Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
UNDERMINE THE SUPREMACY – “Ashes”
(Eschatonic Records) Debutto per gli Australiani Undermine Supremacy, autori di questo EP contenente sei brani di metal moderno in bilico tra melodie metalcore e breakdown deathcore. Il riffing è spesso lento e cadenzato, con (altro…)
(Sony Music) Cinquant’anni di carriera e non sentirli! Dopo il Farewell Tour dello scorso anno, gli Scorpions hanno cambiato idea e, anziché appendere gli strumenti al chiodo, pubblicano questo album, che mostra una band ancora in ottima forma dal punto di vista esecutivo. Le composizioni, a quanto pare, risalgono agli anni ’80, ma non sono mai
(Autoproduzione) Approfitto di un viaggio di lavoro in Germania per procurarmi la nuova fatica degli Elvenpath, metalheads di Frankfurt: e ancora una volta, la quarta per essere precisi (tanti sono i loro full-“length”), mi stupisco della freschezza e della genuinità della loro proposta musicale. Osservando la copertina alla Blind Guardian
(Adarca Records) Da Nizza ci arriva il bel digipack dei francesi Anthropia, dediti a un progressive che alterna toni rock ad altri metal, e si dedica con passione e competenza a raccontare le storie del mondo di H. P. Lovecraft. I francesi sono già al terzo full-length e si avvalgono inoltre della partecipazione di Anthony Lucassen
(Autoproduzione) Il mondo è bastardo e la nostra società non è da meno. Pesce grande mangia pesce piccolo. Mangiare ed essere mangiati, per essere poi sputati via. Manco l’onore di essere ingurgitati e digeriti e se questo accade è per essere espulsi come feccia. Il mondo è questo e bisogna ricordarselo, ma
(Nuclear War Now! Productions) Emergono da inferi putridi gli statunitensi Harvest Gulgaltha. All’attivo hanno una compilation, stanno lavorando al primo full “length”… ma ciò che li ha fatti notare è il primo demo, quello del 2012, roba da cassetta (ne hanno stampate 100 per l’etichetta Aphotic Sonance) mal registrata in perfetto stile black-underground. In attesa della release dell’album, dunque,
(Oblivion / SPV Release) EP fresco fresco per gli ottimi Darkhaus, band di professionisti che si è composta ed ha debuttato nel 2013, integrando artisti di ben 4 nazioni (Scozia, Stati Uniti, Germania ed Austria). Ripeto ciò che dissi in precedenza: questo EP, esattamente come il debutto “My Only Shelter”, avrebbe prodotto soldi a fiumi negli anni ’80
(Autoproduzione) I polacchi Morte esistono da oltre un decennio vissuto con alcuni alti e bassi. La death metal band dell’Est ha realizzato poche cose fino ad oggi e “Serpent King” continua la politica dei piccoli passi, è infatti un singolo di tre pezzi che raccoglie
(Wohrt Records) “Raw black metal from Russia”. Questa la stringata descrizione a cui si limita il flyer. Che poi, pensandoci bene, descrive al cento percento la proposta musicale degli Orthank, gruppo attivo da circa un lustro e dedito a quanto di più grezzo e cacofonico si possa incidere in campo black. Solo in cassetta per
(Moscow Funeral League) Gli split nel doom assumono un significato del tutto diverso rispetto ad altri generi. Vuoi per la lunghezza dei brani, vuoi per l’aura catacombale che aleggia in ogni gruppo doom che si rispetti, questi lavori assurgono spesso e volentieri a livelli paragonabili se non superiori ai più blasonali LP. Ma veniamo al contenuto: i My Shameful,
(Forever Plagued ) Furia sfrenata in questo secondo album dei messicani Funereus, devoti al culto del maligno celebrato tramite un black metal viscerale, volgare, fedele agli anni ’90, con poderose componenti thrash/death che danno origine a riff letali, travolgenti, spudorati. Una costante adorazione del male scandita da sette furiose tracce, con un drumming punk/thrash spesso esaltato da passaggi
(Pathogenic Records) Album di spessore, importante. Album notevole. Semplicemente bello e magistralmente potente, scritto dal batterista e autore dei Tourniquet Ted Kirkpatrick (e pubblicato dalla propria etichetta), accompagnato nei diversi strumenti da più artisti: i chitarristi Marty Friedman,
(Autoproduzione) Debutto discografico per Sinatras, progetto ad opera di Emanuele Zilio, chitarrista degli hardcorers Strange Corner. Pur essendo ancora ben presenti le sonorità hardcore (l’influenza degli Hatebreed è ben presente), i Sinatras spostano il tiro a favore di un death’n’roll, sulla scia di bands come Entombed (post “Wolverine Blues”),
(Nerocromo Music/Heart Of Steel Records) Metallo puro, rovente e tagliente direttamente dal Sud America, da San Paolo, Brasile. Schietti, potenti, meravigliosamente classici, offrono un heavy metal carico di energia, di riff power and heavy, costellaoi da assoli micidiali e veramente ben curati. Questo loro secondo full length è stato pubblicato un anno
(Chaos Records) Gli australiani The slow Death avevano già incrociato la mia strada di recensore (con lo split recensito
(Inverse Records) Già conosciuti
(Moskow Funeral League) Prolifici i My Shameful. In poco più di una decade hanno sfornato ben sei album. E la qualità media si è sempre assestata su buoni livelli. Che cosa propongono i finlandesi? Doom, doom e ancora doom, quello lento e catacombale, con suoni lievemente settantiani e cantato in
(Locic(il)Logic Records) Debutto per i Veronesi Dirty Fingers, band fondata nel 2010 Gabriel Grisanti, unico membro rimasto della line up originale. Dopo svariati avvicendamenti, a fine 2014 firmano per la Logic(il)Logic, per la quale pubblicano questo “250 Dollars”. Influenzato da acts come Metallica, Motorhead e Black Sabbath, l’album
(Beyond… Prod) Sembra proprio che in alcuni ambiti metal i nostri connazionali se la cavino fin troppo bene. Da Palermo arrivano questi Dionisyan, che prendendo come spunto i Dark Lunacy più magniloquenti sfornano un album sincero e veramente ben suonato. Qui sono la malinconia e lo struggimento a farla da padroni, espressi
(Argonauta Records) Decadenza ed oscurità per questo doom/stoner inquietantemente cantato da una voce femminile, capace di incantare, ipnotizzare, deviare la mente. E’ il debutto su full length per la band inglese, dopo l’EP “Euphoric Curse” del 2013, ed il risultato è valido, non totalmente scontato, in un certo senso particolare. Musicalmente
(Nightbreaker Productions) Convincente debutto per i Torinesi Acidity, band nata nel 2010, inizialmente con il monicker Existence, successivamente cambiato in Parasite, fino ad arrivare al nome attuale nel 2012. Questa giovanissima band Piemontese propone un
(Beyond…Prod.) I profondi cambiamenti di una vita, condensati in un’ora e dieci di sublime esperienza sonora. Che poi non conta l’ispirazione ad un romanzo mai scritto o la partecipazione -come guest- di Efthimis Karadimas dei Nightfall. Non conta ci sia del doom o del death. Non contano le altre ispirazioni, o il fatto che questo sia solo un
(Woodcut Records/Inverse Records) Dalla Finlandia arrivano questi Perdition Winds con un black metal senza fronzoli e orpelli. Sei tracce nere come una foresta d’ebano in una notte di eclissi lunare. Potenza nefasta di strumenti suonati il meno professionalmente possibile ma con assoluta devozione ai recessi più oscuri e
(Nordavind) Le chitarre emettono riff lenti che si dilatano, come i cerchi sull’acqua creati dal cadervi dentro di un sasso. L’atmosfera è fredda, le melodie sono dei mantra epici, le ritmiche sono toniche ma modali. Il debut album degli Atrum Tempestas è costituito da soli tre brani, che raggiungono
(Final Gate Records) Lo split in questione racchiude le prove su nastro di due gruppi provenienti dalla Sassonia. I Graveyard Ghoul sono dediti ad un Doom imbastardito con del death di matrice svedese e rigorosamente old school. La registrazione è davvero pessima, come la tradizione impone. Si sente che il trio si
(ColdDark Matter Records) Le compilation o non servono a niente, perché povere o manchevoli, oppure sono dei veicoli importanti per scoprire o almeno iniziare una fase di scoperta e fruizione. La francese Cold Dark Matter Records è specializzata in ambient, industrial, death, doom, black/drone
(Autoproduzione) I cinquanta minuti di questo album risultano spiazzanti. Coordinate di stile imprecise e conseguente catalogazione del genere di appartenenza dell’album alquanto effimera. Il sound è sporco e ombroso, probabilmente le tematiche sulla mente umana di cui “Humanity Through the Madness” si fa carico avvizziscono l’atmosfera generale.
(Autoproduzione) Croati, i Mass Hypnosis sembrano avere un certo seguito nell’est Europa. Figli di un paese deflagrato da anni di guerre, i nostri propongono un industrial piuttosto pesante dove tastiere e voce la fanno da padroni. Il testi sono spesso riconducibili a rivendicazioni di tipo socio-politico (in questo caso l’origine
(Autoproduzione) Una band di rock/metal cristiano è qualcosa al quale guardare con distacco, quanto una che inneggia a tutte le legioni del ‘piano di sotto’. La religione non è un bene, lo è solo per chi ne ha bisogno e non si rende conto di ciò che questo bisogno comporta. Tuttavia
(Funeral Noise) I californiani Monolith si vogliono solo divertire, lo dicono chiaro e tondo: e così la mezzora del loro debut va presa con la debita ironia, perché “Against the Wall of Forever” è un disco che farebbe incazzare a morte qualunque true defender of steel. I nostri dichiarano di suonare ‘pure metal’ ma questo,
(Autoproduzione) Già la copertina non annuncia nulla di esaltante, con tanto di lametta nel logo… trattasi di un progetto ucraino in cui i musicisti soffrono. E soffrono così tanto che vogliono cantarlo al mondo e maledirci perché di sicuro il loro malessere è colpa nostra. Sei tracce (due strumentali e quattro “cantate”) fatte di note sofferenti e arpeggi depressoidi… il
(Avantgarde Music) Percepisco un tocco di crudeltà nel recensire questo mini album. Vedete, il mondo musicale moderno è strapieno di labels che sfornano milioni di bands. Ogni giorno. Bands che poi nessuno sentirà mai, o che tireranno a campare con qualche gig non lontano da casa e quei 200 “likes” sul social. Prima di smettere. Per sempre. Ma è una
(Pure Prog Records) La Pure Prog Records, subetichetta della più nota Pure Steel, si muove poco sul mercato, ma lo fa decisamente bene: ecco entrare a far parte del suo rooster gli amburghesi Bleeding, che esordiscono sulla lunga distanza, dopo un ep tre anni fa, con questo “Behind transparent Walls”.
(Willowtip Records) Questi tedeschi hanno avuto un travaglio di quasi nove anni per dare alla luce la loro seconda opera. Tanta attesa doveva essere ripagata e le preghiere dei seguaci non sono state vane. Nove tracce tecnicamente molto ben eseguite (i tedeschi in questo non hanno pari) anche se non siamo di fronte alla
(The Ajna Offensive) Compilation da parte della The Ajna Offensive che raccoglie le migliori realtà della scena estrema Californiana, la cosiddetta Black Twilight Circle. Negli Stati Uniti, il black metal è un genere che non è mai emerso a livello commerciale, a parte qualche caso isolato, ma vanta una scena underground piuttosto fiorente, come dimostra questo