ELEPHANT TREE – “Handful of Ten” (Compilation)
(Magnetic Eye Record) È tempo di anniversari! Dieci anni esatti dalla pubblicazione per mano della Magnetic Eye, del debutto dei doomsters inglesi Elephant Tree, intitolato “Theia”. (altro…)
(Magnetic Eye Record) È tempo di anniversari! Dieci anni esatti dalla pubblicazione per mano della Magnetic Eye, del debutto dei doomsters inglesi Elephant Tree, intitolato “Theia”. (altro…)
(Chaos Records) Maurice de Jong, noto per essere il pilota del progetto Gnaw Their Tongues e di qualche altra incarnazione, si cimenta ora con questo nuovo progetto – il cui nome vuol dire ‘fossa comune’ in olandese – che vuole mettere in scena qualcosa che leghi insieme il black metal con l’industrial. “The/Deholyfied” presenta chitarre affilatissime, distorte in maniera rumorosa e con basi ritmiche (altro…)
(NoEvDia / The Ajna Offensive) Una band coinvolgente in giro ormai da venti anni e ancora capace di mischiare più atteggiamenti musicali conferendovi però quel tipico sound proprio, immediatamente riconoscibile. Per quanto oscuro e duro, frenetico e teso, quello del combo di Grenoble è una miscellanea di intenti sonori che ubbidiscono (altro…)

(The Dead Daisies Pty Ltd. / SPV) BANG! Finalmente un po’ di buon senso! I The Dead Daisies di David Lowy e Doug Aldrich, nella loro infinita ricerca della line up ideale,, riportano al microfono l’unico vero vocalist che risulta perfetto per questo hard & heavy, per questo sleaze, per questa potenza sonora senza ritengo: John Corabi! (altro…)
(Hammerheart Records) Mat Davies, chitarrista, e Elizabeth Blackwell, cantante e bassista, sono gli abili autori di “Evil Remains”, nel quale si intrecciano riff di chitarra, colpi di basso, ritmi robusti volti a erigere un connubio tra heavy e doom metal. “Evil Remains” è il sesto album per i Castle a sei anni del precedente e con esso si ripresentano in (altro…)

(Avantgarde Music) La discendenza dei Negură Bunget prosegue e giunge al terzo impattante album in cinque anni di intensa storia (qui il precedente “Obârşie”), ed è ormai impossibile inquadrarne il genere, nonostante sia innegabile sia la provenienza dal black metal che l’evoluzione dallo stesso. (altro…)
(code666) Ben sei anni di silenzio per il duo brasiliano, composto da Luiz Felipe Netto e Igor Meira, il quale torna dunque con il terzo album che come il precedente vede l’insegna della nostrana code666. Piah Mater sono stati una soluzione prog death metal dalle movenze ben calibrate, nel 2024 però portano sé stessi a un livello senza troppe (altro…)
(Napalm Records) Tra i grandi a tracciare il solco del post rock da poco oltre vent’anni però con un suonare spesso algido. Grandi melodie, architetture scorrevoli con fasi che si tuffano in successive con delicatezza ma attraverso dinamismo. Sempre con una sistematicità levigata, curata ma straniante, un po’ fredda insomma. Non banali, rigorosamente (altro…)

(Massacre Records) Nuovo album e nuovo concept per Deliver The Galaxy, formazione tedesca giunta con questo al terzo full length. Da sempre appassionata di fantascienza, la band sassone ci narra di una invasione in terra sumera da parte da parte di extraterrestri, i quali, grazie alla loro tecnologia hanno aiutato la popolazione locale ad erigere le loro imponenti piramidi: un tema magari non originalissimo, ma sempre ricco di fascino. (altro…)
(Reigning Phoenix Music) Henri Sattler porta ancora avanti con orgoglio il vessillo God Dethroned, riuscendo a trasporre in questa anima contemporanea della band un po’ di tracce del tipico stile sonoro di questa formazione nata in Olanda diversi anni orsono. Alfieri del death metal negli anni ’90, il loro stile ha tracciato sonorità nere e (altro…)

(Karisma Records) Dopo innumerevoli album concepiti secondo i canoni più variegati, dopo una manciata di album cantastorie, di album por bambini o qualsiasi altra cosa passi per la testa dell’eccentrico Benediktator, ecco un album di puro vintage progressive rock, annegato in una profondissima dimensione psichedelica, strafatto di acidi, accecato da un caleidoscopio di colori abbaglianti generati da una delegazione improbabile di Troll senza meta e senza fissa dimora. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Avete in agenda il numero di un buon fisioterapista? No, anzi, di un buon ortopedico! Ve lo auguro! Perché dentro questi diciotto minuti scarsi, dentro questa furia assassina, in questo concentrato di aggressività perversa, le vostra povere ossa, in particolare spina dorsale la cervicale, saranno messe a dura, durissima, prova! (altro…)

(Reigning Phoenix Music) Rieccoli! Secondo album, secondo pugno di inni di gloria nel nome del metallo più puro, più rovente, più guerriero! Sempre la solita storia? Certo! Ovvio! Cose che Manowar e Hammerfall (per citarne due di eccellenti) ci hanno offerto da sempre. (altro…)

(Nuclear Blast Records) Sono passati ben dodici anni da “Time I” secondo album e per molti il capolavoro assoluto dei Wintersun, band che definirei discontinua, una band che dopo due grandiosi full length si è un po’ persa per strada, dando alle stampe il controverso “The Forest Seasons” (recensione qui) e l’inutile singolo “Warning”. (altro…)
(Peaceville Records) Anno MMXXIV. E in questo malsano decennio ci sono ancora entità oscure, deviate, devote all’innominabile… che osano esordire, far capolino, debuttare. (altro…)
(Mighty Music) È sempre un piacere ascoltare i Blitzkrieg, paladini della NWOBHM che hanno intrapreso la propria carriera in quella fase embrionale del 1979 a Leicester. Sono tra i grandi dell’epoca nella quale l’heavy metal britannico è esploso inesorabilmente sconvolgendo la mente di milioni di seguaci. Tra questi compaiono anche dei ragazzi di San (altro…)
(Agonia Records) Il primo album in diciotto anni di carriera per la death metal band svedese capitanata da Martin Schulman, anche dei Centinex, e Ronnie Bergerstål, il quale ha avuto anche esperienze con i Grave, Centinex e altri. Loro gli elementi più anziani del gruppo, con il batterista Bergerstål che per cinque anni ha lasciato il gruppo. (altro…)
(Debemur Morti Productions) I californiani Other World hanno impiegato nove anni per pubblicare un secondo album, il quale raccoglie cinque composizioni che sommate non arrivano a quaranta minuti di durata totale. Votati al black metal ma in una chiave contemporanea, il sound del mastermind Christopher Garcia e soci presenta una (altro…)

(Nuclear Blast Records) Sono passati già cinque anni dall’uscita di “Veleno” (recensione QUI), penultimo album dei Fleshgod Apocalypse; nel frattempo c’è stata una pandemia che ha messo in ginocchio l’intero pianeta, mentre Francesco Paoli, lider maximo della band è stato vittima di un serio incidente in montagna, cosa che ha in qualche modo influenzato il processo compositivo di quest’ultima release, che possiamo definire come un’ulteriore evoluzione delle soluzione melodiche e catchy che già trasparivano su “Veleno”, con orchestrazioni sempre più in primo piano; (altro…)

(Mighty Music) Convincente secondo album per i danesi Silvera, autori di un hard rock moderno e potente nei suoni, ma ricco di melodia, collocandosi a metà strada tra il metal melodico di Alter Bridge e gli A Perfect Day più radiofonici, alternando riff robusti e ricchi di fuzz a frangenti che strizzano l’occhio al pop. (altro…)

(Karisma Records) Certo, il precedente “Playing House” convinse molto. Dannatamente tanto (recensione qui)… ma questo “Wheels Within Wheels” lacera, scolpisce, scalfisce, massacra. (altro…)
(Blues Funeral Recordings) I Mammoth Volume toccano certe vette con “Raised Up By Witches” e attraverso un’iniezione di personalismo nella musica. Seppure con un tocco stoner e grunge, avvertibile nell’opener “The Battle Of Lightwedge”, i Mammoth Volume si pongono in “Raised Up By Witches” con quel clima settantiano che abbraccia (altro…)
(Stickman Records / Blues Funeral Recordings) Nick DiSalvo è un membro degli Elder e Delving è un modo per uscire da certi schemi, continuando a esplorare spingendosi verso altri orizzonti musicali. In Delving vige un clima prog-rock nel quale si rintracciano certamente elementi di pischdelia, ambient ed elettronica di taglio sempre rock. Un (altro…)
(Metal Blade Records / Blacklight Media Records) Una scarica di black-thrash-speed metal “Slave to the Scythe”, secondo full length in studio dei Demiser, i quali sembra abbiano profuso tutto il loro impegno per questo lavoro. Buona la produzione, stilisticamente bilanciato questo black metal per niente raw e ampiamente manipolato (altro…)

(Nordvis Produktion) Svariati album riempiono l’ottima carriera tutt’altro che prevedibile dei Fåntratt, e questo nuovo “Ångerstupa“ è un meraviglioso e incredibile viaggio folk/dungeon synth, immensamente suggestivo, infinitamente emozionale. (altro…)
(Nuclear Blast Records) La voce degli Epica pubblica il suo primo album solista e lo fa con quel geniaccio di Arjen Lucassen (Ayreon). Per quanto si debba lodare questa artista per la sua celestiale voce e contemporaneamente riconoscere le capacità di Lucassen, sospettare che “Vermillion” possa essere un connubio di stile tra Epica e Ayreon, è (altro…)


(Steamhammer / SPV) Ristampa da parte della Steamhammer / SPV dei primi due album dei Virgin Steele, usciti rispettivamente nel 1982 e nel 1983. “Virgin Steele I” è il debutto della band newyorkese e presenta un sound ancora un po’ acerbo, dove l’epic metal ancora embrionale che costituirà la carriera dei nostri si fonde con un potente hard rock tipicamente ottantiano. (altro…)
(Metal Blade Records) I rissosi e sempre spontanei quanto arguti Wolfbrigade sono in giro con questo nuovo album, consacrato doverosamente al crust punk. “Life Knife Death” propone tagli melodici interessanti, mai smaccati e pacchiani, in un clima serrato e devastante, rognoso e cattivo come la brigata svedese deve e vuole essere da sempre. Non (altro…)
(Season Of Mist) Le melodie degli Anciients non si fermano mai, nei loro pezzi infatti il flusso sonoro sembra attorcigliarsi verso orizzonti e direzioni e le note non vogliono mai esaurirsi. Ben otto anni dopo il secondo album “Voice of the Void” i canadesi piazzano poco meno di un’ora del proprio prog metal in “Beyond the Reach of the Sun”. Come già (altro…)
(Napalm Records) A noi tutti il parto di Karl Sanders e sodali dopo l’era CoViD. Infatti i Nile ci avevano lasciato con “Vile Nilotic Rites” nel 2019 e da allora niente, dal punto discografico, è stato pubblicato dalla band formatasi nel South Carolina nel 1993. “The Underworld Awaits Us All” è il decimo album di un gruppo musicale che a suo modo ha (altro…)
(Debemur Morti Productions) “Endless” è il secondo album del chitarrista Berg (di Aara) e del multistrumentista nonché cantante Jonny Warren (di Kuyashii) che presentandosi come Modern Rites enunciano il black metal con influenze industrial. “Endless” è pervaso da un’oscurità con picchi malinconici che avvolgono le atmosfere, nelle (altro…)
(autoproduzione) Gianni Bianconi aveva il desiderio di mettere in musica l’”Inferno” di Dante Alighieri e così il chitarrista acustico ed elettrico, si è infine cimentato nell’impresa di esaudire il suddetto desiderio. Ha composto e suonato, nonché cantato, anzi ha soprattutto narrato e recitato, gli otto pezzi di “Inferno Piùccheperfetto”. Bianconi è affiancato (altro…)

(Massacre Records) Prolifico il macabro duo tedesco che con questo “Abart” arriva al 17° album in studio, l’ennesimo in una carriera ormai trentennale. Brani catchy, oscuri ma coinvolgenti, rigorosamente cantati in lingua madre con quella voce decadente, malata, infinitamente minacciosa: (altro…)

(20 Buck Spin) Secondo album per Laceration, formazione proveniente dalla Bay Area, ma musicalmente devota alla scuola death metal che, tra Tampa e New York, dettava legge all’inizio degli anni ’90. (altro…)