Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
NANGILIMA – “The Dark Matter”
(XTreem Music) Ancora un supergruppo death/doom metal: sono passati pochi giorni dal mio ascolto dei Mesmur e oggi arrivano i Nangilima, che mettono assieme Spagna, Svezia (dove vivono due componenti) e Bulgaria (dalla quale proviene il polistrumentista Nikolay Velev, coinvolto in decine di progetti). (altro…)
(Minotauro Records) Ristampa da parte della sempre attenta Minotauro Records, di “Heaven Or Hollywood”, album uscito nel 1987 ad opera degli Newyorkesi Uncle Sam. La musica proposta è influenzata in egual modo sia dall’hard rock /glam di Aerosmith e Alice Cooper, che dal punk dei Sex Pistols e Ramones, mentre gli assoli di chitarra sono talvolta in stile
(Scarlet) Il nome Adimiron circola da tempo, nonostante chi scriva abbia avuto la possibilità di avere a che fare solo con l’album “K2”, dal quale è stata ricavata una buona impressione. Il sound dei romani Adimiron è piuttosto futuristico, ma la band forse
(Pulverised Records) Atmosfere tenebrose e frementi di incubi gravano nell’opener “Dödens maskätna anlete “, una canzone che traccia da subito l’identità dei Vanhelgd: band legata allo swedish melodic death metal, versante Göteborg sound. Una canzone
(Autop. / Phenix Prom.) Squidhead è la personificazione di una vagonata di riff e refrain di stampo heavy metal espressi con maestria. Squidhead è il solo Pierre “Pish” Minet, un eccellente chitarrista belga. Le sue composizioni sono cariche di energia e contemporaneamente
(Minotauro Records) Re-release del capolavoro degli Ogre risalente al 2003, ovvero il debut album. Minotauro Records è immensa in queste cose e solamente la confezione di questo CD sollecita una vasta gamma di emozioni, toccando quel feticismo quasi erotico che esplode per pubblicazioni strane, esclusive, particolari. Gli Ogre sono una band americana capace
(Code666) Nel funeral doom metal è il momento delle band internazionali: in realtà, tenendo conto delle misure ridotte di una scena però particolarmente coesa, non è tanto strano che gli artisti più in vista collaborino volentieri fra di loro. Gli esordienti Mesmur,
(Autoproduzione) Terzo album per gli Strike Avenue, band Cosentina attiva dal 2008. Il loro sound pesca molto sia dal deathcore più monolitico alla Thy Art Is Murder, che dai Meshuggah e dalla scena djent in generale. Purtroppo, la continua insistenza su ritmiche monolitiche appesantisce un po’ il
(Minotauro Records) Tony Tears è un progetto nato nel 1988 dalla volontà del poli strumentista Ligure Antonio Polidori, di tenere una sorta di diario musicale delle esperienze spirituali da lui vissute. Inizialmente decide di occuparsi di ogni aspetto musicale, da quello strumentale alle parti vocali, per
(AFM Records) Fra le (poche) band di power metal tradizionale ancora in circolazione, gli Orden Ogan sono sicuramente fra le più rappresentative: anno dopo anno, album dopo album i tedeschi si sono costruiti (soprattutto in patria) una buona fama, aumentata dalla fortuna
(Nuclear Blast Records) Per ben due volte, in occasione dei precedenti full-“length” (
(Myo) Avete presente quel modo di fare thrash o crossover che spesso veniva definito mosh o in seconda battuta moshcore? I veneziani Oltrezona rientrano in quel modo di suonare, con l’importazione di qualche cenno metalcore. Il metal degli Oltrezona è
(Pulverized Records) Totalmente devoti alle sonorità death metal che imperversavano in Scandinavia negli anni ’90, i Malesi Lavatory danno alle stampe questo “Morbid Terror”, album che ricalca in maniera calligrafica le gesta di Entombed, Dismember e Grave, con qualche leggera influenza death di
(Another Side Records) Da Kiev in Ucraina ci arriva il secondo, gustoso ep degli Azathoth Circle, female fronted band che fa della varietà sonora la propria carta vincente. Tre i brani di questo prodotto che esce, purtroppo (almeno per quel che mi riguarda) solo in digitale. “Attack over again” ha un piglio
(Fono ltd.) MetalHead continua il proprio rapporto privilegiato con i paesi dell’est europeo: molto spesso siamo i soli a informare i lettori italiani su alcune realtà musicali della zona… stavolta tocca ai Septem Voices, band symphonic gothic metal dalla Russia,
(Autoproduzione) Dalle ceneri di una band chiamata Re-Creation, i tudertini Shadowbreaker sono assai risoluti nel tenere alta la bandiera del metal made in Italy. Tre i brani presenti in questo demo: la opener “Uranium 235” ha quasi dei toni progressive, mescolati a un mood sabbathiano,
(Autoproduzione) I Phantasmal vogliono riuscire nel delicato compito di fondere Black Metal e Heavy Metal anni ’80. E tutto sommato ci riescono. In questo demo del 2014 (il duo americano è attivo dal 2012) i nostri cercano di plasmare su disco il loro intento, forgiando tre tracce piuttosto
(Blood Harvest) Feroce debutto discografico per gli Energumen, duo Svizzero che esordisce con questo EP 7” contenente tre brani, per un totale di tredici minuti di assoluta violenza sonora. Il genere che propongono è un death/black metal, con qualche incursione nel grind grazie a ritmiche velocissime ma sempre estremamente varie e fantasiose, che rendono l’ascolto avvincente. Si tratta sempre
(Razzia Notes) Alla faccia delle buone intenzioni! I Dead Soul sono voluti entrare in scena col botto a giudicare dalla quantità di uscite discografiche dal 2012 ad oggi. Tre singoli e un album all’attivo per questo duo svedese che si è messo al calduccio sotto l’ala protettrice della Razzia Notes di Anders Fridén (In Flames). Come mai tutta questa fiducia da parte della label? In realtà dopo un ascolto
(Hells Headbangers) Diciamocelo pure: gli americani Nunslaughter amano l’Italia. Noi sappiamo coccolarle, le band che meritano. Poi loro ci ripagano spesso e volentieri con calate puntuali nel nostro belpaese e/o con uscite discografiche ad hoc. E il gruppo in questione per fortuna usa entrambi gli
(Memorial Records) Altra proposta interessante della Memorial Records, etichetta che offre continuamente cose di qualità. Gli standard sono sempre alti. Gli Atoj sono un insieme di post metal-hardcore con momenti mathcore, ovvero una band post metal che gioca
(Inverse Records) Con una copertina decisamente minimale si presenta sul mercato “Shelter”, il terzo album dei finlandesi 2 Wolves. Un disco breve, che a mio giudizio non mostra particolare inventiva né un grande songwriting. Già in passato mi sono interrogato sulla politica della Inverse Records,
(Dark Essence Records) “Gamle Norig” è posta al principio di “Stridens hus” e lo apre con magnificenza, attraverso un riffing chiaro, ricco di melodie fresche. Non sono accordi che plasmano malvagità, piuttosto è l’esibizione di nenie, motivi e refrain che sono 
(Autoproduzione) Preceduto dall’ep digitale “Beer Bloodbath” (che però voleva soltanto suscitare nuovo interesse per la band, dato che praticamente tutti i brani presenti o erano già stati pubblicati, o si trovano sul nuovo disco), ecco il nuovo full-“length”, il terzo, degli spagnoli Incursed, dediti a un battle metal dai toni molto epici e potenti.
(Mighty Music) Ben strano, il debut dei russi Estate: di base, questi ragazzi (assai simpatici nell’immagine) suonano un power metal tastieratissimo, da qualche parte fra Sonata Arctica, Freedom Call e Pathfinder, ma il loro “Fantasia” ha delle clamorose cadute di stile, e una disomogeneità di fondo
(Against PR) Gli Old Thunder sono una one man band del Kentucky, nuova incarnazione del progetto Sulphur Grace: debuttano sul mercato con un ep di funeral doom di quasi mezzora. “June2, 1910” è abbastanza dinamica nei suoi quasi dieci minuti di sviluppo,
(Mighty Music/Target) Dannatamente grintosi, maledettamente esplosivi! Tuonano dalla Danimarca, e come i compaesani D-A-D producono un rock poderoso, personalissimo, ottimamente suonato e composto, e questo secondo omonimo lavoro offre quasi cinquanta minuti di hard rock pesante, ricco di groove, ricco di
(Iron Bonehead) Senza tregua la costante devastazione del mondo da parte delle releases della Iron Bonehead. Tanto per iniziare l’anno sotto i migliori auspici, festosi auguri, feste luminose e piene di allegria, ecco uno split all’insegna della pura negazione di quanto sopra, della vita stessa. Il titolo dello split è decadenza
(Avantgarde Music) Il black metal dei Sordide sprigiona melodie angoscianti, cariche di misantropia e odio verso il creato. Il modo di suonare di Agorn e Mortenak, i due musicisti che si cimentano in questi sette brani da quarantaquattro minuti, è maestoso.
(Metal Scrap Records) Secondo ep per gli ucraini Dreams of Victory, attivi fin dal 2002, che trattano in questo quarto d’ora di symphonic gothic metal delle tragedie che hanno attraversato in questi mesi la loro terra natale. Il problema della band mi sembra l’assenza di un cantante di rilievo,
(Cold Raw Records) Sussurri, dicerie e qualche parola scritta carpita in giro, mi avevano fatto intendere che il nome Malamorte fosse qualcosa di notevole. Ricevere dalla Cold Raw “Tha Fall of Babylon” per scriverne la mia opinione, mi ha restituito la
(Rapture Records e altre) Giunti alla settima pubblicazione (di cui il terzo full “length”) i brasiliani In Torment lasciano davvero senza fiato. Una band che a parere di chi scrive non avrà alcuna difficoltà ad affermarsi a livello sia nazionale sia internazionale.
(Blood Harvest) Debutto discografico per gli Statunitensi Kurnugia, band nata nel 2012 e formata per tre quarti da ex membri dei deathsters Decrepit. Nei due brani contenuti in questo EP, l’influenza della band madre è palese, anche se le atmosfere oscure dei Decrepit sono parzialmente accantonate in favore di un sound più
(Maple Metal) Secondo album per i canadesi Suddenflames (sì, si scrive tutto unito), band di classico heavy metal con venature power in forza alla conterranea Maple Metal. Nessuna sorpresa e tanta energia nei nove brani di media durata di questo disco, che offrono un intrattenimento disimpegnato per defenders tradizionalisti.
(Hells Headbangers) Se si parla dei Perdition Temple bisogna parlare di quella macchina frantumaossa che risponde al nome di Angelcorpse. Perché qui siamo di fronte a una delle tante creature musicali sfornate da Gene Palubicki (qui solo in veste di chitarrista) dopo lo split con il resto della band nel 2009.