MALOKARPATAN – “Vertumnus Caesar”

(Invictus Productions) Continuano a remare contro corrente gli slovacchi Malokarpatan: contro ogni moda, contro ogni evoluzione, contro ogni ricerca estetica… praticamente sono contemporaneamente la negazione e la salvezza del music business moderno: i veri salvatori, coloro che tengono viva la fiamma, i puri ed irriducibili eroi del metal più oscuro e privo di nocive contaminazioni, con chitarre essenziali e riff che vengono concepiti con uno stile riconducibile al libro sacro dell’heavy metal. (altro…)

(Gore House Productions) Puro estremismo canadese i Display Of Decay, ormai al quarto album in carriera. I musicisti dell’Alberta sfornano una nuova saga di brutal death metal dal fare lucido quanto distruttivo e, appunto, estremo. Un misto di Cannibal Corpse di 


(Scarlet Records) Il trio danese debutta con questo album intitolato “Total Dark Sublime” che racchiude tutto l’essere degli Archangel. Un incrocio tra heavy metal e punk, con un alto tasso di momenti melodici compresi di pochi ritornelli catchy. Dieci canzoni e meno di
(Napalm Records) Il settimo album della band melodic-power symphonic metal italiana Temperance vede l’ingresso in formazione della soprano Kristin Starkey. Voce che si affianca a quella di Michele Guaitoli, ampliando così la portata del comparto vocale per le migliori soluzioni possibili da integrare 




(Sun & Moon Records) Favolosi. Semplicemente favolosi. Se la vena italica ha creato una dimensione del doom tutta particolare (un esempio calzante sono gli Abysmal Grief), i cileni Mortajas fanno lo stesso con il doom espresso in spagnolo, una lingua con una sua particolare musicalità che riesce ad essere tanto dinamica quanto minacciosamente decadente. 
(Primitive Reaction) Succedono sempre belle cose quando i finlandesi decidono di fare… i finlandesi! Scherzi a parte, il suono che può garantire l’anima finlandese, fatto di paganesimo, rituali ed epico trasporto festaiolo, trova sempre il modo di compiacere l’ascoltatore meno smaliziato, quello in grado di apprezzare un black mai totalmente assorbito dagli stilemi del genere, sempre con un occhio di riguardo per l’accessibilità del suono all’orecchio meno incline ai suoni oltranzisti.
(Bob Frank Entertainment / Orchard / Sony) Era un vero bad boy, un ‘gran figlio de…’ il buon Duff. Ora c’è l’età e soprattutto ad un certo punto non c’erano più i Guns N’ Roses, anche se lavoravano sotterraneamente ad un album dalla gestazione infinita e con il solo frontman a portare avanti il tutto. Duff McKagan e