Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
KRÖWNN – “Magmafröst”
(Sun and Moon Records) Dal flyer: “Doom metal barbaro, forgiato nel ferro, alla vecchia maniera”. Wow. Che definizione imponente… e maledettamente azzeccata! Arrivano così al debutto gli Italiani Kröwnn, che già dimostrarono di saperci fare, di pestare duro, con il precedente demo (recensione qui). “Magmafröst” è un album con tracce mastodontiche, (altro…)
(autoprodotto) Altro singolo del rocker britannico Daniel Trigger che si fece notare l’anno scorso con l’ottimo “Army Of One” (recensione qui https://www.metalhead.it/?p=29232), un disco che esaltò le sue doti artistiche, normalmente messe a disposizione della musica tramite ruoli session e
(Nordvis Produktion) Niente metal. Nessuna furia black cadenzata da drumming eccessivo e chitarre perverse. Ma qui c’è l’essenza del viaggio introspettivo che porta al metal, al black, all’evoluzione sonora in chiave estrema. Si tratta di un vinile. 37 minuti di durata. Sette tracce che sono la colonna sonora di una notte
(Autoproduzione) Produzione alla buona, prestazione vocale del singer un po’ incerta, brani acerbi e comunque strettamente dipendenti dai grandi classici: va bene l’underground, ma nel 2015 anche chi propone un demo di heavy metal classico deve rispettare alcuni standard minimi.
(Transcending Obscurity) La copertina farebbe più pensare a un gruppo thrash, ma gli indiani Against Evil suonano un heavy metal abbastanza tradizionale, che non disdegna più di una incursione nel sound anni ’90. Il loro ep di debut
(Autoproduzione) Entusiasmante debutto per gli Estwind, band Slovena attiva dal 2010. “Out Of Control” è un album di solidissimo metal classico, con frequenti puntate nel thrash e qualche spruzzata progressive; se Iron Maiden, Metal Church e Forbidden si trovassero in una stanza a fare una jam session, probabilmente
(Revalve Records) Dopo sei anni di carriera, un demo ed un EP, debuttano i deathsters romani Helslave, con l’ottima Revalve Records. Oltre 35 minuti di death metal poderoso, sapientemente iniettato di melodia la quale però non toglie assolutamente nulla alla violenza che a tratti sconfina nei paraggi del black. Il
(Indelirium Records) I Round7 nacquero come tribute band dei Pro Pain, nel 2009. Sicuramente grava nei pezzi il più puro e duro hardcore di New York, ma quello dei vicentini è comunque tosto e trova il sottoscritto un po’ contrariato per il trattamento riservato alla batteria in fase di registrazione, la quale sembra troppo compressa. Dettagli,
(Cold Raw Rec. / Symbol Domination / Grimm Distr. / Satanath) “Relict” significa quasi venti anni di carriera per questa formazione russa, ormai arrivata al terzo album. Un lavoro che impersona un black metal dal nobile accento sinfonico e qualcosa non dissimile dai più classici Dimmu
(Doomentia Rec.) La massa sonora di questo album è considerevole, creata con le basi dell’old death metal di Svezia e di qualcosa preso dalla scuola americana. Del resto gli Ordo Inferus dopo un buon debutto, l’EP “Damnati”, si sono presto dati da fare per ripresentarsi con un full length, il primo.
(PRC Music) Questi brasiliani sembrano i Nocturnal Breed con Cronos alla voce. Produzione a dir poco fastidiosa, strumenti impastati, voce roca e cattiva, di chi la sa lunga sulla vita e i suoi vizi. Tutto, a partire dalla copertina, è un tributo ai fasti della gloriosa formazione che ha inciso il capolavoro “Black Metal”. Oggi, Anno Domini 2015, si sentiva la
(Out on a Limb) C’è qualcosa, ma non saprei dire cosa, nella musica degli Shardborne che mi aveva lasciato intuire la loro provenienza irlandese. “Living Bridges”, dalla splendida copertina, è il loro debut e segue a un ep di quattro anni fa:
(Autoproduzione) Davvero una sorpresa, i brasiliani Lothlöryen: band attiva fin dal 2002 e autrice, questo incluso, di cinque full-“length” e svariate produzioni minori; band capace di mischiare le carte e i generi come davvero pochi sanno fare; band, per dirla in due parole, che stupisce, a partire dalla stranissima copertina in cui,
(Forever Plagued) Pubblicato lo scorso novembre 2014, “Black Rust” è l’ultima cosa fatta da questa band svedese che ama restare nell’anonimato. A differenza di “Endless Hate & Misanthropy”, un EP di due canzoni e intro, “Black Rust” si spinge oltre la mezz’ora e rappresenterebbe un vero album, anche se si parla di demo.
(ATMF) Anche se la copertina richiama titolo e nome della band, non rappresenta minimamente lo stile proposto, ossia un black dalle tinte vagamente industrial e molto ma molto atmosferico. La voce è di quelle lacerate e aliene, la parte ritmica la fa da padrona indiscussa. Dopo un’intro recitata si arriva alla
(Disiplin Media) Nell’accezione più comune, questo lavoro svela una band che suona del post-hardcore mischiato allo sludge. Molto più prosaicamente viene da dire che il lato sludge rievoca le melodie dei primi Kyuss nell’opener “L’Etranger”. Ma è solo l’inizio! La base hardcore
(Sliptrick Records) Debutto per gli italiani Congiura! La band Abruzzese offre un death metal melodico molto graffiante, ricco di emozioni, assolutamente coinvolgente. La tradizione dei vecchi In Flames, dei Dark Tranquillity ed altri act scandinavi del genere è molto presente, ma la proposta dei Congiura è fresca,
(Monarch Music Group) Leggerini questi Venrez, ma non per questo scontati. Siamo di fronte ad un gruppo che ha fatto dell’AOR un modo di vivere. Sembra di sentire i Soundgarden in versione rock, senza qualsiasi suono grunge o garage. I tempi sono volutamente lenti per una Hard Rock band,
(Art Gates Records) Fan del gothic e del dark metal: gli svedesi Myrah, già al terzo full-“length”, vi propongono questo godibile “Until the End of Time”, dalle atmosfere decadenti e talora molto easy listening. “Taken” ricorderà ai profani il gothic dei 69 Eyes, quello con voci profonde e un alto tasso di melodia, ma strofe secche e chitarre relativamente dure.
(Infernö Records) Cantano in francese, hanno una produzione grezza e primordiale, e onorano l’heavy/speed degli esordi: con questo ep di sei pezzi, i Tentation si rivolgono senza indugi alla fascia di defenders più nostalgici e genuini. Come si presentano allora i brani?
(Napalm Records) Cosa succede quando una band di buona caratura diventa prigioniera e infine vittima del sound e degli stilemi che l’hanno resa famosa, senza avere il coraggio o semplicemente la capacità di rinnovarsi? Senza adesso andare a scomodare i Manowar, basta pensare ai Sabaton o agli Alestorm per capire cosa intendo:
(Art Gates Records) Ci vuole coraggio, nel 2015, a basare un disco (peraltro un debut) su un concept guerresco dal sapore fantasy: gli svedesi Stormhold lo hanno fatto, e il risultato è decisamente buono. “Battle of the Royal Halls” suona deliziosamente datato e piacerà molto a tutti coloro che cercano un sound quadrato e battagliero…
(Forever Plagued) Mancano informazioni sostanziali su questa band svedese, ma la sostanza della loro musica dice molto. Un black metal freddo e ruvido, registrato senza i crismi della pulizia o della modernità. Un sound foderato di attitudine nera e selvaggia. Il black metal è la sostanza del
(Autoproduzione) Nonostante vengano dall’America, il suono dei Deathblow è puro thrash tedesco anni 80/90. Un ep per ricordarsi dei bei tempi andati, quando ancora il genere si chiamava Speed Metal e si ascoltava il tutto rigorosamente con birra in mano e headbanging incondizionato. E’ interessante come
(Candlelight) La dimensione oscura dei Demon Liung risorge, ammantata di un artwork sinistro (di Joshua Foster ) e contemporaneamente colorato. Lapide di un sound corposo e perennemente avvolto da cupa e inesorabile decadenza. Las Vegas
(Goathorned Production) Come i connazionali e sicuri padri putativi Celtic Frost, gli Aion si autoproclamano araldi dell’occulto, portatori di presagi oscuri, testimoni di un mondo fatto di ombre e dolore. Cinque tracce (la prima è un’intro strumentale) che fanno da contraltare a tutto ciò che di positivo e colorato può esserci nella vita di ognuno di noi. Tempi
(Autoproduzione) Ero rimasto favorevolmente colpito dall’ep “In Solemn rise”,
(UdU Records-New Model Label/Raw Lines) Terzo lavoro per i Marchigiani Sun King, formazione attiva dal 2006. Un album che segna una maturazione artistica notevole da parte della band, che ci regala undici brani energici e coinvolgenti, all’insegna di un hard rock fortemente venato di blues, ottimamente arrangiato e con una particolare cura ai
(Inverse Records) I finlandesi, tra tutti gli abitanti della penisola scandinava, sono sicuramente i più bontemponi. Si, insomma, i vicini di casa festaioli che tutti vorremmo avere. Ne sono la prova questi The Lidocaine, autori di un metal irriverente e caciarone, suonato ricalcando gli stilemi del metal della New Wave inglese, senza mai però prendersi
(Infernö Records) Ecco tornare sul mercato i simpatici Lady Beast, che MetalHead aveva già recensito in occasione del debut (
(Hells Headbangers) “Cruel Discipline” ha da raccontare più per chi lo suona che per i suoi specifici contenuti. È un 7” composto da due canzoni e a suonarle sono i Bat. I Bat sono Felix Griffin, batterista ed ex DRI (ha suonato in “Dealing with It!”, “Crossover”, “4 of a Kind”
(Infernö Records) Per tenere desto l’interesse dei defender, i francesi Elvenstorm pubblicano un mini a solo un anno da “Blood leads to Glory”,
(Nuclear Blast) Al terzo album, questi islandesi sono di difficile classificazione. Nonostante tutto, dall’artwork al nome ai suoni faccia presupporre pura psichedelia anni settanta, c’è
(Pure Underground Records) Dalla sempre più attiva scena latino-americana, e precisamente dal Perù, arriva il debut dei Blizzard Hunter, fedelmente ancorati al metallo classico (come, peraltro, i connazionali Mandragora, che ho recensito qualche tempo fa
(Underground Symphony) Mi sono preso una mezzora per leggere in dettaglio, sul loro sito internet, la storia degli Ultimatium: la passione con cui il tastierista Matti Pulkkinen parla della propria ‘creatura’ mi ha quasi intenerito… La band finlandese torna sul mercato