THE HIP PRIESTS – “Roden House Blues”
(The Sign Records) Selvaggi, sporchi, volgari, sfacciati, rumorosi… Esattamente quello del quale il rock ed il punk hanno bisogno! (altro…)
(The Sign Records) Selvaggi, sporchi, volgari, sfacciati, rumorosi… Esattamente quello del quale il rock ed il punk hanno bisogno! (altro…)
(Fireflash Records) Annunciato, atteso, evocato da un buon lavoro pubblicitario, “1901 | The First Mother” è in arrivo sul mercato e probabilmente non sfigurerà di fornte a lavori che portano avanti il discorso del metal estremo quanto elaborato. Dopo sedici anni e quattro album, la band emiliana si dimostra abile nel manipolare e suonare le (altro…)
(Trollzorn Records) Buona partenza per il quartetto danese formatosi quattro anni orsono. L’album “Death Mountain” nasce in casa e solo per la masterizzazione i Bloodgutter sono passati per le mani di un tecnico e uno studio professionale. Hanno scritto e registrato undici pezzi piuttosto catchy ma (altro…)
(Black Widow Records) Band genovese che al suo interno conta la presenza di Davide Bruzzi, già componente de Il Segno Del Comando. Band votata a sonorità care alla Black Widow Records, sempre di Genova, ovvero l’intreccio tra occult, doom, dark e gothic attraverso un atteggiamento doverosamente prog su certe sfumature. Bruzzi e Andrea Martino (altro…)

(Hells Headbangers Productions) Terzo album per il terzetto di New York, intento a proseguire imperterrito la propria strada verso un metal tanto grato al black quanto al death, dove una certa componente tecnica non si nasconde in canzoni dalle strutture tipicamente heavy. (altro…)
(DXS) Mezz’ora scatenata. Rock & punk senza ritegno, birra, volume e una totale convinzione nel fai da te, sia in studio che sul mercato, visto che l’etichetta DXS e la band Dead Express sono la stessa entità. (altro…)

(Despotz Records) Non si ferma mai la band con il moniker più bello del mondo! Un gruppo che si è intrufolato nella colonna sonora di “Lucifer” (Netflix) e “Gotham” (Fox), una band che scherza con l’estremo, che gioca con il punk, che dilaga con garage sfociando su un rock brillante, pulsante, travolgente e dannatamente intelligente. (altro…)
(Napalm Records) Ecco una bella sorpresa da parte di Dani & compagni, nell’attesa del successore di “Existence Is Futile” (recensione qui)! Certo, si tratta di un live album… ma non esattamente di un normale live album il quale solitamente cattura un’evento un evento in particolare: (altro…)

(AFM Records) Silenziosi da circa otto anni, gli italiani Graveworm tornano con un decimo album che non prende prigionieri. “Killing Innocence” è furioso, è catchy, è drammatico, offre il meglio del death metal classico, ingloba una buona componente di black e symphonic black, manifesta quell’incedere trionfale, deliziosamente oscuro, sempre energetico, costantemente incalzante. (altro…)
(Lions Pride Music) La storia di “Bushido” è quella di un ragazzo nato disabile che sogna di diventare un valoroso Samurai. Il tema unico di questa nuova prova in studio dei Perfect View è sviluppato attraverso un’ora di musica, le cui canzoni hanno un alone aggraziato riconducibile ai Toto, Journey, qualcosa tra il glam e vaghi, spontanei e (altro…)

(Nuclear Winter Records) Non capita tutti i giorni di imbattersi in una metal band proveniente dal Bangladesh, a dimostrazione che la musica travalica ogni differenza etnica e culturale. Kaal Akuma è un progetto nato nel 2019, con un full length all’attivo ben accolto tra gli appassionati di musica estrema. (altro…)
(AFM Records) Ci hanno messo quattro anni gli italiani Elvenking per pubblicare il secondo capitolo della trilogia “Reader Of The Runes”… ma, hey, l’attesa è valsa la pena! Se “Divination” (recensione qui) era esaltante, il nuovo “Rapture” travolge con cinquantacinque minuti di heavy&power metal sapientemente cosparso di folklore pagano (spesso esaltato dal violino di Lethien), di senso di gloria, di un impeto trionfale al quale è impossibile resistere. (altro…)
(El Puerto Records) Toccano quota dodici album in studio i Necronomicon con “Constant To Death”. I thrasher tedeschi si presentano attraverso un sound più fresco e forse variegato come stile stesso del thrash metal, rispetto alle ultime produzioni. Le nuove canzoni sembrano distanziarsi tra di loro, senza troppo somigliarsi e suonare simili. Questo è certamente (altro…)

(Rob Mules Records) Album multi sfaccettato “Silent Psalm”, nuovo lavoro di Spoonman, terzetto norvegese dedito ad un rock moderno, in grado di unire post rock, la malinconica rabbia del grunge ed il groove heavy dello stoner rock. (altro…)
(Blood Fire Death/Autoprodotto) Gli Unchosen Ones rappresentano tutto ciò che il metal è stato a cavallo tra gli anni ’80 e gli anni ’90: voce pulita, squillante, ritmi cadenzati e potenti, riff rocciosi e assoli ruffiani, con una particolare predisposizione per le melodie. (altro…)
(Cherry Red Records) È proprio la title track ad aprire il nuovo album dell’immortale band britannica Hawkwind. Oltre 10’ come un viaggio che scatena sensazioni e la percezione di atmosfere lontane. Suoni che attraversano le galassie più remote in maniera vivace, stratificazioni di sintetizzatori, elettronica, percussioni, mellotron. Un riff ruvido (altro…)

(Is it Jazz? Records) Chitarra. Piano. Sassofoni. Voci. Percussioni. Elettronica. Leagus è un duo norvegese, legato fondamentalmente al jazz sperimentale, che qui giunge al terzo lavoro, tra musica pensata e pura improvvisazione, tra rock e impostazioni rituali, tra strutture libere… libertine… ed idee incastrante in un pattern dal sentore elettronico, tra la complessità più avvolgente e il minimalismo più destabilizzante. (altro…)

(Century Media Records) Se si è alla ricerca di suoni davvero strani e fuori dal tempo, allora date un’ascoltata all’ultimo lavoro dei Grave Pleasures. (altro…)

(Magnetic Eye Records) Finalmente con i These Beasts abbiamo tra le mani qualcosa di realmente inedito… immaginatevi la sfrontatezza dei primi System Of a Down, unita ad un suono decisamente stoner. Come vi sembra? (altro…)

(Rock Of Angels Records!) Due nuovi EP dai maestri Iced Earth che sostanzialmente raccolgono del materiale del periodo 2007-2008 nel quale la band ha visto l’avvicendamento del cantante Tim ‘Ripper’ Owens e il sia predecessore che successore Matt Barlow. Quest’ultimo lasciò la band una prima volta nel (altro…)

(autoprodotto) È stato bello. È stato bello fintantoché è durato. Una storia che ormai va avanti, anzi andava avanti, da quasi vent’anni; una storia di zombi, di morti ritornati, di vivi che se ne sono andati, di carni tenute assieme con lo spago, dell’odore di putrefazione in occasione dei concerti estivi. (altro…)
(Ipecac Recordings) Dave Lombardo è uno dei più grandi batteristi della storia del metal. Ha fatto parte degli Slayer per poi separarsene, ritornare e definitivamente chiudere il suo legame con la storica band californiana. Fuori dagli Slayer Dave Lombardo si è lanciato in svariati progetti e collaborazioni, come (altro…)

(Heavy Psych Sounds) Quarto album per gli americani The Golden Grass, probabilmente la loro migliore prova. Il disco risulta sin da subito ispirato, anche se non cambia la fonte di ispirazione, vale a dire il rock a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, con gli Zeppelin a far da ombra su tutta la discografia degli americani. (altro…)

(Memento Mori) Gli italiani Valgrind non cambiano direzione. Per fortuna. Non inventano niente, non tendono ad alcun tipo di evoluzione, ribadendo i concetti espressi nel precedente lavoro (recensione qui) o in quelli antecedenti. Ed anche questa è una gran bella fortuna. (altro…)
(Punishment 18 Records) Sono passati ben undici anni dal precedente album dei Cadaveric Crematorium e c’era quasi da non sperarci più in qualcosa di nuovo da parte degli estremisti bresciani. “Zombology” è la brutale collisione tra death metal e grindcore, esposta in maniera lucida e con una produzione limpida. Quasi cinquanta minuti (altro…)
(Scarlet Records) In dieci anni gli Ulvedharr hanno espresso costantemente un suonare concettualmente vicino a sonorità scandinave e tedesche. Sia esso thrash o death metal i bergamaschi hanno esposto un suonare, per esempio, vicino agli Unleashed, il primo nome che può venire in mente messo in relazione con le loro cavalcate, e non da meno (altro…)

(Purity Through Fire) Black metal tedesco fino all’osso: nei testi, nell’atteggiamento, nella costruzione dei brani, della resa energetica: tornano i Mavorim, ancora una volta con quel legame degenerato che li tiene da sempre uniti alla connazionale Purity Through Fire. (altro…)
(autoproduzione) Rebelstar è una band olandese in attività dal primo decennio del nuovo secolo, mentre dal vivo ha aperto per diversi nomi di grido, pubblicando poco e per questo nuovo album c’è stato anche un cambio di line up e tuttavia le abituali intenzioni hard rock della band non sono state affatto svilite. Alla (altro…)

(Great Dane Records) Dietro al moniker Throne Of Flesh si celano musicisti di lunga esperienza nell’underground estremo tricolore; al basso troviamo infatti Giuseppe Tato Tatangelo, ‘lider maximo’ degli Zora e bassista, tra gli altri, di Glacial Fear, Antiphatic ed una sfilza di altre band con cui ha collaborato o collabora attualmente. (altro…)
(Fiend Force Records / Massacre Records) Sono di Salem, nel Massachusetts, una cittadina nota per i suoi processi alle streghe, inserita nel contesto del New England, luogo caro a scrittori come Nathaniel Hawthorne, proprio di Salem, nonché Howard P. Lovecraft e Stephen King. Elementi che influenzano (altro…)
(Diamonds Prod. / MusicArt) Pier Gonella è un nome che appartiene a molte bands, un nome che raramente appare da solo, come solista, non è sicuramente un nome che viene evidenziato a sé stante. Gonnella è il death dei Necrodeath, è il power degli Athlantism, l’heavy dei Vanexa, il melodic dei Mastercastle. (altro…)
(AFM Records) Compilation celebrativa per Ross The Boss, che dopo quindici anni di carriera solista si ripresenta sul mercato con questa raccolta che include tutti i brani migliori presenti nei quattro album finora pubblicati. (altro…)
(Memento Mori / Rotted Life) Con un moniker come Pustilence non sapevo cosa aspettarmi, pensavo ad una sorta di storpiatura o parodia dei Pestilence, ed invece sono rimasto allibito! Nessuna parodia, questi ragazzi di Brisbane fanno dannatamente sul serio ed il loro death metal mi ha letteralmente folgorato. (altro…)
(Purity Through Fire) Tre album dal 2020 e lo scorso anno uno split con i loro conterranei Atronos (QUI le recensioni) da parte del trio tedesco votato al black metal. Sia dalle note stampa che dalle vicende sonore che si odono in “Vulgäre deutsche Hassmusik” non è difficile comprendere che i tre sono volutamente (altro…)
(Sentient Ruin Laboratories) Il secondo album di V:XII – un progetto dello svedese Daniel Jansson – appunto ‘cinque dodici’ o ‘five twelve’ se si vuole restare nell’idioma usato dagli svedesi per parole e titoli nella propria musica, si intitola “Lu-Cipher-Sabbatean” e ciò lascia presagire quanto oscuro, terrificante e straniante possa essere. Il microcosmo (altro…)