Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
REVERORUM IB MALACHT – “De Mysteriis Dom Christii”
(The Ajna Offensive) Sconvolgente. Irritante. Destabilizzante. Un progetto che in origine era black metal… fino alla conversione di entrambi i membri alla religione cattolica. Estremo. Assurdo. Proibiti. Dopo il debutto “Urkaos” del 2011 (composto prima della conversione, pubblicato dopo) arriva questo oscuro “De Mysteriis Dom Christii”: low fi, dark fi, ambient, (altro…)
(Autoproduzione) Spazziamo via fin d’ora ogni dubbio. Qui si entra nel mondo del black di matrice norvegese. Quello vero, fatto di cantine e altri vetusti meandri della terra in cui gli eletti della legione nera incidono le loro blasfeme cantilene e i loro malsani inni ai più corrotti e malati figli del male. I Catechon sono italiani e fanno del black un verbo suonato con
(Solitude Productions) Primo full length per gli Oktor, band Polacca attiva da una decina d’anni , con all’attivo un EP auto intitolato, oltre a sporadiche partecipazioni a compilation e split. La loro proposta è un funeral doom molto tetro e opprimente, che evoca sentimenti come disperazione, tristezza, dolore, enfatizzati da sporadici passaggi
(Minotauro Records) E se i Black Sabbath fossero nati in Perù? Eh si, nell’anno del Signore 2015 accogliamo con piacere questa nuova release dei El Hijo De La Aurora, un combo che definire devoto al verbo di Ozzy è riduttivo. Ma non pensiamo ad una pedissequa fotocopia degli originali. Già il cantare doom (e che doom) in spagnolo ti
(Candlelight) è difficile descrivere il sound di questa band inglese presentatasi sulla scena due anni fa con un EP intitolato “The Calendrical Cycle – Prologue: The Healer”. Gli Opium Lord all’epoca conobbero una certa popolarità che ha indotto la Candlelight a firmare questo loro primo album.
(Napalm Records) Si sente spesso parlare o si legge dei Thulcandra di una band accostata alla scuola Dissection. La band tedesca ha uno stile alquanto semplice e fruibile, catchy, tanto per usare un termine ormai consolidato nella lingua metal di ogni latitudine. Sono lontani da quelle architetture
(autoprodotto) Dopo un ottimo disco (“La Fuga”, del 2012) ed un attraente singolo (“Senza Fiato”, fine 2013), mi aspettavo -e lo scrissi in altri articoli- un nuovo album di una band Italiana molto valida, quasi una eccezione tra i miei interessi, considerato che cantano in lingua madre. L’album non arriva, e probabilmente la ragione è quella più ovvia: la band è stata
(Drakkar Productions) Attivi da più di un decennio, gli Imago Mortis sono un’intransigente band bergamasca dedita ad un black tradizionalissimo. I nostri sono stati notati in tempi non sospetti dall’ottima label francese Drakkar concretizzando fino ad oggi tre full-length. Questo “Carnicon” non si discosta di molto dal resto della discografia,
(Solitude Productions) Particolari questi danesi. Li si potrebbe collocare nel doom, ma si rischierebbe di commettere un errore di forma. Dietro questo trio c’è di più, a cominciare dalle influenze musicali. Si va dai My Dying Bride ai Katatonia di metà carriera per poi virare nel death più melodico e moderno con reminiscenze degli Arcturus.
(This Is Core Records) “Jigsaw” fa pensare di trovarsi di fronte a una outtake dei Faith No More e ciò avviene in parte per la musica, ma
(Qua’ Rock Rec.) Lorenzo Meoni ha creato qualcosa che fonde il concetto di musica strumentale, le atmosfere tra il futuristico cinematic metal, il techno thrash, il prog metal e qualche altra sfumatura più o meno evidente.
(SixSixSixMusic) Quarto album per gli Inglesi Baalberith, band inizialmente orientata verso un death/black metal, per poi orientarsi verso sonorità prettamente black oriented, con chiari riferimenti ad acts come Emperor, e primi Behemoth. L’opener “Quest For Satan” ha un andamento lineare, con ritmiche dalla velocità piuttosto elevata e un buon riffing, mentre la voce è maligna, uno screaming che sconfina
(Hells Headbangers) Per i Force Of Darkness, il tempo deve essersi fermato a metà anni ’80. La band Cilena, infatti, è totalmente devota alle sonorità che hanno lanciato bands come Kreator, Sodom e Sarcofago. Thrash metal old style che sfocia in un black/death primordiale, sulla scia di albums immortali come “Pleasure To Kill”, “In The Sign Of Evil” e “I. N. R.
(Peaceville) Quale migliore release di un doppio dvd che contiene l’identità di una delle band più prossime alla filosofia dei Black Sabbath? I Pentagram non sono dei cloni o figli di Ozzy: nascono nei primi anni dei ’70: lo spirito di Bobby Liebling e dei suoi infernali compagni è una diretta conseguenza di quei tempi. L’epoca segnata proprio dai primi massicci, lugubri e oscuri suoni dei Sabbath. Oltrepassando la solita e doverosa citazione dei quattro del ‘sabba nero’ e non da meno l’atmosfera cimiteriale degli anni settanta
(Steamhammer / SPV) Thrash metal moderno di ottima fattura, quello proposto dai Fateful Finality, attivi dal 2007 e vincitori del Wacken Metal Battle Germany 2012. In bilico tra vecchia scuola e soluzioni moderne, la band Tedesca propone un sound influenzato da Machine Head e Testament, con parti melodiche
(Bridge Nine Records / Epidemic Records) Ai nostranissimi Hierophant è riuscito l’ardito compito di imbastardire l’hardcore con il death e risultare nel contempo credibili nonostante il monopolio incontrastato di quelle divinità che rispondono al nome di Napalm Death. E il risultato è piacevolissimo: tracce corte, immediate,
(Dying Victims) Fra i gruppi raw and wild tedeschi dediti all’heavy metal classico, gli Iron Kobra sono certamente fra i più seguiti e amati. I ragazzi di Gelsenkirchen si sono creati una immagine cult che funziona, e dopo una serie di produzioni minori e il debut è tempo del secondo full-“length” “Might and magic”,
(Misantrof ANTIRecords) Come la fortezza eretta da un’antica religione, dove le mura sono un rifiuto verso il mondo oltre che una difesa. Per gli Helzgloriam la religione è Satana e il caos, il rifiuto è verso il cristianesimo, l’islamismo e il giudaismo. Le mura sono un black metal sinfonico. Un atteggiamento consueto in Europa o altri continenti, più difficile esibirlo in un paese dittatoriale come l’Iran. Chi siano
(Dark Essence Records) Strana creatura questo trio islandese. Ormai all’undicesimo anno di attività, non hanno mai scritto uno spartito dello stesso genere del precedente. Iniziano con il black, poi passano al death ed infine il loro debutto del 2010 “Fixation, at Rest” tocca territori post metal, ricordano gli Isis… fino ad oggi, dove si manifesta un ulteriore
(Beyond Productions/Masterpiece Distribution) Una copertina sconvolgente, che continua a turbarmi nonostante il mio estremo interesse per tutto ciò che è morte, occulto ed estremo, mi svela questo lavoro impregnato di oscurità e decadenza, di musica profonda, introspettiva, ricca di malinconica e incontrollabile
(Iron Bonehead) Gli amanti della musica estrema, farebbero bene a non perdersi questo “Heptaedrone”, demo tape di debutto di Khthoniik Cerviiks. Il terzetto Tedesco propone un death/black metal primordiale e senza compromessi, caratterizzato da un riffing principalmente veloce e dal drumming martellante, senza mai scadere nel caos totale. Nonostante
(Nuclear Blast Records) Hanno mai sbagliato un colpo i Melechesh? A detta di chi scrive la risposta è un solenne no. Risposta che non cambia all’ascolto di questo nuovo lavoro. Meno peculiare come suono rispetto ai platter precedenti, questo album si caratterizza per il suo essere diretto, senza troppi rimaneggiamenti o aggiunte in studio. Ormai anche questo è distinguersi
(Nuclear Blast) Il thrash infognato nell’hardcore e particolarmente quello di scuola newyorkese, si fregia di nuovi adepti. Giapponesi, incavolati, con il volume a palla e il sound scandito, marcato e pesante che tra le altre cose ha già toccato il suolo europeo, grazie a un tour che li ha portati attraverso diversi paesi e tra i quali l’Italia. Nel
(Killer Metal Records) Non un vero e proprio album, ma una sorta di raccolta con qualche inedito per il vulcanico chitarrista di Los Angeles (e culturista, non dimentichiamolo) Maxxxwell Carlisle. “Visions of Speed and Thunder” ha diverse anime: è un disco da guitar hero, ma contiene anche tanto us power metal, e non disdegna toni shred.
(Pure Steel) Sì, me ne rendo perfettamente conto: copertina, monicker, titolo del disco e dei brani sembrano mettere insieme una fiera dell’ovvio e dello scontato… gli esordienti Prowler, di Leipzig, saranno ritenuti da molti ascoltatori del tutto superflui, ma in fin dei conti “Stallions of Steel”
(Peaceville Records) Calma. Silenzio. Dopo un’ora ed otto minuti di pazzia serve della calma. Anzi no. Serve un’altra ora con i suoi otto minuti. E poi ancora. Di nuovo. Ancora, con più attenzione. Ancora, con distacco. Ancora, in sottofondo. Ancora, in cuffia. Si passa dall’ora poco più alla decina di ore in un attimo, un salto temporale brutale e sconvolgente. Ed in
(Blood Harvest) Era uscito nel 2010 questo album d’esordio dei cileni Diabolical Messiah, distruttori dei dogmi religiosi. Profanatori e fieri di esserlo con l’immagine di copertina dove due diavoli che somigliano a dei fauni, ficcano nella gola del Nazareno (o forse è un angelo con le sue fattezze)
(Autoproduzione) Mirko Russo è un chitarrista. La sua identità e il proprio gusto sono all’opera attraverso undici brani, raccolti con il titolo di “Don’t Miss the Show”, un album giocato interamente su pezzi strumentali. Russo ha un tocco che ricorda l’hard rock e
(My Kingdom Music) L’uscita di “Necrogod” colse di sorpresa chi scrive, il quale non è un’enciclopedia, ma tra le tante band che passano sotto gli occhi e per le orecchie in redazione (e nelle ricerche nel tempo libero), mai c’era stato un incontro con gli Ecnephias. L’album fu una vera scoperta e non da meno la band.
(Napalm Records) Thrash/speed metal aggressivo, tosto e sfacciato. Molti rimandi agli Exodus e a band storicamente già note, ma i belgi Evil Invaders sono ben calati nel ruolo di appassionati della vecchia scuola, tanto da diventarne dei testimoni che non
(AFM) La band internazionale Eden’s Curse (
(Xtreem Music) La band è giovane, nasce nel 2011 e “Gutted by Horrors” è il debut album che è stato preceduto solo da un paio di release di piccolo cabotaggio. Quando i cileni Deat Vomit attaccano con “Indestructible Abominations” che segue l’intro, ricordano
(Wraith Productions) Perdonate la divagazione, ma a volte c’è veramente da doversi inventare ogni cosa per poter rendere conto ai lettori di una pubblicazione. Piomba in redazione questo pezzo di oltre tre minuti, accompagnano da note stampa che recitano: “Birth Throes, Shadows and Serpentine
(Solitude Prod.) Il duo russo Shallow Rivers, qui al secondo album, è dedito a un funeral/death/doom metal che alterna in modo intelligente durezze sonore e aperture melodiche. Fedelmente ai canoni del genere abbiamo in “The leader Ghost”, dalla copertina forse fin troppo minimale,
(Solitude Prod.) Monicker e titolo del disco in latino, copertina che raffigura bene o male statue e monumenti, foto set in una chiesa diroccata… sì, i cechi Et Moriemur (che significa niente più e niente meno che ‘E moriremo’) danno alle stampe il loro secondo disco sotto l’egida del funeral doom