FORTÍÐ – “The Demo Sessions”
(Symbol Of Domination) Oscurità, epica e black metal, sono i tre elementi che bruciano e alimentano questa raccolta. Einar Thorberg, conosciuto come Eldur, fonda Fortíð nella natia Islanda (altro…)
(Symbol Of Domination) Oscurità, epica e black metal, sono i tre elementi che bruciano e alimentano questa raccolta. Einar Thorberg, conosciuto come Eldur, fonda Fortíð nella natia Islanda (altro…)
(Century Media) Pensato e voluto dalla band e conseguentemente atteso da noi tutti: il nuovo album degli Asphyx è ora la nostra realtà. “Incoming Death” è quanto un fan dell’istituzione death metal (altro…)
(Satanath Records) Greco di origine, ma stabilitosi in piante stabile in Inghilterra, mr George Ntavelas ha deciso che non servono molti musicisti per fare un gruppo. Anzi, basta solo lui. Si, i Demonic Obedience sono una One Man Band, caso raro per il genere proposto, essendo esso (altro…)
(Blood Harvest) Dopo due demo risalenti rispettivamente a quattro e due anni (recensione del più recente qui) fa i belgi Maleficence ci provano seriamente, anche se con un EP di sole due canzoni. La prima traccia è un misto di Thrash e Death tecnico, molto Old School (altro…)
(Nuclear War Now!) Tra tutte le leggende più o meno vere del Black, ve n’è una particolare; quella dei Conqueror. Bistrattati come feccia e osannati come geni, i canadesi si sono resi protagonisti di un unico iconico album nel ’99. Poi più nulla, se non un seminale e unico show (unico, nel senso che han suonato dal (altro…)
(Napalm Records) Quarto lavoro per gli americani Bloody Hammer, che aggiustano il tiro e si abbandonano ad un ambiente ancora più oscuro, oppressivo, con un delizioso tocco remotamente heavy dark wave capace di innalzare poderosamente il livello dell’intero disco. In un certo senso questo “Lovely (altro…)
(Einheit Produktionen) Dalla Svezia ci arriva il debut degli Utmarken, formazione che fa del folk metal più classico la propria bandiera (se ben capisco, il nome è quello di un centro musicale di Göteborg, dedicato però a tutt’altre sonorità). (altro…)
(Steamhammer/SPV) Tornano a distanza di due anni dall’album dal vivo “Live You To Death Pt. 2” i Vicious Rumors, band leggendaria del power metal americano. Pur mantenendosi sempre fedele ad uno stile riconoscibile, la formazione capitanata dall’inossidabile Geoff Thorpe ha sempre cercato di far (altro…)
(Full Contact / Svart Records) I Circle sono il mio incubo preferito. Se cercate in giro sul web, le informazioni mostreranno definizioni tipo “Experimental Rock, Death Metal”, due generi che non hanno nulla in comune. Ma è proprio questa la follia di un progetto di rock sperimentale, capitanato da Jussi Lehtisalo… il quale è arrivato pure a (altro…)
(Symbol Of Domination Productions) Trattasi di una one man band cilena che ha fatto del Black oltranzista una parola d’ordine. Non ci sono particolari innovazioni tecniche o stilistiche in questa uscita, sembra di stare ascoltando il prototipo dell’album Black Metal, quello furente e carico d’odio verso ogni cosa che respira o no. (altro…)
(BadMoodMan Productions/Solitude Productions) Quarto album per i russi The Morningside, da Mosca. Eppure devono essere cresciuti lontano dalle metropoli loro, capaci di un percorso artistico fin qui senza passi falsi. I suoni proposti dal combo sono infatti da riferirsi (altro…)
(Kneel Before The Master’s Throne Records) Dopo due demo pubblicati in poco meno di un anno, gli Illum Adora arrivano alla prima release ufficiale, un EP di quattro tracce di un Black feroce e tirato, con tutti gli stilemi del caso. Abbiamo quindi il titolo e Monicker assolutamente in linea con le atmosfere nere della (altro…)
(Rude Rec.) Sulle vicende passate dei Guttermouth evito di scrivere, ma è giusto ricordare che Mark Adkins ha praticamente trasformato la band in una sua creatura. Lui è l’unico rimasto dagli (altro…)
(Season of Mist) Il progressive extreme metal degli americani Barishi arriva al secondo capitolo, offrendo tre quarti d’ora in equilibrio tra aspetti post-atmosferici ed espressività molto violenta, il tutto sempre con una impostazione tecnica sia esecutiva che compositiva non comune, non ovvia, non semplice. Sono sempre stati (altro…)
(AFM) I Lordi sono bizzzarri e non solo per il loro look o per i testi sempre colorati di cose assurde ed estreme. Il loro modo di fare musica è in se qualcosa di carnevalesco e soventemente (altro…)
(Shove Records/Drown Within ed altri) Ero rimasto positivamente impressionato dal mini EP “Zoe – Bios”, uscito un paio di anni fa, al quale non avevo assegnato alcun voto, per via della breve durata, riservandomi di dare un giudizio definitivo sulla lunga distanza. Con “The World Is Nothing”, i veneziani Zeit confermano quanto di buono (altro…)
(Hells Headbangers) “Emanations From The Crypt” mostra ai neofiti e a coloro che associano i termini “technical” o “melodic” al death metal, come dovrebbe davvero suonare un album DEATH METAL che si rispetti. Avevo già avuto modo di apprezzare gli Embalmer grazie all’EP “There Was Blood Everywhere”, (altro…)
(Cruz Del Sur Music) Quarto lavoro per gli inglesi Dark Forest che continuano con la loro potentissima versione di metallo epico farcito di sonorità folk/medievali. È anche il secondo album con il nuovo singer Josh Winnard (qui la recensione del precedente), il quale prese il posto di Will (altro…)
(Napalm Records) È la prima volta per i Be’Lakor in Metalhead.it, anche se la formazione australiana ha ricevuto qualche menzione in diverse occasioni tra i colleghi, per via del suo sound articolato, placido e robusto a fasi alterne. (altro…)
(Bindrune Recordings) Dal marasma della complessa scena black statunitense, i Vukari di Chicago giungono al secondo album proponendo qualcosa di personale, assolutamente non scontato ed ancora una volta -come tipicamente succede nella scena d’oltre oceano- con un (altro…)
(Century Media) L’album che inizia in modo davvero piacevole, tanto che personalmente credo che il primo quarto d’ora, ovvero le iniziali “The Loss of Fury”, “Bring the War Home”, “Passage of the Crane” e “They Shall Not Pass”, siano (altro…)
(Season of Mist) C’è sempre da prestare attenzione quando Tamás Kátai mette sul mercato una release del suo progetto Thy Catafalque. C’è da prestare attenzione e cercare un vasto ritaglio di tempo per dedicarsi religiosamente all’ascolto, alla percezione, all’esaltazione di una vasta gamma di emozioni e sensazioni. Il (altro…)
(Nuclear Blast Records) Strana la scelta degli svedesi di pubblicare un live subito a ridosso di un nuovo album (in uscita a novembre). Ma mai titolo è stato più azzeccato, nel senso che davvero loro sono i fautori del suono di Gothenburg. Ma da allora di acqua sotto i ponti della Svezia ne è passata. Si parla infatti di (altro…)
(Vic Rec.) In un certo senso i Cremation sono una solida realtà underground, nata in Olanda nei primi anni ’90 e devota a un death metal alquanto vicino a quello americano. In particolare i Death, ma (altro…)
(Wave 365 Media) Phil Rudd non ha certo bisogno di presentazioni, avendo contribuito a creare e caratterizzare il sound degli AC/DC con il suo drumming potente e preciso, apparentemente semplice, ma dal tocco inconfondibile. Per questo suo esordi solista, il batterista australiano si avvale di una formazione a tre, con Geoffrey Martin alla chitarra e (altro…)
(Pulverised Records) Di solito, quando recensisco un disco non mi soffermo molto a parlare della produzione, nonostante sia un fattore importante. Questa volta devo, tuttavia fare un’eccezione. Non avevo la minima idea di chi fossero gli Interment, da dove provenissero o che genere musicale proponessero. Mi (altro…)
(Massacre Records) Complicata la storia degli heavy/thrashers newyorkesi Wicked Maraya: pubblicano un demo come Mystic nel 1988, cambiano nome in quello attuale, registrano nel 1991 un disco che non viene mai dato alle stampe, altro demo, full-“length” d’esordio (“Cycles”, del 1994), (altro…)
(Listenable Records) Personalmente, ho sempre considerato i Kayser come una delle poche bands capaci di dire qualcosa di originale, nonostante un sound saldamente ancorato alla tradizione thrash metal. Musicalmente, ci troviamo davanti ad un lavoro che evolve lo stile del precedente (altro…)
(Season Of Mist) Sono poche le bands al mondo che possono vantarsi di rappresentare un genere musicale, anziché suonarlo solamente: Judas Priest, per quanto riguarda il metal più puro, Slayer in ambito thrash, o Cannibal Corpse se parliamo di brutal death metal. Per quel che (altro…)
(VicRecords) Death metal di scuola olandese di inizio anni ’90, è questa la collocazione dei Ceremony formatisi nel 1989 nella zona di Rotterdam. Il chitarrista Peter Verhoef è stata la mente propulsiva e Ron van de Polder (altro…)
(Dissonance) Negli ultimi anni abbiamo assistito al ritorno di molti nomi storici, che sembravano essere persi nei ricordi, con bands svanite nel nulla o snaturate nel sound per cercare di sopravvivere alle mode che di tanto in tanto imperversano, spesso durando lo spazio di pochi (altro…)
(Soulseller Rec.) Tre album in quattro anni prodotti con la voce roca, sforzata e sempre perfetta di Paul Speckmann e la chitarra super produttiva di Rogga Johansson. Paul è americano, da qualche tempo vive in Repubblica Ceca (altro…)
(Nuclear Blast) Attenzione, perché siamo di fronte a qualcosa che non capita tutti i giorni: la Nuclear Blast sta pubblicando un disco di symphonic power metal. Seconda stranezza: il disco in questione è solo il secondo di una band svedese neanche troppo nota. (altro…)