Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
KINGDOM – “Morbid Priest of Supreme Blasphemy”
(Hellthrasher Productions) Autopri di un death metal dozzinale e sporco, i polachi Kingdom celebrano sonorità underground consumate e devastate da atmosfere dannate, ma anche caotiche e con punte estreme, quasi votate ad un death-grind amorfo. I Kingdom esprimono anche passaggi pacati e nei quali cascano in un thrash potente, (altro…)
(Maple Music Records) Pochi ma buoni: gli album dell’etichetta canadese Maple Music che mi sono capitati fra le mani sono limitati nel numero, ma sempre ottimi nella musica! Non fa eccezione il debut dei Valfreya, anch’essi canadesi e guidati dalla frontlady Crook: “Path to Eternity” si rivela una valanga di black/folk/battle metal
(Frontier Records) Mi avvicino a questa opera con una strana sensazione. Sono un po’ stufo della moda delle rock opera a tutti i costi. Mi annoia il mercato dei cantanti ospiti (Sempre gli stessi). E quando Frontiers iniziò con i trailers della “nuova rock opera”, il buon Timo mi mentì spudoratamente quando gli scrissi in privato
(Century Media Records) Nuovi scenari, nuove evoluzioni. Sono giovanissimi. Sono Americani. E hanno partorito qualcosa di veramente nuovo. Come? Mescolando. Sommando. Se in passato abbiamo avuto artisti che hanno messo insieme concetti apparentemente incompatibili, come black metal e sinfonia, o death metal
(Peaceville Records) Il tempo di assimilare e vivere pienamente “Macabre Eternal” e due anni dopo ecco che gli Autopsy, tra le migliori celebrità di sempre del death metal, sfornano un nuovo album. L’attimo in cui l’opener “Slaughter at Beast House” inizia da immediatamente la certezza che a suonare sono gli Autopsy,
(Mausoleum Records) I russi Grenouer sono attivi da qualcosa come venti anni, ma è la prima volta che le nostre strade si incrociano. Documentandomi un po’ in giro leggo che la band è passata da un thrash/death devastante a una sorta di rock d’atmosfera: “Blood on the Face” è addirittura il loro settimo album, e in esso
(Punishment18 Records) Complesso. Intelligente. Elaborato. E’ questa la descrizione di questo terzo album degli Italiani Lunarsea. Esperti, capaci, navigati: hanno suonato ovunque, fatto decine di concerti, fino al trionfo che li ha portati a guadagnarsi l’apertura per i grandi Dark Tranquillity in Italia. C’è molto death metal
(UDR/EMI) Energia ritrovata, fresca, e travolgente. Torna una delle band più mitiche e potenti della fine degli anni ’80. Torna dopo una lunga pausa discografica, l’ultimo lavoro risale al 2006, con un EP poderoso, primo di tre capitoli, il quale riprende sonorità dell’epoca che vedeva Sebastian Bach alla voce.
(Autoproduzione) Se “Duality of Things (QUI recensito
(Autoproduzione) I rockettari francesi Alt si lanciano in quattro EP, “I’m a Dancer”, “I’m a Singer”, “I’m a Model” e il quarto in arrivo entro la fine dell’anno. Quattro piccole release per esporre un rock alternative molto anni ’90, quando certe sonorità prese dai ’70, in particolare Led Zeppelin, davano vita
(Avantgarde Music) Sperimentazione pura. Sperimentazione oscura. I Polacchi Thaw sono certamente una realtà diversa, particolare, unica. La direzione musicale assicura solamente decadenza di ogni sorta, senza inquadrare la band dentro un genere definito. Questi quarantadue minuti infatti racchiudono
(My Graveyard Productions) Gli oscuri Blood of Kings, di Seattle, pubblicano il loro debut con l’italiana My Graveyard Productions: ci godiamo ancora una volta un prodotto di nicchia, per die hard defenders legati a una dimensione dell’heavy metal che, per qualche anno completamente scomparsa,
(My Graveyard/Masterpiece) Qual è l’album dall’uscita più posticipata della storia del metal e dell’hard rock? “Chinese Democracy” dei Guns’n’Roses? Sbagliato! Si tratta del debut dei marchigiani Battle Ram, attivi fin dal 2001, ma che solo in questo 2013 danno alle stampe il loro debut, che era stato annunciato
(Tanzan Music) Nome decisamente desueto per questa band italiana ma guidata da un cantante di origini bulgare, Dimitar Argirov (‘Dimmi Argus’ è appunto il suo soprannome): “Bad Dream” è il primo full-“length” e segue a un demo e un ep, allineando undici tracce (una è una cover) di old school heavy metal
(Autoproduzione) Gabriele Bellini (Hyena, Metamorphosis e altri progetti) è un maestro della chitarra e UnderWorld Collection è un progetto nel quale coinvolge un manipolo di chitarristi di spessore e non ancora noti, ottenendo così un’antologia delle “virtù della chitarra”. Brani strumentali
(I Hate) Arriva colpevolmente in forte ritardo la recensione dell’ultimo lavoro di questa band statunitense. Il motivo? Bah, solamente perché ogni volta che ho ascoltato “Blood Moon Rise” mi sono perso. Smarrito in un bosco di suoni, in una fitta vegetazione di splendide note dai riflessi sensuali,
(Autoproduzione) Death metal e sassate, questo è l’esordio dei lombardi Grind Zero. Attenzione però, non siamo in presenza di musicisti che caricano come tori e danno botte, infatti nella loro immediata potenza e frenesia il riffing appare dinamico e la sezione ritmica segue il passo segnando le oscillazioni del songwriting,
(Avantgarde Music) Un inferno terrestre che diventa abisso infinito dell’universo. Sensazioni fredde. Un freddo digitale. La vita diventa impossibile. Il concetto di vita è estinto. Negazione dell’umanità. Assenza di luce. Anime che si dissolvono. Rimangono solo macchine che dominano uno spazio sconfinato.
(Old School Metal Records) Avrete già capito che nel nome della band SF sta per San Francisco, dunque un modo esplicito per i Potential Threat SF di dichiararsi appartenenti al thrash metal con orgoglio ed esperienza. La band ha sulle spalle ben 27 anni di attività ma il primo album è del 2009 e
(SPV/Audioglobe) Ricordo che, qualche anno fa, comprai con grande fiducia “Human Parasite”, il secondo disco dei melodic metallers tedeschi Powerworld: mi avevano colpito alcuni dei nomi coinvolti, come quello del singer Andrew MacDermott (tragicamente scomparso nel 2011) o quello
(MyGraveyard Production) Un primo passo di una certa qualità questo EP dei Blindeath, band thrash metal lombarda composta da elementi molto giovani ma già con un bagaglio tecnico di una certa rilevanza. La copertina farebbe pensare a qualcosa di underground e dozzinale e invece i Blindeath anche nelle
(This Is Core Music) E’ totalmente vero che i varesini Greasers hanno passato tanto tempo in uno scantinato a ridosso della Svizzera, nel quale hanno suonato per giorni pezzi di Guns ‘n’ Roses, Led Zeppelin, Nirvana, Alice in Chains e Pearl Jam. In particolare sono le ultime band, quelle dell’epopea
(Nuclear Blast) Presumo che i Children Of Bodom sono tra le band più amate dai metallari o comunque sono tra quelle che possono contare su un solido seguito, infatti le loro magliette le ho sempre viste girare tra le folle di tutti i concerti ai quali ho assistito. Non sono un accanito sostenitore del complesso
(Metal Mind Records) Suoni pesanti, pesantissimi, che vomitano riffs e urla selvagge. Un’orda di vichinghi incazzati lanciati all’assalto. Sono Polacchi, ma sono estremamente stoner/southern. Pagano certamente un tributo ai Black Label Society (per i quali hanno anche aperto nel 2011), ma suonano sinceri, feroci e
(Metal Mind Records) Strano paese la Polonia. Produce grandi artisti e li manda in giro per il mondo. Ha un underground iperattivo, ha stili musicali che ormai sono quasi brands nazionali… e talvolta se ne esce con progetti assurdi e quasi estremi. E’ il caso di questi Anti Tank Nun, al secondo album,
(Massacre/Audioglobe) L’’angelo nero’ del gothic metal tedesco pubblica un album che si chiama ‘sole nero’… Dave Jason, il polistrumentista alle spalle di questo progetto, offre un assaggio di quello che sarà il suo prossimo disco. Ora mi chiedo onestamente a cosa serva una release di sedici minuti, per un artista
(Century Media) Inquietante ed oscuro. Ispirato e ricco di sentimenti. “Construct” apre con la stupenda “For Broken Words”, dove quella lama estremamente tagliente quale è la voce di Stanne assalta l’ascoltatore, mentre si rivela una costruzione musicale di superlativa qualità, con suoni potenti,
(Autoproduzione) Provenienti da alcune pubblicazioni precedenti, i francesi Death Agony piombano nella scena death metal europea con un debut album che abbraccia pienamente la scuola europea, soprattutto attraverso Behemoth, God Dethroned, Bolt Thrower, tanto per citare alcune band
(Metal Mind Records) Doogie non ha bisogno di presentazioni. È una leggenda. Ha una voce superba, unica, inimitabile. Tutti lo conoscono: Malmsteen, Blackmore, Cornerstone, Tank. La Paz è una band formatasi in Scozia, una di quelle band che per strani giochi del destino non ha mai raggiunto il successo.
(Dust On The Tracks) Un debutto elegante, piacevole, accattivante nel suo naturale e semplice classic/hard rock. La manifattura di questa musica è tedesca, ma i Bodyguerra hanno un tocco internazionale, completamente pervaso dall’essenza classic rock contaminata però da riff hard o AOR;
(Horror Pain Gore Death Prod.) Gli Apocryphon sono americani, pestano nel verso del death metal ma di quello più robusto, sostenuto. La doppiacassa lavora di continuo e spesso fanno capolino i blast beats, mentre il riffing molto spesso tende ad essere agguerrito, serrato, come una sega scarnificatrice,
(Dokuro/Crucial Blast) Adoro la politica artistica della Crucial Blast. L’etichetta del Maryland ha un catalogo fatto di “stranezze”, cioè noise, ambient black metal, electro noise-industrial, dark ambient e cose simili. Non proprio il genere di musica per tutti, ma chi ha interessi che convergono
(Peaceville) Ritornano i My Dying Bride , anche se solo per un EP, e le folle adoranti si segnano con riverenza a questo nuovo verbo fatto in musica di una delle metal band britanniche più celebri. I My Dying Bride con “The Manuscript” segnano il solito rituale doom dalle tinte vivacemente epiche, malinconiche
(Minus Head Records/Graviton Music S.) Mettendo insieme Kurt Brecht voce e carismatico elemento dei D.R.I. e una buona parte dei Dead Horse, cioè Ronnie Guyote alla batteria, Scott Sevall e Greg Martin alle chitarre e Bubba Demis dei Verbal Abuse al basso, si ottengono i Pasedana Napalm Division.
(My Graveyard Prod.) Guardate quella copertina. Leggete quel nome, notatene i caratteri. Leggete i titoli dei pezzi (“Path of No Return”, “Psychosis”, “Ignorance Grows Strong”). Osservate le foto dei musicisti: jeans, scarpe sportive, t-shirt di Onslaught, Megadeth, Wehrmacht, Voivod. Si, esatto, sonano thrash