METALHEAD

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LOU REED & METALLICA – “Lulu”

by on nov.04, 2011, under ALBUM, M

(Warner Rec.) Frank Wedekind era un drammaturgo tedesco e la storia di “Lulu” è stata ricavata da due sue opere: “Lo Spirito della Terra” e “Il Vaso di Pandora”. La storia è raccontata e musicata da Lou Reed e i Metallica, due entità della musica note anche ai sassi. Un disco del genere sprigiona tutta la curiosità possibile: Lou Reed è un rocker che sa essere l’antitesi di tutto, oltre ad aver già fatto tutto, mentre i Metallica si sono creati una seconda reputazione e una seconda vita dal black album in poi – non che la prima fosse pessima!-. Quando l’opener “Brandenburg Gate” (già il titolo riporta alla mente il “Berlin” di Reed, ma lo si ritroverà nel corso di “Lulu”) giunge alla sua metà, l’ipotesi che Reed e Metallica abbiano ben cooperato prende sostanza. I pezzi successivi mettono però in risalto ben altro: ovvero che “Lulu” posside alcune idee stilistiche tipiche del buon Reed, mentre i Metallica di proprio non mettono quasi niente. Contatevi quanti assoli esegue Kirk Hammet! Il timbro vocale in modalità parlato di Lou Reed, i suoi proverbiali arpeggi, le litanie deliranti e accompagnate da tappeti oscuri e malinconici ci sono. I Metallica di proprio mettono in gran parte chitarrone distorte, un basso che pompa frenetico e la solita batteria super pulita e poderosa di Ulrich. E’ allarmante constatare come alla fine non siano combinati e in simbiosi con lo stile di Lou Reed. A tratti questo avviene, ma sono parentesi disseminate nei vari pezzi. Sono dei passaggi i quali appaiono estemporanei all’insieme delle canzoni. Sorvolando sulla disamina di ogni singolo pezzo, la sostanza è quanto riportato fino ad ora, ma con un chiarimento ulteriore: è vero che i Metallica di proprio ci mettono poca creatività, ma lo stesso Lou Reed non sembra inventarsi poi molto per andare dietro ai quattro. Dispiace dirlo, ma ad un certo punto la noia rischia di prendere il sopravvento. Vuoi vedere che un produttore capace di rendere il tutto in modo organico poteva essere la vera chiave di volta?

(Alberto Vitale) Voto: 5,5/10

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MACBETH – “Wiedergänger”

by on ott.23, 2012, under ALBUM, M

(Massacre/Audioglobe) Quando ancora esistevano il comunismo e il Muro di Berlino, i Macbeth si imposero come una delle prime formazioni heavy metal della DDR; dopo un torrenziale concerto che – pare – turbò oltremodo i fan presenti e l’ordine pubblico, fu addirittura loro imposto di sciogliersi, e il suicidio di ben due membri originari della band ha interrotto più volte, e in modo decisamente drammatico, il corso della loro carriera. (continua a leggere…)

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MACHINE – “Behind the Trees”

by on dic.23, 2012, under ALBUM, M

copmachine(Warner Music Denmark) Suoni oscuri e pesanti. Un rock alternativo, diverso, non usuale che proviene dalla Danimarca. Un velo di malinconica energia si diffonde con le note di queste dieci tracce, che scandiscono i quasi quaranta minuti che rappresentano la proposta musicale della band. Una band con un’interessante sessione ritmica, capace di creare un’imponente, ma mai troppo aggressivo, muro sonoro, dove i toni cupi sono dominanti, creando quella sensazione d’ispirazione quasi dark (continua a leggere…)

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MAD MAX – “Another Night of Passion”

by on mar.27, 2012, under ALBUM, M

(SPV/Audioglobe) Hard Rock all’ennesima potenza nel nuovo album dei Mad Max di Michael Voss: un prodotto che farà subito la gioia di tutti gli appassionati legati agli stilemi di fine anni ’80/inizio anni ’90, riletti con un occhio (per fortuna non troppo esclusivo!) al più smaliziato pubblico di giovani di oggi. Il titolo del disco si riferisce naturalmente al classico “Night of Passion” (continua a leggere…)

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MADMAZE – “Frames of Alienation”

by on ago.26, 2012, under ALBUM, M

(Punishment 18 Records) Il nome dei MadMaze circola nell’ambiente metal già da qualche anno, grazie all’EP di esordio “No Time Left…” e in questo 2012 la band pubblica finalmente il primo album. Thrash metal puro e potente ma affilato e quella lama non è di un coltello, ma di un machete bello grosso e assassino. Thrash puro perché racchiude tutti gli elementi delle grandi band della Bay Area. Non è un thrash metal moderno quello dei MadMaze, ma assolutamente classico e suonato con maestria. Scorre via come un fiume impetuoso “Frames of Alienation”, devasta, trascina via tutto e lascia una catastrofe. (continua a leggere…)

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MADMAZE – “No Time Left”

by on ago.26, 2012, under ALBUM, M

(Autoproduzione) L’uscita del debut album dei MadMaze consente di ritornare sulla prima prova che la band italiana ha inciso nel 2010, ovvero “No Time Left…”. Quattro pezzi messi insieme sotto una copertina inequivocabilmente thrash metal, proprio come la musica che essa ricopre. Quattro pezzi piacevoli e che scorrono davvero bene nell’ascolto. Thrash metal intenso e sicuramente vecchio stampo. Thrash metal in stile Bay Area e quindi in linea con la tradizione. “Lord of All That Remains”, “Mad Maze” fanno subito intendere che la band ha qualità, ma ha bisogno ancora di progressi. (continua a leggere…)

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MAELSTROM – “It Was Predestined”

by on ott.31, 2012, under ALBUM, M

(Itchy Metal Entertainment) Non so quante band al mondo si chiamino Maelstrom, questi vengono dagli USA, Long Island, e hanno avuto una vita breve tra gli anni ’80-’90. A quanto sembra l’avvento del grunge ha contribuito a spegnere il fuoco dell’esistenza di questa band thrash metal. Il grunge è morto, portandosi nella tomba un buon 90% di quello che ha fatto, ma i thrasher non lo sono mai, morti, e ritornano sempre. (continua a leggere…)

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MAGICA – “Center of the Great Unknown”

by on ott.09, 2012, under ALBUM, M

(AFM/Audioglobe) A parere di chi scrive, i rumeni Magica rappresentano una di quelle band un po’ sopravvalutate che sono sopravvissute al momento di fortuna del loro genere (in questo caso il power/gothic) e proseguono abbastanza stancamente la loro carriera continuando a sfruttare un filone ormai esaurito. “Center of the great Unknown” è il loro sesto album e rappresenta forse addirittura un passo indietro rispetto a “Dark Diary”, (continua a leggere…)

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MAGNUM – “Evolution”

by on nov.07, 2011, under ALBUM, M

I Magnum si sono dimostrati attivi negli ultimi anni, proseguendo in modo continuato l’attività in studio. Ora i rockers inglesi hanno pensato di prendersi una pausa compositiva e di rilassarsi con la reincisione di basso e chitarra o di voce e batteria di alcuni pezzi editi in album precedenti. Nasce così “Evolution”, una sorta di “best of” che ripropone pezzi rivisti dal 2002 in poi. Ovvero l’anno della reunion. Da “Breath of Life” sono risorte “The Holy Touch” e “Just Like January”, quest’ultima poco incisiva nella sua prima orchestrale metà, ma il sound dei due pezzi acquista ora uno spessore più ampio. Da “Brand New Morning” (album troppo discusso dalla critica) Tony Clarkin e soci hanno ripreso la titletrack e “Immigrant Son”, due pezzi energici e con la seconda a dare lustro proprio allo stile di Clarkin e del bassista Al Barrow. L’album del 2007 “Princess Alice & the Broken Arrow” viene celebrato con la riproposizione di “When We Were Younger” e “Out of the Shadows”, la prima era l’opener fortemente intrisa di tastiere (ma lo era tutto l’album) e nella sostanza resta se stessa, ma a beneficio di un’identità più corposa della batteria, basso e chitarra. “Out Of The Shadows”, un brano tipico della deriva hard rock del Clarkin, riceve anche la rivisitazione della voce da parte dello stesso Bob Catley. Si arriva al 2009 con “Into The Valley of the Moonking”, uno dei lavori che chi scrive non ha apprezzato. Troppo AOR, troppo superficiale e scontato nelle melodie. I pezzi ripresi sono “All My Bridges” e l’innaturale “Blood On Your Barbed Wire Thorns” (citano gli AC/DC?), nella quale ha reinciso il solo Al Barrow. Si arriva ai giorni nostri, all’ultimo e riuscito “The Visitation” e ai due inediti che rimpolpano la scaletta.  ” The Visitation” e “Wild Angels” restano intatte, i nuovi “The Fall” e “Do You Know Who You Are?”, sono pezzi eccellenti, non sono capolavori del rock, ma hanno un’eleganza e uno stile unico. Uno stile Magnum che “Evolution” ripropone egregiamente, candidandosi come una release per tutti e non ridotta ai soli fans.

(Alberto Vitale) Voto: 7,5/10

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MAGNUM ITINER INTERIUS – “Departure at the Betrayal of Life”

by on dic.04, 2012, under ALBUM, M

(Vic Records) Si scrive Magnum Itiner Interius e si legge Daniel Corchado (ex Cenotaph, quelli messicani, Incantation) ovvero una one man band. Corchado suona tutti gli strumenti (la batteria è programmata) e compone il materiale. L’etichetta lo definisce “atmospherical, experimental yet dark and melodic instrumental metal” questo sound, ma sembra essere un derivato del gothic doom inglese anni ’90 (continua a leggere…)

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MAGNUM – “On the 13th Day”

by on set.24, 2012, under ALBUM, M

(Steamhammer-SPV) Bello. Semplicemente bello. Il nuovo album dei Magnum è così: convince dall’inizio alla fine, praticamente ogni pezzo è un potenziale hit, ogni brano si lascia cantare e godere, quali che siano i suoi tempi e le sue atmosfere. La recensione potrebbe già concludersi qui, ma nel caso aveste ancora bisogno di prove vediamo le canzoni più significative. “All the Dreamers” è un inizio atipico: lenta, lunga, complessa, a tratti estremamente ‘seria’, a dimostrare ovviamente che i nostri non sono quattro ragazzini che fanno casino, ma musicisti di classe con profonda esperienza. (continua a leggere…)

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MAIEUTICA – “Logos”

by on ott.24, 2012, under ALBUM, M

(Heart of Steel Records) Vi risparmio le parole che usano i Maieutica per presentarsi, dico solo che la filosofia non mi ha mai particolarmente attratto, ma il “Logos”, la parola e il suo significato e i suoi effetti si. Tuttavia per evitare di passare da uno che snobba la filosofia e flirta con la linguistica, è meglio arrivare al dunque in questo lavoro dei Maieutica. Per me sono una band di rock, molto energico, quasi heavy e con solide evoluzioni progressive. Musicisti preparati e basterebbero già i buoni solo delle sei corde di Matteo Brigo ad accattivarsi l’ascoltatore. (continua a leggere…)

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MAINLINE – “Azalea”

by on gen.18, 2012, under ALBUM, M

(Autoproduzione) I piemontesi Mainline si erano eclissati da qualche anno, il ritorno con l’album “Azalea” è davvero un qualcosa di piacevole. Ancorata alla banchina del metalcore e crossover, la band fa capire immediatamente, dall’iniziale “Head Down”, che qualcosa di proprio in questi anni è maturata dentro di se. “Azalea” non è la classica release da calderone, in quanto la voglia di mettere melodie e strutture, elaborate e non (continua a leggere…)

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MAJESTIC DOWNFALL – “The Blood Dance”

by on gen.14, 2012, under ALBUM, M

(Chaos Records) Majestic Downfall è il nome dietro il quale si cela Jacobo Còrdova, ovvero un musicista e polistrumentista messicano, il quale ha già realizzato un album nel 2009. “The Blood Dance” è un lavoro doom metal, dinamico, con atmosfere comunque frizzanti e non eccessivamente depressive. Tuttavia è un album che permette a Còrdova di fare bella figura come musicista e cantante (continua a leggere…)

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MAJESTY OF REVIVAL – “Through Reality”

by on lug.10, 2012, under ALBUM, M

(Total Metal Records) Mentre i generi classici perdono terreno nell’Europa centrale e mediterranea, sembrano invece guadagnarne in certe realtà della scena metal ritenute (spesso a torto) marginali. Lo dimostrano i Majesty of Revival, dall’Ucraina, che si dedicano nel loro disco d’esordio a un power/prog come quello che andava fortissimo dieci anni fa (continua a leggere…)

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MAJESTY – “Own the Crown”

by on set.22, 2011, under ALBUM, M

(Massacre-Audioglobe) Dopo la sfortunata parentesi come Metalforce presso la Magic Circle di Joey DeMaio, i tedeschi Majesty tornano in pista con il monicker che li ha resi famosi fra i defenders, e per festeggiare pure il ritorno alla fedele Massacre danno alle stampe questo doppio e ricchissimo “Own the Crown”. Il primo cd costituisce un greatest hits di ben 75 minuti: dovendo pescare da soli quattro dischi, la band non ha certamente il problema di escludere qualcuno dei propri piccoli classici. In apertura, i nostri posizionano i tre pezzi da novanta della propria discografia: “Metal Law” nella versione del 2006, con la partecipazione vocale di Udo Dirkschneider, “Reign in Glory” e “Sword and Sorcery”. Ma c’è pure spazio per l’anthem “Keep it True”, per l’ambiziosa “Aria of Bravery” e per la grezza ma epica “Hellforces”, il brano che dà il titolo a quello che ritengo essere la migliore uscita dei teutonici. Il primo cd si chiude su due altri inni ingenui quanto trascinanti (“Heavy Metal Battlecry” e “Into the Stadiums”). Il secondo, della durata di un’ora, presenza anzitutto due inediti: la titletrack dell’intera raccolta è un mid-tempo cadenzato di epica genuina, mentre “Metal on the Road” è un altro brano autocelebrativo nel puro stile Majesty. È evidente la volontà di collocarsi in stretta continuità con quanto prodotto fino al 2006. Segue una nutrita serie di nuove versioni (anche di brani dei Metalforce o apparsi solo nei demo) e bonus tracks; completano la raccolta “Troopers of Steel” live (ma la folla sembra poco partecipe) e la riproposizione dello storico primo demo del 1998. I Majesty hanno un sound derivativo quanto volete, ma nell’ormai irreversibile crisi dei Kings of Metal si può puntare su di loro ad occhi chiusi.

(Renato de Filippis) Voto: 8/10

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MAKE – “Axis”

by on gen.06, 2013, under ALBUM, M

copmake2(Devouter Records) Recensisco con notevole ritardo questo lavoro dei Make. Da metà novembre ad oggi avevo sentito dire che “Axis” fosse una release meritevole. Dopo l’immenso “Trephine” e in attesa di formalizzare un nuovo album, i Make hanno registrato con l’ingegneria di Nick Petersen (Horseback, Bon Iver) tre brani sperimentali (consuetudine per loro) e dove “Ogni singola nota è capace di creare immagini”. (continua a leggere…)

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MAKE – “Trephine”

by on ago.14, 2012, under ALBUM, M

(Devouter Records) Angoscia. Senso di asfissia. Trasporto psicologico verso una dimensione sconosciuta alla luce, alla speranza, alla vita. Viaggio deviato verso uno stato immaginario, fantastico, apocalittico. Un trattamento che è una tortura, il grido soffocato di una mente disturbata, prigioniera di se stessa, in caduta libera verso la fine, verso il silenzio, verso la decadenza, verso l’inutilità. (continua a leggere…)

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MALADIE – “Plague Within”

by on ago.28, 2012, under ALBUM, M

(Apostasy Records) Assurdo. Malato. Schizoide. E tuttavia estremamente compatto, con una direzione comune che sfocia in un sorprendente livello emozionale. Questo è il black metal proposto dai debuttanti tedeschi Maladie. Un black metal diverso, tecnico, avanguardia del genere, ma estremamente chiaro. La proposta non è ultra tecnica per soli palati estremamente raffinati, ma bensì l’intelligente semplificazione di un qualcosa molto più complesso. Le sette tracce sono efficaci, coinvolgenti nei loro sbalzi di umore sonoro, spesso evidenziati da diverse proposte vocali che spaziano dalla voce pulita ed epica, allo screaming più devastato e sofferto. (continua a leggere…)

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MALFEITOR – “Dum Morior Orior”

by on mag.10, 2012, under ALBUM, M

(Hellthrasher Production) A quanto sembra gli svedesi Malfeitor nacquero nel 1990, ma si sciolsero nel 1995. Benny Moberg (Blood Mortized) decise di rimettere in piedi questo progetto con l’ex collega e cantante Mattias Parkkila (Stignata, Excrucitate, Blood Mortized) e il batterista Janne Rudberg Björkenfjäll (Excruciate, Mastication, Morpheus, Exhumed, Egypt, Birch Mountain). (continua a leggere…)

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MALICE – “New Breed of Godz”

by on mag.30, 2012, under ALBUM, M

(Steamhammer/Audioglobe) Con tre quinti della formazione originale e un cantante di pregio come James Rivera, gli US metallers Malice si riaffacciano sul mercato dopo uno stop di oltre 15 anni – e infatti il nome non dirà nulla di particolare alla maggior parte di voi, anche se fra 1985 e 1989 i losangelini furono autori di due full-lenght e un ep che hanno scritto la storia dell’heavy/speed a stelle e strisce. (continua a leggere…)

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MALMSTEEN, YNGWIE J. – “Spellbound”

by on gen.01, 2013, under ALBUM, M

copyngwiemalmsteen(Rising Force Records) E’ molto difficile recensire, quindi giudicare, sua santità Yngwie J. Malmsteen. Lo confesso, la mia professionalità traballa, cede, per il semplice fatto che ho sempre adorato la sua musica, la sua maestria, la sua velocità, le sue immense capacità artistiche. E fintantoché propone i suoi arpeggi impossibili, i suoi assoli caratterizzati da velocità sovrumane, allora io faccio fatica ad essere obiettivo. Però ci provo. Sapete, credo Malmsteen abbia un problema. (continua a leggere…)

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MALNÀTT – “Principia Discordia”

by on dic.23, 2012, under ALBUM, M

copmalnatt

(Bakerteam Records) “Parassita spaventato, l’Uomo è un’anomalia, piante e animali una patologia” è il principio di “Manifesto Nichilista”, opener di questa nuova e mostruosa prova dei Malnàtt. La musica sorregge testi diretti, violenti, spietati e allo stesso momento franche descrizioni di fatti e realtà di sempre (i casi di pedofilia del clero, il consumismo compulsivo, necrofilia) e con testi in italiano o anche con il dialetto. Risorge il black metal dei Malnàtt (continua a leggere…)

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MAMMOTH MAMMOTH – “Vol.III Hell’s Likely”

by on gen.11, 2013, under ALBUM, M

copmammomthm(Napalm Records) Gli australiani Mammoth Mammoth sono una onesta espressione hard rock, stoner e alcholic rock. Esiste quest’ultimo genere? Non lo so, sinceramente. Tuttavia credo sia perfetto per arrivare alla conclusione di cosa sia il sound conseguente, una volta che i primi due generi indicati si fondono insieme. C’è quella sana, salutare, impetuosa e sfacciata voglia di fare casino. Al di là della copertina molto “peace and love” (continua a leggere…)

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MAN THE MACHETES – “Idiokrati”

by on feb.02, 2013, under ALBUM, M

copmanthemachetes(Indie Recordings) Un giorno cinque amici norvegesi si recano a suonare la loro musica in un vecchio bunker tedesco della Seconda Guerra Mondiale. Giorno dopo giorno si formano e nascono i Man The Machetes, i quali volano poi in Canada per registrare con Eric Ratz, (continua a leggere…)

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MANCA, LUCIO – “Everybody Needs an Angel”

by on apr.26, 2013, under ALBUM, M

copluciomanca(Noiseheadrecords) Una storia stupenda. Pervasa dalla tristezza, e ricca di speranza. E’ questo che racconta la musica proposta in questo album interamente strumentale, altamente emozionale, del bassista dei Dominici e Solid Vision, Lucio Manca. Un progressive metal, che a tratti mi ricorda i lavori di Derek Sherinian, (continua a leggere…)

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MANCINI, ROB – “Rock N Roll Circus”

by on nov.05, 2011, under ALBUM, M

(GMG Records) Rob Mancini è un produttore, nonché musicista, nell’ambito dell’AOR e del melodic rock. Qualcuno lo ricordeà per la sua assistenza a band come Crush e Hotwire, oltre ad esibirsi con band del tipo Victory, Dare, Thunderhead e altre ancora. Mancini ha composto e suonato da solo questo nuovo album, cimentandosi alla voce, chitarra, basso, tastiere e programming, con il solo supporto di Aine Mancini ai cori. Dopo l’iniziale collage “Carnival of Fools”, una intro dai toni circensi, si arriva a alla titletrack, un gran pezzo hard rock. Di seguito Rob si avventura in brani fortemente influenzati dall’AOR anni ’90 e oltre, come dimostra “Everytime You Cry” e “Weak As I am”. C’è spazio anche a suoni più solidi, meno dolci ma ampiamente melodici come “The Reaper” e “Running up that Hill”, cover di Kate Bush e costruita su dei synth più espressivi delle stesse chitarre. Le tastiere sorreggono anche “Stranger in Paradise” e diversi passaggi nei pezzi in scaletta, a dimostrazione di come Mancini dia uno sguardo anche al presente oltre che al suo passato. Mancini tira fuori un lavoro di classe, probabilmente una sorpresa per tutti, ma che non faticherà a guadagnarsi i dovuti e meritati consensi.

(Alberto Vitale) Voto: 7/10

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MANDATORY – “Cataclysm”

by on gen.22, 2012, under ALBUM, M

(Emdis Music) I Mandatory si ripropongono al mercato con un semplice EP che raccoglie quattro nuovi pezzi. “Cataclysm” vede i deathers austriaci cantare della catastrofe globale, mentre il death metal è ampiamente contaminato dal thrash metal (“World Alight”), trame epiche (“In Quiet Moments”) e da strutture articolate, quasi progressive; tanto per rammentare ai più il livello tecnico dei musicisti. (continua a leggere…)

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MANIGANCE – “Récidive”

by on gen.17, 2012, under ALBUM, M

(XIII Bis Records) Se sopportate il cantato in francese, e amate il power metal di metà anni ’90, allora i transalpini Manigance possono decisamente fare al caso vostro! La band è attiva da oltre quindici anni ma questo è il primo full-lenght – il quarto della loro discografia, che comprende anche un ep e un live – che conosce una vasta distribuzione europea. L’opener “Larme de l’Univers” ci offre un (continua a leggere…)

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MANII – “Kollaps”

by on feb.18, 2013, under ALBUM, M

copmani(Avantgarde Music) Metastasi necrotica di qualsiasi barlume di speranza. L’apice della decadenza e della depressione. Morte. Poi la risurrezione concepita per predicare nuova morte, nuova oscurità. Tornano Sargatanas e Cernunnus, gli oscuri sacerdoti che diedero un’anima dannata (continua a leggere…)

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MANILLA ROAD – “Invasion”

by on nov.15, 2012, under ALBUM, M

(Shadow Kingdom Records) Prima di “Necropolis” e “Flaming Metal System”, prima dell’epic metal, per certi versi prima ancora dell’heavy metal stesso, i Manilla Road erano una fra le tante band che, nella seconda metà degli anni ’70, sperimentava nuove soluzioni sonore nel fertile humus musicale nordamericano. “Invasion” è il loro primo disco, a dire il vero non troppo noto, ristampato un paio di volte nel corso degli anni (continua a leggere…)

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MANILLA ROAD – “Playground of the Damned”

by on set.27, 2011, under ALBUM, M

(High Roller Records) Con la rinascita dell’heavy metal risorge anche il vinile: e gli storici epic-metallers Manilla Road hanno ceduto alla High Roller Records i diritti per la realizzazione di 1000 LP della loro ultima fatica “Playground of the Damned”. Come spesso è accaduto nella lunghissima discografia di questa cult band, ci sono pochi legami fra un disco e l’altro: nell’opener “Jackhammer” il sound è del tutto diverso rispetto a quello dell’ultimo “Voyager”, e Shelton ci riporta sui lidi magici e direi edwardiani cari alla band. Peccato per la produzione veramente minimale, che evidenzia troppo i suoni alti della batteria. Molto più serrate “Into the Maelstrom” e la titletrack, che invece risentono di una atmosfera vagamente thrash. “Grindhouse” è un omaggio al genere di b-movies riportato in auge da Tarantino e Rodriguez: forse è il pezzo più debole del lotto per una certa staticità, ma si fa notare l’acido solo conclusivo. Si accennava ad Howard, ed ecco appunto che la bella “Fire of Ashurbanipal” mette in musica un suo racconto; in conclusione “Art of War”, dove ad una prima parte prevalentemente acustica ne succede una seconda 100% epic metal dura e marziale. “Playground” dovrà sgomitare parecchio per entrare nel cuore dei fans, attratti dai capolavori anni ’80 della band, ma non è certo da disprezzare.

(Renato de Filippis) Voto: 7/10

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MANIPULATOR – “Voidbound”

by on mar.24, 2012, under ALBUM, M

(Soulseller Records) Pare che dietro questo nome, Manipulator, aleggi una presenza incerta, ovvero quella di tale M. Manipulator arriva dalla Francia e sembra essere un progetto totalmente solista. “Voidbound” è un EP che segue due demo, dei quali “Unearthed” è incluso in questa pubblicazione, in modo da rimpolpare la quantità di musica offerta. (continua a leggere…)

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