PLATEAU SIGMA – “White Wings of Nightmares”
(Beyond Productions/Masterpiece) Avevo già sentito parlare dei Plateau Sigma perché “White Wings of Nightmares”, come autoprodotto, ha già circolato più o meno un anno e mezzo fa nell’underground italiano; oggi il disco torna in auge sotto la tutela della Beyond Productions e la distribuzione della Masterpiece. Prescindendo dalla produzione un po’ economica, che purtroppo impedisce di apprezzare (altro…)
Giornata di merda.

(Street Symphonies Records / Andromeda Dischi) Sobborghi di una L.A. senza tempo. Piena di puttane in saldo, tossici in astinenza, spacciatori da latrina. Vita sporca, vita di merda, vita di quartieri sfigati. Ed intanto tutti sognano le luci della Sunset Strip, con le sue limousines allungate, i locali con la fila fuori, il rock, il glam, l’esaltazione di tutti e di tutto. Con l’interpretazione dell’attrice emergente sudafricana
(Indie Recordings) Malvagio. Malvagio. Schifosamente malvagio! “Scars” è putrefazione. “Scars” è dannazione, maledizione, odio, violenza, cattiveria. “Scars” è brutale, negativo, perverso. Black metal sintetico, oscuro, letale. Tastiere impiegate solo per rendere il tutto più oppressivo, freddo. Chitarre che creano riff che emanano perversione, che sono un autentico tributo al black norvegese, nonostante questa band sia Austriaca. Voce devastata, mai dominante, sottomessa, che
(Nuclear Blast) Sono texani cresciuti a rock inacidito dal blues e dalla psichedelia gli Scorpion Child, ma più di tutto hanno in mente e nelle note che producono i Led Zeppelin. Un’influenza forte e palesata anche da Aryn Jonathan Black, il cantante che si avvicina all’epopea Robert Plant dei primi due album dei Led Zeppelin. “Scorpion Child” poteva finire sul mercato nel ‘69, non avrebbe sfigurato, ma una distorsione temporale e il destino hanno volute folgorare di gioia rock
(Metal Tank Records) Dietro questa accattivante copertina si nasconde una oscura band slovena che, dopo due demo e un ep, si lancia sul mercato europeo con il sostegno di una neonata etichetta pure slovena, la Metal Tank records. La produzione è abbastanza amatoriale, come accade spesso in questi prodotti cult di heavy metal rigidamente ispirato agli eighties, ma i nove pezzi della tracklist sono tutti di buona fattura. Al netto della strana intro ‘sinfonica’, la titletrack ha addirittura
(Infernö Records) Cosa c’è di più cult di un ep uscito inizialmente soltanto su vinile, che dopo qualche tempo una piccola etichetta francese ristampa su cd e (è vero, giuro!) su musicassetta? I Lady Beast della Pennsylvania, guidati dalla graffiante Deborah Levine, vi propongono quindi poco più di mezzora di heavy metal così old school da fare invidia ai Riot! I brani sono tutti veloci e istintivi, così classici che trasudano passione: il riff genuinamente speed della titletrack, il groove
(My Graveyard/Masterpiece) Più di una decade è intercorsa fra la fondazione dei bergamaschi Thunder Axe e la pubblicazione del loro primo full-“length”, edito dalla sempre lungimirante My Graveyard Productions. Ben 12 i brani in questo disco di heavy metal onesto e rampante, che supera i 50 minuti di durata. “Iron Will” inizia le danze nel modo più classico che si possa immaginare, l’unica cosa che non convince al 100% è l’interpretazione vocale di Renato “The Joker” Forza, che sui toni più alti appare
(SPV/Audioglobe) Dopo circa tre anni di silenzio, dovuti – pare – a gravi problemi familiari e personali del leader Lanvall, ecco un nuovo disco, l’ottavo, degli austriaci Edenbridge, fra i campioni di quel female fronted symphonic metal che andava per la maggiore nella seconda metà degli anni 2000, ma forse oggi sta cominciando ad esaurire la propria spinta creativa. Con il sostegno di un’orchestra viennese, “The Bonding” suona ancora più boombastico e potente dei suoi predecessori, ma naturalmente
(Videoradio) Musica! Vera musica! Che grande album, pieno di passione, di carica, di tecnica, di calore… e con una vocalist mitico che ancora una volta si esibisce in una performance stupenda! Band quasi tutta Italiana, concepita da Frank Caruso e Corrado “Nail” Ciceri, due vecchi amici che alla metà degli anni ’80 suonavano assieme negli Italiani Firehouse. Dopo vent’anni durante i quali Caruso ha suonato con Arachnes e String 24, il nuovo incontro con l’amico Nail,
(Scarlet/Audioglobe) Che bello quando questo mercato sovraffollato e dozzinale riesce ancora a darti qualche sorpresa: come gli emiliani Empyrios, che pubblicano il loro terzo disco con la sempre attenta Scarlet Records. I nostri suonano quel genere che qualcuno chiama extreme progressive metal: una potentissima miscela di suoni prog alla Symphony X, vocals molto aggressive, ritmiche proprie del death (se non del black) e improvvise aperture melodiche di
(Steamhammer/SPV) Una band di hard rock tedesca che nacque proprio quando iniziò il declino dell’hard rock stesso. E nonostante questo, è riuscita ad avere un discreto successo, ha sfondato in Giappone, si è sciolta, si è riformata e dopo oltre vent’anni vanta praticamente la stessa line up. Notevole. Una band così, di solito, scrive un album tanto per tirar su qualche quattrino, ci mette dentro sette o otto brani, e magari con una introduzione sfiora i quaranta minuti di musica.
(Massacre/Audioglobe) La progressive metal band Ivanohe è stata la prima formazione in cui ha suonato Andy B. Franck, cantante dei Brainstorm e artista abbastanza noto nella scena tedesca. Forti di sei album e di una carriera quasi ventennale, i nostri danno alle stampe un album prog non innovativo ma sicuramente godibile. Analizziamo allora i brani. Subito la titletrack, con le sue atmosfere labirintiche ma mai troppo laccate, mentre la successiva “Human
(Earache Records) Semplicemente thrash metal. Poca originalità, ma è sicuramente nell’intenzione della band. Meno velocità rispetto ai primi lavori, e forse più mid tempo e groove. Il risultato è decisamente godibile, ricco di energia, suonato in maniera perfetta, e composto con una certa varietà di tempi e cambi di tempo che rendono il tutto dinamico, altalenante, mai noioso. Sono proprio gli stacchi, i cambi, gli assoli che emergono come sangue da una ferita la forza di questa
(Autoproduzione) Sono folli questi ungheresi, almeno dal punto di vista compositivo. Non sono prevedibili, non giocano su cose già sentite, anche se non inventano nulla e dimostrano una tecnica al servizio di ciò che hanno in mente. Spaziano dal thrash metal ad un black metal, passando per il blackened e situazioni addirittura modern metal, nelle quali entrano improvvisi tagli melodici, per non parlare di soluzioni di tipo progressive. Se “Before Birth” è un death
(Massacre/Audioglobe) Certe band, soprattutto di area tedesca, sono una garanzia: quando metti un loro disco nel lettore sai già cosa aspettarti, e difficilmente resterai deluso. I Circle of Silence suonano un power/thrash spigoloso e lanciato a mille dal principio della loro carriera: Brainstorm, Mystic Prophecy, molto alla lontana gli Iced Earth restano le formazioni più affini per quanto concerne il sound, il che significa che ci troviamo di fronte a un disco monolitico, una
(Mordgrimm) Un EP di puro, purissimo doom, pieno di marciume, di decadenza, di lentezza ossessiva. Il debutto degli Americani Balam non lascia spazio a dubbi: pesantezza ai limiti della fisica, suoni putrefatti, riff ossessivi, ed un cantante estremamente valido, con una voce pulita molto bella, e decisamente performante. Il CD contiene solo tre pezzi, i quali riescono comunque a coprire mezz’ora di mortale ambientazione sonora. “The Followed” che per oltre metà dei suoi otto minuti è una marcia funebre lenta fino ai limiti della morte, si scatena con un’energia spiazzante, deviando su improvvisi
(Cyclone Empire) Band storica nel genere death metal melodico di origine svedese. Decisamente sottovalutata. Storia contorta, moniker che cambia spesso (passando per A Canorous Quartet, fino all’odierno This Ending). Membri che se ne vanno per unirsi ad altre realtà di grande calibro, come Amon Amarth ed October Tide. Una band che alla metà degli anni ’90 ha imposto un proprio sound, un proprio stile. Un death metal melodico privo di addolcimenti elettronici, in perfetto stile At The Gates e primi Dark Tranquillity. Questa pubblicazione a cura della Cyclone Empire altro non è che la
(Napalm/Audioglobe) Rimasi non poco sorpreso quando, circa cinque anni fa, la Napalm Records mise sotto contratto i Fejd, band che già conoscevo perché avevo il loro primo ep: il folk quasi puro degli svedesi mi sembrava poco adatto al pubblico metal, ma i primi due dischi hanno avuto un buon riscontro e quindi l’etichetta austriaca ha continuato fino ad oggi il sodalizio. Sta di fatto che, in questi anni, la formazione dei fratelli Rimmerfors non ha cambiato di una virgola il proprio approccio, e quindi questo terzo disco, “Nagelfar”, suona troppo simile ai primi due, e ormai diradato completamente
Da oggi, la cult band finlandese CIRCLE, cambia nome: ora si chiamano FALCON. Come prima attività con il nuovo monicker pubblicano un singolo intitolato “Beer And Ribs”, che uscirà il 2 Agosto per ELEKTRO RECORDS. La band è influenzata da AOR e soft rock, con ritmiche catchy. Il singolo conterrà due pezzi: “Beer And Ribs” e “Sunset Street”