NICK MENZA (ex Megadeth & OHM), addio!
«RIP Nick Menza. In the brief time I knew you, it was a pleasure. We will miss you “Machine”»
OHM band
In questo 2016 le molteplici notizie dell’avvenuta morte di musicisti di un certo calibro hanno fatto quasi perdere significato alle celebrazioni e al saluto che seguivano, vista l’enorme e tutto sommato identica sequela di azioni che tali eventi hanno comportato. Su Facebook e Twitter migliaia di post, video commemorativi, micini in preghiera, rose che cadono dal cielo, teschi che piangono e via dicendo. Tutto ciò sembra avere svuotato di senso l’annuncio del trapasso di qualche celebrità che a suo modo ha donato sogni e gioia ai tanti che l’hanno seguita. (altro…)

(Indie Recordings) Cambiano un po’ gli scenari in casa Samoth (Emperor), Cosmo (Mindgrinder e Windir) e Nils Fjellstrom (Dark Funeral), vista la tanta irruenza, frenesia e spiagliata aggressività che albergano in questo nuovo album. Strutture sempre veloci, come d’abitudine per i The Wretched End, eppure anche
(Loud Rage Music) Disco di debutto per gli olandesi Tragacanth, un gruppo di ragazzi appassionati evidentemente della melodia prima di tutto, ma non solo. L’intro completamente strumentale e a mio avviso 
(Peaceville) Cominciai a seguire le peripezie degli svedesi con la pietra miliare “Viva Emptiness”; mi ricordo ancora quanto ammaliante fosse la copertina di Smith, capace di ricalcare appieno la doppia anima decadente e al tempo
(Hells Headbangers) Riedizione in vinile (tra l’altro eccellente,
(Hells Headbangers) Quando si suol dire “scontro tra titani”… Non mi dilungherò a elogiare nessuna di queste realtà del Black, per me ormai da anni garanzia di oltranzismo,
(autoprodotto) Giovanissimi, cattivissmi, scatenati. Tuonano dalla Germania e suonano… Bella domanda! Non è facile descrivere questo coinvolgente terzo disco dei Soulbound: c’è del numetal. C’è metalcore. C’è metal moderno, c’e musica digitale, c’è melodia, c’è metallo alternativo. 
(Nuclear Blast) Replicare “Triumph and Power” (
(The Sign Rec.) Il sound degli anni ’60 e dei ’70 affrontato da questo combo musicale svedese, costituito da gente che provierne da Scrags, John Duva e Beardfish, è piuttosto seducente e ricco di melodie dal carattere hard rock e blues.
(Nuclear Blast) Trovo questa nuova prova dei Discharge un tantino appesantita. L’impressione che ricevo da “End of Days” è che la band fatichi a stare dietro a se stessa e a quelle vestigia di un tempo, dove le missive e le denuncia verso il mondo erano fuoco ardente. Sfrenati, ma non a briglia
(Sliptrick Rec.) EP nel complesso ben gestito dagli spagnoli Ekram questo “Last Man Standing” in quanto le canzoni risultano intense e piacevoli e tutte costruite attraverso un modo di comporre che incamera esempi di Metallica, Peral Jam, Nicklback, Foo