Le nostre recensioni di novità o album già in circolazione, le impressioni, le sensazioni, le analisi e dei nostri ascolti su tutta la musica della scena metal & rock.
GRIFT – “Fyra Elegier”
(Nordvis) Black metal pieno di malinconia. È questa l’essenza di questo duo svedese. Il loro sound è pesante, ossessivo e ripetitivo. Con queste quattro tracce sono capaci di diffondere una sensazione di desolazione che cattura l’attenzione con la violenza psicologica delle tematiche orientate verso l’insignificante esistenza umana (altro…)
(Pesanta Urfolk) Riedizione di “Cold Of Ages”, uscito l’anno scorso su Profound Lore, ora riproposto in vinile da 200 e 160 grammi. Album che stravolge il precedente (che era il debutto). Vengono abbandonate le teorie noise, le atmosfere, i concetti oscuri per dar spazio a molta più musica suonata. Rimaniamo su pezzi lunghissimi
(Autoproduzione) I The Beyond di Trento hanno dentro al sangue e nei neuroni il death metal, quello degli anni ’90. Old style in piena regola (la copertina poi ne è un buon segnale) basato su chitarre dai suoni cupi, ruvidi e da incubo e linee melodiche allucinate e macchiate di sangue e decadenza. Circa 15’ da obitorio, arredato da
(Sociopathic Sound Records) Zozzi e marci. Sporchi e irriverenti. ironici e fottuti! Grinders di Birmingham che per 17’ in questo EP senza titolo spaccano i timpani con grindcore annacquato da brutal death metal e bordate crust. Alcuni brani introdotti da scherzi telefonici, con a tema la parola “pig”, tanto per rendere
(This Is Core Music) Band nata da poco, questi Hydra, ma a quanto sembra l’affinità tra i vari musicisti si è già definita. Un melodic death metal energico, muscolare, con innesti groove/thrash metal e metalcore. Gli Hydra sono l’onesta e ovvia derivazione della scuola melodic death metal svedese e di come questa dopo tanti anni
(Sepulchral Productions) Nuovo fenomeno della sulfurea e gelida scena Quebecois black metal canadese, in vita da poco tempo ma tanto attivo dal punto di vista delle pubblicazioni underground. I Neige Éternelle si presentano finalmente con il debut album e il genere è ovviamente il black metal esercitato con suoni scarni
(Transubstans Records) La musica degli Space Mirrors va ben oltre la concezione canonica del termine; ciò che è contenuto in questo disco è un vero e proprio viaggio nella sfera onirica delle sette note. Fin dall’apertura del lavoro sono le atmosfere l’elemento principe del sound, i registri sonori si rifanno
(Autoproduzione) Fin dalle prime note questo debut ep degli Stormhold si presenta come un lavoro di melodic death metal che non tralascia anche spunti di black metal sinfonico. Ad essere sincero l’incipit di “Another Day” non fa ben sperare, un inizio a dir poco caotico, con la batteria e le chitarre soprattutto
(Svart Records) Viaggio nello spazio. Come dice il titolo, autostrada verso lo spazio. Qui non c’è metal. Niente riff poderosi, o chitarre laceranti. “Kometenbahn” è un’esperienza digitale. Concetti futuristici legati a sonorità computerizzate ma anche retrò. Sintetizzatori, strumenti analogici. Ritmi pulsanti. Effetti. Ambientazioni remote,
(Napalm/Audioglobe) Non posso negare (e la prova è
(13th Planet Records/AFM) Puzzano di Ministry a chilometri di distanza i Deth Rok o per lo meno ne danno sentore. Nonostante l’assenza di notizie biografiche allegate al promo, la casa discografica è quella di Al Jourgensen, anche la copertina ha quella folle allegoria tipica delle immagini della sua band.
(Heart Of Steel Records) Sublime, coinvolgente, passionale. La chitarra di Luca ha un sound unico. Integra le influenze che derivano dai suoi interessi e dalla sua vasta esperienza, ma il risultato è decisamente personale, riesce a far viaggiare la mente, scollegare dal mondo, portando i sensi verso un livello di percezione superiore.
(Punishment 18 Records) Thrash diretto, schietto, spietato. Tuonano dal Giappone, sono in quattro, e hanno alle spalle una longeva carriera che li vede sulla scena dal 1988. Dopo una pausa di un paio d’anni tornano con questo nuovo album, che comprende undici tracce di metallo veloce, grintoso, ispirato alla tradizione del thrash
(My Graveyard/Masterpiece) Secondo disco per i varesini Balrog, che – sempre accasati presso la My Graveyard Productions – pubblicano il seguito del loro debut “A dark Passage”. Devo ammettere che il primo album non mi aveva colpito in modo particolare, ma questo “Miserable Frame” è una mazzata coi controfiocchi, una scarica
(Mausoleum) La formazione belga Max Pie, reduce da una certa esperienza live con Jon Oliva, registra il proprio secondo album negli studi del nostro Simone Mularoni dei DGM, che appare anche come guest guitarist in due tracce. Gli otto brani in scaletta sono quasi tutti molto lunghi, e in due casi si attestano addirittura attorno
(Autoproduzione) Dalle parti del Kansas arrivano quattro giovanotti dall’aria assortita, come quattro individui diversi per indole, carattere e aspetto che si mettono insieme per formare un complesso musicale. Il risultato è quello di creare un sound che va dal rock al metal, attraverso una gamma dunque assortita.
(Autoproduzione) Incredibilmente bravi! Ushiro Mawashi di Reggio Calabria, band di post metal-rock psichedelico totalmente strumentale. A dire il vero l’etichetta da affibbiare è ardua in quanto c’è post rock, metal, elettronica e psichedelia che coabitano come l’ecosistema di universo sconosciuto.
(AFM Records) Mat Sinner è il bassista dei Primal Fear. Nella sua carriera, oltre all’attività con varie band, tra le quali Sinner e Voodoo Circle, nel 1990 registrò un album solista che la AFM records ha appena ripubblicato, dopo un processo di remastering curato da Achim Köhler (Primal Fear, Brainstorm).
(My Graveyard/Masterpiece) Da buon defender of the faith conoscevo già i ferraresi Asgard: il loro debut “The Seal of Madness”, di due anni fa, aveva convincentemente impressionato l’ambiente old school, e mi chiedevo appunto se i nostri sarebbero stati capaci di confermare quanto ci avevano mostrato.
(Scarlet/Audioglobe) Adoro i Dark Moor: sono l’espressione più barocca e romantica del symphonic power metal, quel genere che nella seconda metà dei ’90 e nella prima metà dei 2000 andava per la maggiore, e che poi tutti hanno rinnegato, al punto che oggi le uscite di genere si contano sulle dita di una mano.
(Napalm Records) Dopo sette anni la nuova suprema colonna sonora dell’opera di Tolkien. Fantastica riproduzione musicale di una terra da sogno, creata con genialità, collocata nella fantasia. Tornano gli austriaci Summoning con un capolavoro estremo, oltre un’ora di immersione totale in dimensioni diverse,
(Pure Steel/Audioglobe) Con questo “Horror Fire”, originariamente edito nel 2006, la Pure Steel ha completato la ristampa in vinile di tutta la discografia degli Halloween (
(Autoproduzione) In Italia c’è qualcuno che vuole anteporre le nostre radici storiche per arricchire il metal del quale si fa portatore. Accade con i Tuchulcha (si legge tukulka ) di Volterra. La band proviene dunque dalla patria (non l’unica in Italia) degli etruschi e il nome, quello “di un demone etrusco dell’oltretomba
(Hellthrasher Distributon) I casi di omonimia nel metal sono molto comuni, specialmente in ambito estremo, è meglio quindi essere chiari fin da subito: quelli in questione sono la band svedese, artefice di un death metal truculento e malato nel più puro stile scandinavo primi anni novanta. Quasi in automatico si pensa
(Revalve Records) Ho la netta sensazione che stiano aumentando le female fronted band, tra l’altro un etichetta sessista e vuota. Il fatto che ci sia una donna al microfono condiziona la musica? Si? In che misura, qualcuno me lo spieghi. Questo aumento si sta verificando anche in Italia e i Sin Deadly Sin ne sono
(My Kingdom Music) Non ha importanza sapere chi ha etichettato i PTSD come alternative metal, ma l’impressione è che la band italiana viaggi negli schemi di un progressive leggero e che gioca ad alternare scenari, atmosfere e melodie. Incrocio di stili e sonorità attraverso strutture comunque moderne.
(Shadow Kingdom Records) Il doom è morte e decadenza, sofferenza e melodie malinconiche e i The Vein sono tutto questo. “Scouring the Wreckage of Time” è fabbricato con gli intenti e le idee di gente proveniente dagli Altar Oblivion di “Grand Gesture of Defiance” e da esperienze negli Ad Noctum. Gente danese
(Apathia Records) Costa Azzurra, un luogo bucolico, mediterraneo, patria degli Heart Attack e in contrasto con la particolare immagine che trasmette la particolare copertina. Quella fierezza nello sguardo e segni di battaglie e sofferenze sulla persona però ben manifestano la musica del complesso francese. Thrash metal da
(Southworld) I più informati fra i nostri lettori ricorderanno sicuramente gli inglesi Tank, fra i pionieri della NWOBHM: nel 2007 la band si è sciolta burrascosamente in due formazioni che… si chiamano anch’esse Tank e pubblicano in maniera assolutamente indipendente l’una dall’altra. Qui ci occupiamo del ‘debut’ dei Tank
(Invictus/Ajna Offensive) Tetre sensazioni, oscure emozioni. Tenebre sonore che divorano tutto. E tutti. Imponente secondo lavoro per gli svedesi Tribulation che tornano dopo cinque anni dal precedente “The Horror” con questa opera complessa, imponente, maestosa. Un’ora ed un quarto di metallo marcio,
(Limb/Audioglobe) MetalHead si è già occupata degli irlandesi Sandstone al tempo del loro terzo album (
(Napalm Records) Per la critica ci sono due Tristania: quelli fino a “Illumination” (2007) e quelli successivi. Di fatto il salto tra “Illumination” ed il seguente “Rubicon” è quello che evidenzia il cambio della cantante femminile. Molti ritengono che i veri Tristania, quelli in gamba, hanno cessato di esistere già con
(Indie Recordings) Da non confondere con gli Shining svedesi di Niklas Kvarforth, questa band Norvegese è in un certo senso l’estremizzazione della loro omonima Svedese. Considerando che entrambe sono bands che si spingono verso nuovi limiti, nuovi territori sonori, gli Shining di questo “One One One” non solo cercano
(My Kingdom Music) Reveletion’s Hammer è il nome che Accuser si è dato per questo progetto. Il polistrumentista norvegese è la mente di questo black metal dalle tinte classiche, affiancato però dal batterista Myrvoll (Nidingr e Good Seed). Black metal battagliero, delineato da una produzione che tende a pulire
(Indie Recordings) Nuove frontiere, nuovo odio, nuova violenza. La benestante Norvegia appartiene forse al passato del black. Ci sono oggi nuovi territori, pieni di acredine, oppressi da religioni spietate e prive di ogni barlume di intelligenza, imprigionati culturalmente da regimi assurdi, anacronistici, sanguinari.