BLUES PILLS, annunciano il nuovo album e pubblicano il primo singolo
Paragonati spesso a una jam session tra Aretha Franklin e i LED ZEPPELIN, la carriera dei BLUES PILLS li ha portati da un garage americano alla gloria internazionale in pochi anni. Il loro debutto omonimo (2014) è entrato nella classifica tedesca al #4 e due anni dopo si sono piazzati al #1 con il successore “Lady in Gold”. Dopo avere iniziato in piccoli club, la band si è ritrovata a suonare all’improvviso su alcuni dei palchi più grandi del mondo, come quelli di Rock Am Ring, Download, Sweden Rock e persino il prestigioso Montreux Jazz Festival dove i DEEP PURPLE videro il fumo sull’acqua durante l’esibizione di Frank Zappa. (altro…)


(Ghost Record Label) Provenienti da “EXP.01” del 2011, “Psychologram”, una bella mazzata recensita 

(Century Media Records) È il trentesimo anno di vita dei Body Count, nel quale mettono a segno “Carnivore”, album degnamente in linea con la loro produzione degli anni 2000. Un album
(Dark Essence Records) Sempre più giù. Nei tempi lenti e laceranti. Nelle frequenze, così basse che penetrano nella carne. E con linee vocali tetre, graffianti, devastanti, disperate. È la disperazione l’elemento dominante, una
(Massacre Records) Questo è il thrash che mi piace: roccioso, arcigno e impertinente. Molto solido nella struttura, questo disco rappresenta un certo modo di intendere questo genere, forte di una parte ritmica sempre
Quando guardo un concerto non passo il tempo solo con la musica, ma osservo i musicisti sul palco, le luci, come sono vestiti, se hanno delle abitudini. Osservo anche la gente, mi concentro sulla risposta del pubblico quando un musicista incita, parla o chiede qualcosa alla folla. L’interazione tra le due controparti di un concerto è parte dello spettacolo.
(Byelobog Productions) Nel Valhalla del black metal norvegese ci sono dei personaggi che, per una ragione o per l’altra, emergono, stanno in qualche modo
(BMG Entertainment) Sono quarant’anni che esistono i Discharge e possiamo dirci tutti fortunati di questo. Ricordati fino alla noia come gli inventori del D-beat – un hardcore votato al metal, ma estremamente veloce, con
(Soulseller Records) I norvegesi Tulus hanno una storia particolare. Nacquero nel 1991, andarono avanti un po’ di anni pubblicando tre dischi, per poi mettersi in pausa artistica. Ma i membri non si riposarono
(Everlasting Spew Records) Interessante questo split, perché mette a confronto due ambiti black ben distinti, ossia europeo e americano. Gli Atavisma sono francesi, quindi dediti ad un black veloce ma allo stesso