RUSTED BRAIN – “Juggler”
(Autoproduzione) “Juggler” è il primo atto discografico di questa band polacca, sulla quale non ci sarebbe molto da dire sulla loro musica. E’ un thrash metal totalmente old style, espresso attraverso quattro pezzi. La band nasce a Varsavia pochi anni fa e fino ad ora il suo curriculum è cospicuo in quanto ad esibizioni live. Hanno partecipato al Pozerkill4Ever Tour con Hirax e Assassin, al Metal Battle PL, arrivando terzi, e suonato al MetalFest dove c’erano Megadeth, Kreator, Death Angel, Blind Guardian e altri. In agosto 2012 la band è stata in studio per incidere quello che sarà il debut album. (altro…)
(Candlelight) Si erano perse un po’ le tracce dei Rumpelstiltskin Grinder dopo “Living For Death, Destroying The Rest”. La band statunitense pare abbia addirittura tentato di cambiarsi il nome, ma le cose sono rimaste come erano. “Ghostmaker” è una fusione estrema tra il death metal e il thrash (a tratti si avvicina al black metal, anche per via dello screaming nel cantato), la quale genera un sound robusto ma dinamico, senza privarsi delle opportune melodie per diversificare i pezzi e rendere la musica maggiormente fruibile.
(Razar Ice Records) I Reverence sono il nuovo progetto di Bryan Holland, ex-chitarrista dei Tokyo Blade, Todd Michael Hall, vocalist che molti conosceranno per le sue collaborazioni con Jack Starr, e Steve Wacholz, primo drummer dei Savatage. E allora perché il loro debut non è un capolavoro? Mistero! Gli undici brani di questo “When Darkness calls” spesso rasentano soltanto la sufficienza (anche per la produzione e il missaggio) e solo di rado c’è qualche colpo d’ala che ci porti sulle vette dell’heavy/power metal.
(Pure Rock-Audioglobe) Tre album in ventisei anni: i tedeschi Roachclip non sfornano certo un’uscita dopo l’altra, ma puntano sulla qualità che sostiene prodotti come questo “Nightfalls”, un’ora quasi esatta di hard rock legato ai vecchi, intramontabili schemi. Quasi tutti i 13 brani in scaletta lasciano una traccia duratura nell’ascoltatore, e questo avviene già dopo un paio di ascolti.
(Dysfunction) Divisi fra Emilia e Lombardia, i Replosion ci offrono un progressive/power metal molto vario e intrigante: “The resting Place of Illusion” (notare come il titolo contenga il nome della band) è il loro debut ed è pubblicato a distanza di ben cinque anni dal precedente demo. In scaletta c’è subito la titletrack: i suoni sono un pochino compassati ma il brano è ben costruito e mai scontato nei suoi cambi d’atmosfera
(Autoproduzione) “It’s only Rock’n’Roll but I like it”, diceva un certo Mick Jagger: e direi che questa frase va benissimo per presentare l’ultima fatica degli abruzzesi RockRace, 10 brani di rock/blues sporco ma genuino con un piede nei ’70 e l’altro all’incirca fra 1987 e 1993, nell’epoca dei Guns’n’Roses. Le composizioni sono immediate, fatte per essere suonate dal vivo, e intrattengono piacevolmente l’ascoltatore
(Nuclear Blast-Audioglobe) E’ del tutto superfluo annunciare che attorno a questo “Ascending to Infinity” si era creata una attesa spasmodica: dopo lo split più cortese della storia della musica, Turilli aveva preso con sé Dominique Lerquin e Patrice Guers e si era subito dedicato alla composizione di nuovo materiale, mentre i superstiti Rhapsody of Fire (compreso Alex Holzwarth, che ha continuato a collaborare pure con Turilli fino a poco fa!) si lanciavano in nuovo tour
(Autoproduzione) Chiamiamolo indie rock, se volete: ma nell’ep d’esordio dei cilentani Radio in Technicolor c’è qualcosa di più, qualche influenza più datata e anche una certa apertura nel rileggere i canoni del genere. I sei brani di questo debut, musicalmente solari e delicati, ma con testi sempre pervasi da un velo di malinconia e vago rimpianto, sono legati da un tenue filo rosso, e si propongono di raccontare in musica diverse situazioni ed emozioni di un uomo ‘smarrito’
(Karthago Records) Il primo embrione dei tedeschi Reaper risale al 1984; da allora, con estrema discontinuità, la band ha continuato a farsi notare sul mercato heavy/speed metal più undergound e intransigente. La Karthago ci propone oggi la riedizione del loro rarissimo ep “Fairies Return” del 1986, una scelta di brani dai demo editi nello stesso periodo, e tre pezzi registrati nel ’91 e mai pubblicati.
(Candlelight) Si abbassano le luci, l’oscurità guadagna qualche palmo sugli oggetti che vi circondano e in quegli angoli più bui sembra di vedere forme bestiali agitarsi. Nel caso abbiate necessità da svolgere un rito nero oppure una discesa nell’anima, potrebbe essere questo “The Asthenic Ascension” un sottofondo adeguato. Tuttavia i Reverence, si sa, non sono una band di estrazione ambient e non sono, come spesso si sente dire, una black-industrial band
(Autoproduzione) Interessante EP d’esordio di cinque pezzi per i bolognesi Reasons behind, che propongono con intelligenza e vivacità un gothic metal abbastanza ispirato alla scena nord-europea. “The End of our Chapter” inizia su toni decisamente alla Nightwish ma si avvicina anche ai Within Temptation quando il ritmo rallenta: davvero piena e avvolgente la voce della singer Elisa Bonafè, sicuramente la marcia in più di questa giovane formazione.
(Autoproduzione) Dietro un demo o autoproduzione di una neonata band, c’è sempre una storia. Quella qui raccontata è dei Raging Age e inizia in Puglia nel settembre del 2011. Mentre si dedicano alla birra, alla tequila e alla disoccupazione, i quattro musicisti si danno il suddetto nome e ripongono il proprio futuro in questo promo di cinque pezzi e la ricerca di una etichetta che creda in loro.
(Autoproduzione) Forse i Rosa Infra sono la band più singolare che mi sia mai capitata di recensire in questi undici anni al servizio dell’heavy metal. Non tanto per la proposta musicale, che è un gothic metal con qualche influsso industrial, ma perché i nostri sono moscoviti, il promo è arrivato senza una riga di spiegazione, i testi sono in russo, il dominio del loro sito è scaduto
(Steamhammer/SPV) Si può dire di tutto dei Running Wild odierni. Si erano sciolti ufficialmente nel 2009, e non facevano un album dal 2005. Ora arriva questo nuovo album. Mossa commerciale? Probabile. Noia della terza età? Può essere. Crisi creativa che ha avuto bisogno di una lunga pausa? Forse. Resta il fatto che stiamo parlando di una creatura storica, che risale agli anni 70.
(Atomic Stuff/logic(il)logic) Bisogno carnale soddisfatto. Risveglio da un coma profondo che dura da molti, troppi, anni, quasi tutti bui. Nikki Sixx, sul suo facebook, ha recentemente scritto che il vestirsi da scemi alla moda (odierna) non fa rockstar. Nikki si chiedeva anche quando l’oblio e la decadenza degli anni 90, i quali hanno sentenziato il declassamento del genere hard/glam rock,
(Coroner Records) Agguerriti, carichi di adrenalina, baschi. Gente arcigna e tosta. I Rise To Fall con “Defying the Gods” sono al secondo lavoro, esprimendosi attraverso un modern metal, con largo uso del death metal melodico. La produzione è di colui che quando mette le mani in cabina di regia non sbaglia nulla, ovvero Ettore Rigotti (Disarmonia Mundi).
(Coroner Records) Agguerriti, carichi di adrenalina, baschi. Gente arcigna e tosta. I Rise To Fall con “Defying the Gods” sono al secondo lavoro, esprimendosi attraverso un modern metal, con largo uso del death metal melodico. La produzione è di colui che quando mette le mani in cabina di regia non sbaglia nulla, ovvero Ettore Rigotti (Disarmonia Mundi).
(Twilight-Vetrieb) Forse la Germania sarà per sempre una terra devota al thrash metal. Ogni anno una considerevole quantità di album provengono da quelle parti. I Rezet, appunto tedeschi, con “Civic Nightmares” toccano quota secondo album e ascoltandolo viene voglia di andare a sentire come era il precedente “Have Gun, Will Travel”.
(Bakerteam Records) Il metal si ripiega su se stesso, come le stelle che prima di esplodere si annichiliscono la propria massa verso il nucleo. E’ stato questo il destino del metal negli ultimi. Nessuna novità e riproposizione incrociata di stili e generi e influenze. Autoclonazione. E’ una realtà di fatto e non una critica negativa.
(FDA Rekotz) Scenario apocalittico ed infernale. Morte nel cielo, morte nella terra. Panorama di estinzione. Un fiume azzurro le cui acque tempestose ed elettrostatiche illuminano una cattedreale defunta, patetico tempio per un atroce culto inneggiante a un dio ormai putrefatto. Pura evocazione della morte.
(Nuclear Blast/Audioglobe) Ventuno album in circa ventisette anni di carriera sono un traguardo che pochissime band heavy metal posso vantare. I Rage sono fra queste: nonostante non siano mai entrati, per qualche logica mai del tutto chiarita, nella parte più alta dell’Olimpo metallico (come secondo molti avrebbero meritato), la loro musica è sempre stata degna della loro fama. “21” non aggiunge né toglie nulla alla loro storia,
(Bagana Records) I Rats non sono nati ieri e gli appassionati del rock italiano resteranno increduli nel sapere che sono ritornati. I Rats hanno dovuto aspettare circa 17 anni per incidere di nuovo qualcosa; loro che hanno suonato insieme a CCCP, Litfiba, Vasco Rossi, Jeff Beck e altri ancora. “Metafisico Equivoco” propone 5 pezzi, dei quali il brano che da il nome alla pubblicazione è riproposto anche nella versione “radio”.
(Karthago Records) Con il loro sound fra power e melodic metal, gli svizzeri Rizon editano per la Karhtago il proprio terzo album. La band ha in realtà una storia abbastanza lunga, che rimanda addirittura al 1997 (il primo album è però del 2005); il punto di forza dell’attuale formazione è sicuramente l’alternanza fra le due belle voci di Mathias Götz e di Seraina Telli. “High Flyer” ha un andamento decisamente power (ascoltate ad esempio la batteria)
(Massacre Records) I finlandesi Re-Armed con questo conciso, poco più di mezz’ora, debut album potrebbero conquistarsi un posticino nei pensieri dei metallers europei. “Worldwide Hypnotize” è un lavoro che trabocca di thrash metal e death in egual misura, rivelandosi adrenalinico e convincente ad ogni livello. Nonostante sia un debut, i Re-Armed esistono da molti anni (tra loro c’è anche Kärtsy Hatakka dei Waltari al basso) 








