Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
ALICE COOPER – “Raise The Dead – Live From Wacken”
(UDR) Spesso, parlando di bands storiche, tendiamo ad abusare di definizioni come “mito o “leggenda”; ci sono, invece alcuni artisti per cui questi termini vanno addirittura stretti, meritandosi lo status di icone. Mi riferisco a personaggi come Lemmy Kilmister, Ozzy Osbourne e Alice (altro…)
(Red Cat) Stage of Reality è un progetto molto ambizioso, che nasce per iniziativa dell’ex chitarrista degli Astarte Syriaca, Andrea Neri: partendo da Pasolini e Orwell, il nostro elabora un concept futuristico su una umanità che ha perso, con la capacità di conoscere, anche quella di decidere, riducendosi, appunto,
(The Ajna Offensive) Misteri della scandinavia, della Svezia in questo caso. I Mortuus si formano, come duo, nel 2003. Ma solo nel 2007 arriva il debutto. Poi il silenzio. Ed ora, dopo sette biblici anni, giunge il secondo album, questo enigmatico “Grape of the Vine”. Un album che trasuda black metal riflessivo, quello più
(Debemur Morti Productions) La precedente esperienza con un lavoro (riedito,
(The Earsplit Compound / Battleground Records) Sono due band recenti. Circa cinque anni di attività ciascuna. Un full length, alcuni demo o splits. La prima si dedica ad uno sludge pesante, anticristiano. La seconda si orienta verso un doom brutale, con massicce influenze black. Sono
(Dead Beat Media) Debutto discografico per i Cropsy Maniac, con questo mini album contenente cinque brani, tra i quali la cover di “Dawn In The Rotting Paradise” degli Haemorrage, per un totale di dieci minuti di violenza musicale in cui thrash, brutal death e grind si mescolano, creando un
(Inverse Records) Nati nel 2012, i finnici Creinium hanno realizzato un demo autoprodotto. Trascorso poi un anno la band ha registrato un seconda autoproduzione, cioè l’EP qui presentato, e pubblicato a inizio di questo anno. L’attenzione della Inverse è arrivata tempo dopo, con l’affissione del proprio marchio su “Project Utopia”. I Creinium fanno un uso abbondante delle tastiere che si allacciano a tirate tra melodic death metal, thrash
(PRC Music) Heavy rock psichedelico per l’esordio dei Clorange, di Nashville, Tennessee: per tutti coloro che sono rimasti alla fine degli anni ’60 o, più recentemente, sono stati affascinati da album come quelli dei Blues Pills. Il disco, però, non decolla mai davvero, e vorrei spiegarvi perché…
(Autoproduzione) “Progressive. Stoner. Psych. Doom. Noise. Slow. Animal. Rights”. Così descrivono la propria musica, su Facebook, gli esordienti britannici Ohhms, e a parte gli due ultimi elementi (che portano i nostri a stampare, come dimostra il bandcamp, magliette e gadget rigorosamente eco-friendly),
(Sleaszy Rider) Solo un anno prima, nel 1996, i Rotting Christ erano ancora in un territorio sinistro e malefico, nonostante il loro black metal d’ordinanza fosse in calo come testimoniava “Triarchy of the Lost Lovers”, album era già distante dalle nere attitudini dell’album capolavoro “The Mighty Contract” del 1993 o “Non Serviam” dell’anno seguente. “A Dead Poem” sanciva probabilmente la fine dell’era fatta di zolfo, crudeltà ed epica tormentata e maledetta.
(Forever Plagued) Dopo il demo, ecco il full “length”: il duo finlandese M (ex Wintermoon) e A (dei TKNKNTJ) si abbandona alla creatura assoluta, totale, dando libero sfogo agli anticipi perfettamente percepibili nell’ottimo demo “Season of Sacrifice”. Siamo nel territorio oscuro e
(Forever Plagued) Demo di debutto per i finlandesi Taatsi. Un demo convincente che ha subito destato l’interesse della Forever Plagued. La band è giovane, si è appena formata (2013) ma dimostra una capacità immensa nel creare un black metal vagamente sinfonico, con accenti folk e strettamente legati a culti antichi, essenza della natura, origine dei
(Debemur Morti Prod.) Questo album non è malaccio, ma c’è qualcosa che chi scrive reputa meno buono: l’atteggiamento che a volte certi musicisti adottano nel costruire i propri album prima e le loro carriere poi. E’ positivo aumentare la sperimentazione o la voglia di cambiare, album dopo album.
(Svart Records) Debut album per i Finlandesi Vainaja, band dedita ad un death/doom cantato in lingua madre. Il concept che ispira questo lavoro parla di fatti realmente accaduti alla fine del diciannovesimo secolo nella Finlandia rurale: la tradizione narra che il sacerdote di un
(MIG Music) Klaus Schulze è una leggenda, i suoi albori da musicista si perdono in un’epoca in cui la musica era spinta verso un’espansione che l’avrebbe poi trasformata. Lui è stato una di quelle forze propulsive che contribuito a renderla una vera forma d’arte, un mezzo di comunicazione. Un qualcosa di bello. Terza data di un tour del 2009, dopo Berlino e Varsavia, il secondo è il “Big In Europe Vol.2”, questo concerto olandese
(Rain without Records) Dopo il buon demo recensito l’anno scorso dal collega Luca Zakk
(UDR Music) Mike LePond, bassista dei Symphony X impegnato peraltro in tanti progetti paralleli, non ha certo bisogno di presentazioni; stupisce davvero questo esordio della sua creatura solista, che si propone in fondo come una piccola summa di heavy/power metal, orientata quindi su lidi abbastanza lontani
(AFM Records) Quarto lavoro per i giovanissimi rockers tedeschi Kissin’ Dynamite! Line up immutata e moltissima energia da scaricare sulle dieci ottime tracce che compongono questo nuovo lavoro, una energia che finalmente li porta al tour come headliners, un tour parte proprio
(EveryDayHate) Chi scrive resta dell’idea che una band grindcore e magari con inflessioni crust o D-beat, come i francesi baschi Infest, non può essere spiegata o recensita. Il grindcore o lo ami o lo rifiuti. Niente vie di mezzo. Come descrivere un batterista che pesta millimetricamente come un ossesso?
(Any and All Records) Alberto Rigoni è un bassista trevigiano molto esperto e molto apprezzato: il suo curriculum è lunghissimo e le sue collaborazioni esulano dall’ambito strettamente rock/metal. Questo “Overloaded” è il suo quarto album solista e allinea nove piccole gemme strumentali che catturano e convincono…
(Autoproduzione) Esordienti turco-ucraini (abbinamento quantomeno originale), i Lost Pray diffondono il loro debut in digitale con il sostegno pubblicitario della Pure Steel, ma pianificano per il prossimo futuro anche una collector edition su cd. “Alienation”, la opener di questo “That’s why”,
(autoproduzione) Francia. Con tutti quegli artisti speciali, strani, unici. Tom Rodeo è uno di loro, un rocker che ha suonato in giro, con varia gente… fino a quando ha deciso di dedicarsi al suo progetto personale. La cosa attrae l’attenzione, grazie a dei video coinvolgenti. Il progetto si evolve da one man band (lui cura comunque tutto) e nasce un
(Archaic Sound) La one man band Francese Ars Moriendi non delude mai. La complessità e la cura di questo dipinto dell’oscurità sono un’espressione emblematica di una profondità ed una ampiezza artistiche immense. Questo terzo lavoro infatti conferma un livello emozionale enorme, il quale riesce a trasmettersi perfettamente all’ascoltatore,
(Wunderwurld Music) E’ più facile dire cosa non ha fatto Snowy Shaw, che elencare cosa ha fatto. E’ più veloce citare le band con le quali non ha lavorato, o i generi musicali che non l’hanno visto protagonista. C’è chi lo ricorda come uno dei (migliori) vocalist dei Therion. Chi ricorda che per poco è stato membro dei Dimmu Borgir. Live drummer dei
(Autoproduzione) Bei tempi, quando il power fantasy dominava il mondo del metal! Per chi, come me, si è formato musicalmente in quell’epoca dopo, a circa metà degli anni ’90, Rhapsody, Blind Guardian, Thy Majestie restano ancora degli importanti punti di riferimento, e i loro concept, che oggi magari fanno sorridere qualcuno,
(Svart Records) Ancora oscurità dalla Finlandia. Dopo l’ottima prova dei Profetus, sempre dalla Svart Records arrivano i Rippikoulu con questo mini album (tre canzoni, per un totale di diciotto minuti) all’insegna del doom/death metal più oscuro, costituito da riffs lentissimi e poderosi. Partiture di chitarra in stile St. Vitus sostenute da un drumming
(Autoproduzione) Secondo album solista per il batterista Ligure Steve Foglia, già drummer degli Jennifer’s scream e Rebel Addiction, band nella quale alla voce troviamo Goran Edman, singer alla corte di Yngwie Malmsteen nell’album “Eclipse”. La proposta musicale è un hard rock ottantiano, con alcune incursioni negli anni ’70, come nelle parti di
(AFM Records) Ho trattato malissimo (
(Iron Shield) La storia dei Sorrows Path è decisamente drammatica: a causa di un incidente, il co-fondatore e chitarrista Kostas Salomidis ha rischiato di restare paralizzato, e la band ha avuto un break di oltre cinque anni. Questo spiega perché, a venti anni dalla fondazione, la formazione ellenica abbia pubblicato
(Blood Harvest) Istengoat, infami carogne del Cile. Esseri votati al metallo, celebrato con distorsioni ruggenti e chiare. Chitarre sorrette da un drumming che aiuta ad alternare sequenze in mid tempo con blast beat infernali. Death metal vecchia maniera, sepolcrale e di stampo
(Apathia Records) Fantastici e folli. Dadaisti. Una sorta di elaboratori di suoni da videogioco ma tradotti in musica. Terroristi del suono. Hardcore Anal Hydrogen, ovvero Sacha Vanoy e Martyn Clement: terzo album realizzato con tastiere, chitarre e diavolerie e un pizzico
(Dead Inside Records) Mi trovo a recensire il secondo dei tre ep programmati prima del full-“length” dai californiani Dire Peril, raccolti attorno al fondatore e chitarrista Jason Ashcraft e al vocalist Norman Skinner (degli Skinner, guarda caso): tre pezzi a tematiche fantascientifiche più una bonustrack.
(Mother Fuzzer Records) Opera unica per i King Bong, ovvero un’unica composizione da XX minuti divisa però in più movimenti sempre scanditi da marce doom, stoner o di derivazione blues. Suoni spessi e fragorosi, ampi, chiari. Atmosfere torbide, maestose degne
(Blood Harvest) Il primo approccio con i Verminous è stato di capire chi fossero. Svedesi, con esperienze in diverse band e tutte più o meno con almeno un album in curriculum, dediti ad un death metal pensato secondo i dettami di quello nazionale e old style, con