il fatto che un nuovo album dei Nightwish sia un evento non è discutibile. Lo è per i fan, per il mercato, per l’industria che gira attorno a una band di quel calibro. Una band importante e che ha dato concretamente qualcosa al metal. Se siete fan
(Beyond Productions/Masterpiece Distribution) Una copertina sconvolgente, che continua a turbarmi nonostante il mio estremo interesse per tutto ciò che è morte, occulto ed estremo, mi svela questo lavoro impregnato di oscurità e decadenza, di musica profonda, introspettiva, ricca di malinconica e incontrollabile
(Nuclear Blast) Che siano i Nightwish quelli di “Élan” è innegabile. Il disorso musicale è quello di sempre e forse si avvicina abbondantemente alle cose dell’ultimo “Imaginaerum”. La canzone è uno scarto del precedente lotto? Non ha importanza, “Élan” è
(Pulverised Records) Musica estrema dalla Svezia. Un black metal brutalizzato da concetti death, ricco di potenza, furia, ma anche tanta melodia. Tornano in mente nomi come Watain, magari Marduk o Dark Funeral, e pure qualche accenno di Emperor. I Nidsang (in origine si chiamavano Lammoth) non sono produttivi: questo è il loro secondo full
(Death Worship Productions) Originale proposta, quella dei Nefandus. La band Svedese, giunta al terzo album, interpreta in maniera personale gli stilemi del black metal, talvolta stravolgendone gli schemi. Se da questo genere cercate tempi velocissimi e tremolo picking, qui non ne troverete praticamente
(Qua’ Rock Records) I fanatici dei sound massicci, tonici e ipertensivi delle scuole crossover, nu metal e groove metal, non dovrebbero astenersi dal ricercare questo album d’esordio dei nostri connazionali No One Cares. Guardando le foto dei quattro si scorge
(Schattenkult Produktionen e Totensange Produktionen) L’ascolto di “Blackera” è l’attraversare una sconfinata distesa innevata, dove si sente l’ostilità della natura, la durezza della vita, il rifiuto di Dio e i malumori del Demonio. ‘Ostilità’, è questa
(Dewar PR) Dopo la partecipazione al Bloodstock Open Air, resa possibile dalla vittoria a un festival, gli inglesi Nocturna danno alle stampe il loro primo ep: abbastanza lungo (quasi mezzora) e ben indicativo della loro musica, un power/prog lanciato ma con suoni genuini, quasi da heavy classico.
(Sun Hill Production/Cargo Records) Hard rock travolgente in perfetta linea con i mitici anni ’80! Anzi, sarà l’influenza, la medesima provenienza, il fatto che lo stesso Rick Savage ne ha parlato bene (e che scriverà dei pezzi per il disco successivo), ma ascoltando “NxN” mi sembra di tornare all’era d’oro dei Def Leppard, anche se con
(Bakerteam Records) Heavy, thrash e anche una buona dose di prog si rincorrono nel secondo full-“length” degli emiliani Nightglow: trovo una band molto diversa, e certamente più matura, rispetto a quella descritta dal collega Luca Zakk
(Revalve Records) Band campana forte di una lunga esperienza, dettata da album che hanno spesso fatto parlare bene la stampa musicale. I Nameless Crime ritornano sotto l’ala di un’etichetta italiana sempre molto attiva e con un album curato e ben rifinito, attraverso
(Century Media) Mostruoso. Un altro aggettivo per definire “Apex Predator – Easy Meat”? No, altro che aggettivi, sembra di assistere a un massacro. Sangue e violenza. Una versione stilizzata di un macello. Chi scrive è senza
(Spider Rock) Possiamo parlare di una scena prog/power metal a Roma? Dalla capitale provengono i Kaledon, i Dragonhammer, i Noveria, gli Embrace of Disharmony, i Mindcrime… e sto parlando soltanto delle band che ho recensito negli ultimi mesi! All’elenco possiamo certamente aggiungere anche i Nexus Opera,
(Einheit-Produktionen) Purezza della brutalità melodica, tuonante dalla Svezia. Un progetto che vede impegnati Isar e Fjalar, in un alter ego infernale dei black metallers melodici Istapp, altro progetto guidato dal duo. Ma nei Nivlhel ci sono altri musicisti, come Narstrand dei grandiosi Dråpsnatt, che collaborano per dare origine a queste undici
(Steamhammer/SPV) Da Ventura, California ecco il debut dei Night Demon, che un paio di anni fa ci inviarono il loro interessante EP (