INFERNO, il progetto solista di Vanny Sinno con Club Inferno
Comunicato stampa
È un grande piacere per CLUB INFERNO presentare il progetto INFERNO, l’ultimo arrivato nel proprio roster. Si tratta di un progetto solista creato da Vanny Sinno che dà vita ad una creatura inquietante ed estrema, combinando l’essenza Punk con influenze Hard Rock e Heavy Metal e il primitivo Extreme (altro…)
(Tsunami Edizioni)Continua il percorso nella storia dei Black Sabbath a cura di Martin Popoff. È innegabile che la carriera della band di Birmingham vada in qualche modo suddivisa in capitoli, pertanto è logica conseguenza che un autore come Popoff abbia deciso di dividere su più volumi l’intera storia di una delle bands più emblematiche ed iconiche della storia del metal. 


(BMG) Quando due pezzi grossi si mettono d’accordo per fare qualcosa assieme, vale sempre la pena fermarsi un momento e pensare alla vasta esperienza di questi personaggi, gente che -indubbiamente- sa comporre musica, artisti che il loro mestiere lo sanno fare molto bene.
(Silver Lining Music / Militia Guard) Esistono band, soprattutto le più longeve, che spesso si sono confrontate con le cover e per loro arriva il momento di pubblicare un EP o addirittura un album di cover. Tocca
(Pure Steel Records) Dopo che la ristampa di “When Heroes Fall” (
(Petrichor) Interessante reissue con ovvio remaster per i norvegesi Godsend, band psycho-goth-doom ormai estinta (l’ultimo loro lavoro risale al 1997), ma anche nota per essere stata una delle band del mitico svedese Dan Swanö, noto per la sua vasta attività nel mondo della musica, visto che milita nei Nightingale e negli Unicorn (tra gli altri), è negli Star One di Lucassen,
(Gates Of Hell Records) I bretoni Herzel usano il loro antico idioma per i testi di “Le Dernier Rempart”. A queste parole affiancano un heavy/power graffiante, veloce e degnamente influenzato dallo US metal, pur con qualche inflessione europea, non a caso
(Autoproduzione) Gli Ilium sono (o forse erano) una delle band più strane del panorama power. Ricordo ancora la doppietta dei loro primi due dischi, “Sirens of the Styx” (da quel che leggo, risuonato e ripubblicato nel 2017) e “Permian Dusk”, condizionati entrambi (nel bene e nel male) da un sound power/prog originale, a volte quasi grottesco, e da due booklet sottilmente inquietanti. 

(Terratur Possessions) Nonostante l’esigua quantità di tracce (tre), questo è da considerarsi come un vero e proprio secondo album del gruppo, un inno neanche minimamente velato allo gnosticismo, una pratica esoterica solo in parte riconducibile al cristianesimo, ma che ha con il tempo deviato dagli intenti iniziali e preso una strada ed una evoluzione tutta propria.