HOULE – “Ciel Cendre et Misère Noire”
(Les Acteurs de L’Ombre Productions) Si va al di là del mare, dell’orizzonte. Luoghi battuti anche da venti inclementi e nei quali marinai ambiziosi e coraggiosi vanno in contro. “Ciel Cendre et Misère Noire”, ‘cielo cenere e miseria nera’, si svolge in un oceano, attraverso una storia definita dal cantato di Adèle Adsa. Lei è una sorta di demone: il suo registro vocale è in scream o ringhiante e sembra quasi demoniaco. In alcuni frangenti la Adsa lancia degli strilli impressionanti. Al contempo dietro a questa vocalità c’è un mélange tra death-black-thrash, ampie linee melodiche e approcci sparsi di natura technical o prog. Non sempre i parigini Houle viaggiano su tempeste infuocate, riescono anche a creare frammenti di atmosfera per rendere da una parte la sezione canora adattata ai testi, dall’altra per avere più ponti per allacciare le diverse parti estreme, saettanti e infuocate. Melodicamente la band riesce a stare nell’ambito di un melodic blackened metal con qualche variazione in stile pagan, in ciò proprio i testi, almeno da uno soltanto intercettato per iscritto, hanno il focus non definitivamente sull’oceano ma certamente è l’essere umano il protagonista e sua la sfida che sente dentro e vive nelle sue avventure. Musica, un idea testuale e un sapere rendere tutto al massimo grado in “Ciel Cendre et Misère Noire”.
(Alberto Vitale) Voto: 8/10

(Purity Through Fire / Amor Fati productions) Sensibile comunanza di intenti, di stile e approssimativamente dei suoni tra Häxanu e Greve, band che se pur appartenenti alla religione del black metal provengono da latitudini diverse. Häxanu sono Lex Poole (Chaos Moon, Krieg, Skáphe, Ringarė e altri progetti
(Sentient Ruin Laboratories) Hässlig è un progetto spagnolo di D.B. il quale è anche coinvolto in Negativa e Délirant. “Apex Predator” è il debut album che inquadra uno stile sospeso tra black metal ruvido e con ascendenze arcaiche, tipo Mayhem, come in “Slaves”, e Darkthrone, ad esempio in “Baby Snatcher” oppure
(Purity Through Fire) “Blazoned Heraldry” è il demo d’esordio del caratteristico duo Heraldic Blaze, ovvero il cantante, flautista e bassista Argent Pale e il chitarrista Peregrinus. Statunitense
(Iron Bonehead Productions) Gli Heresiarch di “Edifice” sono della Nuova Zelanda. Pubblicano il secondo album che è una sfuriata di death/black metal ruvido con
(Agonia Records) La veemenza del sound degli Hour Of Penance è da sempre la prima cosa che arriva quando si ascolta un loro lavoro. Questo, “Devotion”, è il nono album in studio per la brutal death metal band che lo ha registrato allo Hertz, lo stesso di Vader, Decapitated e Behemoth. Anche “Devotion” è ascrivibile per 
(Century Media Records) Un nuovo album per la death metal band laziale che ha pubblicato il suo ultimo, “Simulacrum” nel 2019 e successivamente un EP, “LV-426”, nel 2021. Superato quel per tutti nefasto 2020, Hideous Divinity tornano di prepotenza e ancora una volta con la Century Media, dimostrandosi come al solito una 



(Selfmadegod Records) La band del Queens, New York, esplode in faccia a tutti i metalhead il suo terzo album, dopo cinque anni dal precedente, dunque l’anno prima dell’avvento del Covid-19. I newyorkesi si rimettono al passo, dando seguito al proprio operato che li vede impegnati a suonare una commistione 
(Signal Rex) Gli Hollow Woods sono un’eccezione, come più volte sottolineato nella recensione del loro album precedente (recensione 


(Nordvis Produktion) Pura e devota invocazione di energia primordiale con questo debutto della svedese Linnea Hjertén, un album che rappresenta una fusione ultraterrena di folk etereo ed ambient rituale progettata per alimentare una esperienza sonora meditativa.
(Autoproduzione) Terzo album per Hyperia, band capitanata dai coniugi Colin e Marlee Ryley, marito e moglie nella vita e, rispettivamente, chitarrista e cantante in seno alla band la quale si presenta in formazione rimaneggiata per tre quinti, con l’entrata in line up del bassista Jon Power, il chitarrista Skyler Mills ed il batterista Aaron Bell. 
(Amor Fati) Emerge dal Belgio questo progetto denominato Herzog e nato qualche anno fa ma che solo oggi riesce a debuttare con un album. “Furnace” è una dimensione che si nutre di oscurità e sprigiona un freddo destabilizzante. Attraverso il black metal Herzog corona una fiumana
(earMUSIC) Gli Helmet, una delle migliori espressioni rock degli anni ’90, si sono riuniti nel 2004 e “Left” è il quinto album in studio da allora. Furono svelti con l’album “Monnochrome” che pubblicarono nel 2006 dopo appunto quello della reunion, “Size Matters”. Poi hanno impiegato quattro anni e poi sei e infine
(Purity Through Fire) Mini album di debutto per Hjemsøkt, un duo costituito dal polistrumentista Peregrinus di Solus Grief, Kvad e altri progetti e dal cantante Letaliis. L’etichetta li presenta come un omaggio al black metal scandinavo e cita come riferimenti al suonare dei due gli Enslaved, Ulver, Hades, Perished, Helheim, Taake
(Pride & Joy Music) Il sesto album degli Heimdall intitolato “Hephaestus” rompe un silenzio discografico durato dieci anni. La power metal band originaria di Salerno si ripresenta con i Calluori, Fabio alla chitarra e Nicola alla batteria, Carmelo Claps, altra chitarra che completa il nucleo storico. Gandolfo Ferro, cantante, è la stessa ugola
(Caligari Records) Debut album per i tedeschi Hallucinate, band formata da membri di Graveyard Ghoul e Karloff. L’approccio al death metal di questa formazione è piuttosto particolare, con partiture old school riconducibili agli Autopsy mescolate a una massiccia componente psichedelica che flirta con il prog ed il kraut rock.
(Season Of Mist) Una crescita indiscutibile da parte degli statunitensi Horrendous, nel loro calarsi in maniera totale nelle regole del progressive applicato al metal. Nascono 

(Svart Records) È noto da diversi anni e già non troppo tempo dopo le registrazioni di “Oriental Beat” che gli Hanoi Rocks non fossero contenti del risultato finale. Le registrazioni operate da Pete Woolliscroft all’Advision-studio di Londra, a 200 sterline al giorno, videro un mixaggio realizzato mentre la band era in tour. Il produttore 

(The Sign Records) Selvaggi, sporchi, volgari, sfacciati, rumorosi… Esattamente quello del quale il rock ed il punk hanno bisogno!
(Cherry Red Records) È proprio la title track ad aprire il nuovo album dell’immortale band britannica Hawkwind. Oltre 10’ come un viaggio che scatena sensazioni e la percezione di atmosfere lontane. Suoni che attraversano le galassie più remote in maniera vivace, stratificazioni di sintetizzatori, elettronica, percussioni, mellotron. Un riff ruvido