ALBEZ DUZ – “The Coming of Mictlan”
(Iron Bonehead) Atmosfere dannatamente oscure. Perverse. Deliziosamente sataniche. Sono tedeschi, sono in due e sono al secondo disco: vantano una voce calda, che ricorda vagamente Peter Steele nelle parti più intense, ma che risulta capace di scatenarsi, di gridare, di approcciare il growl. Musicalmente siamo in (altro…)
(Steamhammer/SPV) L’11 Luglio del 2014. Una pagina della storia del rock che definirei unica. Siamo al Bang Your Head festival in Germania e Axel Rudi Pell celebra i 25 anni di carriera, di onorata e superlativa carriera. Decide di farlo con un concerto strepitoso, fuori di testa, contenuto in questa release che esce in
(Bakerteam Records) Si presentano con umiltà, gli At the Dawn di Imola: dicono chiaramente di non voler reinventare il loro genere di riferimento, il glorioso power/prog della nostra tradizione, ma il loro secondo disco è un ascolto godibile e a tratti anche trascinante. “Through a darkened Sky”
(Pavement Entertainment) In certi casi il cavalcare gli stilemi di un genere, farli propri e proporli così, come il dio del metallo impone non ha sempre risultati deleteri. Per chi la pensa come i Manowar, ossia che il metal è metal da qui
(Pure Steel) Ormai i comeback di formazioni cult degli anni ’80 non fanno quasi più notizia: pochissime sono le band che, spesso in forma totalmente rinnovata, non hanno ceduto alla tentazione di ritornare sulla scena. Possiamo ora aggiungere alla lista gli us metallers Axemaster (da Kent, in Ohio),
(AFM) Gotici. Elettronici. Vagamente pop. Estremamente potenti. E’ sempre la Germania il paese giusto per queste bands che sono in grado di miscelare potenza metal, decadenza gotica in un contesto vendibile, proponibile, di tendenza, pop. Gli A Life Divided, come i Darkhaus, riescono a creare un sound non
(Hells Headbangers) Se questi australiani potrebbero essere definiti i cugini oltremare dei Belphegor, si può affermare che evidentemente i geni buoni sono rimasti in Austria. Non è tanto per la tecnica o per il livello di malignità. In entrambi casi ci siamo; ma manca del tutto un minimo di originalità che li possa far
(Spider Rock) Da una delle più belle località della Campania, ovvero Sapri, i prog rockers Aura ci inviano il loro terzo album, che fa della solidità dell’insieme la propria carta vincente. “Noise” si compone di dieci brani che non si perdono in divagazioni superflue
(Ferrum) Dopo una ventina d’anni di gavetta gli ucraini Apostate tornano con un secondo album in studio. Cinque brani che più doom non si può. Dieci minuti a traccia, con i tempi dilatati imposti dall’intaccabile tavola dei comandamenti scritta da Candlemass, Solitude Aeturnus e allegra (si fa per dire) compagnia. Il verbo metallico è sciorinato con perizia e mestiere andando a comporre una cinquantina di minuti di puro suono funerario e malinconico. Granitici.
(Hell Headbangers) Questi Acid Witch sono dei geni. Manco si capisce chi suona cosa, ma il risultato è ottimo. Sembra di ascoltare un vecchio polveroso sette pollici raccattato in soffitta e
(Agoge Records) Nonostante il flyer si perda in improbabili definizioni musicali, con molta più semplicità possiamo inquadrare gli In Flames dell’era “Reroute To Remain” e i Tool di “Opiate” come i principali ispiratori del combo italiano. Certo essendo la prima prova su disco è normale che il platter sia nel complesso un po’ acerbo ma i riff proposti sono tutto
(Icarus Music/Gates Of Hell Records) A volte duole ammetterlo, ma sono anche i colpi di fortuna a determinare la carriera di una formazione. Se solo questi peruviani fossero stati notati in tempi meno sospetti dalla Century Media
(Nuclear Blast Records) Come se la coppia Miret/Stigma avesse da dimostrare qualcosa a qualcuno. E invece eccoli qua nel 2015, a quattro anni di distanza dalla precedente prova in studio. Qualcosa di nuovo all’orizzonte? Per fortuna no: il lavoro dei nostri è 100% Agnostic Front. Testi caustici a anticonformisti,
(Selfmadegod Records) Io ero un adolescente, loro esistevano da pochi anni e già la loro discografia era cospicua e c’era un amico più grande di me che aveva molti vinili. Non sono più un ragazzo, il mio amico continua a essere
(Adarca Records) Da Nizza ci arriva il bel digipack dei francesi Anthropia, dediti a un progressive che alterna toni rock ad altri metal, e si dedica con passione e competenza a raccontare le storie del mondo di H. P. Lovecraft. I francesi sono già al terzo full-length e si avvalgono inoltre della partecipazione di Anthony Lucassen
(Nightbreaker Productions) Convincente debutto per i Torinesi Acidity, band nata nel 2010, inizialmente con il monicker Existence, successivamente cambiato in Parasite, fino ad arrivare al nome attuale nel 2012. Questa giovanissima band Piemontese propone un
(Nordavind) Le chitarre emettono riff lenti che si dilatano, come i cerchi sull’acqua creati dal cadervi dentro di un sasso. L’atmosfera è fredda, le melodie sono dei mantra epici, le ritmiche sono toniche ma modali. Il debut album degli Atrum Tempestas è costituito da soli tre brani, che raggiungono
(ColdDark Matter Records) Le compilation o non servono a niente, perché povere o manchevoli, oppure sono dei veicoli importanti per scoprire o almeno iniziare una fase di scoperta e fruizione. La francese Cold Dark Matter Records è specializzata in ambient, industrial, death, doom, black/drone
(The Ajna Offensive) Compilation da parte della The Ajna Offensive che raccoglie le migliori realtà della scena estrema Californiana, la cosiddetta Black Twilight Circle. Negli Stati Uniti, il black metal è un genere che non è mai emerso a livello commerciale, a parte qualche caso isolato, ma vanta una scena underground piuttosto fiorente, come dimostra questo
(Red Sound Records) Attendevo con interesse qualsiasi seguito a “The Relation Between Brain and Behaviour” degli Italiani Aidan, uscito ormai un paio di anni fa. Quell’album era genio e follia spinti a forza dentro la stessa scatola. Generi musicali vari anch’essi forzati dentro gli angusti confini della stessa scatola, una geniale e personale interpretazione del post
(Debemur Morti Productions Primitivi, sporchi, indiavolati e… finnici! Il ritorno degli estremisti finlandesi Archgoat segna l’avvento di una nuova ondata di blasfema, atroce e mefistofelica vampata di death/black metal appunto ruvido e grezzo. Sono passati sei anni da
(Inverse Records) I finlandesi Arkadia giungono al debut con la Inverse Records dopo una lunga trafila di demo ed ep: il loro stile è un heavy/death abbastanza melodico e profondamente scandinavo, con la maggior parte delle vocals in growling. “Before the Dawn” apre le danze con ritmi pieni e un groove deciso,
(Hells Headbangers) Mini LP di debutto per gli Statunitensi Abysmal Lord, band proveniente dalla Louisiana dedita a un black/death metal senza compromessi. Le cinque canzoni contenute in questo lavoro, viaggiano su ritmiche serrate, ai limiti del grind core, con un drumming ossessivo e velocissimo e le chitarre che macinano riffs grezzi e taglienti. Gli
(Dark Descent Records) Doom/death metal potente, ma onestamente d’ordinanza per gli svedesi Anguish, qui al secondo album. Sono rimasto onestamente colpito dall’entusiasmo che alcuni colleghi hanno manifestato nei confronti di questa uscita: non sto riconoscendo il disco doom del decennio?
(Terror from Hell Records) Lo so. Questo album è uscito due anni fa. Ma io non lo sapevo. Anzi, ero solo vagamente al corrente dell’esistenza di questa band italiana, che tuttavia è in circolazione da metà anni ’90. Ecco cosa è successo: al mitico Circolo Colony di Brescia c’è una serata doom di quelle toste, ed io vengo invitato dal drummer dei Dark End (tra
(W.T.C. Productions) Gli Acherontas ci hanno abituato fin troppo bene con i loro album. Quattro prove dal 2007 ad oggi con una qualità media impressionante. E con questo “Ma Ion…” portano la loro proposta musicale ad un livello superiore. Immaginatevi se i miti classici dell’epoca ellenica cantati dai Rotting Christ si fondessero con le immagini evocative di
(Qua’ Rock Rec.) “Qua’ Rock Shots” è una raccolta che include diciassette tra musicisti, autori e band scelti dal maestro Gabriele Bellini e da Giacomo Salani, titolare de La Fucina Studio, ovvero il presidente e il vice della Qua’ Rock e dal cui
(Hells Headbangers) Gli Atomic Aggressor sono atipici. La band cilena dà i primi segni di se stessa a metà anni ’80, ma una vera e propria registrazione, ovvero il primo di tre demo, arriva solo nel 1989. Da allora solo altri demo, compilation e live album, poi nel 2014, dunque
(ATMF) A distanza di cinque anni dal precedente “Historia Nobis Assentietvr”, ritornano i Triestini Absentia Lunae, tra le più fulgide realtà tricolori in ambito estremo. Non è facile inquadrare “Vorwarts” in un genere specifico: in esso si trovano elementi death metal, parti
(Punishment 18 Records) secondo full length per i Sardi Alkoholizer, side project messo in piedi nel 2006 da Necromaniac e Darken dei Necromessiah. A differenza del black metal fortemente influenzato dai Motorhead proposto dalla band madre, il sound degli Alkoholizer è
(Pulverised Records) Primo full length, a distanza di quattro anni dal mini EP “Pain”, per Abolition A. D., band proveniente da Singapore, che propone un singolare mix tra riffs cupi e lenti tipici dello sludge/doom, con altri molto aggressivi e vicini al crust/d-beat. Devo dire che mi aspettavo un minestrone male assortito, viste le sonorità differenti e talvolta in antitesi
(Final Gate Records) Il death svedese ha consolidato un proprio suono caratteristico ormai da una decade. Gli Abscession, qui alla loro prima release ufficiale, sono anch’essi svedesi, nel bene e nel male. Propongono qualcosa di nuovo rispetto al tipico sound della loro terra natale? Si e no. Le influenze dei maestri del genere come Hypocrisy e At The Gates si sentono eccome fin dalla prima
(Darknagar Records) Una terra lontana, parte della Madre Russia ma nei pressi di Georgia, Azerbaijian e al dià di questi paesi l’antichissima Armenia. Un angolo del mondo la casa degli Atra Hora, esecutori di un metal che negli anni è andato evolvendosi e che
(Pure Steel) Gli Alltheniko, oltre che starmi simpatici, sono davvero bravi (l’ho già detto in occasione del precedente disco,
(Century Media) Quinto album per gli Spagnoli Angelus Apatrida, considerata una tra le più fulgide realtà dell’ultima ondata di thrash metal che da qualche anno a questa parte ha preso piede un po’ in tutto il mondo. Questo lavoro conserva tutte le caratteristiche che