RAPE ON MIND – “Downwards”
(Autoproduzione) Si chiama Jacek Brzozowski, ma il suo tono vocale ricorda un po’ quello di Max Cavalera. Con un cantante così i Rape On Mind non putevano non darsi ad un sound che potesse essere imparentato con le tante personificazioni musicali dell’illustre Max, oltre al groove metal, elettronica, il noise metal e cose come i Neurosis, The Dillinger Escape Plan e così via. (altro…)
(Pulverised Records) I messicani Putrefact arrivano dall’unione di musicisti dei Disgorge, Ravanger e Havavitz e questo 7” è l’esordio assoluto. “We Were Deceased” e “II” sono due canzoni di puro death metal alla Grave. Roboanti suoni, puliti e intensi che devastano l’ascoltatore. Tipica voce arsa, ai limiti del growl e con riverbero. “We Were Deceased” veloce e sparata a mille,
(Inverse Records / Self) Già autori di un EP che ha avuto buoni riscontri dalla stampa, i finlandesi Standing Ovation compiono il passo del debut album. “The Antikythera Mechanism” prende il nome da un antichissimo congegno ritrovato su una nave dell’89 a.c. da alcuni pescatori nel 1900, negli anni cinquanta poi si comprese che esso calcolava il calendario solare e lunare, cioè il moto della Luna
(Autoproduzione) Eccellente band. Questo debbo scriverlo da subito, riferendomi ai bulgari Violentory, anche perché “Theory of Life” è un debut album e ovviamente non è mai semplice presentarsi al meglio nella prima release e per giunta autoprodotta; del resto è un evento anche carico di speranze e di significati enormi. Già con un EP nel 2012, lo scorso febbraio i Violentory hanno dato alle stampe
(Memorial Records) I Crawling Chaos sono di Rimini, ma suonano come se provenissero dalla Florida. Si, esatto, sono autori di un death metal più o meno vecchio stampo, con la differenza che la produzione è pulita, non ha laccato i suoni ed ha così lasciato quella patina di forza, irruenza, di puro death metal. Sound robusto e molto vicino alle cose dei Cannibal Corpse più maturi, ma allo stesso
(Svart Records) Nuovi, recenti… ma già malvagi, perversi, velenosi. Vengono dalla Finlandia, sono in cinque, e questo EP sta proprio in mezzo tra il debutto del 2012 ed il full length di prossima pubblicazione. La loro proposta è particolare, e merita certamente attenzione. La musica sembra death metal, fino a quando, ascoltando, non ci si ritrova in territori marcatamente
(Pesanta Urfolk) La definizione è Dark Americana. Band speciale di Denver, della corrente culturale e musicale di Denver. Personaggi e figure note nel settore, come Jay Munly (famoso per il suo Banjo) e Slim Cesna. Tutte collocazioni stilistiche, strumentali, commerciali. Ma cosa rimane di tutto ciò? Cosa c’è veramente sotto? Semplice: dodici minuti di esperienza da gustare in pieno relax,
(Gain Music) Una buona, buonissima realtà svedese che dopo l’album del 2012 “Apocalyptic Youth”, ritorna a far sferragliare i propri strumenti, sacrificati ad un rock/hard-rock/heavy infuocato, energico e, soprattutto, con delle canzoni. Si, canzoni, degne di essere appellate con questo sostantivo, non come molti che creano album che iniziano e finiscono e non ti lasciano nulla dentro ad un singolo
(Gain Music / Sony) Göteborg qualche anno fa ha partorito dei nuovi figli. Niente a che vedere con le funamboliche e melodiche sonorità del death e infatti la nuova prole è semplicemente hard rock. I Mustach rappresentano un esempio del nuovo, inteso come contemporaneo, hard rock e alternative metal, cioè di quelle cose che sanno di metal e contemporaneamente di rock portandosi dentro
(Videoradio) Quanto può essere rock un nome come Miss Eliana? Me lo son chiesto già alla seconda canzone dell’album della suddetta artista, “Love Affairs”. Il nome d’arte di Eliana Cargnelutti prima dell’ascolto mi ha fatto pensare a un rock soft e magari quasi tendente al pop. Poi si scopre che Eliana ha una voce che quella roba manco potrebbe arrivare a cantarla, magari il soul, ma
(Sinusite Records) Stoner. Un genere sporco, dove i musicisti si lasciano andare, si abbandonano, annientano gli strumenti in una teoria di evoluzione musicale che sembra sempre ai confini dell’improvvisazione. Ma quando lo stoner è made in Italy, ed è pure cantato in Italiano, il risultato cambia dimensione, crea una sua nuova matrice, nuova visone. Ed è così che gli Shed Of Noiz debuttano
(Infernö Records) Non so quanti di voi ricordino o conoscono questa band; il debut album “Towards Death” è del 2009, ma che sia roba svedese si sente ad un chilometro di distanza. Il thrash metal dei Legions Of War appare come un buon compromesso tra il thrash europeo e più specificamente teutone e i primi spunti del melodic death metal nato nel loro paese. Equidistanti da questi due
(Tenebrd Music) Faccio una premessa: questa release meriterebbe una stroncatura almeno per come è stata registrata. Voce in scream che sembra un ringhio o una cornacchia ubriaca. Chitarre come zanzare tenute basse nei volumi e sovrastate dal basso e dal rullante, il resto della batteria appena si sente. “Transylvanian Plaguespreader Committee” è il debut album per i Wolfsgrey, già autori di altre
(Pure Steel Publishing) Ricordo bene “Alpha Draconis”, il debut dello studio project svizzero Distant Past: un disco possente, con un wall of sound mastodontico, che funzionava nell’insieme piuttosto che nei singoli brani. Ritrovo oggi la band di Adriano Troiano, bassista degli Emerald, con questo secondo full-“length”, forse ancora più votato a un songwriting complesso di quanto non lo fosse
(Steamhammer / SPV) Con ancora in testa il fantastico “Circle Of The Oath” di meno di due anni fa, e quando ancora mi riservo delle serate con un bicchiere di Jack con ghiaccio, davanti allo schermo mentre sparo a volume offensivo lo stupendo DVD “Live On Fire”, Sua altezza Axel Rudi Pell torna con un altro maledettissimo disco, un’altra ora (senza le bonus tracks!) di musica vera,
(Noisehead Records) Dalla Grecia, e precisamente da Atene, i Disharmony ci assalgono con il loro debut, uscito originariamente nel 2009 e oggi rispolverato dalla Noisehead Records: otto tracce (compresa la cover di “Oman” dei Dead can Dance) che la band classifica come ‘modern metal’, dicitura che a mio parere significa tutto e niente. Subito la titletrack, un ruggente schiacciasassi
(DoognadRecords) Mentre che arriva il nuovo doppio album, questo aprile, i finlandesi Mr. Peter Hayden ci propongono un singolo d’assaggio, che presenta diviso su due lati lo stesso brano (che per quanto inedito appartiene alla prima fase della vita della band, essendo stato composto nel 2006). Un ammaliante space/post rock psichedelico fatto di suoni profondamente
(Svart Records) Elementi dark wave in un rock moderno, intenso incalzante. Vagamente apocalittici, marcatamente decadenti, forse pessimistici… deviatamente punk. Coinvolgono, divertono, intrattengono. Voce pulita e quasi magica… ma tutto ciò che emerge da questo bel disco è un umore tetro, falsamente allegro, vicino al suicidio… un suicidio che viene esaltato, reso quasi trionfale.
(Autoproduzione) Certo, lo sanno tutti: la Norvegia è la patria del black metal, e questo non può essere messo in discussione. Ma i gruppi norvegesi dediti a sonorità più classiche, rari quanto capaci, hanno sempre un gusto spiccato per la melodia accattivante, per l’arrangiamento di sostanza, per il tocco di classe inserito al momento giusto del brano… mi vengono in mente, ad esempio, i
(Avantgarde Music) Freddi come la morte. Oscuri come l’abisso. Letali come una piaga. Depressivi come la fine. Tornano i maestri Francesi del black metal. Tornano con una nuova dimensione. Il leader Lord Lokhraed, capace di scatenare l’inferno nonostante la sua anomalia alla mano sinistra (quella della tastiera della chitarra…) si ripropone non più come one man band ma come
(Napalm Records) Per me i Legion Of The Damned restano il solito e prevedibile gruppo musicale thrash metal. Senza disprezzare, ma questi ragazzi di Venlo, Olanda, sono fedeli ad uno stile che album dopo album consolida la loro appartenenza al genere e senza darne contributi significativi e vivendo nel rispetto della tradizione. Dunque “Ravenous Plague” non si sposta dalle linee del precedente
(Hells Headbangers) Ne ho sentite tante di porcherie, bestialità, abominii, perversioni e pazzie di carattere sonoro, ma questi aggettivi li uso in senso buono, cioè volendo dire il contrario di ciò che significano. Un’antifrasi. Nonostante ciò i Macabre sono quel genere di autori ‘disturbati’ e disturbanti che mi porto nel cuore, o forse nei neuroni. Il loro sound mi si è tatuato nelle fibre
(Kaotoxin Records) Se vi dicessi che il duo We All Die (Laughing), recentemente fondato dal cantante Arno Strobl e dal polistrumentista Déhà, ha pubblicato un ep composto da un unico brano di 33 minuti e 7 secondi, che cosa pensereste? Un avvio sussurrato, un crescendo lento che si apre alla disperazione assoluta, con larghe fasi che vanno da toni post metal ad altri
(Ektro) Dopo il singolo “Beer And Ribs” (
(Paragon Records) C’è una cosa per la quale io, e forse anche il resto della Redazione, debbo ringraziare Metalhead, ovvero il fatto di dovermi cimentare delle volte con band che praticano generi che abitualmente non ascolto e delle quali non comprerei nulla. Doverlo fare significa documentarsi e comprendere in che direzione sta andando la musica. Non amo il symphonic black metal.
(Devouter Records) Giuro, non so quante volte ho ascoltato questo lavoro dei Solar Halos e alla fine nemmeno ho capito quanto possa piacermi, anzi convincermi. Le cose stanno così. In effetti è un tipo di sound che rientra nelle mie preferenze, perché al centro di un’ipotetica convergenza tra heavy psych, sludge e noise. Avete presente quelle tipiche canzoni che sembrano delle marce
(Mulligore Production) Il suddetto e primo album di questi spagnoli è stato creato con dei pezzi che sono comparsi in uno split con i connazionali Mortaja del 2012. Invece le quattro canzoni “No Tendrá Piedad’, ‘Mi Propio Enemigo”, “Inocentes en mis Manos” e “Y la Sangre Llegó al Río” sono state registrate per una seconda volta nel luglio 2011, mentre “Ansia” e “La Última Guerra” sono del 2012
(Autoproduzione) Dalla zona di Parigi arriva un death metal figlio delle correnti moderne, del groove, dell’alternative, c’è anche del crust, ma rimanendo nella sostanza sempre death metal. Un atto musicale muscolare e dunque con tanta forza e dinamismo, tenendo d’occhio alla melodia che gli Infectious Hate sembra non vogliano mai far mancare nei loro pezzi. In rilievo poi il growl del cantante
(Autoproduzione) Un prog metal con influenze psichedeliche e vocals prevalentemente in screaming non è cosa che si senta tutti i giorni… onore quindi ai Barishi, del Vermont, che ci propongono oggi il loro debut. Peccato che sia impossibile derivare qualche notizia su di loro dal web… escono solo informazioni su una carta di Magic! “Holy Mountain” inizia su cori da
(Revalve Records) La civiltà umana è destinata ad estinguersi o mutarsi e ridursi drasticamente, oltre ad impazzire. Questa è nella sostanza il messaggio degli Hecate, autori di un death metal estremo e dai tratti brutal e neo-grindcore, i quali dichiarano questo messaggio in italiano. Nonostante ciò occorrono i testi davanti ai vostri occhi per arrivare alla loro totale comprensione.
(GlobMetal Promotion) Decisamente pochine le informazioni in rete (almeno in alfabeto latino) sui Morguenstern, band russa fondata già nel 2001, ma subito scioltasi per riformarsi solo l’anno scorso e pubblicare quindi il debut. Chi dalla copertina si aspettasse una sorta di heavy’n’roll dai toni horror, o magari un heavy/punk scanzonato e caciarone, è decisamente fuori strada: la band suona
(Blacksmith Records) Nonostante questa band definisca il proprio stile death metal o death ‘n roll, a me sembra che in realtà una death ‘n roll/thrash metal band. Proprio il germe del thrash metal contamina praticamente tutti i brani, ma di certo quella scanzonata e andante attitudine d’n’r si fa sentire e soprattutto per l’ascendenza retrò all’interno di alcuni riff. Il cantato è fissato tra
(Witches Brew) Prima di passare alla recensione di questo 7’’, sono stato un po’ sul sito degli statunitensi Midnite Hellion, e ci ho trovato così tanta passione per l’old fashioned heavy metal da restarne sbalordito! Dopo un demo e un ep i nostri saggiano ancora il mercato con questo singolo, e presentano la nuova cantante PJ Berlinghof, che conosco per via dei Twilight Odyssey: il loro
(Agonia Records) Oscuri, estremamente oscuri. Diffondono il male dalla Repubblica Ceca e fanno un passo avanti, raggiungono un livello più alto, diverso, dissacrante. Tecnica e composizione sono più intensi, più complessi, ed il risultato offre una inclinazione quasi moderna, con remote influenze industriali. Imponenti le tracce, tutte di durata epica (tre delle sei presenti si aggirano sui dieci minuti
(Chaos Records) Messicani ma da anni trasferiti a Seattle, i Sol Negro sono una vera band underground: il loro terzo disco è uscito prima soltanto in cassetta, e soltanto adesso c’è una riedizione in cd e vinile. Musicalmente i nostri ci propongono una sorta di incrocio fra i Venom, i Trouble e i Witchfinder General, con una marcata propensione per l’estremo piuttosto che per il classico doom metal