Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
MATALEÒN – “Prospettiva di un’Idea”
(Autoproduzione) Caro fruitore musicale medio italiano, sappi che oltre ai due ‘cantautori’ dell’Emilia Romagna che tu chiami ‘rocker’, nel nostro paese di rocker veri ne abbiamo ancora. I Mataleòn ad esempio, musicisti che infatti si muovono nelle direttive del rock, il quale (altro…)
(Indie Recordings) Fedeli e sempre presenti sulla scena da oltre vent’anni, i norvegesi Einherjer tornano con un nuovo capitolo, il sesto, di una carriera fedele a se stessa, con il trio che guarda avanti, seguendo la propria strada, in maniera convinta e priva di influenze. Passando
(Cold Raw Records) Rozzo black metal prima maniera questo nuovo EP di Servi Diaboli, ormai da un paio di anni una one man band effettiva. Il brasiliano Amando Luiz ha realizzato quattro pezzi con i testi di Marcos Garbini e il cantato di Oigres
(Ferrrum) Ancora Ucraina, ancora power metal: questa giovane scena dell’est sta producendo una serie di act niente male, e accanto ai Sunrise e ai Witch Hunter vanno certamente collocati i Conquest del chitarrista W. Angel. In realtà i nostri sono dei veri e propri veterani: il primo embrione di formazione risale addirittura al 1996,
(Coroner Records) A proposito, ma dopo “The Isolation Game” cosa è accaduto ai Disarmonia Mundi? Bah, due split con gente della Coroner e della cerchia del Rigotti e del Neroargento, ma alla fine abbiamo dovuto attendere questo 2015 per avere finalmente qualcosa di nuovo da parte di Ettore
(Scarlet Records) Dopo lo strabiliante “Countdown to Revenge” (recensito
(Do or die Records) Da Chicago arriva il secondo album dei Relentless, heavy metal vintage con un tocco doomish che, in alcuni casi, avvicina il sound non tanto a quello dei Candlemass, quanto piuttosto ai Pentagram, se non addirittura ai grandissimi Pagan Altar. Ma nel disco c’è anche tanta old school, sia chiaro.
(Black Widow) Benché si siano formati solamente nel 2012, la storia musicale dei Merry Go Round inizia trent’anni fa; nel 1985, infatti, Michele Profeti (tastiere) e Stefano Gabbani (basso) formano gli Storks, band che affonda le proprie radici nel rock prog rock psichedelico, con forti influenze
(Black Widow) Oltre all’immenso valore di questo album ci sono delle riflessioni che sorgono spontanee. Spettri è una band Italiana. Che si è formata nel 1964, raggiungendo la stabilità della line up nel 1970. Mezzo secolo fa. Insomma, non certo una band di ragazzini. Per giunta cantano in italiano…
(Autoproduzione) C’è un momento in questo “Directors Cut” che fa pensare di trovarsi di fronte a una rielaborazione del grunge e avviene nell’opener “Do You Wanna Get Cut?”. Invece si scopre poi che le cose sono messe diversamente per i quattro lionesi che serrano il songwriting
(Inner Wound) Seguo i Pyramaze dagli esordi a metà degli anni 2000, e il loro secondo album “Legend of the bone Carver” è uno dei miei dischi power metal preferiti: mi fa piacere ritrovare sul mercato i danesi con il quarto full-“length” e dopo uno stop lunghissimo,
(Sepulchral Productions) Rispetto al lavoro precedente (
(Sepulchral Productions) Questi canadesi suonano che è una meraviglia. Pur essendo di fronte a una raccolta dei primi lavori usciti solo come demo, la qualità delle composizioni è molto buona. Ci sono tutti i crismi del black: atmosfere oscure, cantato malefico,
(Tmina Records) Metal serbo per una etichetta serba: il mercato si amplia sempre più e noi di MetalHead rispondiamo presente! Oggi ci occupiamo dei Thundersteel, all’esordio con questo citazionista “The Exorcism”, una specie di concentrato di heavy metal anni ’80 dalle numerosissime influenze.
(Dream Records) Erano partiti come supergruppo (lo dico
(Metalism Records) Il power metal russo, anche quando ‘contaminato’, non è affatto male: è veloce, diretto, melodico… e si tiene ben saldo nel sound fine anni ’80/inizio anni ’90, il che per me è la cosa migliore che si possa fare. I moscoviti Distant Sun danno alle stampe il loro debut dopo un ep, “Sunless Citadel”,
(Autoproduzione) L’Olanda comincia a diventare un colorito calderone ribollente di band valide. E veniamo oggi a conoscenza anche di questo nuovo ingrediente. Cinque ragazzacci che hanno fatto del death una base su cui costruire la propria personale visione della musica
(Iron Bonehead) Un attacco frontale, dove la componente melodica è pressoché inesistente. “Desolation Rituals” è il demo tape d’esordio dei Nuclear Perversion, band di cui ignoro la provenienza,
(Soulseller Records) Gorgoroth è un moniker che incute terrore. Storie estreme. Divisioni. Unioni. Atteggiamenti. Contese. Ma Infernus alla fine c’è sempre. E con lui -in questa fase- mantengono salda la posizione sia il bassista Bøddel (ex Obituary, evidentemente il death non era più sufficiente) che il drummer Tomas Asklund. A livello vocale però, al posto di Pest,
(Heart of Steel) Ecco ritornare sulle pagine di MetalHead il simpatico Filippo ‘GeologicMetal’ Tezza, mastermind del progetto che porta il suo nome (debut recensito
(Deepsend Records) Ammetto di non avere mai sentito parlare in precedenza dei Malesi Humiliation, e sono rimasto piacevolmente impressionato dalla loro musica. Va detto sin da subito che la loro proposta musicale è tutto fuorché originale o innovativa, visto che il combo affonda le proprie radici in un death metal di
(Scarlet Records) Terzo album per gli Italiani Planethard, band che in poco più di un decennio ha evoluto sensibilmente il proprio sound, pur restando fedele alle proprie radici. Nati nel 2004 inizialmente come cover band, il gruppo inizia presto a scrivere brani propri, orientati verso un hard rock che prendeva ispirazione da
(Ritual Productions) Un nuovo percorso tra le stelle, gli abissi e il tempo. Il quinto album dei Bong è vestito con un dipinto dai toni placidi di Joseph M.W.Turner. La musica invece è qualcosa di remoto e sacrale allo stesso tempo. Due grandi composizioni che occupano l’intero album, giocate
(Sleaszy Rider Records) Questi belgi son difficili da assimilare. E’ stato detto molto sul loro conto, ma ciò che conte alla fine è la musica. Quindi cosa fanno i Thurisaz? Chiariamo subito che ormai il termine black metal calza loro davvero molto stretto. La voce in growl infatti non deve fuorviare. Siamo più vicini al doom che non a sonorità tipicamente black, pure nelle tematiche delle liriche. Ci
(Forever Plagued) Split tutto greco questo disco. Gli Akrotheism fanno un black becero, senza troppi compromessi con tecnica o arpeggi vari. Crudi e diretti, sfornano due tracce cariche di
(Autoproduzione) Dietro questo nome decisamente singolare si nasconde una gothic metal band russa: “My dark Images” è l’ep di debutto, quattro brani nella tradizione del genere per un quarto d’ora di musica. “Too late” vanta delle tastiere potenti ed evocative; sognante “Insomnia”, con la migliore interpretazione vocale di Anna Egorova,
(Mighty Music) Prima prova sulla lunga distanza per i francesi Chabtan. Un concept ispirato alla mitologia mesopotamica, anche se va detto subito che nulla del contenuto lirico viene messo negli strumenti, tanto che siamo
(Svart Records) Domovoyd: un capitolo a parte del concetto di musica ed emozione. Già con l’ottimo “Oh Sensibility” del 2013 avevano rivelato la loro capacità di andare oltre i confini tra suono e rumore. Con il secondo album abbandonano leggermente il lato rumoroso, ma si concentrano sul concetto psicologico destabilizzante. Suoni. Spoken words angoscianti. Sludge e
(Merdumgiriz Records) Con Emir Toğrul, sia nelle vesti di Yayla o di Viranesir, c’è sempre da stare attenti sul risultato che riesce a produrre nei suoi lavori. Dopo “Raping Lesbians for Freedom” che ha trovato chi scrive alquanto freddo verso l’album (
(Indie Recordings) Progetto parallelo messo in piedi dal chitarrista dei Cult Of Luna Johannes Persson, questi Riwen rappresentano una sorta di ritorno alle origini musicali dell’axe man Scandinavo. Come egli stesso afferma nelle note biografiche, da teenager era un fan del punk/hardcore,
(Buil2Kill Records/Nadir) Tanti anni fa successe qualcosa. Un qualcosa che lasciò un segno indelebile. Quel fantastico capolavoro dei Fastway – “Trick or Treat” – amplificò completamente le mie visioni sul rock, sul metal, sul male e sul legame tra queste cose anche grazie alla vasta diffusione avuta con
(Scarlet Records) “A Time never come” è il secondo disco dei Secret Sphere, uscito originariamente nel 2000, dunque nel momento d’oro del power metal italiano. La Scarlet lo ripropone ora per il quindicesimo anniversario dall’uscita, completamente ri-registrato
(Autoproduzione) Nell’ottica di un crossover dei primissimi anni ’90, dunque mix tra metal, hardcore, funky, rap e altre cosette insolite per la musica ‘sostenuta’ e ‘tosta’, e del nu metal di questi anni, i Dirty Sanchez assestano cinque pezzi da applausi. Il tutto non visto nel segno del revival
(Crysella Records) Dopo la pubblicazione del singolo “Collide” lo scorso anno, i filippini High in Mist danno alle stampe un ep di sei brani. Certo, la curiosità di ascoltare una band del sud-est asiatico che suoni gothic metal è decisamente forte, ma devo dire che purtroppo “Unframed”
(Moribund) Tesori oscuri scoperti per casualità ricercando in profondità tra i meandri della perdizione. Un’orda infernale di perversi demoni che non tuonano come di consueto dalla scandinavia, ma bensì dal Messico, terra piena di fervore, una terra dove prolifica un letale underground nell’ambito black metal. I Luciferian Rites giungono al secondo lavoro e si