VENTR – “Ubique Diaboli Voluntas”

(Signal Rex) È uscito il giorno di san Valentino questo poco amorevole debutto lacerate, a cavallo tra il black ancestrale, il death d’un tempo e, perché no, certe impostazioni sonore care ai Mysticum! (altro…)

(Signal Rex) È uscito il giorno di san Valentino questo poco amorevole debutto lacerate, a cavallo tra il black ancestrale, il death d’un tempo e, perché no, certe impostazioni sonore care ai Mysticum! (altro…)

(Napalm Records) È il decimo capitolo del mega progetto di Tobias Sammet, e la formula non cambia: brani possenti, tendenze concept e un manipolo di ospiti principalmente dietro al microfono, gente come Geoff Tate, Michael Kiske, Tommy Karevik, Ronnie Atkins, Bob Catley, Adrienne Cowan, Kenny Leckremo e Roy Khan. (altro…)

(Nadir Music) La creatura del genovese Marco Arizzi compie 20 anni, essendo i Tenebrae un’idea concepita nel 2005. Una lunga storia, costellata da una infinità di interruzioni e cambi di line up, che ha visto comunque la pubblicazione -questo compreso- di ben quattro dischi, con un costante cambiamento di genere, sia musicale che scenografico, partendo dal progressive rock del debutto, entrando poi palesemente in ambito metal con il secondo album, “Il Fuoco Segreto” (recensione qui), verso le tematiche più cupe ed apocalittiche del terzo album “My Next Dawn” (recensione qui), il quale ingloba una vasta gamma di spunti, dal black al power… cosa che si perfeziona ulteriormente con questo nuovo lavoro, il quale giunge quasi un decennio dopo la precedente fatica. (altro…)
(My Kingdom Music) Questo è un progetto musicale gestito da Vittorio Sabelli (Dawn Of A Dark Age, Notturno eA.M.E.N.), clarinettista ed esecutore degli altri strumenti, tranne per i ritmi eseguiti da un batterista e un percussionista, il contrabbasso e le voci che sono di Nequam (ex Mortuary Drape e The Magik Way), Samael Von Martin (altro…)
(Armageddon Label) Ecco dunque il sesto album in carriera per una delle più taglienti, rabbiose e genuine thrash metal band, ben undici anni dopo il precedente lavoro “Immortal Legacy”. I californiani Hirax vedono alla voce uno dei migliori cantanti del genere, Katon W. de Pena, ma lui resta il solo elemento originario e infatti dallo scorso (altro…)
(Heavy Psych Sounds) C’è molta improvvisazione in “Volume Three”, come il suonare in stile jam session e attraverso il quale fluisce psichedelia e space o acid rock che possa essere. Una forma libera nella quale i suoni hanno diritto di propagassi e lacerare, di elevarsi o dissolversi in misteriose dimensioni. Bob Balch, chitarrista dei Fu Manchu e Gary (altro…)

(Icons Creating Evil Art) Cammie Beverly non è di certo un nome nuovo: front woman degli Oceans of Slumber (il loro ultimo disco “Where Gods Fear To Speak” è uscito qualche mese fa, recensione qui), la sua favolosa ugola è stata ospite anche di Swallow the Sun e Ayreon, ed ora -finalmente- debutta anche come solista, dando libero sfogo a quella voce così potente e potenzialmente capace di interpretare di tutto, dal metal al soul… fino al jazz. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Se qualcuno pensava che Phil Anselmo si fosse adagiato sugli allori a contare il cospicuo numero di verdoni guadagnati portando in giro la musica dei Pantera (musica che, va ricordato, ha contribuito a creare, quindi a mio avviso ne ha pieno diritto), credo che rimarrà deluso. (altro…)
(Iron Bonehead Records) Interessante debutto per gli statunitensi Wuldorgast, emergente formazione black metal facente parte, insieme ad altre band loro connazionali, del circolo esoterico occulto ‘Order Of The Broken Sword’. (altro…)
(Antiq Label) Questo ‘Alba Nera’ è il primo lavoro presentato dagli Arkaist, nati a Rennes pochi anni fa. La band include i promotori di questo progetto black metal, Beobachten e Maeror, infine Gwenc’hlann An Teñval e Cryptic, ovvero elementi di varie formazioni black metal underground di Francia, tra le quali Azgarath e Oroborus. Sotto l’insegna (altro…)
(Soulseller Records) Lord Abagor, olandese, componente dei Saille ed ex di molte band, come Evil Oath, è il frontman di questa realtà creata dal chitarrista e bassista Maahes. Lui è greco, si chiama Stavros Bondi e probabilmente risente di certe sonorità sia della tradizione musicale della sua terra, quanto dei Rotting Christ. Si avvertono infatti molti (altro…)
(Prophecy Productions) Le tradizioni del proprio paese e il dialetto sono il fulcro dei Gràb. Il bavarese Grànt e membro dei Dark Fortress, inaugura questo progetto nel 2015 e qualche anno dopo si associa Grain (Schrat, Gråinheim e molti altri), il quale però abbandonerà dopo il primo album “Zeitlang”, di quattro anni fa, per essere rimpiazzato da (altro…)

(Avantgarde Music) Con libertinaggio artistico, ecco che Vladimir -il mastermind dei russi Sivyj Yar- fa un passo indietro rispetto alla divagazione neofolk del precedente “Golden Threads / Золотые нити” (recensione qui), tornando su sonorità più sferzanti, più black, con linee vocali di conseguenza… ma senza davvero dimenticare quando concepito nel lavoro del 2022. (altro…)

(Nordvis Produktion) Torna il suggestivo dark folk minimalista di questa one man band tedesca, sempre dentro kil tunnel senza fine rappresentato dalle più recondite emozioni umane, offrendo una riflessione risoluta sulla perdita, la resilienza e sulla bellezza austera dei paesaggi più desolati e senza vita. (altro…)

(Hell Tour Productions) Ormai molto noto, per la vasta carriera, le innumerevoli collaborazioni e, non ultimo, l’appartenenza alla formazione degli inglesi Tygers of Pan Tang, Fracesco Marras è diventato un nome importante sulla scena hard & heavy internazionale. (altro…)
(Season Of Mist) Un flusso di tecnica non fine a sé stessa investe i pezzi dei Retromorphosis e questa non dissimula il manto di oscurità e inquietudine tipica del death metal. Sin dalle iniziali note inquietanti e fatte con intrichi dell’opener e intro a “Psalmus Mortis”, cioè “Obscure Exordium”, si avverte il clima del death metal che esplode in maniera (altro…)

(ROAR) Terzo album per Airforce, band non certo composta da novellini, visto che tre quarti della line up ha contribuito a far nascere la NWOBHM. Per la precisione, il bassista Tony Hutton ed il chitarrista Chop Pitman avevano fondato nel 1979 gli EL–34, durati un decennio e con un paio di demo all’attivo, mentre il batterista Doug Sampson, tra il 1977 ed il 1979, insieme ad un imberbe ed ambizioso bassista, formava la sezione ritmica di una promettente band chiamata Iron Maiden, incidendo con essi l’atto di nascita della NWOBHM, “The Soundhouse Tapes” ed il singolo “Running Free”. (altro…)
(Scarlet Records) L’album “Triumviro” arriva sull’onda di aspettative da parte degli appassionati di heavy metal. L’annunciato del progetto The 7th Guild è il coinvolgimento di valenti musicisti metal della scena italiana, facendone dunque un supergruppo, ma soprattutto è il permettere di avere attorno allo stesso microfono tre delle più importanti voci del panorama metal (altro…)

(Nuclear Blast Records) Premetto sin dall’inizio che a me “Game Of Faces” è discretamente piaciuto, trattandosi di un album molto ruffiano, accattivante e pieno zeppo di melodie estremamente catchy, tanto che sono convinto che, non avessi mai sentito prima i Dynazty, con questo disco sarei sobbalzato dalla sedia. (altro…)

(Nuclear Blast Records) È il settimo album per la band francese, un altro imponente passo avanti in quel viaggio evolutivo che li porta con sempre più impeto a ridefinirsi, a raffinarsi, a rendersi ancor più oscuri, confermando quell’avvicinarsi alle teorie di Anathema, Katatonia e a tutto il post rock in generale evidenziato nel precedente “A Loner” (recensione qui), ed ora decisamente dominante, lasciando nel dimenticatoio ogni parvenza di doom classico (per non parlare dello stoner), dando vita ad un concetto sonoro oscuro, decadente, tanto carnale quanto spirituale, tanto essenziale quanto raffinato, curato, deliziosamente misterioso. (altro…)
(Black Widow Records) Approcciarsi all’ascolto di “A Song of Anger” è come entrare in una terra vasta e colma di cose da affrontare. La prog rock band di Tampere pubblica il suo quinto album, il primo poi con la Black Widow Records di Genova. I punti di stile toccati dai The Fërtility Cült sono molteplici e risulta semplice intravedere come i musicisti (altro…)

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Debuttarono due anni fa (recensione qui), ed ora eccoli tornare, label invariata, per il secondo capitolo, forse la prova del nove, la conferma dell’effettiva qualità stilistica oltre che della lungimiranza dall’etichetta. (altro…)

(ROAR) Debut album per Löanshark, terzetto proveniente da Barcellona nato per mano di Lögan Heads, chitarrista dei sardi Alcoholizer, il quale, dopo essersi spostato nella capitale catalana, ha unito le forze con il bassista Aless Oppossed ed il batterista Angel Smolski, formando così un trio totalmente devoto al metal anni ’80, sia a livello musicale che estetico, come si può notare dalla copertina del disco, la quale richiama molto da vicino quella di “Hit And Run” delle Girlschool. (altro…)

(Tricéphale Independent Production) Non c’è pace per gli empi, sicuramente non c’è pace per il Maestro Banchero il quale, dopo 40 anni di intensa carriera sia come musicista, che compositore e pure insegnante, decide di debuttare -di nuovo- con il proprio nome… come se non bastassero gli altri progetti nei quali è il mastermind, Il Segno del Comando in primis! (altro…)

(Despotz Records) Se la prendono molto comoda i dark folk/doomsters svedesi! Si formarono nel 2013, debuttarono poi nel 2017 con l’ottimo “The End Is Nigh” (recensione qui), lavoro al quale danno seguito solo ora, ben otto anni dopo, con solo un paio di singoli anticipati nel corso del 2024. (altro…)
(Season Of Mist) Sylvain Demercastel fonda con Dirk Verbeuren i Savage Lands con lo scopo di sensibilizzare e contribuire alla salvaguardia delle foreste, in particolare dopo aver visto in prima persona come la foresta pluviale in Costa Rica sia minacciata dalla deforestazione indiscriminata. Far tacere ogni tipo di motosega spinge i due a impegnarsi (altro…)

(Metal Blade Records) È punk, è black, è metal… ma anche blues, jazz, libertinaggio sonoro totale, tanto che a volte sembra un avanzo di roba a-là Beastie Boys. (altro…)
(Metal Blade Records) Sei anni per un nuovo album. Dopo una pandemia, situazioni personali o della stessa band, ora “This Consequence” campeggia davanti a noi. I Killswitch Engage sono ben legati alle loro matrici di stile più note, fatte di una continuità con il proprio blasone e dunque del proprio sound. I KillS rispetto ad altre metalcore (altro…)
(autoproduzione) Nascono a Mantova nel 2004 i Sinezamia e si sono fatti largo attraverso un rock macchiato dalla new wave e un agile dark anni ’80, il tutto ottimamente arrangiato e certamente indebitato con i Litfiba dei primordi. Marco Grazzi con il suo cantare e qualche trovata nei solo di chitarra eseguiti da Alessandro Conte contribuiscono a questo (altro…)

(Hellbones Records) Ultimo capitolo della saga distopica iniziata con “Cyberstorm” (qui) e proseguita con “Hellish Mechanism” (qui) per Enio Nicolini, figura storica del metal italiano sin dagli anni ’80 come bassista degli Unreal Terror nonché come collaboratore di Mario ‘The Black’ Di Donato. (altro…)
(Ripple Music) In maniera soft ma con buone e variegate idee nella testa, i Temple Of Discord esordiscono in modo ammirevole. “In The Ashes” è un ascolto che porta su più piani, lasciando sbocciare canzoni interessanti e con intrecci tra rock e hard & heavy, dark e folk. Un sottile senso di malinconia e tanta introspezione nei Temple Of Discord, sembra andare verso i (altro…)
(Century Media / Sony Music) L’ultimo album dei Lacuna Coil “Black Anima” ha entusiasmato fan e critica, QUI recensito, compreso poi chi era rimasto legato ai primi lavori della band italiana. Cristina Scabbia e soci per questo nuovo album hanno capovolto le formule stilistiche e si sono avventurati in qualcosa di più atmosferico e forse meno (altro…)

(Nuclear Blast Records) Risulterò forse blasfemo e reo di lesa maestà, ma ritengo Steffen Kummerer l’erede spirituale del compianto Chuck Schuldiner; trovo infatti i due musicisti estremamente affini per quanto riguarda la capacità di mantenere uno stile immediatamente riconoscibile, nonostante la continua evoluzione tecnico-compositiva e le continue rivoluzioni in seno alla line up. (altro…)

(Heavy Psych Sounds) È bello il doom dei texani Warlung! Ha il suo tocco diabolico, c’è quel sentore di possedimento demoniaco, ma il tutto viene espresso con un heavy metal sincero, potente, spesso brillante e coinvolgente, certamente non ruvido e polveroso come la loro provenienza lascerebbe presupporre, anche grazie alle voci potenti e squillanti dei due vocalist. (altro…)