HACKTIVIST, guarda il video di “Hate”
Comunicato stampa
Milton Keynes crossover trailblazers Hacktivist hanno pubblicato un nuovo video tratto dal singolo “Hate”, diretto e filmato dal bassista della band Josh Gurner con un budget di circa £10.
Lo stesso musicista spiega il concept del testo e del clip: “Il testo di ‘Hate’ parla della gelosia latente che molti hanno nel vedere altre persone ottenere un briciolo di visibilità e ‘successo’. Nel video ho voluto dare un’idea reale di cosa voglia dire essere musicisti e di cosa sia in realtà quel ‘successo’ che porta il più delle volte a (altro…)
(Napalm Records) Nel 2011 i Candlemass firmarono con la Napalm per l’album
(SPV) Fra 1999 e 2000, i Virgin Stele pubblicarono “The House of Atreus”, la loro personale rilettura dell’‘Orestea’ di Eschilo… e sicuramente una delle loro opere più riuscite. La SPV la ripresenta oggi
(Murdered Music) Il thrash dei piemontesi Fragore arriva a uno stato di cose che li rimanda a uno stile classico e degnamente power. Sembra che un lavoro come “The Reckoning” (
(Nuclear Blast Records) Considero gli Hatebreed come un monumento alla coerenza musicale. La band Statunitense capitanata dal carismatico singer Jamey Jasta prosegue lungo la sottile linea che divide thrash metal e hardcore,
(Nuclear Blast) Il loro modo di suonare ringhiante e feroce è decisamente cambiato, ma da anni ormai. Dal 1982 a oggi i Destruction hanno segnato la storia del movimento metal, grazie a lavori che hanno fatto da pilastri al thrash metal prima e ad altri poi. Quattordicesimo 
(UDR GmbH) È inutile parlare di qualità, valore artistico o singola release. Qui ci sono i Motörhead, ci sono tonnellate di rock’n’roll… e questo è uno degli ultimi live in assoluto, registrato in Germania circa un mese
(Buil2Kill Records/Audioglobe) Dopo ben dodici anni di attività, tra gli inizi come cover band e la successiva evoluzione stilistica, giungono al debutto discografico gli italiani Five Minutes Hate, e lo fanno con molta cura
(Farol Music) Non manca certamente il coraggio ai Portoghesi The Royal Blasphemy. Non è da tutti, infatti presentarsi al debutto con un doppio album della durata complessiva di oltre un’ora e mezza. Ancora più singolare è 
(Indie Recordings) Cambiano un po’ gli scenari in casa Samoth (Emperor), Cosmo (Mindgrinder e Windir) e Nils Fjellstrom (Dark Funeral), vista la tanta irruenza, frenesia e spiagliata aggressività che albergano in questo nuovo album. Strutture sempre veloci, come d’abitudine per i The Wretched End, eppure anche
(Loud Rage Music) Disco di debutto per gli olandesi Tragacanth, un gruppo di ragazzi appassionati evidentemente della melodia prima di tutto, ma non solo. L’intro completamente strumentale e a mio avviso 