POP EVIL, “Up” nei negozi venerdì 21 agosto
Esce domani, venerdì 21 agosto, su eOne Music “UP”, il nuovo album dei POP EVIL. La band ha lavorato in diversi studi – Studio Litho, Robert Lang Studios e London Bridge Studios – con il produttore Adam Kasper (Pearl Jam, Soundgarden, Foo Fighters). “UP” racchiude il suono di una band rock che si è costruita una solida identità, come dimostra il singolo “Footsteps”.
“La gente mi chiede sempre ‘Come è ascoltare la tua canzone alla radio?’. Non diventa mai vecchia!”, dice il frontman Leigh Kakaty. “Ciò mi ricorda il duro lavoro e l’avere un sogno, quando seduto nel tuo garage cercavi di scrivere una canzone che a qualcuno sarebbe piaciuta un giorno. Quel sogno è divenuto realtà per la nostra band ed è qualcosa che noi non vogliamo prendere alla leggera”.
“Ora è il momento di intensificare i nostri sforzi”, aggiunge. “Vogliamo dimostrare che non siamo una one hit wonder. Non siamo stati semplicemente fortunati”.
“UP” è un audace passo in avanti, con i chitarristi NICK FUELLING e DAVEY GRAHS, il bassista MATT DIRITO, il batterista CHACHI RIOT e Kakaty al loro massimo splendore. È sempre un po’ un cliché, per non dire discutibile, quando una band dice che il suo nuovo album è il migliore di sempre. Ma nel caso dei POP EVIL, è un fatto assoluto.

(Minotauro Records) Eroico. È tale Antonello Giliberto in questo suo lastricato sonoro di finezze, ghirigori, vortici, incastri, suoni, riff, scale che salgono e salgono… Epico, dunque. Chitarrista di grande fattura, un tocco concettuale classico, quel tipo di classicità
(Satanath Records/Metallic Media) Forse certi paesaggi spersi nella federazione Russa sono compatibili con certi generi, con suoni che si orientano sul DSBM e l’atmosferico. Con “Gaia”
(Satanath Records) I belgi Zardens hanno a mio avviso intravisto la formula vincente, ma non l’hanno colta appieno. Mischiare il death con il black è difficile e a tratti forzato, ma questi ragazzacci non se ne curano affatto
(Symbol Of Domination Productions) Se il primo impatto è quello che conta, beh… Non è questo platter cominci propriamente con il piede giusto. Un’intro piuttosto scialba ci accompagna alla release di debutto di questo duo
(Satanath Records) Ecco un bell’album. Nonostante la copertina piuttosto semplice, il dischetto nel lettore ci propone un interessantissimo connubio tra Nile e Rotting Christ, tra Morbid Angel ed Enslaved. E’ come se il
(Sliptrick Records) Thrash folk metal: ottima (auto)definizione per la musica degli scatenati friuliani HellMetAll, fedelmente e fieramente ancorati alle tradizioni della Val Resia, tanto che molti brani del loro debut sono cantati proprio… in resiano! E se non sapete di che lingua si tratti, potete documentarvi su Wikipedia e scoprire che è un idioma addirittura tutelato dall’UNESCO…
(Ván Records) È una sensazione assurda quando in pezzi come “Sedition”, ormai dopo oltre venti minuti di album a base di black essenziale e crudele, vieni avvolto da quel tremolo fantastico, un tremolo che emula e che suona come una cornamusa, circondato da una linea di basso viva ed un
(code666) Pura atmosfera, purezza dei sentimenti, essenza dell’emozione. Mi avvicino per la prima volta ai Dynfari -a questo duo islandese- con questo lavoro (il titolo si traduce come Viaggio del tempo), nonostante si tratti già del terzo della loro carriera. Si parla di black metal, di black
(AFM Records) Giungono al quinto album i Mors Princium Est, band Finlandese non molto conosciuta, che propone un melodic death metal di ottima fattura, seppure piuttosto derivativo. Lo stile della band Finnica si avvicina molto, infatti, a quello dei Connazionali Children Of Bodom, ossia un heavy
(Eisenwald) Molti associano il black alla negatività e a sentimenti che variano dalla disperazione all’odio. Non che il gruppo black medio si sforzi per convincerci del contrario, sia ben inteso. Forse mi sono battuto in una eccezione: i Vargnatt sono un duo tedesco, dedito ad un black semi-ambientale che crea strane emozioni. Di sicuro l’origine mitteleuropea ha influenzato non poco nel dare dei
(Peaceville Records) Vabbè, qui entriamo nell’angolo delle leggende. Cosa si può dire, che non sia già stato detto, di un gruppo che nasce nel 1971 e che riesce ad arrivare al 2015 restando ancora in florida attività? A distanza di quattro anni dal precedente lavoro, i
(Autoproduzione) Ten Seconds Era è un fenomeno musicale emergente sospeso tra l’alternative rock e qualche spunto grunge, due generi a volte coincidenti, e l’aggiunta di qualche puntata nel metal. I ginevrini si propongono con melodie semplici
(Autoprodotto) Come promesso, ecco il full length della one man band italiana. Continua il mistero (le informazioni continuano ad essere molto sintetiche); Un mistero che si evolve e che converge in quasi un’ora di black ambientale il quale offre un immenso -ma dovrei dire “infinito”- spazio alla componente atmosferica. Lustre è sicuramente l’astro che
(Beyond… Prod.) E adesso scopro che esiste anche il Bastardcore… Gli Arcadia sono in giro da vent’anni e in quattro lustri si sono guadagnati anche palchi importanti (hanno suonato al Sonisphere prima di Iron Maiden e Megadeth…) con il loro suono sporco e cibernetico in cui i Biohazard si fondano col thrash di
(Autoproduzione) Recensire una band stoner rock non è mai semplice perché è un genere molto versatile che non si omologa ad uno stile ben definito. I friulani Veuve ne sono l’esempio. I brani spaziano dal classico stoner tipicamente sudista stile Kyuss, a suoni 
(AFM Rec.) Portatori di uno spirito musicale segnato dalla sperimentazione, i Pyogenesis giungono al sesto album in un arco di tempo di venticinque anni. Un calcolo un po’ largo, considerando la lunga ‘pausa’ di qualche anno fa. Flo Scwarz è l’unico che dagli anni ’90 ad oggi
(Satanath Records) Un progetto che (ri)unisce Russia ed Ucraina, considerata la provenienza dei due artisti che lo compongono. Sono in giro da soli due anni, ma questo è già il secondo lavoro, terzo se consideriamo anche un EP, le cui quattro tracce sono comprese in questa release che arriva così a 13