MACHINE GUN KELLY – “Lady Prowler”
(Beyond Productions) Secondo album per i Savonesi Machine Gun Kelly, nati nel 2000 come cover band di gruppi come Saxon, Motorhead e Judas Priest e, successivamente proponendo pezzi propri. Dopo anni di attività live e alcuni cambi di formazione, nel 2010 la band registra l’album di debutto “No Place To Hide” che ha (altro…)
(Terror From Hell Rec.) Inciso e pubblicato nel 2012, la Terror From Hell da di nuovo voce al primo album dei francesi Morgon. Ripubblicazione ben gradita per questo sound caotico, infernale ed estremamente violento. Una nube sonora dirompente “Nekrocult Archeochaosphere”, fatto in parte con un death metal oscuro e potente. Sound catramoso portato a una durata di ben oltre un’ora. I francesi incisero un demo nel 2006
(Nuclear Blast) Tra gli artisti che ho sempre ammirato per la loro coerenza, Robb Flynn merita una menzione speciale. A differenza di tanti colleghi che ripetono ad nauseam la stessa formula compositiva, Robb si dimostra coerente nel non ripetersi mai. Lo seguo già dai tempi dei Vio-Lence, una delle migliori band thrash metal che siano mai esistite (“Oppressing The
(Adversum) Abissi undeground Norvegesi. Nel 1992 esisteva una band strana, complessa: Taarenes Vaar. Piena ondata blacke metal, con quei satelliti impazziti che sono poi diventati i capostipiti dell’avant garde black metal (Ved Buens Ende, Fleurety). Ma per i Taarenes Vaar all’epoca
(Sepulchral Prod.) Freddo, tanto freddo. Anzi, il gelo. Quello più bianco e tormentato dai venti. Il freddo, quello sprigionato da corde d’acciaio battute con frenetica e animalesca attitudine. Le corde di chitarre interpretate da distorsioni glaciali e spettrali. Monarque è tutto questo e incarna alla perfezione lo spirito primevo del Black Metal Quebecoise. I Monarque sono stati già affrontati en passant
(Peaceville) Culto. Leggenda. Mito. Un trip devastante, causato da sostanze stupefacenti estreme. Un trip che è durato anni -quasi un ventennio- e che continua a creare allucinazioni, paure, crisi di astinenza, tremori, tendenze suicide, desideri omicidi, sete di sangue. L’estremismo del black metal: purezza strutturale estrema,
(Debemur Morti Productions) Oscurità nordiche. In un freddo intenso e penetrante, nel bel mezzo del nulla e di una oscurità opprimente, cala un velo, un’atmosfera, una forza, uno spirito… una entità palpabile, reale, cala su esseri umani persi, dispersi, desolati; cala ed intensifica l’oscurità, la perdizione, la deviazione. La pazzia.
(Nuclear Blast) Si, l’hardcore è vivo anche se nel caso dei Madball è quello newyorkese e dunque più “metalloso” e cupo di ogni altro della scuola americana. Un nuovo album dei Madball è un evento per la qualità, l’entusiasmo e l’attitudine profusa. L’attitudine poi nell’hardcore
(Autoproduzione) Nuovo album per i Memories Of A Lost Soul, attivi dal 1995. In questi diciannove anni, la band Calabrese si è evoluta sensibilmente, passando dal feroce black metal degli esordi ad un death metal di stampo scandinavo e incorporando in esso importanti parti di tastiera, voci pulite e female vocals. Questo alternarsi
(Maple Metal) Band interessante, i canadesi Merkabah: a prima vista sembrano la ‘classica female fronted band’, ma ad ascoltare bene il loro terzo disco, “Ubiquity”, ci si rende conto che il sound è denso di spunti eterogenei e piccole finezze. “Mythomania”, la opener, presenta un gothic molto solido e maturo,
(Scarlet Records) I Mastercastle di Pier Gonnella hanno ormai raggiunto l’invidiabile status che tocca soltanto ai grandi del metal: già prima dell’acquisto, l’ascoltatore sa che si troverà di fronte un prodotto di grande qualità e con un sound ben definito e immediatamente riconoscibile, per cui può andare,
(Pyramide Noire) E’ stupefacente perdersi nelle emozioni, nelle sensazioni, nelle fantasie che l’esplorazione di una cittadella, di una rocca antica, può offrire. Se poi ci aggiungiamo il mistero, l’oscurità e le divinità dimenticate allora tutte assieme quelle emozioni assumono un colore più oscuro, diventano quello del brivido che corre
(Steamhammer/SPV) Lo dicevo già in occasione della mia precedente recensione dedicata ai Mob Rules (
(The Ajna Offensive) Misteri della scandinavia, della Svezia in questo caso. I Mortuus si formano, come duo, nel 2003. Ma solo nel 2007 arriva il debutto. Poi il silenzio. Ed ora, dopo sette biblici anni, giunge il secondo album, questo enigmatico “Grape of the Vine”. Un album che trasuda black metal riflessivo, quello più
(UDR Music) Mike LePond, bassista dei Symphony X impegnato peraltro in tanti progetti paralleli, non ha certo bisogno di presentazioni; stupisce davvero questo esordio della sua creatura solista, che si propone in fondo come una piccola summa di heavy/power metal, orientata quindi su lidi abbastanza lontani
(Eat Lead and Die) Il lavoro dei Monsterworks è davvero apprezzabile. La band inglese si tiene continuamente ad un livello alto. Votati ad una capacita di composizione che tende a sperimentare, i Monsterworks nei propri pezzi creano una poetica interiore tale da portarli a punti melodici che sembrano
(Steamhammer / SPV) Probabilmente una delle migliori band nell’ambito thrash metal! Fino al 1990 i Mekong Delta erano nel mirino di chi scrive, poi sono stati persi di vista, solo ora però ecco la possibilità di ascoltare per una disamina completa un album, nuovo, dei Mekong Delta.
(Chaos Records) Un tempo diffusi quasi esclusivamente nell’ambito estremo, gli split si stanno ormai affermando a 360°: credo convengano a tutti, band, promoter e etichette, ed ecco quindi il secondo prodotto di questo genere che mi capita fra le mani quest’anno ad avere a che fare con il doom. La grande particolarità di questo disco
(Red Cat) Con un tale monicker, non è difficile immaginare quali siano state le origini dei romani Mindcrime: la band è nata nel 2009 come cover act dei Queensryche, ma ben presto i nostri hanno deciso di scrivere i brani originali che oggi compongono questo “Checkmate the King”. L’opener “Stormchild”
(Seventh Rule) Un nome (tolto dai Judas Priest), un programma: la one man band dell’Oregon Megaton Leviathan propone un metal pachidermico e lentissimo, che mette assieme tutto quello che di buono c’è oggi nella scena extreme doom. Solo quattro brani in scaletta, il più breve dei quali dura circa nove minuti:
(Century Media) Fantasmi del passato. Orribili fantasmi del passato. Morgoth non è un nome estremamente noto. Anzi. Ma il suo subdolo e inquietante suono riporta in vita cose morte, cose proibite. Cose del passato. Era il 1985 quando si manifestarono le prime grezze incarnazioni di questo simbolo del death metal tedesco… ma solo
(Iron Bonehead) Mini Lp dopo sette anni di silenzio per i Martyrvore, cult band Statunitense dedita ad un metal estremo come si suonava a fine anni ’80, quando i confini tra death e black metal non erano ancora ben definiti. I brani sono grezzi, grondano malvagità e blasfemia ad ogni nota e sono privi di fronzoli e orpelli stilistici.
(Casus Belli) Dalla Russia ci giunge il debut dei Mologa, band dedita a una sorta di experimental folk che, complice l’oscurità dei testi in lingua, si presenta al pubblico occidentale come un oggetto curioso e quasi insondabile. Nei sette brani in scaletta si va dal folk purissimo (“Zyazyulechka”) all’avantgarde più sfrenata,
(MISANTROF ANTIRecords) Misantrof Antirecords non è una label commerciale. Pertanto le sue releases non seguono i gusti, le mode, i trends o semplicemente regole di budget. Ogni release di Misantrof è frutto di ricerca musicale, di passione musicale, di una intensa procedura di filtraggio del materiale sottoposto dagli artisti. È pertanto
(Punishment 18 Records) Interessante ristampa da parte della Punishment 18 Records dell’unico album dei Maceration, band nelle cui fila militavano due membri degli Invocator (Jakob Shultz e Jacob Hansen), mentre alla voce e tastiere troviamo il geniale Dan Swano, già con Edge Of Sanity, Therion e Bloodbath. Musicalmente, la band propone un death metal di tipo americano che pesca a piene mani dai grandi dell’epoca (l’album è del 1991) quali Death, Obituary
(Autoproduzione) A chiunque abbia visto il film, la copertina del debut dei Masthar non può che ricordare “Donnie Darko”: ma dato che i francesi suonano stoner, mi sembra che le atmosfere della loro musica siano abbastanza lontane da quelle della pellicola. “Masthar” è un disco breve, che va subito al sodo
(autoproduzione) Sostanzialmente a cavallo tra il sano e schietto hard rock, e quel rock bluesy derivante dallo stile degli AC/DC. Ed il tutto con un pizzico di follia, che arriva a toccare pure piccoli accenni rap. E’ questa la proposta dei debuttanti MACH22, band che emerge da Philadelphia, con nel curriculum la vittoria di un concorso che li ha visti suonare sul palco con Slash. E
(Music Solutions Agency) Secondo album per i Messicani The Meatfuckers, nati nel 2006 e fautori di un brutal death metal con testi incentrati sul porno, sadomasochismo e depravazioni assortite. Dopo diversi cambi di formazione, numerosi concerti soprattutto nell’hinterland di Guadalajara ed aver aperto per i Cannibal Corpse, nel 2008 la band realizza il debut album “Gangbang From Hell”; dopo altri avvicendamenti e concerti, il gruppo arriva registra nel 2012
(Autoproduzione) I danesi Machine, dopo un full-“length” nel 2011, testimoniano di essere ancora in pista con questo 7’’ di circa un quarto d’ora, per 4 brani di dark rock dotato di buono stile. A dire il vero, “Black Feathers” mi ha ricordato in qualche passaggio i Puddle of Mudd (!), ma questo
(Hells Headbangers) Secondo album per i Statunitensi Midnight, attivi dal 2003 e autori di numerosi EP e split cd. Il genere proposto è uno speed metal con una forte attitudine punk molto vicino allo stile dei Venom, soprattutto per quanto riguarda le parti vocali, davvero simili a
(Argonauta Records) Ho apprezzato molto il disco dei From Oceans to Autumn,
(Inverse Records) Molto gotici i Mirzadeh. Neri, poetici e maledetti. “Desired Mythic Pride” è una sorta di dark metal e dunque dentro si trovano richiami gothic, black, cenni symphonic e tutto ciò a otto anni dal precedente e secondo album. “Desired Mythic Pride” è carico di melodie e di quelle sonorità
(Inkas Noize Records) Attivi già dal 2007, i peruviani Mandragora danno alle stampe un 7’’ ovviamente indirizzato ai cultori del metallo classico. Alla fine, questi prodotti vanno incontro ai gusti di un pubblico ristretto ma fedele,
(Earsplit) Cinque brani, oltre sessantacinque minuti di musica, una chitarra acustica, un violoncello e un violino. Il raffinatissimo terzo album dei canadesi Musk Ox (che significa niente più e niente meno che ‘Bue Muschiato’) è un neofolk che, al di là dei soliti nomi, mi ha ricordato moltissimo
(Final Gate Records) Arrivano al debutto i doomster tedeschi Monolith, trio che si è formato nel 2010. L’originalità non li caratterizza: moniker abusatissimo, vocalist con la voce e lo stile praticamente identico ad Ozzy… e genere musicale decisamente sabbathiano, anche se con molto più fumo, forse più lento…