GEORGE KOLLIAS, Drumcamp a Milano, Genova e Treviso
Tre imperdibili date per il Drumcamp dello specialista dei blast beat George Kollias (Nile). Noto per il suo drumming estremo, Kollias è in realtà un musicista preparatissimo (nel suo progetto solista suona anche chitarra e basso, oltre alla batteria )e in grado di esprimersi anche in altri generi musicali, come si evince anche dalla sua discografia da session-drummer e nei 2 DVD didattici “intense metal drumming 1 & 2” per la Hudson Limited.
Di queste sue qualità e del suo ecletticismo darà ampia prova nei tre appuntamenti didattici italiani, organizzati in collaborazione con Vic Firth, Evans,Pearl, AXIS e Sabian di cui è endorser.
-Lunedi 1 Giugno 2015
PERCUSSION VILLAGE – Milano
INFO: atlast@virgilio.it
-Martedì 2 Giugno 2015
CAM- Lavagna (GE )
INFO: cam@elisapilottiusic.com
-Mercoledì 3 Giugno 2015
CANTIERI MUSICALI – Montebelluna (TV)
INFO : cantierimusicali@gmail.com

“Non basta il mare” è il secondo singolo estratto dall’album autoprodotto degli Hyena Ridens “Cave Canem” (ottobre 2014), il video è stato girato dal giovane regista Stefano Romano, membro della crew degli Hyena. La Ghostrecord, etichetta della band, si occuperà della promozione del video tramite i suoi canali webtv. Il video, che alterna scene della band e paesaggi urbani di Napoli estranei alla solita iconografia “cartolina”, vuole mostrare quelle cose che tutti i giorni vediamo ma non guardiamo, che passano non viste al nostro sguardo. Un’alternanza di scene ed immagini tra loro anche divergenti volte a mostrare i vari aspetti di Napoli, intrappolata nella dicotomia tra stereotipi da cartolina e cattiva informazione. Ma “Non basta il mare” non è solo questo. “Non basta il mare” è un voler riportare l’attenzione delle persone sulla realtà che viviamo tutti i giorni, che non è quella “delle vetrine”, ma è quella della convivenza tra bellezza e orrore nelle nostre strade tra il grande calore dei napoletani e la freddezza che fin troppo spesso viene manifestata davanti ai mali che deturpano la nostra città e che minacciano le nostre stesse esistenze, come la camorra. Nella canzone è ricordato Petru Birladeanu, musicista di strada ucciso da un proiettile vagante durante una sparatoria nella stazione di Montesanto, e morto sotto gli sguardi che non vedono di tante persone.
(Reclamation Recordings/Ipecac) Qual è la vostra opinione sui Faith No More? Chi scrive li trova adorabili, almeno fino a poco prima del 28 marzo del 1995, giorno in cui l’uscita di “King for a Day… Fool for Life Time” fece capire ai fans che Rod, Bill e i due Mike avevano perso qualcosa con
(Massacre) Di solito non amo i tributi… e forse non li amo neanche stavolta! E tra l’altro non è che questi prodotti abbiano sempre fortuna… Ricordo bene il polverone che sollevò “Dio” di Jorn Lande, ma forse allora i tempi non erano maturi… ho ignorato “Magic”, uscito per la Magic Circle Music con la stessa prontezza,
(Soulseller Records) Le streghe slovene tornano, più oscure che mai. Dopo il demo del 2013, non affrontano ancora il grande passo del full length, ma iniziano con cautela da un buon EP. Sostanzialmente è un passo dovuto ed intelligente sia per verificare come fuziona con la una label (hanno firmato di recente) sia per mettere alla prova la nuova line up, che prevede
(Seance Records) Lande desolate, eremi decadenti, solitudine, un generale senso di depressione ed abbandono. Grazie a sublimi melodie incastrate in sviluppi sonori opprimenti, si rivela il quinto album degli australiani Pestilential Shadows, ormai in circolazione dal 2003, sempre attivi e persistenti grazie alla costante
(Merdumgiriz Records) Viranesir nasce come un progetto sperimentale (
Una delle due tappe italiane del tour dei 

(Depressive Illusion Records) L.A.C.K. è il sogno di una ragazzo, di una mente che vaga in qualche desolata landa innaturale, fatta di alberi di grafite e senza stelle in cielo, senza una luna ad indicarti la via. In due tracce inedite più una cover dei francesi Nocturnal Depression questa one man band mette in musica tutto lo struggimento e la decadenza di cui l’animo umano è capace,
(Cold Raw Records) Intro inquietante e poi la caotica devastazione di “Deception”, sfrenato atto di black/thrash metal al quale fa poi seguito un più concreto black metal fatto di velocità e pause intermedie, per uno scenario atroce ed estremo. Il drumming è
(Gundriver Records) Chi lo sa se tra una decina d’anni non si parlerà del lontano 2015, quando nacquero i Gundriver… Questi Americani sanno proprio il fatto loro in ambito AOR e metal. Il loro debutto è un album spontaneo, rock fino al midollo. La voce è molto versatile, spaziando dal melodico all’aggressivo. La parte ritmica dà la giusta dinamicità, mentre la chitarra, come è ovvio
(Indie Recordings) Tornano i norvegesi Dunderbeist. A tre anni dall’ottimo e stranissimo “Songs Of The Buried” ripercorrono il loro brand non classificabile, lontano da ogni standard comune e facilmente decifrabile, questa volta cantando in lingua madre argomenti che ruotano attorno al concetto dell’ipocrisia umana. 

(AFM Records) Sono passati già diciannove anni da quando il progetto Iron Savior ha preso forma. Era infatti il 1996, quando Piet Sielck, leader della band Tedesca, unì le sue forze con Kai Hansen, leggenda vivente del power metal Teutonico, ricostituendo il nucleo originale degli Helloween. Nel 2001, Kai lascia la band, lasciando la direzione artistica al solo Piet, che
(Art Of Propaganda/Catatonic State) Ogni genere ha i suoi punti di riferimenti, i propri metri di paragone. In quel calderone dove si vanno a collocare tutte le band che “non fanno metal, ma vanno oltre” di sicuro uno dei cardini è rappresentato dai Tool. Nel bene e nel male quello che hanno rappresentato Maynard e
(Fast Break! Records) Dal New Jersey arrivano questi scalmanati animali da palco che ci propongono una commistione di hardcore e Thrash. Il piglio è quello dei migliori Obituary: ritmi lenti ma marziali, chitarre e basso pesantissimi e una voce urlata e insidiosa. Ascoltando tutto d’un fiato il platter si ha proprio la sensazione di immergersi nei sudici e poco rassicuranti bassifondi di una
(Ván Records) Secondo album per gli oscuri ed occulti italiani Caronte, i quali rimangono fedeli alle loro sonorità tetre ed inospitali, dando origine ad un doom/stoner possente, sporco e graffiante. Ogni canzone non è certamente concepita per la diffusione di massa, per la radio o per un allegro pomeriggio 











