FILTH IS ETERNAL , il video del nuovo singolo
I FILTH IS ETERNAL hanno pubblicato il loro nuovo immediato e trascinante singolo “Pressure Me”.
L’attrito di forze opposte caratterizza i testi di “Find Out”, il cui titolo potrebbe far pensare a un’emersione da un trauma o a un insegnamento conseguente ad esso. Indipendentemente dal suo significato, il titolo è usato dalla band per compiere passi avanti positivi nell’affrontare la malattia mentale, la dipendenza e le relazioni, con la comunità come balsamo.
A proposito di “Pressure Me”, la cantante Lis Di Angelo spiega: (altro…)


(Autoproduzione) Debutto eponimo per The Shredderz, quintetto proveniente, a loro dire, dal Metaverso, attraverso il quale coinvolgono i fans su decisioni importanti riguardo canzoni, merchandising e tutto ciò che ruota intorno alla band.
(Caligari Records) Debut album per i tedeschi Hallucinate, band formata da membri di Graveyard Ghoul e Karloff. L’approccio al death metal di questa formazione è piuttosto particolare, con partiture old school riconducibili agli Autopsy mescolate a una massiccia componente psichedelica che flirta con il prog ed il kraut rock. 








(Bindrune Recordings) Una strana sensazione di piacere mi pervade ascoltando “Cemetery Paths”, secondo album ad opera degli statunitensi The Glorious Dead. 



(Memento Mori / Godz Ov War Productions) Raramente mi sono trovato avvolto da un senso di marciume e decadimento paragonabile a quello provato ascoltando “Moribound”, terzo album dei britannico/polacchi Eternal Rot. Il loro death metal dalle forti venature doom è la colonna sonora ideale per un’apocalisse zombie.
(Autoproduzione) Molto interessante questo EP ad opera di Corrozion, giovane formazione francese che propone un rock decisamente orecchiabile nella forma ma dannatamente heavy nelle sonorità. 
(Noble Demon) Nati come un progetto parallelo del chitarrista dei Soil, i Repentance si stanno piano piano delineando come forma musicale indipendente, con una propria identità e una propria impronta sonora. Ecco quindi che in queste dodici tracce che compongono la loro seconda opera, gli americani fanno un lavoro più certosino rispetto al debutto, con una produzione davvero all’altezza, in cui compaiono anche ospiti di un certo calibro. 