D-A-D – “DISN30LAND AF30R D30K”
(AFM/Mermaid Records / SONY Music Entertainment) Ok, c’è molta passione in quanto sto per scrivere. Anzi, sto per recensire una cosa che ho comprato personalmente, in pre-ordine, autografata. “DISN30LAND AF30R D30K” è un’altra divertente idea del quartetto Danese per continuare quella eterna presa in giro, quell’infinito scherzo legato ad una questione legale che risale agli inizi del (altro…)
(Eibon Records) Inquietanti. Oppressivi. Sconvolgenti. Con immensa poesia e sublime dolcezza riescono a provocare un terremoto interiore, uno sconvolgimento psichico, uno stato di disturbo mentale. Terzo album per i Milanesi Neronoia, o meglio terzo capitolo in quanto continua il loro fantastico anonimato per i titoli
(Sweet Poison Records) Gli Hagel Stone, di Ferrara, sono per me una graditissima sorpresa. Questa band al debut si esibisce infatti in un power/epic particolarissimo, che pesca a piene mani dai mostri sacri del genere (Virgin Steele su tutti), ma ha qualcosa nel sound (soprattutto nell’uso delle keys) che mi ha
(code666) Complesso. Difficile da classificare. Con una copertina stupenda, i greci Hail Spirit Noir giungono al secondo lavoro. E si tratta di un album che mi sta coinvolgendo in maniera subdola, pericolosa, dolorosa. Dalle molteplici riproduzioni continuano ad emergere, dettagli, spunti, ispirazioni
(Pesanta Urfolk) Qui si parla di Sludge/doom, con una interessante componente drone. Se ne parla unendo due realtà infernali, underground, provenienti dagli Stati Uniti. L’unione da origine ad uno split, un vinile, che su un lato offre tre pezzi degli Hell, originari dell’Oregon. Dall’altra
(Dark Descent) Pura adorazione del male. Cinquanta minuti nel nome dell’innominabile. Crudeli, brutali. Autori di un black metal ampiamente ispirato al death metal estremo, letale, massacrante, con una marcata vena che richiama alla produzione degli Immolation. Tuonano da Londra e sono al secondo rituale di celebrazione
(Hellthrasher Productions) Scorre a ripetizione “Incendium”. Ascolto un flusso sonoro che è un braccio del fiume Lete che deborda sulla terra. Il male in mezzo a noi. La sinistra e terribile certezza dell’inferno che si palesa alle orecchie dei comuni mortali. Burial Hordes, due album con Pulverised Records ed ora una terza
(Debemur Morti Productions / Audioglobe) Se c’è una cosa che non sopporto nell’industria discografica, grande, piccola o underground che possa essere, sono le raccolte fatte ‘a cazzo’. Non mi piace usare le parolacce nelle recensioni, ma almeno si capirà il mio sdegno. Non so chi abbia ideato l’antologia “Teeth, Toes and
(Beyond…/Masterpiece) Al polistrumentista veneto Chris Buchman piace cambiare il nome della propria creatura: i tre dischi del suo progetto, questo incluso, sono stati pubblicati rispettivamente sotto i monicker Drastic, Drastique e Drastisch! Anche il genere suonato è mutato, e dal black degli esordi si è passati al gothic/dark
(Code666) Incrocio perverso di sonorità mediterranee, nordiche ed alternative per creare una nuova direzione del black metal. Sono greci e sono al secondo album, il quale è pieno di rabbia, violenza, perversione specialmente nell’intelligente abbinamento di sonorità inquietanti e deviate. Oltre un’ora
(Inverse Records) I Magenta Harvest arrivano a noi grazie ad elementi di …And Oceans, Finntroll, Chthonian e Havoc Unit. Sono finlandesi e suonano un death metal alla svedese, ma nella versione melodic, quella dei Dark Tranquillity meno progressive. Insomma il melodic, pulito, laccato, alla svedese, di Gotheborg magari, quindi
(Iron, Blood & Death Corporation) Credo sia la prima volta che mi approccio a questi Diavoli Francesi. “Back from Hell” è il secondo album in carriera e resto impressionato per la padronanza con la quale i Dark Managarm riescono a produrre un black metal così tirato, veloce ed estremo, ma nel contempo intarsiato di
(Code666) Gli esordienti australiani Rise of Avernus si inseriscono in modo assai degno, con questo “L’Appel du Vide”, in quel filone gothic/doom che è stato inaugurato dai Paradise Lost e dagli Anathema, e poi si è evoluto su una propria linea che passa principalmente per gli Opeth o i Pain of Salvation. Tutti i gruppi
(Debemur Morti Productions ) Un album fantastico. E basta vedere chi ci sta dietro per rendersi conto che non potrebbe essere altrimenti: Tor-Helge Skei, meglio noto come Cernunnus (Manes e Manii, questi ultimi hanno pubblicato circa un anno fa l’impressionante “Kollaps”) impegnato con synth,
Eudaimony è una band creata per essere pura, per essere vera, per esprimere veri sentimenti, emozioni al loro pieno, e far si che il vero lato artistico dei musicisti possa manifestarsi nella sua completa integrità. Ho avuto l’opportunità di parlare con il lead vocalist Matthias Jell: oscurità e negatività sono la chiave della sua performance e di quella della band, ma lui si è rivelato una persona molto gentile, una persona vera. Le sue risposte alle mie domande sono piene di verità, realtà, lontane da qualsivoglia atteggiamento da mercato dell’intrattenimento. Ecco a voi il lato umano di uno delle più grandi voci della scena. Questo è l’uomo che tutti noi conosciamo come Azathoth. (
(Shadow Kingdom Records) I Run After To furono una band Italiana (Pesaro) attivi dalla metà alla fine anni ’80. Pubblicarono un demo ed un EP. Con i canoni attuali si potrebbe dire che sono doom metal, ma il loro sound, a mio parere, aveva una marcata influenza dei mitici Iron Maiden e, considerata l’epoca, la cosa non è molto inconsueta. Questa release di oggi altro non è che il remaster di
(UKEM Records) Nefasti. Brutali. Violenti. Tuonano dall’Inghilterra e sono oscenamente e morbosamente appartenenti alla scena death metal pura. Sono personaggi che risorgono da precedenti bands e, assieme, riescono a raggiungere nuovi inesplorati estremi di marciume e decadenza. “Architects of Deliverance” è un album sicuramente pesante, incompatibile con
(Iron Shield Records) I tedeschi Backwater erano attivi a metà degli anni ’80: la loro burrascosa carriera li ha portati due volte a cambiare monicker e in parte stile, e oggi i nostri ritornano con il nome originale e un disco nuovo di zecca. Tuttavia, se cercate analogie con gli album di 30 anni fa, non potrete che restare delusi. “Arise” è un heavy/thrash rumoroso e potente, con
(Svart Records) Bellissimo titolo per questo album. Un titolo (“l’osso delle mie ossa”) che ricorda una visione introspettiva dell’artista, un viaggio interiore profondo, una esperienza orientata alla scoperta, alla rivelazione. Triste, cupo, malinconico questo lavoro è lontano da concetti heavy metal. E forse anche dal rock stesso, inteso come genere pieno di potenza
(Nuclear Blast/Audioglobe) La storia, anzi la leggenda degli Hell è abbastanza nota fra gli appassionati di metallo classico: una band che nasce già maledetta, troppo avanti per l’Inghilterra di inizio anni ’80; il contratto con la Mausoleum, che fallisce due settimane
(Iron Blood & Death Corp.) Sono un po’ in difficoltà con “Rites of Torturers”, la seconda prova, il secondo full length dei francesi Excruciate 666. Da appassionato del black metal non posso assolutamente negare che i Francesi ci mettono dentro la loro anima, un’anima nera ovviamente. Il black metal espresso è primordiale, spesso veloce e i riff viaggiano su linee melodiche
(The Path Less Traveled Records) Chissà perchè Andrew Ross Millar ha preso un chitarrista aggiuntivo, Adam Irwin, per incidere questo album nel quale lui ha praticamente fatto tutto, anche registrazioni e missaggio e mastering. E’ curiosa questa cosa, ma non essenziale ai fini della mi analisi. Si, Patrons Of The Rotting Gate è un progetto solista o più specificamente
(Kannibal Records) Dodici anni di vita, ma una serie di release concretizzate solo dal 2009, con l’album “Cynisist”, l’EP dell’anno seguente “Sickening” e in ottobre 2013 con il nuovo album “Erector”. Resta solo Morten Müller (Trollfest, Grimfist e altri) della formazione originaria, gli altri due sono Andreas Stenvoll (Blodspor, ex-Troll) basso e voce e Jon Eirik Bokn
(Pure Underground Records) ‘Philosophic metal’ è la definizione che i torinesi Pleonexia utilizzano per descrivere la propria musica. Non ho a disposizione i testi (cosa tanto più disdicevole in questo caso) per valutarne il tasso speculativo, ma dall’opener autotitolata direi che, almeno sotto il profilo del sound, siamo di fronte a un heavy/power abbastanza roccioso e con
(Rigorism Production) Che suono hanno le dune del deserto? Che suono ha l’atmosfera che aleggia attorno alle piramidi? E quello che scorrere nelle acque del Nilo? Che suono produce tutto ciò? Black metal! Si, del devastante, freddo e apocalittico atmospheric black metal. Senza storie, è così. Lord Mist è egiziano e dunque lo è il suo progetto Frostagrath, presentato
(High Roller Records) Forse non so neanche io perché mi piacciono così tanto i Blaze. I giapponesi non suonano esattamente il mio genere, ma il loro heavy metal rock, così secco, energico, ritmato, così capace di mettere d’accordo i defenders e i rockers mi ha incredibilmente colpito fin dall’esordio (e il vinile autotitolato, con la nave che si allontana in copertina, fa bella mostra di sé nella mia collezione
(Iron Bonehead) Nordico gelo incontra paradisiaci concetti orientali. I cechi Cult Of Fire tornano con il secondo disco, con un titolo che immediatamente spiazza. “Ascetic Meditation of Death” è il significato tradotto in inglese ma la lingua scelta, anche per ogni singola traccia, è l’Hindi ovvero un lingua del ceppo indoeuropeo parlata prevalentemente nel nord dell’India (statisticamente una delle
(Desert Fox Records) I Noon sono la prosecuzione dei Stake-off the Witch (pubblicati da Fuzzorama Records), band fondata da Stefania Savi (voce e chitarra) e Caterina Mozzi (basso). Le due si aggregano con Marco Murtas (voce e chitarra) e Alberto Maffi (batteria) dei Link Quartet, ed ecco che nasce un sound ancora in debito con lo stoner (i Kyuss) ma anche con il grunge meno banale, quello
(Cold Dimensions) Mossa perversa. Idea criminale. Subdola. Ed io cado vittima senza potermi difendere, senza poter nemmeno concepire l’embrione di un pensiero. Quando mi avvicino ad un nuovo album, di solito ascolto e poi leggo, in quanto ho un certo peso della priorità… e pertanto mi trovo ad ignorare completamente chi sia questa band. Ok, esiste da un po’, ma è al debutto discografico. A
(Autoproduzione) Gli Insula, nati nel 2012, ci contattano da Piacenza e ci sottopongono il loro primo singolo, due brani di gradevole e riuscito alternative rock. “A bright red Scream” ha un mood in larga parte dimesso, con spunti nirvaniani o forse foo-fighteriani, e qualche chitarra tendente a uno modern metal più deciso. La titletrack è invece per quasi tutto il suo sviluppo uno strumentale in crescendo,
(Cargo Records) Nome band, copertina, foto promozionali, canzoni, strumenti, tutto è insomma una ripresa del rock cosmico degli anni ’70. I Death Hawks hanno probabilmente preso la macchina del tempo e si sono trasferiti da quell’epoca in Finlandia, nel febbraio del 2012, quando pubblicarono il debut album “Death & Decay”. A settembre è uscito questo omonimo secondo lavoro, ammanicato con
(Levitation Records) Vintage. Spudoratamente vintage. Sembrano uscire da un’altra epoca i Doublestone, anzi, sembrano appartenere ad un’altra epoca nella quale esiste evidentemente una macchina del tempo per mandare a noi umani del futuro un sound di altri tempi, di altre mode, con altri concetti. Sono danesi, sono in tre e sembra registrino le loro canzoni in un sudicio interrato di Copenhagen..
(Horror Pain Gore Death Prod.) E’ del febbraio 2012 “Colossal Hole” dei giapponesi Coffins. I tre pezzi sono in pratica un demo realizzato come pre-produzione a quello che sarebbe poi stato l’album per Relapse Records, cioè “The Fleshland”, uscito a luglio. La Horror Pain Gore Death Productions lo pubblica in versione vinile 10”, aggiungendo così un nuovo pezzo alla lunga discografia di questa
(Beyond Productions/Masterpiece) Avevo già sentito parlare dei Plateau Sigma perché “White Wings of Nightmares”, come autoprodotto, ha già circolato più o meno un anno e mezzo fa nell’underground italiano; oggi il disco torna in auge sotto la tutela della Beyond Productions e la distribuzione della Masterpiece. Prescindendo dalla produzione un po’ economica, che purtroppo impedisce di apprezzare