MACBETH – “Neo-Gothic Propaganda”
(Dragonheart/Audioglobe) Sono mancati dalle scene per ben sette anni, ma sono ancora più in forma che mai: i Macbeth tornano dunque all’assalto con il quinto capitolo della loro discografia. In realtà il disco è già pronto da tempo, ma ci sono stati sia problemi interni alla band che, (altro…)
(Autoproduzione) Simpatici, scanzonati e irriverenti, i M.A.I.M. ci propongono da Belluno il loro ‘epica casera metal’: come si può capire dalla copertina e dal titolo di questo ep, siamo in presenza di un folk da taverna per le vostre serate danzerecce quanto alcoliche.
(Bulletproof 20/20 Records) Irlanda del Nord. Terra ricca di passione, energia, calore, impulsività. Perfetto territorio per gli M$R che giungono così al loro terzo lavoro. Un lavoro pieno di divertimento, in quanto anziché essere stato creato nel grigiore “dell’ufficio” di ogni band (studio…) è stato concepito, materializzato e
(Mighty Music) Dopo due EP, i danesi Meridian si sentono pronti per il full-“length” e pubblicano questo “Metallurgy”: dal titolo potete subito capire che i nostri coltivano il metallo classico, pur se con qualche apertura al sound anni ’90.
(Crank Music Group) Norvegia. Non solo musica estrema, ma anche rock, un rock intenso ma semplice, divertente, coinvolgente, capace di intrattenere. Del freddo della loro terra mantengono quel fattore oscuro, gotico, pur dirigendosi artisticamente su un rock moderato, vagamente ispirato a concetti hard rock. Si formano
(Rocksector Records) Trovo sia superfluo fare il conto di quante volte MetalHead abbia avuto a che fare con i Martiria, e rimandare ai link delle passate recensioni e interviste. La band romana si meritava certamente tutto lo spazio che le abbiamo dedicato in passato… come si merita oggi la recensione del proprio sesto album in studio, il quale – non è certo un mistero –
(Heart Of Steel Records) Un progetto strano, diverso, accattivante. Provengono dalla Serbia e l’idea è particolarmente fedele alle origini stesse. Due ottimi musicisti, Boris Šurlan e Vlad Invictus, due amici, mettono in piedi una idea di hard and heavy, con ampie influenze che
(Hellprod) Nuovo demo dei portoghesi e black metallers Mystical. Di loro si è già parlato di un demo in soli 50 esemplari su nastro (
(Autoproduzione) Un po’ di buon vecchio power metal mi giunge (finalmente!) dai My Refuge, band del varesino al secondo ep. Quattro pezzi in questo “Living in Anger”, per circa 18 minuti legati, mi sembra, a stilemi musicali da fine anni ’90 o al massimo inizio anni 2000.
(Autoproduzione) Una band che pubblica un EP (come nel caso dei Mosvord), un demo, un promo, insomma una piccola pubblicazione per bussare alla porta del Regno del Metal e presentarsi, ritengo debba farlo con umiltà e senza troppe pretese che non siano strettamente legate alla musica. Registrare i pezzi con un sound
(Svart Records) Strana formazione questi Mantar. Sono solo in due, uno tedesco ed uno turco. Sono nuovi sulla scena (si sono formati nel 2012) ed hanno solo un singolo alle spalle. Caratteristica strana è che suonano e registrano solo quello che sanno suonare: chitarra, batteria, voce (cantano entrambi). Quindi niente basso! Scelta un po’ scarsa, quando sappiamo tutti che almeno qualche
(Debemur Morti Productions / Audioglobe) Se c’è una cosa che non sopporto nell’industria discografica, grande, piccola o underground che possa essere, sono le raccolte fatte ‘a cazzo’. Non mi piace usare le parolacce nelle recensioni, ma almeno si capirà il mio sdegno. Non so chi abbia ideato l’antologia “Teeth, Toes and
(Inverse Records) I Magenta Harvest arrivano a noi grazie ad elementi di …And Oceans, Finntroll, Chthonian e Havoc Unit. Sono finlandesi e suonano un death metal alla svedese, ma nella versione melodic, quella dei Dark Tranquillity meno progressive. Insomma il melodic, pulito, laccato, alla svedese, di Gotheborg magari, quindi
(Gain Music / Sony) Göteborg qualche anno fa ha partorito dei nuovi figli. Niente a che vedere con le funamboliche e melodiche sonorità del death e infatti la nuova prole è semplicemente hard rock. I Mustach rappresentano un esempio del nuovo, inteso come contemporaneo, hard rock e alternative metal, cioè di quelle cose che sanno di metal e contemporaneamente di rock portandosi dentro
(Videoradio) Quanto può essere rock un nome come Miss Eliana? Me lo son chiesto già alla seconda canzone dell’album della suddetta artista, “Love Affairs”. Il nome d’arte di Eliana Cargnelutti prima dell’ascolto mi ha fatto pensare a un rock soft e magari quasi tendente al pop. Poi si scopre che Eliana ha una voce che quella roba manco potrebbe arrivare a cantarla, magari il soul, ma
(DoognadRecords) Mentre che arriva il nuovo doppio album, questo aprile, i finlandesi Mr. Peter Hayden ci propongono un singolo d’assaggio, che presenta diviso su due lati lo stesso brano (che per quanto inedito appartiene alla prima fase della vita della band, essendo stato composto nel 2006). Un ammaliante space/post rock psichedelico fatto di suoni profondamente
(Hells Headbangers) Ne ho sentite tante di porcherie, bestialità, abominii, perversioni e pazzie di carattere sonoro, ma questi aggettivi li uso in senso buono, cioè volendo dire il contrario di ciò che significano. Un’antifrasi. Nonostante ciò i Macabre sono quel genere di autori ‘disturbati’ e disturbanti che mi porto nel cuore, o forse nei neuroni. Il loro sound mi si è tatuato nelle fibre
(GlobMetal Promotion) Decisamente pochine le informazioni in rete (almeno in alfabeto latino) sui Morguenstern, band russa fondata già nel 2001, ma subito scioltasi per riformarsi solo l’anno scorso e pubblicare quindi il debut. Chi dalla copertina si aspettasse una sorta di heavy’n’roll dai toni horror, o magari un heavy/punk scanzonato e caciarone, è decisamente fuori strada: la band suona
(Witches Brew) Prima di passare alla recensione di questo 7’’, sono stato un po’ sul sito degli statunitensi Midnite Hellion, e ci ho trovato così tanta passione per l’old fashioned heavy metal da restarne sbalordito! Dopo un demo e un ep i nostri saggiano ancora il mercato con questo singolo, e presentano la nuova cantante PJ Berlinghof, che conosco per via dei Twilight Odyssey: il loro
(Moribund) Manca l’aria. Manca la luce. Un atmosfera satura di gas tossico avvolge, coinvolge, annienta. “The Nine Gates” è oscurità da inalare, veleno da assumere, viaggio spaziale, ritorno infernale. E’ rituale, carne che diventa spirito, morte, annegamento, estinzione. Puro occultismo, malvagità, ossessione sonora. Miasmyr, l’artista dietro a questa one man band Australiano offre
(Autoproduzione) Fin da quando è arrivato in redazione, mi sono subito reso conto che questo “Downfall Theatre” era un disco strano. È un debut di quello che è partito come uno studio project, proviene dal Lussemburgo (mai capitato!) ed è in free download (
(Autoproduzione) Sono delle streghe. E nessun stregone è ammesso a questa congrega, a questo rituale. Fanno incantesimi perversi dalla vicina Slovenia. Il loro ordine non-religioso vanta cinque adepte, ed il loro credo è orientato al doom metal. Genere maschile per tradizione? A loro non sembra importare molto, e riescono ad offrire un demo con due tracce convincenti, ben suonate e coinvolgenti.
(Limb/Audioglobe) Tutte le informazioni sul progetto Masters of Disguise potete trovarle
(Tenacity Music) Pochi anni di vita e un EP nel 2011 curato da Johann Meyer (Kandyss, Yverdoom, One Way Mirror, Kruger) e adesso il debut album che svela quanto i Make Me A Donut siano una formazione capace di produrre già buoni livelli musicali, fatti di djent-prog-cyber death metal. Strutture sonore frammentate, scolpite con decisione e precisione. Questa band sembra conoscere la
(Black Board Records) Ma che fa la Pure Steel Records? Non sa quanto lavoro abbiamo già noi poveri recensori? Perché allora girarci il promopack di un disco uscito ormai quattro anni fa? Scrivo comunque due righe per dovere di cronaca… I Medusa’s Child sono svizzeri e questo è il loro terzo full-“length” di heavy/power metal molto condizionato dai modelli degli anni ’90.
(Hollow Earth Records) Già dall’indefinibile copertina si può immaginare come gli sloveni Mothermound si dedichino a un metallo oscuro e violento: quello che non potevo sapere è che il loro sound è una mirabile commistione di più generi, che funziona decisamente bene nonostante qualche piccola lungaggine di troppo. Sotto questo nome la band è attiva soltanto da 4 anni, e
(Autoproduzione) Vi presento oggi un disco particolare, che poteva essere un capolavoro assoluto, ma non lo è… proprio per il suo anelito ad esserlo! Gli olandesi Magion sono al secondo full-“length” e ci propongono un power/gothic che porta all’estremo tutte le caratteristiche di questa musica… per farvi capire, è come se fossimo di fronte ai Dragonforce di questo (sotto)genere!
(Sound Age Productions) Di origine russa, ma di stanza a Darmstadt, in Germania, i Morok hanno atteso quasi dieci anni per pubblicare il loro primo full-“length”: che non a caso ha una gradevole patina vintage sopra di sé. La titletrack cresce lentamente per sfociare in una cavalcata pagan black primordiale; anche “The last Path” sa di foreste innevate e delle band della prima, irripetibile
(Cyclone Empire) Ed ecco che finalmente, in mezzo a tanti dischi fotocopia, la Cyclone Empire ti butta sul mercato un vero masterpiece! I tedeschi Mountain Throne giungono al debut dopo la solita trafila di demo ed ep, e trovo che la definizione di ‘ancient heavy metal’ che essi stessi danno alla propria musica sia indovinatissima! “Spirits of Fate”, la grintosa opener, mi ha ricordato
(Napalm Records) Una delle migliori band neo-metal che ci siano in circolazione. Continuo a pensarlo e a sostenerlo, nonostante i Monster Magnet siano sempre incollati dalla stampa specializzata come la band di “Powertrip” e per non parlare delle vicende extra musicali (droga) di alcuni dei singoli componenti. Non so voi, ma io “Mastermind” l’ho consumato in questi tre anni e adesso
(Autoproduzione / AAP) Questo sound è una fogna, un pozzo, una voragine apertasi nella terra. Questo sound è oscuro e assurdo. I Mörkö sono finlandesi e attivi da poco più di dieci anni. hanno realizzato già dei lavori, ma per quanto mi riguarda è la prima volta che li affronto e non smetto di staccarmi da “Itsensänimeävä”. Un album atrocemente oscuro, nero: è una notte fonda che piomba
(Comatose Music) La copertina di “The Blueprint for Blood Spatter” farebbe invidia a quelle dei Cannibal Corpse. L’immagine centrata, dall’alto, offre una visuale d’impatto su una scena orribile. Visivamente il ritorno dei Mortal Decay è da shock e doveva essere così visti i gli otto anni trascorsi in silenzio, o quasi. “The Blueprint for Blood Spatter” è il quarto lavoro degli Statunitensi, affrontato
(Blacksmith Records) “Dead Atmosphere” apre tenebrosamente questo EP dei tre deathers tedeschi Miseo. Sonorità molto robuste, possenti le distorsioni, fatte di vera roccia. Il cantato è un growl torbido (di Ferli Thielmann, anche chitarrista), ritmiche poderose e molto dinamiche (sono di Timo Claas, accompagnato dal basso di Andre Rink). I Miseo si rifanno alla scuola
(Argonauta Records) Markus Grönfors, finlandese, è l’unico musicista dietro a questo progetto di post metal/ambient interamente strumentale: “Ocean Heart” è un disco autunnale, freddo e distaccato, che convince proprio per la sua algidità. La titletrack è minimalista: solo una chitarra laconica densa di riverbero e qualche secco suono di piatti e tamburi.
(Limb/Audioglobe) I Masters of Disguise sono una nuova formazione tedesca composta da ‘vecchie volpi’ dell’underground, con alle spalle anni di esperienza (fra di loro ci sono l’attuale batterista dei Manilla Road, Andreas Neuderth, e il vocalist dei Roxxcalibur,