ALEXANRED – “Non-Stop Non-Stop”
(Inverse records) Aleksi Susi dei finlandesi 2 Wolves ha deciso di avviare un progetto solista. Un progetto orientato al metal industriale. Per iniziare un video ed un singolo intitolato “Non-Stop Non-Stop”. Risultato? Accattivante! Se vi piace un sound che integra nel metallo e nell’industriale delle componenti vagamente tecno, il tutto in una atmosfera di una oscurità assoluta, allora (altro…)
(Ektro) Mi fanno impazzire. E credo non ci capirò mai veramente nulla. Questo moniker, Circle, è quello della band finlandese che si dedica a cose strane, elettroniche, alternative. Ma siccome hanno recentemente deciso di rinominarsi Falcon (ma pensano di tornare a Circle, almeno così sembra), hanno dato in prestito il loro moniker originale. Coloro che l’hanno preso in gestione si avvicinano
(High Roller Records) Cosa abbia spinto la High Roller Records a ristampare su vinile, con l’aggiunta di tre bonus tracks, il demo d’esordio dei tedeschi Serpent onestamente mi sfugge. Il duo tedesco, che finora aveva edito solo cassette limitatissime, non mi sembra infatti avere qualità particolari che lo distinguano dalla massa: diciamo che va ancora bene (ma non sempre…)
(Another Side Records) Capisco che l’abito non fa il monaco, ma nell’era in cui bisogna anche essere un po’ imprenditori di se stessi, i due Fausttophel potevano anche scegliersi una copertina meno improbabile per il genere suonato. La motivazione potrebbe celarsi tra le ispirazioni del duo, cioè lo scrittore Gogol. Siamo nel campo del melodic death metal, con risvolti symphonic e blackened, ma
(Noisehead Records) Una band greca che suona power/gothic sinfonico alla maniera scandinava: ormai le barriere musicali non esistono più! Ci ho messo qualche ascolto a inquadrare il sound degli esordienti Fallen Arise, ma posso assicurare che nel complesso il loro disco è ben congegnato: si avverte un po’ l’assenza di un hit single, di un ritornello epocale che faccia ricordare la band
(GlobMetal Promotions) Rose e Latte, questo è il significato di “R&M”. Delicati e dolci? No davvero! Rock alternativo tagliente, carico, potente… e cantato in un inaspettatamente melodico ed orecchiabile russo! Infatti gli R&M vengono dalla Bielorussia, ed i testi sono tutti in lingua, compresi i titoli (che sono in alfabeto cirillico). Ma questa apparente barriera culturale in realtà celebra
(Hellthrasher Productions) Il nome di A.Death e del suo progetto Putrified gira già da qualche anno. Dopo due album ecco il secondo EP “Sacrilegious Purification”, altra blasfema, iraconda, folle espressione di un metal che racchiude death, black metal e qualcosa vicino al crust-grindcore. Pezzi sfrenati, estremi, torbidi ma altamente comunicativi nel riffing che si dimostra una colata irruenta
(Killer Metal Records) Nel curriculum degli Switchblade, band israeliana di classic heavy metal, ci sono una pletoria di demo e singoli ma soltanto un full-“length”: questo “Heavy Weapons” appena uscito per la tedesca Killer Metal Records. Certo, con tanto materiale a disposizione la band poteva forse allineare più di nove brani (per un minutaggio totale appena inferiore ai 40 minuti)…
(Moribund) Una stupenda copertina rappresenta il cancello conduce all’esperienza mortale all’insegna della pura misantropia esposto dalle tematiche di questo oscuro disco. Tematiche orientate al concetto della foresta del suicidio (come sembra significhi il titolo) le quali vengono esaltate da un canzoni intense, emozionali, ricche di dinamismo, potenza e malvagità intrinseca.
(Purodium Rekords) Ars Diavoli, Portogallo, one man band. Torna. Fedele al suo black metal sperimentale, ambientale, propone un EP con due pezzi che trasudano oscure emozioni, profondo viaggi mentali attraverso un percorso tetro e mortale. Tredici minuti di infinità sonora, di esperienza sonora, dove Vilkacis si lascia andare a teorie di arpeggi acustici, accordi distorti e dissonanti.
(Steelheart Records) Questo album rappresenta una storia di quasi dieci anni. Anni passati a creare una band, a perderne dei pezzi e ritrovarne altri, perché in fin dei conti bisogna sempre andare avanti. Esce nel 2010 “Nevernight” e ancora oggi l’omonima band è in giro a suonarlo e promuoverlo. Hanno nuove idee per fare altro i Veneti? Non saprei, ma di certo non è ancora il momento di lasciarsi
(Snowhite) “Cut” già dalle prime bautte si rifà alle gloriose L7 ed è l’opener di “Venom Dish”. “Gender Identity Disorder” ricorda i Sonic Youth e “Unburied from Sand” John Spencer. Senza voler continuare a fare la radiografia ad ogni singolo pezzo, è chiaro che l’identità rock-garage, alternative punk, grunge e alternative rock degli svizzeri Disagony è alquanto pronunciata e pura.
(Moribund Records) I Satan’s host con Leviathan Thisiren (Harry Conklin) alla voce sono una garanzia. Una garanzia resa più valida dall’immortale Patrick Evil e la sua chitarra. Una garanzia di un heavy metal orientato tematicamente al black metal, facendo passare il tutto attraverso il doom. “Virgin Sails” è un album tosto, cattivo, osceno, antireligioso e dannatamente potente.
(Moribund) Manca l’aria. Manca la luce. Un atmosfera satura di gas tossico avvolge, coinvolge, annienta. “The Nine Gates” è oscurità da inalare, veleno da assumere, viaggio spaziale, ritorno infernale. E’ rituale, carne che diventa spirito, morte, annegamento, estinzione. Puro occultismo, malvagità, ossessione sonora. Miasmyr, l’artista dietro a questa one man band Australiano offre
(Shadow Kingdom Records) 33 Minuti di heavy metal muscolare e rabbioso, da qualche parte fra i portoghesi Ironsword e i Motorhead: il primo disco che recensisco nel 2014 è una gradita sorpresa da parte della Shadow Kingdom Records! Gli spagnoli Nigromante sono attivi da circa dieci anni ma questo è il loro primo full-“length”, che segue peraltro a un lunghissimo
(Pure Rock Records) I Salem UK (loro stessi aggiungono la nazionalità al monicker, per evitare confusioni) sono fra i gruppi seminali e misconosciuti della prima ondata NWOBHM: attivi all’inizio degli anni ’80 senza riuscire ad arrivare al full-“length”, sono stati letteralmente risuscitati dal gruppo Pure Steel, che prima ha ripubblicato l’intera loro discografia, e oggi ci propone un disco
(Autoproduzione) [
(Misantrof ANTIRecords) Sarà la morte a vincere sulla terra. Probabilmente sarà così. Prima o poi. I turchi Episode 13 si sono portati avanti provando ad immaginare questa inevitabile fine, descrivendola con un black metal ampiamente annacquato con del doom metal tenebroso, mortuario. Qualcosa senza speranza. Deve aver pensato la stessa cosa la Misantrof
(Autoproduzione) Fin da quando è arrivato in redazione, mi sono subito reso conto che questo “Downfall Theatre” era un disco strano. È un debut di quello che è partito come uno studio project, proviene dal Lussemburgo (mai capitato!) ed è in free download (
(Hells Headbangers) No, non sono in ritardo di quattro anni con la recensione di questo mitico album, e purtroppo non si tratta nemmeno di un nuovo lavoro. Una patetica re-release? Non direi. Il fatto è che forse il digitale fa schifo, il CD ha una qualità scadente…ed è solo il vinile che può competere con una vera divagazione del male, dell’offesa, della perversione lirica e sonora
(Downfall Records) Metal per adolescenti? Forse, ma fatto bene! Gli svedesi Undecimber, qui al secondo platter, giocano con tutti i cliché del metallo bello e tenebroso generando un disco oscuro e a suo modo romantico, che a me che ero giovane negli anni ’90 non poteva che ricordare le atmosfere di “The Crow”. “Three Pages from Hell” ci offre un sound molto debitore di Him e 69 Eyes, forse
(Argonauta Records) Angoscia. Dolore. Sofferenza. Agonia. Elementi che in un certo contesto sono parte dell’amore, della passione, di un vero sentimento che trasuda dall’album di questa one man band slovena. Un’idea nata per puro interesse nello scrivere e creare musica, senza obiettivi di fama o gloria. Un’idea che canalizza i gusti deviati dell’artista incrociandoli con un chiaramente
(FONO Ltd.) C’è qualcosa di italiano in questo nuovo album dei russi Rainwill, ovvero la produzione di Alessandro Azzali di alexalphaomega rec. (Ancient, Cataract, Secret Sphere, Imago Mortis). “Zeroed by Progress” è stato registrato in Russia e missato e masterizzato a Minsk, in Bielorussa. Geograficamente ha dunque avuto molti coinvolgimenti. I Rainwill sono autori di un melodic
(Kaotoxin) C.O.A.G., ovvero «Coalition Of Abnormal Grinders», roba tosta e seria. Roba della Kaotoxin e quindi ecco che nel dettaglio questo progetto è un’idea di Déhà dei We All Die (laughing), oltre che partecipante agli Eye Of Solitude ed altre cose sempre griffate Kaotoxin. E visto che siamo in tema di dettagli, la copertina sappiate che è di Maxime Taccardi, già autore per
(Autoproduzione) Black metal espresso nella forma pura. Purezza intesa come concetto di base, ricerca di una origine, di una radice, di una fedeltà ad una terra, ad una tradizione, a quella crudele fonte di ispirazione che è la natura stessa. Natura che rapisce e condanna dando il nome a questa band del Lazio, il nome di un vento glaciale, freddo e tagliente come il loro sound.
(Disco Futurissimo) Rosario Memoli è artista ben noto del panorama artistico/musicale campano (e salernitano in particolare): da più di quindici anni si esibisce con le sue band, prima gli storici blacksters Lathebra, quindi i punkrockers Wild Weekend (in entrambi i casi come batterista)… e infine con la ‘sua’ creatura, The Provincials, per i quali riveste il doppio ruolo di cantante
(Punishment18 Records) In Italia la Punishment18 Records è probabilmente il thrash metal. E’ il santuario nel quale la fiamma votata a quel genere è tenuta sempre viva. Lo dimostra, ancora una volta, una pubblicazione dell’etichetta piemontese che ripesca un album di qualche anno fa, 2007 per la precisione, dei lombardi e ovviamente thrashers Torment. “Suffocated Dreams” è un concentrato
(Electromantic Music) I prog rockers Ainur si dedicano da anni allo smisurato compito di mettere in musica “Il Simarillion”: questo “The lost Tales” ripresenta dieci pezzi della loro discografia rivisti in chiave acustica e tre inediti. Tuttavia, la bellezza e l’unitarietà dell’album permettono anche a chi non sia familiare con le loro precedenti uscite di accostarsi senza problemi
(Memento Mori) Dustin James (voce e chitarra) e Joshua Bokemeyer (batteria) sbucano dal Texas con il debut album “Unworldly Summoning”. I due deathers sprigionano un sound virulento, aggressivo, appestato di morte. Dustin canta come se provenisse dall’oltretomba, mentre il resto degli strumenti hanno una chiarezza maggiore nel comunicare ciò che suonano, pur risultando
(Autoproduzione) Killers Lodge, ovvero John KillerBob, bassista dei Cadaveria, ex dei Raza De Odio e Necrodeath. Musicista navigato, con due spalle grosse, cioè uno che di esperienza ne ha e di musica ne ha creata e suonata a vagonate. Tempo fa con il collega dei Raza De Odio, Christo Machete, si inventò questo progetto per suonare del metal in stile rock ‘n’ roll. John e Christo Machete fanno baldoria
(Metal Scrap Rec.) Nel caso vi mancasse qualcosa dall’Ucraina tra i vostri album che inneggiano ad un death metal fuoriuscito dalla tradizione Fear Factory, Pantera, groove metal, thrash metal, pseudo hardcore, Slayer ultima generazione e via dicendo, allora ecco l’opportunità di colmare questa mancanza con gli Ungrace. Il loro debut album è una bastarda esercitazione di death-thrash metal foderato da
(Videoradio) Nasce a Matera nel 1977, a otto anni si approccia alla chitarra e poi cresce e diventa Bruno Cavicchini. L’unico, il vero. Il chitarrista. Colui che nella sua abilità fonde la lezione melodica e tecnica di Jimmy Page “Floating Moons”, Jeff Beck (“Duckman”), Ritchie Blackmore (“Hazy Days”), di David Gilmour (“Here and Beyond”) ma non prendendoli in blocco. Assolutamente.
(Noiseheadrecords) Oscuri, taglienti, potenti. Giungono al loro secondo album gli Italiani Sovversivo, e lo fanno con dieci brani di ottima qualità, carichi di energia e coperti da un aura tetra, decadente, ai confini dell’orrore, della pura. Metallo moderno, gotico dentro a questo l’album cattivo, grintoso, pieno di chitarre cupe e piene di un’atmosfera pervasa di negatività ed
(Dreamcell 11) I torinesi Dismal tornano dopo ben sette anni di silenzio con un nuovo album, il quarto, che ce li mostra raffinati, gotici e alternativi come non mai. Si fa fatica a trovare (ove mai servisse) un’etichetta per la musica di questa band, che rispetto al passato modernizza in modo significativo il proprio sound. Se il crescendo “The four Vibrations” ricorda i toni elegiaci di certi Anathema,