NEKROMANTIK, fissata una seconda proiezione pomeridiana al Legend Club di Milano del film horror tedesco
Mostro Production, Legend Club, Rustblade Records e Drag Me To Fest sono felici d’annunciare, visto l’alto numero di richieste, un secondo show pomeridiano dedicato alla proiezione di Nekromantik!
Nekromantik (1987) è un film horror tedesco diventato un cult dell’underground per il suo approccio estremo e provocatorio. Opera controversa e (altro…)
(Club Inferno Ent.) Il tipico gothic-dark rock quello dei Bara, concepito dai fondatori Luke Warner e Dezzy Z dei Barafoetida. All’album vi hanno partecipato anche altri musicisti e tra i quali Alessio Trapella di UT New Trolls e Le Orme e Diego Banchero de Il
(Century Media) Album tra i più attesi in questo ormai instradato 2026, per tanto “Into Oblivion” si trascinerà su sé stesso molte aspettative. Al primo ascolto si avverte che la band non cerca novità, semmai di confermare il proprio essere, guardando alle proprie
(Godz Ov War Productions) Si erano ben distinti con l’esordio “Diabolic Slaughter”, 


(Invictus Productions) L’album “Magia Posthuma” è il terzo in carriera dei Transilvania. Nome evocativo ma geograficamente non prossimo alla terra di questi musicisti, cioè l’Austria e nello specifico Inssbruck. Black metal contaminato dal thrash, rappresentano
(From The Urn Records) L’arte dei Fangus oscilla tra l’hard & heavy e la psichedelia, come una band che arriva a noi da qualche epoca lontana. I canadesi con l’uso dell’organo a partecipare attivamente alla costruzione dei pezzi e alle melodie insieme alla chitarra, offrono
(Godz Ov War Productions) Un pregevole debutto per i Belith che si esibiscono in un arcaico thrash-black metal. Sono il frutto di influenze della NWOBHM, il thrash dei primi Metallica, i Venom, Celtic Frost e cose del genere i polacchi che pubblicano con la connazionale 
(Season Of Mist) Il ritmo è l’elemento dominante di “Hugrheim” e lo si poteva supporre dai singoli apripista all’album: la title track, l’opener “Nauðiz”, “Freyja’s Calling” e “Heill Óðinn”. Sono canzoni create attraverso un connubio tra tradizione popolare, miti, folk 
(Reigning Phoenix Music) Proprio un anno fa uscì “Stereo Crush”, il quattordicesimo album in studio? Non ricordo: la band svizzera è tanto prolifica quanto, hey, immortale. La mezzora di “More Stereo Crush” vanta un titolo molto chiaro, che indica ulteriore materiale da quell’album: materiale non incluso, finora tenuto in saccoccia o uscito come video o singolo a sé stante.
(Comatose Music) Questa sconsiderata e assurda bestia cilena esordisce con un lavoro omonimo, ricolmo di un brutal death metal serrato e sanguinolento, non manchevole di una discreta tecnica di base. Il trio sudamericano prevede Richard Aguayo alla voce, Mauro 
(Masked Dead Records / Sulphur Music) Gli Imbolc, costituiti da membri di Darkend, Demiurgon e Unbirth, pubblicano il terzo album in studio, limando con dovere il proprio melodic black metal. “Sette Cornici di Purificazione” suona infatti smussato, pulito, incentrato
(Mighty Music) Sono dei veri vichinghi i Vanir e di fatto sono danesi, però il nuovo album “Wyrd” è concettualmente legato alla Battaglia di Vienna del 1683. L’evento è noto: è il secondo assedio che l’Imero Ottomano compie sulla città, ma le truppe polacche, austriache
(Massacre Records) Un sound in continua evoluzione, quello dei Bloodred, duetto tedesco capitanato dal mastermind, cantante, chitarrista e bassista Ron Merz, coadiuvato dal batterista Joris Nijenhuis; se il debutto “