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IMMOLATION+MELECHESH+AZARATH+GRAVESTONE @ Colony 15.9.2017. Si ricomincia…

by on Ott.09, 2017, under METALSIDE

Estate finita, autunno e tenebre in avvicinamento. E rituale ritorno alla routine, dopo la fine delle feste, delle ferie, delle vacanze e delle divagazioni. Questo vale anche per il Circolo Colony di Brescia, quest’anno anche alimentato dalla fervida attività delle agenzie Erocks Production e SoundsRock.

Nuova linfa che alimenta energie ancestrali, devote nella divulgazione del sound proibito, emarginato, mal visto ma dannatamente attraente!

 

La riapertura è rilassante, quasi annoiata: un concertino ‘sottotono’ giusto per riattivare e collaudare gli impianti, gli impianti di spinatura della birra, la cucina e tutto il locale, cessi compresi.

Per una serata simile serve roba tranquilla, roba easy, quasi commerciale… per un pubblico vasto senza confini di gusto e tendenza: ad esempio…. gli IMMOLATION!

La frustata tagliente, il pugno in faccia, la bordata di violenza sonora è inoltre supportata dal groove mesopotamico degli intramontabili Melechesh, a loro volta presentati dall’atteggiamento selvaggio degli Azarath (con il drumming di Inferno dei Behemoth), dalla genialità dei No More Fear e dalla potenza dei Gravestone.

Serata massacrante. Suoni perfetti. I Gravestone si prendono l’onere di aprire per un locale non ancora pieno, dato l’orario. Ma la loro professionalità non viene scalfita ed il concerto offerto è di prim’ordine. I No More Fear, che non avevo ancora visto dal vivo, mi entusiasmano, sorprendono, esaltano: musicisti intensi, fantastici… una ulteriore conferma che il metal della penisola nasconde perle di valore inestimabile.

Gli Azarath aprono i cancelli verso le tenebre, poi illuminate dalle luci dorate e di origine persiana dei Melechesh i quali ancora una volta dimostrano di essere una band trasversale, coinvolgente e -dopo tutti questi anni-ancora dannatamente originale. Gli Immolation, infine, offrono una prova di death metal estremo tipicamente americano, nel quale la violenza inaudita dei brani viene alternata da pause allegre, sorridenti, dimostrando e confermando che la musica -non importa quanto estrema- è una passione, un divertimento, un’occasione per far festa e godere la vita.

Il Colony è tornato. Ancora una volta. Un’altra stagione. Assurdo tempio del divertimento, arena oscura della musica estrema senza confini. Un limbo nel quale le anime perse possono trovare rifugio, riparo. Una eterna consolazione, solitamente scandita da ritmi feroci, blast beats e volumi disumani. Ovvero tutto ciò del quale abbiamo bisogno!

(Luca Zakk)

 

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