LEGION OF THE DAMNED – “Ravenous Plague”
(Napalm Records) Per me i Legion Of The Damned restano il solito e prevedibile gruppo musicale thrash metal. Senza disprezzare, ma questi ragazzi di Venlo, Olanda, sono fedeli ad uno stile che album dopo album consolida la loro appartenenza al genere e senza darne contributi significativi e vivendo nel rispetto della tradizione. Dunque “Ravenous Plague” non si sposta dalle linee del precedente (altro…)
(Nil8 Records) Nonostante alterne fortune e lunghissimi periodi di silenzio, i Leatherwolf sono comunque stati fra gli esponenti più interessanti della prima ondata di us power metal. Della lineup originale rimangono solo due membri e del sound delle origini quasi niente, ma i californiani hanno comunque scritto pagine importanti dell’heavy metal! Perché ora, dopo il poco convincente
(Shadow Kingdom) “Save Yourself” è il secondo (ed ultimo) disco dei Lost Breed, band che ha percorso le prime miglia sull’autostrada del metal in quel di Los Angeles. Re-issue a cura della Shadow Kingdom, questa pubblicazione originariamente risale al 1995, e segue perfettamente il filo del discorso iniziato con il primo disco della band. Più diretto, decisamente più oscuro
(Shadow Kingdom) Rock e doom. Uno scontro di energie e aspetti oscuri che anni addietro ha dato origine a molto del metal che sentiamo oggi. E poi è palese: ascoltare il primo full length dei Lost Breed fa pensare ad una sola cosa: questo è fottuto heavy metal! Forse perché i tempi sono cambiati, tutto si è arricchito, elaborato, evoluto… a volte pure ridicolizzato… ma un sound dei primi
(Ektro Records) Prodotto 100% riservato ai defenders, l’ep di debutto dei finlandesi Lord Fist ha una marcia in più rispetto ai tanti prodotti underground che affollano il settore. Quattro brani che più vintage non si può in scaletta. “Lord of the Night” è il buon vecchio heavy/speed sgangherato, stavolta forse con un tocco vagamente british in più; “Headless Rider” ha, infatti, delle chitarre che fanno
(Autoproduzione) Sporchi, brutti e sgraziati. Sono inglesi, e incrociano le strade del doom e dello sludge, con una vena hardcore. Cinque brani, poco più di un quarto d’ora di scuotimento, di mancanza di rispetto, di suoni grezzi e molto impattanti. Pesante e piena di ritmo selvaggio la opener “Burden of Pain”. Più melodica, sempre secondo il loro personale concetto di melodia, la seguente
(Scarlet/Audioglobe) I vicentini Lunar Explosion esordiscono nientemeno che su Scarlet Records con un buon disco di power metal saldamente ancorato ai modelli degli anni ’90. “Vasa Warship”, l’opener di questo album senza titolo, è quindi un power con gustose chitarre shred e un’anima che direi neoclassica: la velocità delle ritmiche e l’epicità dei cori lo testimonia abbastanza chiaramente.
(Vox Inferi) Manifestazione occulta e affascinante di Lviv, ovvero Leopoli, Ucraina. Un sound nato dalle ceneri del black metal e che si tramuta in una sorta di dark ambient neoclassico, a volte barocco e sinfonico, scuro e maledetto, sacrale, elettronico o anche psycho-folk. C’è molto in questa saga dell’orrido, della tradizione romantica e gotica.
(Alive) Lo so, sono l’ultima persona al mondo che dovrebbe recensire un album di apocalyptic black metal. Ma lasciatemi spiegare! Era probabilmente il 2006 quando, durante un periodo di lavoro in Germania, capitai a un piccolo festival chiamato Winterbreath. L’evento era organizzato ‘alla tedesca’, quindi con band di ogni tipo e genere: prima di godermi un po’ di power
(Napalm Records) Nuovo album e nuove meraviglie per Liv Kristine e il suo consorte, nonché cantante degli Atrocity, Alex Krull. Anche questa volta Liv e tutti coloro che le ruotano intorno offrono al pubblico metal un album di una certa bellezza e di grande taglio melodico, ovviamente dominato dalla matrice sinfonica, vera ossatura di questo “Symphonies of the Night”.
(Secret Entertaiment) Generalmente sono maldisposto nei confronti delle band che cantano in finlandese, lingua parlata da circa sei milioni di persone (meno di quante parlino il veneto o il napoletano!) che però, per una scelta nazionalistica, viene sempre più scelta dalle formazioni della Terra dei mille laghi. E mi irrito perché non posso comprendere in nessun modo il messaggio e quindi
(Metal Mind Records) L’occhio cade su una dicitura della Metal Mind che definisce il terzo lavoro dei polacchi Leash Eye come hard rock in stile 21° secolo. Viene da sorridere se penso che questo stile contemporaneo altro non è che hard rock, stoner, rock seventies. Il tutto è un southern metal molto vivace, graffiante, pieno di energia. Insomma un sound da 21° secolo
(SPV/Audioglobe) Fra le decine di band che si chiamano Legion ci occupiamo qui dei giovani americani dell’Ohio, che arrivano al debut attraverso una etichetta prestigiosa come la SPV. In “Woke” ascoltiamo un death-core potente ma canonico, che ricorda in più punti gli Oceano e in altri i Meshuggah. Fin da “And then, the Devil said” si fa notare il growling profondo e demoniaco di Michael Guilford; “Righteous Dictation” ha una struttura da modern thrash, “Priest” è un vero terremoto (il livello di distorsione del basso è
(Nordvis) Ossessive melodie, decadenti, che costruiscono una visione dell’infinito, di uno spazio senza fine, di sensazioni senza fine. Nuovo EP del progetto solista di Nachtzeit, ideatore di musica ambient tetra, profonda, riflessiva. Quattro tracce su quasi quaranta minuti ricchi di atmosfera, di musica sostanzialmente elettronica costruita su riffs di synth che fanno immaginare il cosmo, mentre una visone della terra viene definita da drumming e chitarre che rendono graffiante il percorso sonoro, talvolta sconvolto da rare
(High Roller Records) Ormai la storia si ripete all’infinito. Legend: una band misconosciuta della prima ondata NWOBHM, due dischi fra 1980 e 1982, lo scioglimento, venti anni di oblio, poi arrivano gli anni 2000 e tutto ciò che è cult diventa indispensabile. Gli inglesi si ricostituiscono come band, pubblicano un paio di raccolte, e quindi tornano a comporre inediti: l’ultimo “The Dark Place”, già uscito qualche mese fa su cd, viene addirittura riproposto su vinile dalla High Roller Records. Stavolta, devo dire, l’operazione
(Ektro Records) La christian rock band svedese Leviticus, recentemente riformata, raggiunse negli anni ’80 una certa popolarità nel paese d’origine; in onore della rinnovata attività della band, la Ektro Records ha deciso di ristampare il loro disco più apprezzato, “The strongest Power” (1985), sia in cd che in lp. A prescindere dalla copertina estremamente naïve, ci troviamo di fronte a un tipico hard rock ottantiano, senza caratteristiche
(Autoproduzione) I giovani Lambton Curse, di Arezzo, hanno preso la coraggiosa decisione di produrre per il proprio debutto assoluto non un ep o un singolo, ma un intero disco di dieci tracce: la registrazione è un po’ carente (soprattutto nella regolazione dei volumi e nei suoni di batteria), ma le idee ci sono, e ne esce fuori un onesto disco di power metal con qualche venatura epica. Dopo la classica intro alla Rhapsody,
(Another Side Records) Gotico. Pieno di lacrime. Pieno di sofferenza. Una sofferenza che si trasforma in rabbia, in urla disumane che emergono dal profondo dell’oscurità, portando in superficie una sensazione di dolore totale, una ferita aperta, una ferita che ha difficoltà a percorre la via verso la cicatrice, una cicatrice che comunque sarà permanente, orribile, sempre dolente. Duo di Mosca, composto dal musicista Alexey Mikhaylov e dalla bella Mila Ianova, che si basa un profondo e struggente gotic metal,
(Limb/Audioglobe) Per chi frequenta l’underground heavy/power tedesco, Till Oberboßel non è un nome sconosciuto: i suoi Elvenpath sono, per quel che mi riguarda, l’ultima band all’universo (magari potremmo affiancargli giusto i Crystallion) a suonare un power metal europeo assolutamente primordiale, da fine anni ’80-inizio anni ’90, come quello dei Chroming Rose, degli Avalanche o (soprattutto)
(Napalm/Audioglobe) I Lonewolf mi piacciono (l’ho già detto chiaramente
(Pesanta Urfolk) Emozioni. Ci sono solo emozioni. Non ho idea di come descrivere questo album. Forse è impossibile. Forse le emozioni che provo sono troppo forti, e mi bloccano la mente, me la imprigionano in una dimensione strana, dove regna la calma, la pace, un’atmosfera quasi divina. La musica sembra scolpita,
(Deadlight Ent.) Anche i musicisti francesi lasciano la propria patria per cercare fortuna all’estero. Lo hanno fatto i Loading Data verso il 2002 per accasarsi a Los Angeles e cercare i canali giusti. Il nuovo album vede l’assistenza alla consolle di Alain Johannes (Eleven, Queens of the Stone Age, Chris Cornell band,
(Infernö Records) Cosa c’è di più cult di un ep uscito inizialmente soltanto su vinile, che dopo qualche tempo una piccola etichetta francese ristampa su cd e (è vero, giuro!) su musicassetta? I Lady Beast della Pennsylvania, guidati dalla graffiante Deborah Levine, vi propongono quindi poco più di mezzora di heavy metal così old school da fare invidia ai Riot! I brani sono tutti veloci e istintivi, così classici che trasudano passione: il riff genuinamente speed della titletrack, il groove
(Punishment18 Records) Complesso. Intelligente. Elaborato. E’ questa la descrizione di questo terzo album degli Italiani Lunarsea. Esperti, capaci, navigati: hanno suonato ovunque, fatto decine di concerti, fino al trionfo che li ha portati a guadagnarsi l’apertura per i grandi Dark Tranquillity in Italia. C’è molto death metal
(Deadlight Entertainment) Linee di basso che si snodano attraverso questi tre quarti d’ora grezzi, pesanti, ruvidi. Linee di basso che supportano una chitarra sporca, essenziale, feroce, con una voce che si pone in equilibrio tra un timbro melodico ed un tono rauco, tirato, graffiante. Sono francesi, di Strasburgo.
(Napalm Records) I tedeschi Lacrimas Profundere sono un esempio di gothic commerciale, cioè fruibile, di consumo. “Antiadore” risponde canonicamente a questo modo di essere ed è indubbiamente un lavoro ben confezionato. Una produzione quasi eccellente e che rispetta un canovaccio stilistico
(Collectors Dream Records) Non ci capisco mai un accidenti con gli L.A. Guns. Una delle bands più incasinate del mondo. Una band creata da un tizio (Tracii Guns) che la molla e ne riforma un’altra con lo stesso nome (per poi sopprimerla). Sdoppiamento di personalità del monicker. E che dire dei membri? Oltre 40 persone
(Dominus Records) Gli australiani Lord sono la nuova incarnazione dei Dungeon, una band che conosco molto bene perché, nello scorso decennio, pubblicò diversi dischi di power energico e melodico (stile Gamma Ray, per capirci) presso la Limb Records. Questo ultimo progetto, che si raccoglie ancora presso il cantante
(The Grind-House) Per i dieci anni di attività i Lair Of The Minotaur tirano fuori questo 7’’ in versione limitata a 300 copie, oppure in digital download nei vari store online, contenente “Godslayer” e “The Black Heart of the Stygian Drakonas”. La prima canzone sembra qualcosa dei Bolt Thrower, ma portati su terreni più veloci
(Acid Cosmonaut Records) Dove il doom sconfina nello stoner, dove gli anni ’70 si fondono nei ’90, lì siedono i belgi Lothorian: una formazione giovane e interessante, che non ha ancora pubblicato un album ma è al secondo ep. Un basso iper-distorto, chitarre tenebrose e un drumming che dà molto risalto ai piatti
(Massacre Records) Ascolto con piacere questo album. Un ottimo black metal di stampo moderno, sicuramente non grezzo, ma nemmeno prettamente sinfonico, uno stile che probabilmente si colloca a metà strada tra il death ed il black. E’ un album piacevole ,godibile, tecnico e potente.
(Autoproduzione) Direttamente da Vienna ecco il primo full “length” degli Austriaci Lowbau. Uno di quei dischi che, data la sua ricchezza e poliedricità di stili, risulta difficile da commentare in maniera completa al 100%. Già dall’introduzione comunque si avverte subito il tocco southern che la band
(Nuclear Blast) Nati a Jyväskylä, in Finlandia, osannati per la loro abilità nella material thrash metal, ma anche speed, e ancor di più per l’età dei singoli (tra i 17 e i 19 anni), finiti nella mani di Nino Laurenne (Amorphis, Ensiferum, Lordi) nei Sonic Pump Studios
(Unique Leader Records) I Lecherous Nocturne non sono gli ultimi arrivati nella scena death metal americana. La band del South Carolina è attiva dal finire degli anni ’90, ma il primo album è del 2006, mentre questo “Behold Almighty Doctrine” è il terzo.
(All Hard Rock) Miscela esplosiva: follia inglese e hard rock californiano. Roba da maneggiare con estrema cura. Una cassa di nitroglicerina lanciata in aria… sbagli la presa e tutto si vaporizza! Sono pazzi. Sono i Motley Crure inglesi. Anzi, ci sono delle somiglianze