MAYHEM MAVERICKS – “Mayhem Mavericks”

(Street Symphonies Records / Burning Minds Music Group) Trio al debutto, ma supportato da una manciata di ospiti di altissimo livello (bassisti in primis): i Mayhem Mavericks nascono dalle ceneri degli Alchemy e si sentono più forti che mai nel proporre il loro hard & heavy melodico, a tratti glam o sleaze, ma molto AOR, con un gusto melodico incredibile, chitarre e tastiere sublimi, il tutto dominato da linee vocali perfette e da brani che invitano a cantare, a lasciarsi andare. (altro…)
SANCTVS – “De l’Abîme au Plérôme”
(Osmose Productions) Mortheos riemerge con il secondo album realizzato con il nome di Sanctvs. Membro di alcune band black metal della scena canadese (Atramentus, Gevurah e altre), il musicista aveva precedentemente pubblicato nel 2019 l’album (altro…)
CITRINITAS – “Unending Descent” (Demo)

(Caligari Records) Cazzo che figata! 2026… il mondo è in mano a pazzi ancora più pazzi, influenzati dall’intelligenza artificiale, dai social e dalle fake news… eppure da qualche bassofondo della fredda Finlandia c’è ancora qualcuno che mette in giro, come debutto, un demo vecchia scuola: roba con copertine impresentabili arricchite dai titoli dei pochi brani contenuti. (altro…)
OBSCURITY – “Ascheregen”
(Trollzorn Records) “Ascheregen”, il decimo album degli Obscurity, intreccia ogni elemento che ha caratterizzato lo stile sonoro della band dagli albori a oggi. Nati in Germania alla fine degli anni ’90, gli Obscurity sono il prodotto del melodic death metal più classico, il (altro…)
DISCREATION – “Iron Times MMXXV”

(Massacre Records) I death metallers tedeschi Discreation sono in circolazione da un bel po’. Il debutto risale al 2006, anche se il primo EP è datato 2003. In vent’anni hanno pubblicato sei dischi, l’ultimo dei quali “Iron Times”, uscito nel 2023. Ora tornano, dopo tre anni, con lo stesso album in edizione 2025… come mai? (altro…)
HÉR – “Monochrome”

(Season of Mist) Ambient, fusion e nordic fusion, modern jazz, avant-garde jazz. Il tutto in bianco e nero, con un moniker che in islandese significa “qui”, con un’impostazione che strizza l’occhio al dark americana, con una provenienza inaspettata: Polonia. (altro…)
OLD SORCERY – “The Outsider”

(Avantgarde Music) Il finlandese Vechi Vrăjitor (ovvero Juuso Peltola) è coinvolto in molteplici progetti, anche se probabilmente Old Sorcery è il suo figlio prediletto: una one-man band che all’attivo ha già ben sette dischi in meno di un decennio di attività. (altro…)
THERION – “Con Orquesta” (Live)

(Napalm Records) Amo i Therion. Li ho sempre amati. Fino a “Sitra Ahra” sono stati rivoluzionari. Con “Les Fleurs Du Mal” hanno sconvolto la scena, uscendone vincenti, anzi trionfali. Una lunga pausa e poi sono venuti “Beloved Antichrist” e i tre “Leviathan”: dischi immensi, dischi di alto livello tecnico ma, diciamocelo, incapaci di superare le innumerevoli pietre miliari del passato. (altro…)
LIONHEART – “Valley Of Death II”

(Arising Empire) Un po’ come il buon vino, i Lionheart migliorano con il tempo; fa davvero piacere constatare come, dopo una ventina d’anni, la formazione californiana abbia mantenuto elevato il livello di rabbia, potenza e tamarra aggressività, consolidando, album dopo album, il proprio ruolo nella scena hardcore californiana e guadagnandosi il rispetto anche di formazioni provenienti dalla East Coast come i Madball, band con la quale, insieme a Gideon e Slope, sta intraprendendo un tour europeo proprio a inizio 2026. (altro…)
TEMPTRESS – “Hear”
(Blues Funeral Recordings) Il viaggio musicale dei Temptress inizia nella città di Dallas nel 2019. Pubblicato un album per la Metal Assault Records, “See” nel 2023, la band ha poi passato molto tempo on the road nel Nord America. “Hear” è il secondo lavoro (altro…)
ROTH – “Alles Endet”

(Massacre Records) È il secondo album per i tedeschi Roth con il loro dark metal. Un po’ dark metal, un po’ Neue Deutsche Härte… il confine è sottile e c’è sicuramente la strada spianata dai Rammstein per rendere appetibili queste sonorità e queste linee vocali in lingua madre. (altro…)
ORACULUM – “Hybris Divina”

(Invictus Productions) Giungono al full length di debutto i cileni Oraculum, a distanza di ben nove anni dall’EP “Always Higher” e preceduto da quel piccolo capolavoro di estremismo sonoro intitolato “Sorcery Of The Damned”, risalente al 2014. (altro…)
DIRTY SOUND MAGNET – “Me And My Shadow”

(autoprodotto) Altro capitolo nella storia di questo trio svizzero, il quinto. Liberi, libertini, leggeri, sfacciati, spensierati: il loro rock è iniziato dagli inferi dell’indie, ma è arrivato a palchi importanti, supportato da esibizioni corpose, concerti di due ore ricchi di improvvisazione e groove. (altro…)
SYBERIA – “Quan Tot S’apagui”

(Moment of Collapse Records / Silent Pendulum Records) Dopo due dischi con la Metal Blade, gli spagnoli Syberia firmano con etichette più orientate al loro post metal strumentale tornando, dopo quattro anni, con un nuovo incisivo album. Il quartetto guarda dentro a se stesso, guarda alle proprie origini, dando vita a un disco e a cinque imponenti brani, tutti con titoli in catalano, la loro lingua madre, quasi cercando un passo verso un rafforzamento della propria identità, approfondendo concetti e suono. (altro…)
HANDFUL OF HATE – “Soulless Abominations”

(Dusktone) In circolazione da più di trent’anni, gli italiani Handful of Hate sono stati prolifici nel tempo, dando la natalità a ben sette album prima di questo nuovo lavoro, il quale vede la luce dopo un tempo molto lungo dal precedente “Adversus”: ben sette anni! (altro…)
TJAKTJADÁLVVE – “Encompassing Nothingness”

(Flowing Downward) È legata alla sottoetichetta di Avantgarde Music questa perla di black atmosferico svedese. One man band che vede come mastermind M. (Aeon Moon, Arboreal Trance, Autumn’s Dawn, Skuggor, nonché live per Austere e Germ), la quale giunge al terzo capitolo: malinconico, oscuro, decadente, deliziosamente freddo. (altro…)
GODZILLIONAIRE – “Negative Balance”
(Ripple Music) Hanno un passo sinuoso e quasi ipnotico in certi passaggi, allo stesso tempo i Godzillionaire hanno qualcosa che li rimanda ai Pearl Jam, The Jesus Lizard e cenni dei Doors e soprattutto con principi stoner, fortemente grunge e con spunti sludge. Un (altro…)
GREVE – “Bleknat Bortom Evig Tid”

(Purity Through Fire) Gli svedesi Greve giungono al terzo lavoro, dimostrando di essere fermamente convinti della loro idea di un black leggermente sinfonico, ricco di melodia, tuttavia capace di crudeltà e di una certa dose di aggressività. Hanno sicuramente aggiustato il tiro dal primo “Nordarikets Strid”, con la voce gelida dell’ex membro Lik (Balwezo Westijiz, Bekëth Nexëhmü), e pure dal secondo “Föllo af Svavel, Lifvets Dimridå”, il quale era forse un po’ più epico, diventando ora più pieni, più complessi, più ricchi di groove e più dannatamente diretti e coinvolgenti. (altro…)
GLUECIFER – “Same Drug New High”
(Steamhammer) La nitroglicerina contenuta in “Same Drug New High” è una mistura speciale che vede tra i propri ingredienti, il punk, i Motörhead, lo street rock, i Backyard Babies e i Buckcherry: il tutto per rendere deflagrante l’album. In poco meno di quaranta (altro…)
BEYOND THE BLACK – “Break The Silence”

(Nuclear Blast Records) Gennaio 2023 usciva il favoloso album omonimo… e ora rieccoli puntuali con un nuovo lavoro, il sesto! La band tedesca, quasi erroneamente classificata sotto l’etichetta ‘symphonic metal’, offre un metallo deciso, potente, groovy, a tratti anche piacevolmente aggressivo, il tutto sorretto dall’efficace ugola di Jennifer Haben: una voce calda, schietta, alla quale non interessa minimamente far parte della vasta schiera di soprani che popolano questo genere. (altro…)
LIKE WE ARE – “Your Diary”

(Inked Owl) Suono super moderno per questa band austriaca al debutto. Un disco emozionale, una profonda riflessione sul significato di essere umani, di appartenere al genere umano con tutte le sue fragilità, tutte le sue assurdità, tutto il lato bizzarro ma anche quello geniale, oltre che quello… letale. (altro…)
BLACK MOLD – “Antinomy” (EP)

(Hellprod Records) Secondo EP per Black Mold, formazione portoghese con due full length all’attivo. (altro…)
OV SULFUR – “Endless”

(Century Media/Sony Music) Secondo capitolo nella storia degli americani Ov Sulfur, che spingono il loro metal estremo verso vasti confini, inglobando black metal e deathcore: il primo con aggiunte sinfoniche, il secondo sfiorando anche spunti grindcore. (altro…)
ARCHVILE KING – “Aux Heures Désespérées”

(Les Acteurs de L’Ombre Productions) È il secondo album della creatura di Baurus (all’anagrafe Nicolas), unica mente dietro questo interessante progetto. Il black metal del debutto “À la Ruine” qui si fa più intenso, più diretto, più completo, senza comunque dimenticare il metal classico, il thrash e qualunque influenza ispiri la creatività di Nicolas. (altro…)
EDENBRIDGE – “Set The Dark On Fire”

(Steamhammer) Sabine Edelsbacher e Lanvall a questa data appaiono in buona forma e di avere ben cristallizzato il proprio stile. La symphonic power metal band austriaca è in circolazione dalla fine degli anni ’90 e si consolida con una nutrita discografia. Come (altro…)
KREATOR – ”Krushers Of The World”

(Nuclear Blast Records) Ho sempre avuto un legame speciale con i Kreator; “Coma Of Souls” è stato uno dei primi dischi ad introdurmi al thrash metal, mentre la VHS “Live In East Berlin” l’ho praticamente consumata, sognando di essere un giorno sotto il palco a vedere dal vivo la band di Essen, sogno che si è avverato nel 1997 a Pordenone, per quello che è stato il mio primo concerto in assoluto. Posso quindi affermare che il mio essere fan rasenta in questo caso l’idolatria, portandomi ad amare anche i dischi più controversi, come il coraggioso “Renewal” oppure gli oscuri “Outcast” e “Endorama”. (altro…)
ZU – “Ferrum Sidereum”
(House Of Mythology) Più che un nuovo album, “Ferrum Sidereum” sembra essere, ancora una volta, un ragionamento musicale da parte dei Zu. Il trio formato da Massimo Pupillo alle corde, basso e chitarre, Luca T. Mal. Al sassofono, sintetizzatori e tasti vari, infine (altro…)
HECATONCHEIR – ”Nightmare Utopia”

(Violence In The Veins) Album di debutto per Hecatoncheir, uscito solo in versione CD nel febbraio del 2024 tramite Total Dissonance Worship e ora pubblicato in versione vinile grazie a Violence In The Veins. (altro…)
ALTER BRIDGE – “Alter Bridge”

(Napalm Records) Heavy, diretto, intenso, caldo. E pure registrato in maniera sublime, con linee di basso poderose, una chitarra cristallina e la voce di Myles Kennedy che travolge con infinita potenza. È questo l’ottavo disco del super-gruppo di Myles Kennedy, Mark Tremonti, Brian Marshall e Scott Phillips, un disco omonimo subito avvincente: “Silent Divide” è aggressiva, è potente, è irresistibile. (altro…)
EXCAVATED GRAVES – “Life Isn’t For Everyone” (EP)
(Selfmadegod Records) Excavated Graves irrompono con un crudo EP, confezionato con il death metal espresso in modo diretto, ordinato però nei minimi termini da una buona produzione che lascia i suoni a uno stato naturale. La band polacca che esordisce con “Life Isn’t For Everyone”, vede tra le sue fila (altro…)
SATOR – ”The Dying Light”

(Dusktone) Quinto sigillo per i liguri Sator, formazione che a mio parere meriterebbe di essere annoverata tra i grandi dello sludge più pesante, acido ed aggressivo, di cui sono portabandiera alcuni giganti come Eyehategod e Neurosis. (altro…)
DEOS – “Augustus Omnipotens”
(WormHoleDeath Records) Il nuovo album dei Deos si concentra sulla figura di Ottaviano, divenuto poi Augusto l’Imperatore. I francesi di Annecy siglano con “Augustus Omnipotens” il quarto album in carriera, attraverso una concatenazione stilistica di death-thrash-black metal. Da subito arrivano all’orecchio le trame chitarristiche di Fabio Battistella (altro…)
(Magnetic Eye Records) Nella lunga serie di tribute proposti negli ultimi anni dalla Magnetic Records c’è stato nell’appena trascorso 2025 anche spazio per due tribute ai Nine In Nails. Nello specifico un Best Of (
(Comatose Music) Nel 2022 gli Architectural Genocide hanno pubblicato l’album d’esordio “Cordyceptic Anthropomorph” (