Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
TORN THE FUCK APART – “Sexually Transmitted Torture”
(Ossuary Industries) Terzo album per gli Statunitensi Torn The Fuck Apart, band proveniente da Kansas City dedita ad un brutal death dalle tematiche gore (titoli come “Digested Genitalia” e “Autopsy Of A Cunt” sono esplicativi, in questo senso). Il loro sound pesca a piene mani da acts come Suffocation e Monstrosity, alternando riffs (altro…)
(Indie Recordings) Credo di essere l’anti-tutto. L’anti-media. L’anti-pensiero comune. Ed il tutto, la media ed il pensiero comune hanno sempre detto di tutto sui 1349. E’ stata definita band media, band povera di idee, band che va avanti solo perché c’è Frost alla batteria. Cazzate. E che dire della loro discografia? “Demonoir” è un grande
(Peaceville) Perché Paul Allender è andato fuori dai Cradle Of Filth? Al fatale evento Dani ha dato poche settimane or sono una sommaria spiegazione: “I problemi non sono tanto a livello personale, quanto il fatto che si sia trasferito in Minnesota e che il suo side project, i White Empress, gli stiano togliendo parecchio tempo a sua disposizione. Io ho ben due side projects, ma metto sempre al primo posto i Cradle Of Filth”. L’iniziale canzone
(Red Cat) Con un tale monicker, non è difficile immaginare quali siano state le origini dei romani Mindcrime: la band è nata nel 2009 come cover act dei Queensryche, ma ben presto i nostri hanno deciso di scrivere i brani originali che oggi compongono questo “Checkmate the King”. L’opener “Stormchild”
(Pavement Music / Soulfood Entertainment) Quarta uscita discografica per Pulvis Et Umbra, band nata a Cremona nel 2002 dopo lo scioglimento dei deathsters Phoneutria. Dopo vari cambi di formazione, due EP e un full length, questo ritorno sulle scene vede la presenza del solo fondatore Damy Mojitodka ad occuparsi di tutte le
(Debemur Morti) Il debut degli svedesi Sons of Crom ha rappresentato la croce e la delizia di questi miei ascolti settembrini, e forse il modo migliore per spiegarvi perché è passare direttamente al track-by-track… Il disco inizia con “Myrkrafar”, che ha il fascino dei Last Empire o meglio ancora
(Ektro Release) Progetto parallelo di musicisti appartenenti ad altre band, tra le quali i deathsters finalndesi Vorum. Solo che questa band dal nome impronunciabile non suona death, piuttosto un esplosivo rock’n’roll, pieno di energia, carica emotiva: decisamente travolgente. Solo tre tracce per ora .un EP-, ma molto convincenti: cantante in
(Glassville Records) Gradevole esordio rock per The Sixxis, da Atlanta, Georgia: una band giovane che però è già stata in tour con Wishbone Ash e Spock’s Beard. “Hollow Shrine”, come vedremo subito dal track-by-track, è un disco dalle due anime: i nostri tentano di essere sia ‘commerciali’ che musicalmente interessanti…
(Autoproduzione) Prodotti da Massimiliano Forte dei power/progsters 4th Dimension, i Balt Hüttar esordiscono sul mercato discografico con questo gradevole demo di quattro tracce, il cui titolo significa “Danza Cimbra”. I nostri, infatti, si fanno fieri sostenitori delle tradizioni della propria terra, il Veneto o più precisamente
(Svarga Music) Moniker apparentemente ispirato al nome di un fiume dei monti Carpazi per un pagan black metal che vede l’ottimo debutto di questo trio proveniente dall’Ucraina, formatosi nel 2012 e con alle spalle solo un demo; Interessante l’evoluzione, visto che l’idea originale era di suonare un black atmosferico, il quale si è poi
(autoproduzione) Nuovo e molto convincente act proveniente dalla Finlandia: gli Endzeit si sono formati a fine 2012 con tutta l’intenzione di essere una band di selvaggio black metal: “Years Of Hunger” è il loro EP di debutto… e rivela un contenuto molto più sostanzioso di un “semplice” black metal “raw”. Le cinque tracce (circa ventidue
(Iron Shield Records) Thrash metal di stampo americano, con sporadiche cadenze teutoni, un lieve incedere punk in alcune situazioni, ma nella sostanza il thrash resta imperioso e dominante. Un inferno che divampa, una sezione ritmica che sconquassa ogni cosa, nonostante sia asciutta, essenziale. Fiamme dirompenti e un riffing che lavora come un motosega. Fuoco, furioso
(SPV/Long Branch Records) Ai confini del metal, ma ampiamente dentro la sincerità e la concretezza musicali. I Livingston, nati in un UK ma cresciuti a Berlino hanno già visto il successo. “Sign Language”, il loro debutto del 2009, fu un successo e la label di allora li spinse verso strade
(Mausoleum Records) Il precedente disco dei Lord Volture, “Never cry Wolf”, non mi aveva convinto del tutto (
(Nuclear Blast) Quarto album per gli Statunitensi Suicide silence, band di punta del panorama deathcore. Il titolo dell’album è emblematico, una sorta di reazione dopo la perdita di un elemento caratterizzante come il singer Mitch Lucker, morto nel novembre 2012 dopo un incidente motociclistico; il gruppo decide di continuare, reclutando
(DeFox Records / Heart Of Steel Records) Hard rock melodico d’alta classe quello proposto da Red Bertoldini, artista Veneziano (ma ora vive negli States), già batterista della metal band Dark Lord e successivamente cantante presso Foxy Lady, Rebel Toys e Mary Rose. Questo album, risalente al 1992 ma inspiegabilmente mai pubblicato
(Iron Shield Records) Dalla provincia di Reggio Emilia ci arriva il secondo full-“length” degli Explorer, trio speed attivo da una decina d’anni e che ha già pubblicato in passato con la Iron Shield. Otto brani, trentadue minuti, tanta immediatezza e una buona dose di divertimento: ma non siamo mai in presenza
(Pure Steel Publishing) Calibre Zero, compagine spagnola che ha raggiunto il quarto full length e che suona, a proprio dire, Rock-Metal. Procedo quindi con l’ascolto track-by-track di “Con Las Botas Puestas”, che – curiosità non da poco – in senso letterale (ma solo in quello) è l’equivalente spagnolo di “Die With Your Boots On” degli Iron Maiden!
(Century Media) Vent’anni sono passati dalla formazione di questa band Bavarese estrema, ed estremamente complicata. Lo ammetto: li adoravo disperatamente quando al microfono c’era Azathoth, ma l’attuale vocalist -Morean-, arrivato al terzo album, offre una vasta gamma di perversione, oscurità, malvagità…ed ampiezza nel
(Candlelight) Non proprio originali, non innovativi, ma certamente una delle poche band black metal statunitensi degne di essere ricordate. I Krieg sono stati tra i primi ad accorgersi di quanto stesse accadendo in Europa qualche decennio fa, con l’avvento di un manipolo di norvegesi agguerriti e dannati. Il black metal americano è sempre stato ai margini, ma i Krieg sono stati capaci di riprendere sonorità importanti e di un certo interesse.
(Seventh Rule) Un nome (tolto dai Judas Priest), un programma: la one man band dell’Oregon Megaton Leviathan propone un metal pachidermico e lentissimo, che mette assieme tutto quello che di buono c’è oggi nella scena extreme doom. Solo quattro brani in scaletta, il più breve dei quali dura circa nove minuti:
(Trollzorn Records) I Nothgard sono la prima band di Dom R. Crey, recentemente subentrato negli Ensiferum: probabilmente nasce da qui l’idea di un tour congiunto delle due formazioni, che partirà fra pochi giorni e toccherà anche l’Italia. “Age of Pandora” è il secondo disco di questi bavaresi, e la presenza
(Pesanta Urfolk) In Metalhead un po’ tutti abbiamo perso la testa per la Pesanta Urfolk, etichetta statunitense capace di pubblicare sonorità che definire sperimentali sarebbe alquanto riduttivo. La musica della Pesanta Urfolk è sopra le righe. Sempre. Qualsiasi cosa o genere proposto, viene
(Pulverised Records) Mini album di debutto per gli Under The Church, band nata dalle ceneri dei leggendari Nirvana 2002, prime movers della scena death metal Svedese insieme a Entombed e Dismember. I brani che compongono questo EP si rifanno totalmente a quello stile che hanno contribuito a creare, caratterizzato da chitarre “a
(W.T.C.Productions) Secondo demo per i tedeschi Dysangelium che sono ormai arrivati vicini al debutto discografico proprio con la WTC Productions. Un demo che -quindi- non è più inteso come “musica dimostrativa della band” ma bensì musica che anticipa -come un singolo o un EP- ciò che proporrà il full length, ovvero una esagerazione di odio, furia, rabbia … ed ottima
(Blood Harvest) Infame e sordido split tra gli argentini Black Vul Destruktor e i cileni Et Verbi Sathanus. I Black Vul Destruktor sono un vero e proprio massacro sonoro, perpetrato con mezzi approssimativi. Registrazione greve, ombrosa, distorsioni pastose, strutture death metal lanciate a velocità folli. I Sathanus si presentano con un thrash/death
(Eisenwald Tonschmiede) Crudele armonia. Il quinto album degli americani Agalloch è una brutale, crudele, perversa armonia… un’armonia che si costruisce sulla loro consueta varietà di influenze, capaci di attrarre verso il metal un’ampio ventaglio di sonorità -folk ed alternative comprese- dando origine ad un sound coinvolgente, pieno
(Despotz Records) Pochi giorni fa leggevo che le Crucified Barbara hanno dichiarato che questo album, il quarto per le ragazze svedesi, contiene qualcosa di importante: ovvero “le nostre opinioni hanno preso un posto ancora più importante nella scrittura [dei pezzi]”. A cosa si riferiscano nello specifico sono le stesse rockers a dirlo: diritti degli animali e misoginia. Argomenti non nuovi per
(Nuclear Blast) A distanza di quattro anni dal precedente “We Rule The Night”, tornano sulle scene gli Svedesi Sonic Syndicate con questo album omonimo. La band ha accentuato le incursioni elettroniche e melodiche, tentando ritornelli ruffiani di facile presa che non sempre raggiungono il risultato sperato, accantonando parzialmente
(Svart Records) Pazza Finlandia. Opium Warlords è un altro deviato parto di quella suprema congrega di stregoni Finlandesi che un tempo si chiamava Reverend Bizarre… una band unica e storica, che con la sua fine ha dato origine -o comunque alimentato- innumerevoli altri progetti…
(Shadow Kingdom Records) Capita anche alle buone etichette di prendere degli abbagli: in questo caso, la meritevole Shadow Kingdom Records, che per quel che mi riguarda è l’esatto equivalente americano della tedesca Pure Steel, ci offre l’esordio su lunga distanza dei Johnny Touch, band australiana di heavy metal classico
(Ektro) Album strano e complesso. I finlandesi Plain Ride provengono da quattro album di folk rock ed improvvisamente decidono di deviare -leggermente- rotta. “Skeleton Kites” è oscuro, profondo. Un disco che unisce sensazioni dark con un folk -costantemente presente nel sound dei Plain Ride- ed un’anima sostanzialmente
(autoprodotto) Questi ragazzi mi fanno impazzire. Sono l’assurdità dell’assurdità. Siamo in pieno territorio underground, ma -diavolo- questo CD è troppo ben confezionato… contiene pure gli adesivi. Poi siamo in piena era di comunicazione e le loro mail per contattarci hanno molto di
(Pure Steel Records) Tedeschi, sporchi e bastardi quanto basta: questi sono i Wolfen. Non ingannano le attese, suonano quello che sanno fare meglio, heavy metal classico con riff potenti e cori trascinanti… insomma ci hanno fatto “sbattere la testa” per tutta la durata del disco! “Evilution” è il nuovo album del quintetto di Colonia,
(Autoproduzione) Debut album per gli Hate After Rage, band Italiana (di Latina) attiva dal 2011. Musicalmente possono essere catalogati come metalcore, ma tale definizione la trovo riduttiva, pur avendo molte attinenze con questo genere. Le influenze sono, infatti piuttosto variegate e spaziano dal metalcore stesso al groove metal di