SIENA ROOT – “Pioneers”
(Gaphals) Mi accorsi dei Siena Root per un motivo molto banale: la parola “Siena” nel nome, la quale pare che si riferisca proprio ai caldi colori di quella terra dove si trova appunto la splendida città. Subito dopo li ho incisi nella mente per quell’adorabile sound anni ’70 al quale sono legato. La frenesia dei pezzi, il loro essere vivi, pieni di linfa rock e non solo, quella destrezza nel rendere ogni composizione un prodotto di un’epoca in cui il rock (altro…)
(Defox Records/Heart Of Steel Records) A volte credo sia strano cercare alcune direzioni, determinate strade, certe ispirazioni laggiù, verso l’orizzonte, lontano. Specialmente quando le direzioni, le strade, i sentieri che cerco sono sotto casa, forse dietro casa, maledettamente e assurdamente vicini. Di questi
(Contagion Records) Questa band nasce per volontà di Chas Fenoughty (Thus Defiled) e Mike Pearson (ex Winter Of Torment), ai quali si sono poi aggiunti altri due elementi per scolpire in modo efficiente un sound che accosta thrash, death e grindcore. L’atmosfera di “Flesh Made Man” è ammalata, trasuda
(Beyond Productions) Interessante debutto per i Lombardi Haddah, band nata ad inizio millennio che vanta una cospicua esperienza dal vivo, avendo supportato acts quali Cadaveric Crematorium e Sepultura. Dopo alcuni cambi di formazione, il gruppo esordisce con questo “Through The Gates Of Evangelia”, album che segna una svolta nel sound, passando da
(New Model Label/U.d.U. Ululati Records) Emozioni ed atmosfere della vita di Ivan Perugini, leader di questa band Italiana. Nove tracce ricche di energia, di sfogo, di canalizzazione di stati mentali, siano essi piacevoli o meno, nostalgici o semplicemente emozionali. Dopotutto questa è un po’ la ragione per la quale esiste rock, quella valvola di sfogo attraverso la quale passa di tutto,
(Seventh Rule Recordings) Dissacrante unione di titani che con questo split riescono a sommare le forze per dare origine ad un macigno dal peso infinito, dalla potenza estrema… brutale, incisivo, letale. Lato A: terrore estremo per ogni amplificatore, ogni maledetto dispositivo pensato per emettere suono. I Graves At Sea sputano in faccia due tracce immense, di lunga
(autoproduzione) Sincero e puro black metal proveniente dal nord est Italiano. I Duirvir arrivano così al debutto dopo varie cambi di line up, una costante ricerca dei componenti in grado di sostenere il lavoro creativo dei due chitarristi e fondatori della band. Il progetto è molto giovane (2011) e ha alle spalle solo un demo; la loro musica un po’ risente di questa
(Cruz del Sur Music) Il doom metal è un genere che è letteralmente (ri)esploso in questi ultimi anni; la redazione di MetalHead è invasa da prodotti digitali o fisici che rimbombano della musica del destino, e – inevitabilmente – arrivano tante cose che, pur non demeritando, non spiccano in particolare in un mercato
(Lacerated Enemy) Mostruosi. Andrebbero definiti così gli Infestum della lontana Bielorussia. Non si è in presenza del solito pagan metal del quale la band in passato è stata promotrice. Assolutamente no, infatti dopo quattordici anni di attività e due album, del
(Argonauta Records) “Clarity, oh Open Wound” nonostante la sua malinconica dolcezza, non impressiona nella sua prima parte, ma quando nella seconda metà l’atteggiamento free-form psichedelico, tra Pink Floyd epoca ’67-’69, Magama e oscurità sonore emergono, ecco che la sensazione di trovarsi di fronte
(autoproduzione) Ho conosciuto i Corbeaux grazie a uno split con i Volt Face (
(Autoproduzione) Ancora folk metal, ancora nord Italia: la redazione virtuale di MetalHead è stata piacevolmente assalita, negli ultimi tempi, da demo di giovanissime formazioni settentrionali dediche alle varie sfumature del metallo pagano, celtico e battagliero. Alla mia lista si aggiungono oggi i Duir,
(Noisehead Records) Settimo album per gli Odium, band Tedesca sulle scene da vent’anni. Sin dalle prime note della title track, posta in apertura del disco, si nota come il sound del gruppo affondi le proprie radici nel thrash metal di stampo Statunitense, mitigato, in alcuni brani da melodie catchy che conferiscono immediatezza e un certo appeal commerciale,
(Mighty Music/Target) Questi sono completamente fuori di testa. Sballati. Veramente fuori controllo. Al limite del demente! Spaccano tutto, devastano tutto, sono delle schifose locuste che divorano quel che trovano lasciandosi dietro solo pura desolazione. Già il moniker è quasi senza senso: 9000 è il CAP del paese dove abitano nel nord della Danimarca, mentre “John
(Behemoth Productions) Con estremo ritardo rispetto alla data release, abbiamo modo di valutare questo album della one man black metal band friulana. Premesso che a “Rain At Dusk” già fa seguito l’album del 2014 intitolato “Fornost Erain”, è comunque assolutamente piacevole valutare questo
(Xtreem Music) Gli spagnoli Itnuveth esordiscono con questo “The Way of the Berserker”, disco che giudico molto acerbo, e che mi ha suscitato curiosità soltanto perché dietro al microfono, ad assalirci con uno screaming ruvido, c’è una donna, Lianne. “Legacy of a dead Wolf” è un discreto viking vintage,
(Trollzorn Records) Ah, il viking metal! Quello originale e originario, dai suoni secchi e ghiacciati, amico del death, ma che non disdegna il contatto con il black! Quello che disegna scenari di guerra, ma anche di freddo implacabile, di natura nel pieno della sua furia, di divinità antiche e sanguinarie!
(Einheit Produktionen) Dai boschi della Turingia giunge il quarto disco dei Fimbulvet, il secondo a portare il titolo ‘Fuoco ghiacciato’ (“Frostbrand”). Come la regione tedesca da cui provengono, ancora selvaggia e rurale, i nostri sono rimasti del tutto incontaminati dalle ultime tendenze in fatto di
(autoprodotto) Dai meandri del materiale strano che ci viene sottoposto estraggo con estremo piacere questo album. La band si chiama 0. Numero Zero. Il nulla. La nullità. Il non essere. L’album si chiama “Simplifying a Demon”… titolo criptico visto e considerato che qui stiamo semplificando il concetto stesso
(Autoproduzione) Terza uscita discografica per i Marsigliesi Acod, band attiva dal 2006 con due full lengths all’attivo. “Another Path” è un EP contenente cinque interessanti pezzi di metal moderno che prende molto dal death melodico di scuola Scandinava e arricchito da sonorità thrashy e qualche spruzzata di
(New Model Label) Una tormenta di suoni ed emozioni. Gli Italiani Seahouse non sono classificabili, non si possono descrivere. Si possono solo godere. Dieci tracce ricche di attesa, suspance, stimoli, ispirazioni, nervosismi, tranquillità, ragione, pazzia. Forse appartengono al mondo del prog, se vogliamo usare questo termine come “tutto quello che non è
(Trollzorn Records) Non credo di dovervi spiegare che i Cruachan sono una delle colonne portanti del pagan metal: nonostante grandi difficoltà, gli anni che passano, cambi di line-up e sostanzialmente anche di genere, Keith Fay e compagni sono sempre qui a offrirci la loro personalissima visione dei suoni heathen.
(Chabane’s Records) Esagitata band della Francia centro-meridionale che spara a mille un metal-hardcore, come si faceva tanti e tanti anni fa. I Nippercreep sono diretti discendenti dei SOD, dei D.R.I. del loro periodo crossover, oppure dei Black Flag, ma in una versione stravolta e sfinita: insomma una pura mazzata di metallo
(Ghost Label) Esordio in digitale per i milanesi Athesis (a quanto leggo nelle note promozionali, antico nome del fiume Adige) con questo ep di 3 tracce più intro d’amosfera. I pezzi si rivelano tutti interessanti per motivi diversi. “Hostilia” sferra colpi guerreschi con un power/death veloce e ficcante: chi però cerca
(Doomentia Records) La trenodia è il canto funebre dell’antica poesia greca: cosa potete immaginare di più disperato e atroce di un canto funebre… senza voce? Gli Aphonic Threnody (complimenti per il monicker!) sono un supergruppo di funeral doom con molti partecipanti italiani, che mette insieme membri di
(This Is Core) Gli In-Divide nascono dall’incontro di ex membri di If I Die Today, Startoday e Screaming Eyes, nella seconda metà del 2013. Il quartetto italiano nel febbraio di questo anno ha registrato “The Passengers”, album preso in cura dalla This Is Core Music, sempre attenta alle cose moderne. La band si propone con
(Massacre Records) Assai prolifici e sempre interessati da sostanziosi cambi di line-up, i tedeschi Coronatus danno alle stampe, ancora per la Massacre Records, il proprio sesto album, come sempre dotato di un titolo in latino. Cambiamenti rispetto al passato non ce ne sono (
(autoproduzione) Strano progetto questo duo italiano. Autori di musica senza definizione, forse da ascoltare ed eventualmente definire, effettivamente riescono a spiazzare, ad incuriosire, attirare. Un chitarrista. Un tastierista. Una comune voglia di impattare, specialmente dal punto di vista visuale (i loro
(Another Side Records / Metal Scrap Records) Dopo pochi secondi di ascolto, addirittura dopo metà dell’intro intitolata “First Blood”, è palese che il prodotto di questa band è curato ed accattivante. Un crescendo di batteria, violini e synth che fa aumentare l’interesse e la voglia di scoprire cosa riserva l’EP dei greci Leave the Circus. Ed
(Beyond…Prod.) Cinque eterni anni. Tanto è passato dall’ultimo album degli Italiani Mystical Fullmoon, album che era anche il debutto nonostante la band sia sulle scene da molto più tempo. Un’attesa premiata da questo poderoso trofeo: un’ora di musica grandiosa, trionfale, complessa, contorta. Sarebbe
(Iron Shield Rec.) Avendo letto le opere di Howard P. Lovecraft, mi precipito su ogni album che contenga riferimenti allo scrittore statunitense, come “Cthulhu Zombies & Anti-Cosmic Black Goats” dei colombiani Guerra Total. Nati come Eternal Dark, cinque anni dopo, nel 2002, la band cambia nome e realizza cinque album.
(Breaking Records) Le note promozionali li presentano come dei veterani dell’heavy metal, e effettivamente il primo embrione degli austriaci Blind Petition risale addirittura al 1974: però nella loro musica c’è poco (se non niente) di metal con la M maiuscola. Il settimo full-“length” della band,
(Cyclone Empire) Con una copertina davvero inquietante arriva in redazione il sesto album degli Isole, una delle ultime istituzioni dell’epic doom metal composto secondo i parametri classici, quelli di metà anni ’90, comunque sempre aggiornati e intelligentemente evoluti ai nuovi tempi. Per quel che mi riguarda,
(Witching Hour Productions) Thaw: un mondo oscuro che diventa suono. Secondo album. Ciò che era sperimentale diventa stile, diventa marchio di fabbrica, diventa un efficace canale artistico con il quale questo gruppo polacco esprime decadenza allo stato puro. Già il precedente omonimo disco
(Argonauta Records) Torna la one man band slovena con il suo carico di decadenza, sofferenza, malinconia. Agonia. Ancora una volta, come per il precedente lavoro, oltre un’ora di malvagità e toni cupi, oscuri, privi di speranza. “Helen” è perversa. Contiene un respiro malvagio, un alito putrefatto che