ANTTI MARTIKAINEN – “Carmina Gloria”
(Autoproduzione) Ecco una cosa che non si vede tutti i giorni… vi presento il compositore finlandese Antti Martikainen, che nella sua breve carriera (iniziata nel 2013) ha composto qualcosa come 15 album (!), la maggior parte di soundtrack music strumentale dai toni epic/power. (altro…)
(Autoproduzione) Brasiliani e al debutto, i Rider vogliono essere più classici del classico… e ci riescono, devo dire, decisamente bene! Il loro “Midnight Line” si colloca certamente nell’ambito della NWOTHM, e le foto promozionali lo dimostrano del resto oltre ogni ragionevole dubbio.
(Rising Nemesis Records) Il terzo album dal 2013, anno di formazione dei Burial In The Sky, nel quale la band di Philadelphia esibisce tanti elementi di stile. Si potrebbe definire 
(Autoproduzione) Decisamente in sordina, quasi di nascosto direi, i bielorussi Evoking Winds hanno re-distribuito il proprio debut e finora unico album, uscito originariamente nel 2008. Non dispiace occuparsi della Bielorussia, in questo momento, per qualcosa che non riguardi le sue complesse vicende politiche…
(Cruz del Sur Music) Il debut degli heavy/doomsters tedeschi Old Mother Hell, uscito nel 2017, aveva acceso le speranze di molti defenders:
(Nuclear Blast Records) Pubblicato il nuovo album “Quadra” nel febbraio del 2020, i Sepultura erano pronti per andare in tour e promuoverlo. Nulla da 
(Steel Gallery Records) Per quanto le nostre strade non si siano incrociate finora, i greci Wardrum hanno una storia decennale e cinque album all’attivo: questo esce abbinato a un romanzo breve (scritto dal drummer della band, Stergios Kourou) dedicato al Messenger, simbolo della band, che appare su tutte le loro copertine.
(Vicisolum Productions) Otto album in appena due decenni sono tanti, specie se si tratta di dischi progressive. Gli svedesi tuttavia sembrano volersi innalzare come alfieri del genere, grazie a composizioni spesso pompose e forti di una ottima post-produzione.
(Korpituli Productions) Non solo folk metal dalla Finlandia. A quanto pare, anche del buon black a stampo norvegese, visto quello che propongono i Korpituli. Dai titoli, al mood delle canzoni, all’impostazione classica dell’alternanza tra canzoni lunghe e brevi intro, molte cose ricordano i fasti dell’era norvegese del black, ormai da tempo migrata stabilmente in Svezia (Marduk, Dissection e Watain docet). 
(Staring into Darkness) MC con fine promozionale, questo split, che vede succedersi ben tre realtà musicali (anche se qui si va a recensire il file digitale). Bando alle ciance allora, e sotto con il primo gruppo. Gli italiani Malvento, una solida realtà napoletana che ha un paio di decenni di attività e ben quattro album alle spalle e una valanga tra demo e singoli, come ogni buona black metal band che si rispetti.
(Caligari Records) Devo ammettere che questo nuovo gruppo palermitano mi aveva fregato ad inizio ascolto. “Water Drop Torture”, traccia iniziale dell’EP, mi sembrava il classicissimo doom pesante, marcio e lento. Già mi preparavo all’ascolto di poche e lunghissime tracce… invece i nostri connazionali fanno… death metal! 