THE LAST ALLIANCE – “Lost in Legend”
(Autoproduzione) Può un solo brano valere l’acquisto di un disco? Appena ho sentito in internet “The lost Tales”, il singolo che i newyorkesi Last Alliance hanno scelto per promuovere la propria musica in rete, ho capito di sì. Un brano così epico e maestoso mi ha riportato a quel tempo mitologico in cui i Manowar (altro…)
(Pure Steel/Audioglobe) Quante volte ho già detto che in ambito metal le avevo viste tutte? Devo ricredermi ancora una volta! Gli Skinflint sono un trio classic heavy del Botswana (Africa meridionale, fra Namibia e Sudafrica), composto peraltro da un bassista e da un fratello e una sorella con nome italiano, Giuseppe
(Frontiers Records) Non riposa mai Jorn. Canta. Fa concerti. Fa album. Instancabile corvo nero, non passa anno senza una o due delle sue release, una o più partecipazioni al altri progetti, una o più tourné. “Traveller” è il primo vero album di inediti dopo il bello “Bring Heavy Rock To The Land” -in quanto la parentesi di
(W.T.C. Productions) Un nuovo album degli Acherontas è un nuovo giro turistico, ma all’inferno. Una passeggiata sulfurea, dannata, maledetta, segnata dal male latente del Regno di Sotto e dall’epica di miti ancestrali. Mostruoso il sound dei greci, sempre potente e scorrevole come un fiume di lava che si lancia a valle
(Metal on Metal Records) Onesta formazione tedesca di heavy metal ultraclassico (e guardando la copertina direi che non potrebbe essere altrimenti), i Metal Law hanno pubblicato “Lawbreaker” nel 2008; grazie all’interesse della Metal on Metal Records questo disco torna sugli scaffali dei negozi completo di tre bonustracks.
(Autoproduzione) Con tre album in sei anni i polacchi Animations tracciano un loro percorso stilistico che per alcuni è fatto di progressive metal, mentre per me è definibile come tale solo se lo si intende come un crossover di generi, cioè la fusione di più direzioni di stile le quali creano un sound muscolare
(Massacre Records) Non male il concetto compositivo degli Zombie Inc., ovvero impiantare in un death metal classico accenni di modernità, melodie, spunti rock/death ‘n roll, qualche sampler, cenni splatter e tutta una fiera di idee che denotano la voglia di scherzare, di fare ironia. Martin Schirenc, cantante, trasferisce
(Memorial Records) Esistono delle band che di tanto in tanto realizzano degli album i quali testano il polso alla scena. Sono degli indicatori di ciò che è lo stile musicale, o uno dei tanti, in quel momento e come si comporta. Per stile intendo non un genere, ma come più fenomeni riescano a collimare e coesistere, influenzarsi
(Scarlet/Audioglobe) Ricordo ancora quando gli appena fondati Infinita Symphonia mi mandarono il loro primo demo, che recensii per una webzine oggi scomparsa… ebbi la netta impressione di un grande potenziale, ma anche di una certa ‘distrazione’ nel songwriting… nel senso che in una scaletta accattivante c’erano un paio
(Hot Steel Records) Energia e colori, penso a questo guardando la cover di “Held Breath”, ma anche a Van Googh, con quelle linee di colore vagamente alla “Notte Stellata” dell’Olandese. Arte, con la consapevolezza di saperla fare o accostandosi con senso e logica. I casertani Over The Edge sono artisti dell’alternative rock
(SG Records) Agile e per nulla cervellotico progresive metal per i Silver Lake, una band italiana che consolida le proprie capacità attraverso questo secondo album che annuncia melodie fresche e accattivanti. Un equilibrio di stile interessante, però qualche canzone poteva essere basata su un minutaggio
(Autoproduzione) Sono norvegesi, sono giovanissimi, e soprattutto sono puri e true! L’esordio discografico dei Fear Theories è questo ep di metallo classico decisamente coinvolgente e ben strutturato. E alla fine, come ho detto tante volte, la differenza fra gli infiniti prodotti che affollano il mercato spesso sta solo qui: nell’attitudine,
(My Kingdom Music) Francesco Palumbo, boss della My Kingdom music, è uno che ha la vista lunga e credo che per tirare avanti un’etichetta, soprattutto in un’epoca segnata da pirateria e crisi economica, una qualità del genere è davvero preziosa. La My Kingdom possiede un roster variegato e curato in tutte le sue possibili
(Suicide Records/Give Praise Records) Musica dalla quale salta fuori la radice Entombed della loro versione hardcore e chitarre dal fragore roboante, thrash/death metal ma con un piglio crust che va ad infettare questo sound energico e tumultuoso. Gli Age Of Woe sono di Gotheborg e non di Stoccolma, come gli Entombed, ma
(Nuclear Winter Records) Gli svedesi Trial potrebbero essere noti a qualcuno lì fuori per il loro debut di horror metal, “The Primordial Temple”, dell’anno scorso: oggi pubblicano per la Nuclear Winter Records un 7’’ ovviamente limitato a 500 copie. Dopo un’intro da messa nera, “To Dust” si rivela un pezzo kingdiamondiano,
(Kaotoxin Records) Esce il 5 agosto in Francia e il 3 settembre in Gran Bretagna e USA questo split con diciannove pezzi firmati da Infected Society, F IS For Fuck You e Miserable Failure. I primi sono costituiti da membri di Yyrkoon, Drowning, Ashura e Decline of Humanity e oscillano mostruosamente tra grindcore
(Fono) All’inizio dei tempi i Fade Out erano una band gothic metal, poi le cose sono cambiate e la formazione russa ha votato la propria musica al nu metal o comunque a qualcosa di molto simile, dunque un metal moderno, muscolare, cattivo, distorsioni che sanno di acciaio e ritornelli che puntellano i pezzi cercando
(Cyclone Empire) Dietro questa meravigliosa copertina si nasconde il quarto album degli svedesi Ereb Altor: per fortuna, oserei dire, gli svedesi hanno fatto marcia indietro rispetto a quanto ascoltato su “Gastrike” (le mie lamentele
(W.T.C. Productions) Malvagio. Violento. Ispirato dall’oscuro. “Surrealist Satanist” non lascia spazio a nessun senso di pace, di pietà, di calma. I blacksters tedeschi, ormai con molti anni di attività sulle spalle, ritornano con il terzo full length il quale rimane fedelissimo ad uno stile cattivo, sporco, pieno di riff malati e veloci,
(Autoproduzione) “Ascent” è il secondo EP per questa band russa, mentre il precedente prende a nome quello della formazione. La direzione dei Promise To Take è vicina al death-thrashcore con alcuni lievi flussi di metalcore, soprattutto per alcuni breakdown o qualche inserto melodico nei ritornelli. “Cold Blood Poetry” è una
(Scarlet/Audioglobe) Gli Angels of Babylon sono uno dei tanti progetti di Rhino, batterista di manowariana memoria: da notare la particolarità per cui la band ha una line-up per i concerti americani e una per quelli europei (il solo drummer suona in entrambe)! “Thundergod” è il secondo album di questa formazione, il primo
(Indie Recordings) Allucinato. Sconvolto. Contorto. Imprevedibile. Pieno di rabbia, di furia, ma anche di una luce, la luce generata dalla profonda fede (cristiana) che si rivela nei testi. Musicalmente siamo di fronte ad una opera maestosa, un death metal ultra tecnico, che in un certo senso ricorda Cynic e Carcass, ma che vanta
(Black Widow Records) Come suonerebbe la musica anni ’70 se fosse scritta con i canoni stilistici moderni? Ovvio, certe cose devono restare: le copertine piene di colori creati sotto l’effetto degli acidi. Organi e piani classici nell’impostazione e nel suono. Ma l’ascoltatore moderno, l’equivalente moderno dell’ascoltatore anni
(Metal Blade/Audioglobe) Sono sicuro che questa recensione farà arrabbiare qualcuno… ma andiamo con ordine. Sono un discreto fan degli Amon Amarth, forse mi sono perso qualche uscita ‘minore’ ma i loro full-length li conosco tutti, e il vinile dell’ultimo “Surtur rising” sta in bella mostra nella mia collezione.
(AFM/Audioglobe) Gli Hibria spopolano in Sud America e in Giappone (hanno da poco edito anche un live/dvd girato in terra nipponica), ma in Europa sono poco noti: MetalHead è uno dei pochissimi siti italiani ad aver pubblicato una recensione del precedente “Blind Ride” (
(Massacre) Ascoltare un album degli Agathodaimon è qualcosa a metà tra un déjà-vu e un atto scontato. E’ dai tempi di “Blacken the Angel” che la band tedesca sforna album dove le prime canzoni sono dei fulmini che abbagliano e solleticano la bramosia di metallo maestoso dell’ascoltatore che si approccia, salvo poi
(Nordvis) Il black metal di questi svedesi mi garba. Ha quella giusta attitudine selvaggia e quell’odio indolente. Le tastiere che affiancano le chitarre sono leggere, non imponenti, non coprono troppo le melodie e aiutano a renderle seducenti. Tuttavia “Till Stilla Falla” possiede una batteria spesso sfalsata nei volumi
(Bakerteam Records) I Mechanical Swan di Carpi sono quattro musicisti, cioè un cantante, batteria e due chitarre, delle quali una presta il proprio musicista anche alle tastiere; alla fine la band delinea una sorta di rock-metal dalle sonorità moderne e dall’atteggiamento molto simile al power rock e a quelle forme rock
(Napalm/Audioglobe) I Lonewolf mi piacciono (l’ho già detto chiaramente
(Sepulchral Productions) Una visione del mondo senza speranza. Depressione. Black metal che ne assume le sembianze, trasformandosi in suoni profondi, atmosferici, pensierosi. Un album dal sound corrotto, malvagio, una sfumatura più tetra del nero più profondo. Drumming quasi dissonante su chitarre laceranti, ossessive,
(Rancore Records) Sono dei musicisti milanesi i Seditius e giocano a mischiare il rock con il blues, l’hard rock, l’alternative, lo stoner e cose simili. Sono percorsi stilistici prefissati, ma che si alternano secondo una logica e il gusto della band. L’EP propone atmosfere vivaci e nelle sette canzoni si avvicendano atmosfere nuove, per via
(Napalm/Audioglobe) “Wachstum über alles” è il singolo apripista per il prossimo album dei Saltatio Mortis, previsto nientemeno che per il 16 Agosto: il maxisingolo presenta il brano, critica corrosiva dell’economia mondiale di questi anni (il titolo significa pressappoco “Lo sviluppo al di sopra di ogni cosa”), in ben cinque
(Autoproduzione) Suoni. Nient’altro che suoni. E’ la mente umana che costruisce la differenza tra suono, rumore, musica. Ma essendo proprio la mente umana a classificare, confinare, una qualsiasi onda sonora dentro di una categoria, è certo che si tratta di una interpretazione sempre soggettiva, assolutamente
(Erga Editions) Un teatro del Metal. Deve essere l’idea fissa di questo strambo artista italiano (precisamente di Genova) che già nell’ormai lontanissimo 1980 (annus mirabilis) aveva intitolato il suo primo disco “Perseo Miranda and His Theatre “. Il disco infatti riprende le sonorità del Precedente “Firmament” del 2011, e il tratto
(Svart Records) Un’ora e venti. Tempo trascorso. Mi risveglio da un torpore, con un senso di angoscia. Tutto appare cambiato. Tutto è morto. Tutto è marcio. La luce è oscura, l’aria è tetra, l’atmosfera è opprimente. Un dio oscuro, una divinità oscena, uno spirito perverso. “Dakhmandal”, quarta opera dei misteriosi finlandesi